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Le birre dello storico birrificio maltese CISK sbarcano in Italia

24/06/2016 - Le birre dello storico birrificio maltese CISK sbarcano in Italia Con Cisk Export Premium Lager, Cisk Pilsner e Cisk Strong Lager avvia le esportazioni in Italia Cisk, storica brewey maltase, le cui radici affondano nel 1840 quando il marchese Giuseppe Scicluna fonda la prima banca privata di Malta, mettendo in circolazione i primi assegni. Poco dopo il marchese inizia ad essere chiamato con il soprannome di “ic-Cisk”, dalla pronuncia maltese di “Cheque” (assegno, in inglese). Nel 1928, la banca sotto la direzione di John Scicluna, figlio di Giuseppe, prende le redini di un’azienda di un cliente che deteneva l’esclusiva per la produzione di birra Pilsner e Munchener, la Malta Export Brewery. Nel 1929 viene prodotta la prima lager con il nome di Cisk.
Nel 1948 la Simonds Farsons Limited, altro birrificio storico maltese, e la Malta Export Brewery si uniscono formando la Simonds Farsons Cisk Limited.
L’azienda negli anni è cresciuta costantemente tanto che nel 1995 Simonds Farsons Cisk è stata la prima azienda privata del paese a quotarsi sulla Borsa di Malta.
Oggi le birre CISK vengono prodotte dal birrificio Farsons Brewery ed esportate dalla Simonds Farsons Cisk plc. Entrambe le aziende fanno parte di Farsons Group che si occupa della produzione, vendita e distribuzione delle proprie bevande alcoliche e non, oltre all’importazione e distribuzione di prodotti food and beverage, inclusi vini e superalcolici.
In un’ottica di espansione dei mercati, la birreria Farsons considera l’Italia un naturale obiettivo, data la vicinanza territoriale e culturale. A tal proposito, negli ultimi anni Farsons ha investito molte energie e risorse per aumentare il livello di esportazioni e distribuzione dei propri prodotti in Italia, che vedrà nel 2016 un ulteriore incremento di investimenti.
Queste le birre Cisk da oggi presenti sul mercato italiano:
* CISK EXPORT PREMIUM LAGER
Splendido colore dorato, schiuma bianca, cremosa e dalla grana fine. Questa premium lager ha un carattere estremamente bilanciato, aroma e gusto legati a sentori erbacei conferite dal luppolo e alle note morbide e dolci date da malti selezionati. La qualità di Cisk Export Premium Lager è testimoniata dai numerosi premi vinti nel corso degli anni ai più importanti concorsi mondiali per le birre: dall’International Beer Challenge di Londra fino alla World Beer Cup.

* CISK PILSNER
Questa premium pilsner prodotta secondo l’antica ricetta del 1929, contiene solo luppolo della miglior varietà e malto Pilsner, fresco e delicato. Il grado alcolico leggermente più alto, la spiccata frizzantezza e il sapore corposo la distinguono da molte Pils, mentre resta caratteristica la piacevole nota finale amaricante tipica di questo stile. Una birra equilibrata, dalla qualità e dal sapore impeccabile.
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Cena spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori al Castello di Spessa di Capriva del Friuli

24/06/2016 - Cena spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori  al Castello di Spessa di Capriva del Friuli Al Castello di Spessa di Capriva del Friuli, il 12 luglio, appuntamento glam con il sofisticato Dinner Show del cartellone estivo dei Concerti del Gusto 2016 di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, che mettono in scena quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. La cena spettacolo sarà allestita in un contesto carico di suggestione, il parco storico che circonda il maniero, ora elegante Resort. Legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, il Castello di Spessa – le cui origini risalgono al 1200 - si trova nel cuore del Collio Goriziano ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club Castello di Spessa. Nel suo sottosuolo è scavata la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta, che Casanova definì “di qualità eccellente”.

Fra alberi secolari, gloriette, antiche statue en plein air si snoderà il percorso del gusto in 20 tappe firmato dagli chef dei 20 ristoranti del gruppo. A proporre l’abbinamento cibo-vino perfetto, altrettanti vignaioli delle più prestigiose aziende vinicole friulane. L’ouverture del dinner show - così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati - sarà affidata ai 14 artigiani del gusto, ovvero piccoli e grandi produttori agroalimentari di livello assoluto, uniti a ristoratori e vignaioli attorno ad uno stesso progetto: la valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia.
I dettagli del menu sono consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it.
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Brexit: il Consorzio di Montefalco vola già a Londra per presentare i suoi gioielli

24/06/2016 - Brexit: il Consorzio di Montefalco vola già a Londra per presentare i suoi gioielli L’eccellenza vitivinicola montefalchese sarà presente a The Definitive Italian Wine Tasting, uno dei più attesi e importanti eventi d’oltremanica dedicati al vino italiano che si terrà martedì 28 giugno a Londra.
Il Sagrantino sarà il protagonista della collettiva gestita dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, con la partecipazione delle 17 cantine aderenti: Antonelli, Benedetti&Grigi, Colle Ciocco, Colle del Saraceno, Di Filippo, Fattoria Colsanto, Il Colle di Saragan, Le Cimate, Tenute Novelli, Perticaia, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura-Cecchi, Tenuta Rocca di Fabbri, Tenute del Cerro, Terre della Custodia, Tudernum, Viticoltori Broccatelli Galli. Le denominazioni presenti saranno Montefalco Bianco DOC, Trebbiano Spoletino, Grechetto, Montefalco Rosso DOC e Montefalco Sagrantino DOCG.
Il Regno Unito, come riportato da WineMonitor, è tra i maggiori mercati di destinazione dell’export di vino italiano, al terzo posto con il 14% dopo gli Stati Uniti (24%) e Germania (18%).
“La strada intrapresa verso l’internazionalizzazione delle nostre denominazioni sta portando risultati considerevoli, e la Gran Bretagna rappresenta uno di quei bacini di importazione in cui continuare a investire per promuovere l’eccellenza vinicola umbra – dichiara Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco.
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LA NUOVA GAMMA PROVENANCE SINGLE CASK SCOTCH WHISKY

24/06/2016 - LA  NUOVA  GAMMA  PROVENANCE SINGLE  CASK  SCOTCH  WHISKY La scozzese Douglas Laing & Co. debutta coin la nuova gamma di Single Cask Scotch Whisky “Provenance”.
Si tratta di Malti provenienti da fusti singoli (Single Cask) di singole distillerie (Single Malt). Il loro invecchiamento varia mediamente dai 7 ai 14 anni, a seconda della distilleria e della botte selezionata. Tutti i Malti “Provenance” hanno una gradazione minima di almeno 46 gradi, non sono sottoposti a filtrazione a freddo e non utilizzano coloranti di alcun genere. Le bottiglie sono tutte astucciate, e hanno un design molto moderno e innovativo.
Ogni regione scozzese di provenienza (Provenance) è contraddistinta da un colore diverso (p.es. Speyside rosso, Highlands viola, Islay azzurro, ecc.). Ogni bottiglia e ogni astuccio riportano, in evidenza, la scheda tecnica del prodotto, comprensiva di data di distillazione e di data di imbottigliamento.
La Douglas Laing & Co. è una delle più antiche e prestigiose Società scozzesi indipendenti per l’imbottigliamento di Whisky di altissima qualità. Fondata nel 1948 a Glasgow da Fred Douglas Laing, è sempre rimasta un’Azienda a carattere famigliare, ed è oggi gestita dalla terza generazione. Da sempre, la sua specializzazione è quella di scegliere, imbottigliare e collocare sul mercato i Single Malt più particolari.
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"Il giorno che il Grillo..." seminario a Mozia sull'autoctono siciliano

23/06/2016 - Un grande appuntamento dedicato al Grillo, uno dei vitigni più identitari dell’Isola, è quello che si terrà sabato 25 giugno, per iniziativa del Consorzio di tutela Sicilia DOC.
“IL GIORNO CHE IL GRILLO” avrà luogo a Mozia, nella splendida cornice della Laguna dello Stagnone di Marsala, e culminerà nella degustazione dei vini Grillo Sicilia Doc, prodotti da 25 diverse aziende. Per gli appassionati del vino di qualità sarà una rassegna senza precedenti, interamente dedicata ad una tipologia che si candida autorevolmente a “vino dell’estate”.
Per addetti ai lavori e giornalisti è prevista una sessione mattutina, che vedrà protagonisti il professore Attilio Scienza, studioso di spicco della viticoltura internazionale, da molti anni impegnato in Sicilia sul tema dei vitigni autoctoni dell’isola, Giacomo Ansaldi, enologo del Vivaio governativo Paulsen e Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela dei vini Sicilia DOC. Nel corso dell’incontro si discuterà dell’origine territoriale del vitigno, del suo nome e delle sue caratteristiche distintive. Verrà così ricordato che la prima annotazione relativa al Grillo risale al 1873, così come nel rapporto del 1923, pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura, su “Notizie e Studi sui vini Italiani”, vista la sua importanza, la varietà viene riportata come tipica delle province di Trapani e di Agrigento.
Sarà anche l’occasione per parlare di come recenti studi genetici abbiano dimostrato che il Grillo sarebbe frutto di un incrocio tra Catarratto bianco e Zibibbo (Moscato di Alessandria), probabilmente ascrivibile al Barone Mendola, illustre studioso della viticoltura siciliana. Nel pomeriggio la degustazione dei vini da uve Grillo Sicilia Doc sarà aperta al pubblico, dalle 17 alle 22 (euro 15 incluso il battello per/da Mozia).
Mozia diventa così il fulcro da cui partire per raccontare la storia del vitigno; un luogo “Santuario” da sempre vocato alla viticoltura, all’interno della Riserva naturale dello Stagnone, racconta una pagina della storia della Sicilia, proprio nei luoghi dove i Fenici realizzarono una delle loro più importanti colonie del Mediterraneo.
Circondata da una distesa bianca e piatta, il paesaggio delle Saline descrive l’economia che dal primo millennio a.C. ruota intorno alla paziente e storica raccolta del sale. Una barca a fondo piatto è l’unica via “autorizzata all’attracco” sull’isolotto di Mozia, un tempo collegato da una sottile lingua di terra, una strada ormai sommersa, che permetteva il transito a piccoli carretti.
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Un Lagavulin™ ‘Exceptionally fine’ per celebrare il bicentenario della distilleria

22/06/2016 - Un Lagavulin™ ‘Exceptionally fine’ per celebrare il bicentenario della distilleria Il 2016 è un anno di festeggiamenti per il Lagavulin, uno dei più particolari Scotch Whisky Single Malt. Noto per il sontuoso naso torbato tipico delle Ebridi, per gli aromi corposi e complessi e il finale lungo, dolce e persistente, questo whisky racconta la passione, il patrimonio e la maestria che stanno alla base della sua distillazione.
Le celebrazioni del bicentenario inizieranno con il lancio di uno speciale imbottigliamento in edizione limitata di un Lagavulin 8 Year Old in onore di Alfred Barnard, il più famoso storico britannico del whisky dell'era vittoriana.
Verso la fine del 1800, Alfred Barnard, viaggiatore e primo “giornalista” al mondo esperto di whisky, nel corso di una visita a Islay si trova a degustare un Lagavulin 8 anni, che descrive “exceptionally fine”, straordinariamente buono, una produzione ritenuta ‘di alto livello ’. Continua nella sua recensione dichiarando che “sono poche le distillerie di Scotch che usano il distillato come single [malt] whisky, tra queste, Lagavulin è indubbiamente una delle migliori”.
Per Georgie Crawford, responsabile della distilleria di Lagavulin: “Sebbene molte cose non siano cambiate dalla prima visita di Alfred Barnard alla nostra distilleria di Islay, i visitatori non potranno fare a meno di notare i cambiamenti che contrassegneranno questo anno tutto speciale. Vi invitiamo a venire a trovarci per verificare di persona.”
Lagavulin ha deliziato il palato di intere generazioni di bevitori di whisky e questa speciale bottiglia 8 anni è il riconoscimento di 200 anni di storia della distilleria.
Angusta e caotica dalla sua creazione, questa distilleria affacciata sul mare non può espandersi, ed è per questo che la domanda supera spesso l'offerta. Per dirla con Alfred Barnard, ’non si sarebbe potuto scegliere luogo più grazioso o romantico di questo per una distilleria.’
Le cronache locali suggeriscono che Lagavulin fosse già un centro di produzione del whisky agli inizi del 18° secolo.
Dovevano certamente esserci stati numerosi altri impianti illeciti prima che John Johnston fondasse, nel 1816, la prima distilleria legale nella Baia di Lagavulin. Come accade con tutte le distillerie scozzesi, anche questa passò per le mani di diversi proprietari, compreso l'illustre Sir Peter Mackie, la cui fabbrica divenne la Horse Distillers, da quel momento e per sempre associata a Lagavulin. White Horse si unì a The Distillers Company Ltd. (l'attuale Diageo) nel 1927. Nel 1989, il Lagavulin, oggi normalmente imbottigliato a 16 anni rispetto agli originari 12, divenne uno dei sei Classic Malts of Scotland™.
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Veneto: calo di produzione per la vendemmia 2016 a causa della peronospera

22/06/2016 - Veneto: calo di produzione per la vendemmia 2016 a causa della peronospera Solo nei primi 15 giorni del mese di giugno la media delle precipitazioni ha raggiunto in Veneto i 107 mm, con punte di 150 mm in pianura e 200 sulle Prealpi. Le piogge cadute da inizio anno fino a metà giugno nel Veneto variano dai 450-500 mm della pianura meridionale ai 900 mm della pedemontana, fino a superare i 1300 mm in varie località delle Prealpi.
Pochissimi i giorni di sole che, sommati alle temperature nettamente al di sotto della media stagionale, si traducono per gli agricoltori in serie preoccupazioni. In particolare per i viticoltori i cui vigneti, in questa fase dello sviluppo dei grappoli, necessiterebbero invece di giornate soleggiate e alte temperature.
E’ stato questo il punto di partenza del Focus svoltosi questa mattina al CIRVE di Conegliano in occasione dell’ormai tradizionale primo appuntamento del Trittico Vitivinicolo, di Agricoltura-Europe Direct, con Regione, Università di Padova e CREA-VIT, agli operatori del settore sulle dinamiche del vigneto e del mercato. Il Trittico, alla sua decima edizione, con i suoi tre incontri tiene monitorato il vigneto regionale, dalle prime fasi vegetative e dello sviluppo del frutto (incontro di giugno), all’avvio della raccolta dell’uva (agosto), fino al bilancio consuntivo della vendemmia (appuntamento di novembre).
Per la situazione 2016, dati alla mano (forniti dall’ARPAV) si scopre che l’anomalia meteo è sì importante ma non più di quanto si possa pensare. Nell’area di Conegliano, ad esempio, nel 2013 e 2014 le precipitazioni erano state ancor più abbondanti. Da qui alla vendemmia, che comunque risulterà ritardata, il vigneto troverà sicuramente la maniera per assestarsi. Intanto, è vero, le bizzarrie climatiche continuano, rallentando la maturazione dei grappoli.
Sull’attuale stato fitosanitario del vigneto, il pool dei tecnici del Trittico annunciano un quadro con presenza di giallumi sulle foglie dovuta agli sbalzi termici e ad una forte pressione di peronospora che stanno creando agli operatori anche delle difficoltà per trovare le finestre utili per pianificare gli interventi coi fitofarmaci, mediamente, fino ad ora, 6, 7.
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St Peter Cream Stout: la degustazione

17/06/2016 - St Peter Cream Stout: la degustazione L’emozione di conoscere la Medaglia d'argento vincitore al Concorso internazionale della birra 2009 ed all’Australian International Beer Challenge, la medaglia di bronzo all'International Beer Challenge 2015 …è una “bevuta composita di eterogenee sfumature olfattive e gustative”.
La St Peters Brewery viene fondata all'interno di vecchi edifici agricoli che erano ridotti a semplici magazzini per attrezzi alla fine degli anni sessanta, poi abbandonati….Dal 1996 dopo una ristrutturazione strutturale e riqualificante il luogo diventa un sito eccellente sia per una caratteristica fabbrica di birra, che come location di particolare attrazione per i visitatori alla ricerca di perdersi nel buongusto retrò originale della vita di una piccola cittadina di campagna.
Si narra che il luogo sia stato privilegiato per la presenza di un vecchio pozzo con un’acqua di ricercata naturale qualità organolettica, utilizzata poi nella produzione di questa birra.
La St Peter’s ha la sede fisica presso il municipio di St Peter’s South Elmham, nei pressi di Bungay nel Suffolk, zona che si trova a Nord-Est della contea di Suffolk nella regione dell’East Anglia, situata in una delle aree più disperse dell’Inghilterra, caratterizzato da un territorio con un’alternanza di zone collinari e terreni coltivabili.
Nel Medioevo era un importante centro per la produzione della lana che veniva esportata fino nelle Fiandre.. Oggi rimangono solo alcune meravigliose chiese, castelli …che consiglio di visitare ai lettori di Euposia.
Andiamo a presentare secondo aspettative la ormai attesa e mitica St Peter Cream Stout, con grado alcolico di 6.5%, ad alta fermentazione, nella sua distinguibile bottiglia dalla forma ovalizzata che riecheggia nella memoria, con un look vintage d’oltre oceano, la presentazione di un ottimo American Gin del 18esimo secolo.
Dalla bottiglia, questo nero nettare viene versato intorno ai 10 gradi lentamente, per dare il giusto gusto al piacere… in un bicchiere da pinta imperiale irlandese con base stretta e bocca larga che ne restituirà al bevitore interessato e attento il meglio di aroma e qualità.
La Cream Stout si presenta di un profondo nero ebano, impenetrabile alla vista, un nero liquido quasi tattile e corposo.
Il cappello di finissima schiuma è alto, di buona persistenza e di un color beige bruno nocciolato La schiuma è molto densa, con sentori di cioccolata, cremosa e quasi zuccherina sulle labbra.
Man mano che la volubilità pastosa si eclissa arabeschi pannosi restano sui bordi del vetro del bicchiere che avevamo appositamente bagnato prima di versarla…
Il naso è intenso di caffè tostato concentrato, di cioccolato biscottato e caramellato e si sprigiona una nota di mirtillo evanescente. Come prometteva è sinuosamente cremosa su lingua e palato.
Il gusto che ripercorre quello che ci suggerisce l’olfatto e gli corrisponde, è da subito molto deciso, intenso, bilanciato tra note dolci con sfumature di lunga persistenza anche di liquirizia e note amare delle tostature si completa corretto con l'acidità tipica dei malti scuri, che conferisce una certa freschezza e bevibilità.

English Wine Week: crescono i vigneti ed i produttori, altri 37 vigneron in pista nell'ultimo anno

31/05/2016 - English Wine Week: crescono i vigneti ed i produttori, altri 37 vigneron in pista nell'ultimo anno Secondo una ricerca condotta dalla società UHY Hacker Young sono ben 37 i nuovi produttori di spumante registrati in Inghilterra l'anno scorso. In coincidenza con un interesse cescente verso i prodotti locali, negli ultimi cinque anni sono emersi 170 produttori di vino inglese sulla scena.
Circa i due terzi della produzione del vino d'Inghilterra è sparkling, e le previsioni parlano di una crescita dell’export inglese dai £ 3.2m nel 2015 a più di £ 30 milioni entro il 2020.
«I clienti ora stanno optando per vini inglesi rispetto ai prodotti francesi o italiani, cosa che venti anni fa sarebbe stata vista come uno scherzo» ha commenta James Simmonds, partner di UHY Hacker-Young al quotidiano Evening Standard.
«Il vino spumante inglese è ormai saldamente affermato come quelli con Denominazione d’origine protetta come Prosecco o Champagne. Inoltre, molti vigneti inglesi stanno diversificando per offrire degustazioni e visite; hanno ristoranti, camere per ospiti durante la notte e si prestano ad essere location per matrimoni e altri eventi».
La crescita dei produttori di vino nel Regno Unito è uno dei temi della English Wine Week (sino al 5 giugno prossimo) con i rivenditori, ristoranti, pub, alberghi e proprietari di vigneti in tutto il paese che offrono una serie di eventi, degustazioni e attività volte a promuovere il vino inglese. La partecipazione quest'anno all'evento è in crescita del 25% rispetto allo scorso anno.
«I vini inglesi sono al centro dell’interesse dei consumatori benestanti che sono felice di pagare prezzi pari allo Champagne per i vini spumanti di alta qualità».
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NEW ENTRY AL CRISTALLO HOTEL SPA & GOLF: FABRIZIO ALBINI È IL NUOVO EXECUTIVE CHEF DEL 5 STELLE DI CORTINA

28/05/2016 - NEW ENTRY AL CRISTALLO HOTEL SPA & GOLF:   FABRIZIO ALBINI È IL NUOVO EXECUTIVE CHEF DEL 5 STELLE  DI CORTINA Per Fabrizio Albini il primo ricordo, in cucina, è il profumo dei casoncelli del nonno. Esperto oste bresciano, ruotando il polso ritagliava piccoli dischi di pasta. Poi veniva il turno del futuro Chef del Cristallo, ancora bambino, che su ogni disco posava una porzione di ripieno di carne. Il nonno infine li richiudeva e si compiva la magia, tra sbuffi di farina e vapore: i casoncelli sparivano nell’acqua bollente e riemergevano, pronti per essere festeggiati a tavola. Da quell’emozionante scoperta, carica di nostalgia, è nata la passione per la cucina che ha portato Fabrizio Albini a viaggiare in paesi lontani, ad allargare i propri orizzonti andando a scuola dai maestri e infine a tornare in Nord Italia, tra le Dolomiti, per un incarico di assoluto prestigio. Ora è il nuovo Executive Chef del Cristallo Hotel Spa & Golf di Cortina d’Ampezzo, membro di The Leading Hotels of the World.
Senza perdere le sue radici. «La tradizione ed il rispetto del territorio sono i miei principali punti di riferimento nell’ideare un piatto, ecco perché è con grande scrupolo che mi dedico alla ricerca di materie prime eccellenti» conferma Albini, raccontando quale sia la sua filosofia in cucina. Ma un vero chef non può rinunciare all’estro creativo e all’innovazione: «Subito dopo giunge il bisogno di riproporre la tradizione in forme, colori, temperature e profumi nuovi, senza mai allontanarmi dal mantenere intatto il gusto della materia prima principale utilizzata».
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RIAPRE IN VERSIONE POP LA “RINOMATA OFFELLERIA PERBELLINI” (BOVOLONE)

28/05/2016 - RIAPRE IN VERSIONE POP LA “RINOMATA OFFELLERIA PERBELLINI” (BOVOLONE) Riapre in versione pop la “Rinomata Offelleria Perbellini” (Bovolone – Verona) che, dopo un completo restyling durato 3 mesi, con un’immutata passione per il gusto e qualche novità. Con un milione di porzioni di Millefoglie Strachin ogni anno, una storia e tradizione ultracentenaria e esportazioni in ben 4 continenti, la pasticceria Perbellini è un caso unico nel panorama della produzione artigianale e la meta ultima di numerosi pellegrinaggi di gola nella Bassa veronese.
Per Giovanni Battista Perbellini, oggi al timone dell’Offelleria: “Durante la campagna natalizia 2015 la produzione è aumentata del 5% a fronte di una domanda 4 volte superiore che non riusciamo ad evadere lavorando con metodo artigianale».
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Giappone. Angelo Gaja: «Vino italiano in gran spolvero, ma possiamo fare ancora di più. E per questo serve...»

27/05/2016 - Giappone. Angelo Gaja: «Vino italiano in gran spolvero, ma possiamo fare ancora di più. E per questo serve...» Il mio primo viaggio lo feci nel 1980. Sembrava allora un paese triste nonostante l’economia a macinare successi, i servizi pubblici ad un livello di grande efficienza, l’organizzazione della società curata con minuzia. Le donne indossavano vestiti di un blu mesto, gli uomini in grigio o nero di ordinanza, era un paese che amava l’isolamento, non gradiva la presenza dei forestieri.
A Tokyo erano allora 48 i locali che proponevano cucina italiana, svettava Sabatini originario romano. Da allora, il paese è molto cambiato. La grande rivoluzione l’hanno vissuta le donne, guadagnando considerazione nell’ambito familiare, rispetto, libertà e bellezza. Non è più l’uomo giapponese ad essere al centro del creato. Per osservare alcuni dei molteplici aspetti della Tokyo di oggi merita immergersi nella vivacità e nei colori di Omotesando, passeggiare nella quiete mistica del vicino parco di Meiji Jingu, godere del pullulare di gioventù e dei gradevoli luoghi di intrattenimento che sono nel complesso di librerie di Tsutaya, nel quartiere di Daikanyama.
L’atteggiamento del paese ad isolarsi, a restare chiuso all’immigrazione si è modificato. L’accoglienza ai turisti è molto migliorata e gode di nuovi incentivi.
E’ del 2016 la concessione ai cittadini di Tokyo di affittare le loro abitazioni ai turisti esteri anche per pochissimi giorni. Il che non toglie che ad un giapponese che scorge un mozzicone di sigaretta perso su di un marciapiedi immacolato venga da pensare che a buttarlo sia stato un cinese. Amici non lo diventeranno mai, ma i cinesi che arrivano spendono, riempiono i negozi ed i ristoranti, tocca sopportarli.
Ora nella Tokyo metropolitana i locali che propongono cucina italiana sono più di 5.000, in larga maggioranza con cuochi di origine giapponese che vantano un percorso in Italia a praticare la nostra cucina.
Il successo della cucina italiana ha contagiato Osaka ed altre città, e si è esteso gradualmente anche alla provincia. Si deve a questi ristoranti la diffusione e la conoscenza dei prodotti dell’agro-alimentare italiano, vino incluso.
Ho goduto nel mio ultimo viaggio anche di una visita al mercato del pesce, Tsukiji, il più grande al mondo, frenetico, con moltissime varietà di pesci che gli europei non si sognano neppure di consumare, permeato dal profumo del mare. Occupa una vasta area a fianco della centralissima Ginza. Entro l’anno Tsukiji verrà trasferito per fare posto alle installazioni che dovranno
accogliere le olimpiadi del 2020.
I giapponesi, degli asiatici, sono quelli che hanno più gusto, per il bello e per il buono. All’Italia guardano con grande interesse, ammirano le nostre bellezze, il made in Italy e la nostra gastronomia, molti dei nostri scrittori sono tradotti, guardano con grande curiosità all’arte italiana.
Cosa dire del mercato del vino in Giappone? L’Italia nel tempo ha guadagnato posizioni, ottimamente sostenuta dai ristoranti di cucina italiana. In termini di volumi di importazione di vino in Giappone nel 2015 l’Italia è terza, incollata alla Francia ed al Cile che per la prima volta ha conquistato il primato. Mentre in termini di valore la Francia è prima e l’ultimo è il Cile. Il primato in volume del Cile è dovuto ai bassi prezzi, ai pochi nomi varietali indicati in etichetta (Cabernet, Chardonnay, …) in grado di facilitare le scelte dei consumatori occasionali che costituiscono la maggioranza, ad una promozione efficace ed al vantaggio imputabile ad una tassazione leggermente più favorevole. Cosa deve fare l’Italia per crescere l’export di vino verso il Giappone?

Ecco le Bollicine dell'Anarchico Testabalorda.Debutta il metodo classico da Grignolino firmato da Laura Zavattaro

25/05/2016 - Ecco le Bollicine dell'Anarchico Testabalorda.Debutta il metodo classico da Grignolino firmato da Laura Zavattaro Sono 1221 bottiglie, 100 magnum e una scommessa di territorio della vignaiola Laura Zavattaro: ecco le nuove bollicine Metodo classico Lemieperle firmate dall’azienda vitivinicola La Scamuzza di Vignale Monferrato (Alessandria). La particolarità è che vengono prodotte con Grignolino, uve che tradizionalmente si vinificano in rosso. È il vino che Gino Veronelli chiamava “l’anarchico testabalorda” per quel carattere spigoloso dovuto ai suoi spiccati tannini. Lo stesso carattere che ama Laura, vignaiola e donna del vino, che da sempre scommette sul Grignolino. Il suo “Tumas” esce di cantina dopo tre anni: oggi in commercio c’è il 2013. La nuova etichetta Lemieperle, disegnata da Luciano Bobba, è stata presentata con una festa in cantina.
“Volevo un vino importante da dedicare alle mie due perle, le mie figlie Carlotta e Matilde – dice Laura -. Negli anni ho investito sul Grignolino e così che, insieme a mio marito Massimo e al mio enologo Mario Ronco, abbiamo pensato a una bollicina Metodo classico. Per me, è un esperimento perfettamente riuscito”. La prima vendemmia nel 2012: “È stato 34 mesi sui lieviti ma la nostra idea è di lasciarlo anche di più. Ora mi piacerebbe pensare a un vino da dessert con uve autoctone del Monferrato”. Laura aggiunge: “I risultati importanti si raggiungono con accanto persone importanti: le mie figlie, mio marito, la nonna, gli altri nonni che non ci sono più ma anche Luigi Castellaro, il nostro fattore ora in pensione, e lo nostra Anna Scifo, persona di fiducia di casa”.
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E’ firmato Le Colture l’unico Superiore di Cartizze in carta a La Cité du Vin a Bordeaux

25/05/2016 - E’ firmato Le Colture l’unico Superiore di Cartizze in carta  a La Cité du Vin  a Bordeaux E’ uno degli appuntamenti più attesi del 2016 l'apertura de La Cité du Vin a Bordeaux, la prima città-museo al mondo interamente consacrata al vino che sarà inaugurata il 31 Maggio 2016 alla presenza del Presidente della Repubblica Francese, François Hollande e dal 1 giugno aperta al pubblico.
Un’occasione imperdibile che per l’Az. Agr. Le Colture significherà una vetrina di prestigio dal respiro internazionale; il Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore di Cartizze infatti, vino pluripremiato dell’azienda di Santo Stefano, sarà l’unico Cartizze in carta al ristorante panoramico Le 7, al bar à vin e snack gourmand Latitude20, e a La Boutique et Cave all’interno di una proposta complessiva di 800 referenze enologiche provenienti da oltre 80 paesi di tutto il mondo.
La selezione dei vini, 70 dei quali italiani, è stata curata da Andreas Larsson, sommelier campione del mondo nel 2007 affiancato da un Comitato di Degustazione presieduto da Michel Rolland.
“E’ incontenibile la felicità e la soddisfazione che si respira in azienda in questi giorni – commenta Alberto Ruggeri - Rappresentare il Cru per eccellenza della denominazione Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg in un contesto simile, ci rende fieri del nostro lavoro quotidiano. La mia famiglia ed io siamo entusiasti di questo risultato che è al tempo stesso un grande onore e una grande responsabilità nel mantenimento del livello qualitativo dei nostri vini.”.
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The Glenturret: sbarcano in Italia tre nuovi malti

24/05/2016 - The Glenturret: sbarcano in Italia tre nuovi malti Arrivano in Italia - importati dalla Fratelli Rinaldi di Bologna - tre nuovissimi Malti scozzesi della gloriosa Distilleria The Glenturret.
Situata nelle Highlands meridionali, la Distilleria The Glenturret è stata fondata nel 1775 ed è oggi considerata la più antica Distilleria scozzese in attività. Per molto tempo è stata in prevalenza fornitrice di Malto da destinare alla produzione di Blended Whisky. Oggi presenta al mercato una nuovissima collezione di tre Single Malt Scotch Whisky, dal packaging modernissimo ed esclusivo, che la portano nuovamente all’attenzione dei professionisti, degli intenditori e degli appassionati di tutto il mondo.

THE SHERRY EDITION
Maturato in fusti di quercia spagnoli e americani che hanno invecchiato Sherry, questo Single Malt Scotch Whisky è di colore oro brunito, luminoso e brillante. Il bouquet è dominato dalle note dolci e carezzevoli donate dal rovere che ha contenuto lo Sherry. Il palato è avvolto da sentori di sandalo e di spezie dolci. Il finale è prolungato, morbido, con ricordi di spezie a sfumare.

THE TRIPLE WOOD EDITION
Assemblaggio di distillati passati in quercia americana da Sherry, in quercia europea da Sherry e in quercia americana da Bourbon, questo Single Malt Scotch Whisky acquista così una personalità del tutto particolare. Il suo colore è un bel dorato chiaro e brillante. Al naso si colgono accenni di scorza d’arancia, di vaniglia e di pera matura. Al gusto prevalgono le note di cedro, di cannella e di marzapane, con una nuance finale di cocco. L’assaggio sfuma, prolungato, sui ricordi di legno di quercia.

THE PEATED EDITION
Un Single Malt Scotch Whisky decisamente “affumicato”: grazie infatti ai fumi di torba che hanno impregnato l’orzo maltato da cui trae origine, questo Whisky si avvicina molto ai primi prodotti che uscirono dalla Distilleria quando venne fondata nel 1775. Di colore dorato molto luminoso, nel bouquet dischiude i suoi originali tesori olfattivi: note di affumicato e di bitume, unite ad accenni di cacao amaro. Al palato è gradevolmente torbato, con leggeri ricordi salini. Il finale dissolve gradualmente la presenza in bocca della torba.
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