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Prosecco DOC: stop a Glifosate, Folpet e Mancozeb

25/02/2017 - Prosecco DOC: stop a Glifosate, Folpet e Mancozeb Da tempo il dibatto sulla sostenibilità nelle sue diverse accezioni è divenuto tema imprescindibile per l’agricoltura a tutti i livelli, da quello locale a quello internazionale, dal mondo della produzione a quello dei consumatori.
Ciò che ne consegue è la necessità di adottare politiche chiare, coerenti e soprattutto praticabili non solo dal punto di vista tecnico ma anche economico e culturale.
Contiamo di giungere nel più breve tempo possibile ad una certificazione che attesti dapprima la sostenibilità del prodotto, quindi dell’intera denominazione Prosecco. Ciò avverrà mediante un sistema di gestione che non si limiti alle buone pratiche agricole (comprendendo anche il biologico e la lotta integrata) ma includa anche le buone pratiche socio-economiche. Si tratta di un modello capace di favorire il confronto con le comunità locali, al fine di promuovere e far meglio comprendere l’importanza delle operazioni di sostenibilità, adottate in un’ottica di miglioramento continuo.
“Sulla base di questo presupposto, consapevole dello sforzo che il sistema produttivo del Prosecco sarà chiamato ad affrontare - dichiara ufficialmente il presidente del Consorzio Prosecco Doc Stefano Zanette - comunico che con la pubblicazione del nuovo “Vademecum viticolo 2017” andremo ad eliminare le principali molecole oggetto di dibattito: Glifosate, Folpet e Mancozeb.
Queste, ancorché ammesse dalla normativa vigente, sembrano essere diventate fonte di preoccupazione sia per le popolazioni residenti che per i consumatori. Mi impegno affinché il divieto all’utilizzo di questi principi attivi risulti cogente, ovvero obbligatorio per tutti i produttori della nostra Denominazione”.


Ci si è infatti resi conto che l’immaginario è importante quanto il reale; di fronte al disagio di una comunità alla quale apparteniamo ci spetta far sì che la gente sia orgogliosa e felice di vivere nelle terre del Prosecco, facendoci carico anche di quell’esiguo 3% della popolazione che, sulla base di una recente ricerca, vedono nella viticoltura una minaccia più che un’opportunità.

OSSERVATORIO PAESI TERZI: IN CINA ITALIA CRESCE MA COMPETITOR SI ALLONTANANO

25/02/2017 - OSSERVATORIO PAESI TERZI: IN CINA ITALIA CRESCE MA COMPETITOR SI ALLONTANANO L’Italia del vino chiude il 2016 con un record di vendite in Cina (+32,7%, 120,2mln di euro) ma le distanze con i competitor paradossalmente aumentano. Tanto che – secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Paesi terzi curato da Business Strategies e Nomisma Wine Monitor – il totale dei rossi Dop italiani venduti nel gigante asiatico vale dieci volte meno delle importazioni del solo Bordeaux francese. E sui ‘fermi imbottigliati’ la crescita italiana nel 2016 in termini di valore è di 3 volte inferiore ad Australia e Francia, mentre aumenta le distanze anche il Cile.
“Auspichiamo che la visita di Stato in Cina del Presidente della Repubblica Mattarella assieme alla delegazione italiana possa rivelarsi importante anche nell’ottica delle relazioni commerciali in favore del vino made in Italy – ha detto la ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta –. In Cina paghiamo un ritardo importante sulla promozione del nostro prodotto ma risentiamo anche dell’ingresso a dazio zero dei vini cileni e neozelandesi, oltre a quelli dell’Australia che oggi beneficia di dazi agevolati e che dal 2019 vedrà anch’essa azzerate le barriere commerciali”.
Per il responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantini: “La crescita delle importazioni di vino italiano in Cina nel 2016 è rilevante specie sui vini fermi imbottigliati, che segnano un +39,1% sul 2015 e passano da 74,4mln a 103,5mln di euro (+29,1mln di euro). Ma le distanze aumentano anziché diminuire, nonostante l’Italia fissi la miglior performance in termini percentuali tra i Paesi produttori. In valore assoluto infatti la Francia, che domina a 874,3mln di euro, registra nel 2016 una crescita di 92mln di euro e ancora meglio fa l’Australia, con un incremento di quasi 95mln”.
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Ai Campionati della Cucina Italiana FIC ha vinto lo spirito di squadra

25/02/2017 - Ai Campionati della Cucina Italiana FIC  ha vinto lo spirito di squadra Per quattro giorni gli iscritti alla FIC Federazione Italiana Cuochi, la realtà associativa professionale legata al food più importante sul territorio nazionale, hanno condiviso lavoro, passione, sacrificio, emozioni, impegno, gioia, conquiste e crescita ai Campionati della Cucina Italiana che si sono svolti a Rimini nell'ambito di Beer Attraction, la fiera internazionale dedicata alle specialità birrarie, birre artigianali, food e tecnologie ospitata da IEG Italian Exhibition Group - Fiera di Rimini.
I Campioni d'Italia 2017
• Categoria Artistica D1: ENRICO CHIRICO
• Categoria Artistica D2: STEFANO FANTOZZI
• Categoria Artistica D1 Live: ANTONINO FERRARO
• Cucina Fredda Culinary Art: PAOLO BRESCIANI
• Cucina Calda individuale Categoria K1 JUNIOR (piatto unico della cucina mediterranea): GIULIA CANNEVA
• Cucina Calda individuale Categoria K1 SENIOR (piatto unico della cucina mediterranea): FRANCESCO CINQUEPALMI
• Cucina Calda individuale Categoria K2 JUNIOR (Ricetta originale della tradizione italiana): NICCOLO' STACCOLI
• Cucina Calda individuale Categoria K2 SENIOR (Ricetta originale della tradizione italiana): PAOLO ROSETTI
• Cucina Calda individuale Categoria K3 JUNIOR (Pastry Art): MELANIA DEL POPOLO
• Cucina Calda individuale Categoria K3 SENIOR (Pastry Art): DOMENICO LACEDONIA
• Cucina Fredda a squadre: 1° classificato TEAM CAMPANIA
• Cucina Calda a squadre: 1° classificato TEAM TOSCANA
• Cucina Calda / Fredda combinata a squadre: 1° classificato TEAM PALERMO - 2° classificato EQUIPE EMILIA ROMAGNA
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PLANETA INIZIA IL 2017 PIANTANDO ALTRI 13 MILA ALBERI DI OLIVO A CAPPARRINA (MENFI)

25/02/2017 - PLANETA INIZIA IL 2017 PIANTANDO ALTRI 13 MILA ALBERI DI OLIVO A CAPPARRINA (MENFI) «Il mare di Sicilia, le colline di Menfi ed un grande oliveto: così si completa un bel progetto, grazie a cui la terra si copre di alberi e l’ambiente respira.
Abbiamo iniziato - raccontano in una lettera aperta Alessio, Francesca e Santi Planeta - il nostro 2017 piantando altri 13 mila alberi di olivo a Capparrina (Menfi), altri 50 ettari che si aggiungono ai 100 già esistenti, formando un oliveto a corpo unico tra i più estesi in Sicilia.
La coltivazione dell’olivo e la produzione dell’olio fanno parte da sempre delle nostre tradizioni familiari.
Per secoli si è trattato solo di una produzione riservata al consumo della famiglia e delle tante persone che nel tempo hanno vissuto e lavorato con noi.
Il prezioso oro verde si traeva da un unico vecchio impianto, quello plurisecolare dell’Ulmo, da sempre curato e coltivato con grande cura e rispetto.
Dal 1998 invece, la produzione dell’olio è diventata un progetto che si è affiancato a quello del vino con pari dignità. La collina di Capparrina pian piano si è coperta di verde e di piante che ne accrescono la bellezza e il fascino: racchiusa tra due piccoli fiumi ed il mare, affacciata sulle bianche spiagge di Menfi, impone adesso il suo
fascino a chi si affaccia sulla costa tra Capo San Marco e Selinunte.
Est e ovest della collina sono ora coperti dagli alberi. Il sud - di fronte al mare - è una grande macchia di piante mediterranee a protezione della costa, un’oasi in cui convivono rari esemplari di flora, dalla palma nana ai gigli di mare, e trova un habitat naturale la fauna selvatica, dagli istrici alle upupe a vari rapaci notturni e
diurni; è il luogo di passaggio delle grandi migrazioni, dove quasi ogni anno depongono le uova le tartarughe di mare Caretta Caretta.
Piantare olivi ha chiaramente un fortissimo valore ambientale. Quest’albero sempreverde, simbolo della nostra identità culturale, è anche il vero alleato mediterraneo di chi ha amore per l’ambiente e di
chiunque coltivi la propria terra con un’idea di agricoltura
sostenibile e duratura».
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ANTEPRIMA SAGRANTINO: 4 STELLE ALL’ANNATA 2013 E OTTIME PREVISIONI PER IL 2016

25/02/2017 - ANTEPRIMA SAGRANTINO: 4 STELLE ALL’ANNATA 2013 E OTTIME PREVISIONI PER IL 2016 Riflettori puntati sull’annata 2013: quattro stelle, stando al parere dei tecnici che hanno avuto modo di confrontarsi con vini interessanti, dai buoni colori, con pH leggermente elevati e tannini morbidi. Caratteristiche che ne garantiscono un’ottima qualità, nonostante le difficoltà sopraggiunte dal punto di vista climatico.
Positivo il parere sulla vendemmia 2016, sia per il Montefalco Sagrantino DOCG sia per il Montefalco Rosso DOC. Ci si attende un’annata caratterizzata da vini eleganti e setosi, con un’ottima struttura, una componente acida molto interessante e destinati a lungo invecchiamento.
Oltre a garantire delle ottime prospettive qualitative, il 2016 ha segnato un exploit significativo per il territorio di Montefalco anche dal punto di vista della produzione e delle vendite. Rispetto al 2013, la produzione del Montefalco Sagrantino DOCG ha vissuto un aumento del 207% con 2,5 milioni di bottiglie potenziali, mentre il Montefalco DOC ha registrato una crescita dell’82% con 4 milioni di bottiglie potenziali.
Sempre rispetto al 2013, quest’anno l’andamento delle vendite tocca un +19% per il Montefalco Sagrantino DOCG e un +28% per il Montefalco DOC.
Il valore dell'export si assesta intorno al 60% sui principali mercati di destinazione: USA (25%), Germania (12%), Cina (7%), Svizzera (4%), Inghilterra (4%), Danimarca (4%), Giappone (4%), Canada (4%), Olanda (4%), Belgio (4%), Hong Kong (2%), Austria, Australia, Finlandia, Svezia, Polonia, Russia, Lussemburgo, Brasile, Lettonia, Irlanda, Taiwan, Francia, Thailandia, Norvegia, Repubblica Ceca, Repubblica Domenicana e Corea.
Sviluppo dell’area. L’incremento dell’occupazione nell’area del Sagrantino si è attestata intorno al 3%. Nell’ultimo anno, inoltre, il Comune di Montefalco ha registrato +14% di attività produttive. I vini di Montefalco rappresentano, a livello quantitativo, il 16,7% della produzione di vino in Umbria: 6,3% è la quota di Montefalco Sagrantino DOCG e 10,4% quella del Montefalco DOC.
Nell’area del Montefalco Sagrantino DOCG per l’anno 2016, inoltre, sono state 140mila le presenze turistiche registrate. Risultato ottenuto soprattutto grazie allo sviluppo del modello montefalchese di valorizzazione della filiera vitivinicola: “La cultura rappresenta per il nostro territorio un elemento fondamentale – spiega Donatella Tesei, Sindaco di Montefalco – Le politiche di valorizzazione attuate negli anni hanno contribuito a cementare il rapporto tra arte e produttori, trasformando il loro contributo in un impegno partecipativo e costante”.
In questa terza edizione di Anteprima Sagrantino sono circa 200 le etichette in degustazione per 150 operatori del settore e 50 giornalisti provenienti da 15 Paesi del mondo.
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DA REGIONE VENETO IN ARRIVO 6 MLN DI EURO PER NUOVI INVESTIMENTI NEL SETTORE VITIVINICOLO – DOMANDE ENTRO IL 7 APRILE

25/02/2017 - DA REGIONE VENETO IN ARRIVO 6 MLN DI EURO PER NUOVI INVESTIMENTI NEL SETTORE VITIVINICOLO – DOMANDE ENTRO IL 7 APRILE Ammontano a oltre 6 milioni di euro le risorse finanziarie che la Regione Veneto mette a disposizione quest’anno per le aziende del settore vitivinicolo che investono nel miglioramento dei propri impianti e Infrastrutture e nella filiera di trasformazione e commercializzazione. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, ha dato il via libera all’erogazione dei fondi, fissando al prossimo 7 aprile il termine per la presentazione delle domande di contributo.
Il provvedimento passa ora all’esame della terza commissione del Consiglio regionale per l‘esame di competenza, prima della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale.
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Domenica 5 marzo a Lazise (Verona) la nona edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto: più di 120 vini in libera degustazione

25/02/2017 - Domenica 5 marzo a Lazise (Verona) la nona edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto: più di 120 vini in libera degustazione La nona edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto si svolgerà domenica 5 marzo a Lazise, nel cuore dell’area di produzione, sulla riviera veronese del lago di Garda. Di scena, nel trecentesco edificio della Dogana Veneta, affacciata sul porticciolo, 41 produttori che alle proprie postazioni porranno degustazione complessivamente 124 vini, provenienti in prevalenza dall’annata 2016 ma, nel caso del Bardolino, anche dalla 2015, considerato che sono sempre più numerosi i vignaioli del territorio che scelgono di allungare i tempi di uscita sul mercato dei loro vini, per giocare la carta dell’eleganza. Più in dettaglio, saranno a disposizione del pubblico 43 etichette di Bardolino Chiaretto, 17 di Chiaretto Spumante, 37 di Bardolino della vendemmia 2016, 27 dell’annata 2015, con qualche aggiunta anche di vini di millesimi precedenti.
La manifestazione, organizzata dal Consorzio di tutela del Bardolino e dal Comune di Lazise, con il sostegno del Banco BPM – Divisione Banca Popolare di Verona, è ad ingresso libero. L’orario di apertura va dalle 10 alle 18. Per la stampa specializzata è a disposizione una sala degustazioni nell’adiacente palazzina dell’ex biblioteca civica.
La doc del Bardolino, che interessa 3 mila ettari di vigneto distribuiti su sedici comuni del Garda veronese e del suo entroterra, è stata riconosciuta, tra le prime in Italia, nel 1968. La produzione totale è intorno ai 28 milioni di bottiglie, di cui 10 milioni nella tipologia Chiaretto (erano 4,5 milioni otto anni fa), che nella sua nuova interpretazione più chiara e più orientata a note agrumate e floreali sta conquistando nuovi mercati, sino a pochi anni fa inesplorati per il mondo vinicolo bardolinese. Oltre i 100 milioni di euro il giro d’affari complessivo, cui andrebbe peraltro sommato il fortissimo indotto turistico derivante dalla produzione vinicola, che vede flussi crescenti di visitatori sul Garda orientale, accolti anche in strutture enoturistiche collocate presso le cantine.
“Negli ultimi anni – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Franco Cristoforetti – il Chiaretto è diventato l’ambasciatore della nostra area vinicola, aprendo nuove prospettive di mercato, ad esempio in Scandinavia, negli Stati Uniti o nel Canada e affermandosi come il principale vino rosato italiano a menzione geografica. Una crescita cui ha fatto riscontro anche il riconoscimento della critica internazionale: varie etichette di Chiaretto hanno ottenuto rating pari o superiori alla fatidica quota di 90 centesimi, raramente attribuita a dei rosé. Per il Bardolino, si è costituito presso il Consorzio di tutela un gruppo di lavoro di una quindicina di aziende che si sta impegnando nella riscoperta delle prerogative organolettiche delle microzone interne alla nostra ampia area di produzione, con l’obiettivo di tornare a valorizzare le peculiarità territoriali già note a fine Ottocento, quando il Bardolino era esportato nei grandi hotel svizzeri, dove era venduto insieme con i rossi di Borgogna”.
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GRENACHES DU MONDE 2017: ORO E ARGENTO PER IL TAI ROSSO

16/02/2017 - GRENACHES DU MONDE 2017:  ORO E ARGENTO PER IL TAI ROSSO Si è conclusa in Sardegna la V edizione del Concorso Internazionale dedicato al grenache. Per il Consorzio Vini Colli Berici Vicenza la prima medaglia d'oro con Montemitorio Tai Rosso Colli Berici Doc 2015 dell'azienda Dal Maso.
Medaglia d'oro e medaglia d'argento per il Tai Rosso alla quinta edizione del Grenaches du Monde 2017. Il Concorso Internazionale itinerante, promosso dal Conseil interprofessionnel des vins du Roussillon (Civr) si è concluso sabato 11 febbraio in Sardegna. Per il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza è un risultato importante, si tratta infatti della prima medaglia d'oro ricevuta al Concorso. Ad aggiudicarsi le medaglie due vini dell'Azienda Dal Maso: sul gradino più alto è salito Montemitorio Tai Rosso Colli Berici Doc 2015, a seguire il Colpizzarda Tai Rosso Colli Berici DOC 2013.
I nomi dei vincitori sono stati annunciati durante la serata La notte dei Grenaches organizzata a Cagliari nei locali dell'ex Manifattura Tabacchi. In giuria c'erano 100 professionisti del mondo del vino che hanno premiato 213 vini tra i 684 campioni analizzati. Le etichette provenivano da 8 diversi paesi. Tra i riconoscimenti, 104 sono state le medaglie d'oro, 87 quelle d'argento e 22 quelle di bronzo. All'Italia, pari merito con la Francia, sono andate in tutto 51 medaglie.
Alla Spagna ne sono invece state assegnate 108.
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La Versa: cantina di Soave non presenterà un rilancio della propria offerta. Trentini: «Auguro i successi che meritano»

16/02/2017 - La Versa: cantina di Soave non presenterà un rilancio della propria offerta. Trentini: «Auguro i successi che meritano» Cantina di Soave, coerente con la serietà e la solidità che la contraddistinguono, ha deciso in breve tempo di presentare una concreta proposta di acquisto e di rilancio di Santa Maria La Versa, formalizzata definitivamente i primi giorni di gennaio.
La decisione è maturata dopo che la prima asta indetta dal tribunale è andata deserta, chiaro segnale che il territorio non era pronto o disposto a prendere in mano le sorti di Santa Maria La Versa e di valorizzare il suo potenziale. Così Cantina di Soave ha deciso di scendere in campo, ma con una formula che uscisse da quella speculativa dell'asta e che allo stesso tempo ponesse gli eventuali interessati nella condizione di non poter giocare a ribasso a scapito dei produttori. La proposta presentata da Cantina di Soave è a tutti nota ed è stata il punto di riferimento per chi ha ritenuto di presentare l'ultimo giorno un esiguo rilancio: altre realtà infatti hanno ora deciso di entrare in gioco. Alla luce di questo, è probabile che Cantina di Soave scelga di non muovere ulteriori passi nella direzione di Santa Maria La Versa.
«Una volta valutata la possibilità di acquisire La Versa - commenta il Presidente di Cantina di Soave Attilio Carlesso - il Consiglio di Amministrazione ha deciso, all'unanimità e in un'unica seduta, di presentare la proposta di acquisto poiché, considerata la nostra stabilità finanziaria, potremmo senz'altro investire nel rilancio dell'azienda. Nei prossimi giorni, da una parte valuteremo quale sarebbe il potenziale di La Versa in sinergia con i nostri affermati marchi, dall'altra ci guarderemo bene dal costituire elemento di rottura all'interno dell'Oltrepò».
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Col Vetoraz: il fatturato sale a 9,5 milioni

10/02/2017 - Col Vetoraz: il fatturato sale a 9,5 milioni Tempo di bilanci per l’azienda di Valdobbiadene: la quantità di uva vinificata, per scelta aziendale esclusivamente DOCG, raggiunge i 2.198.000 kg, da cui vengono selezionati 1.000.000 lt che consentono la produzione di 1.200.000 bottiglie l’anno, pari a un fatturato che oggi arriva a 9.500.000 euro.  
Le uve raccolte provengono tutte dalla fascia pedemontana collinare compresa tra Valdobbiadene e Rolle, l’area più vocata alla coltivazione eroica della Glera e dove la vendemmia viene eseguita rigorosamente a mano. Ai 20 ettari di proprietà si aggiungono le uve provenienti da 65 viticoltori selezionati che hanno aderito ad un programma coordinato dall’agronomo e socio Paolo De Bortoli e che partecipano a quattro incontri aziendali di formazione e confronto distribuiti nell’arco dell’anno.
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Mondodelvino Spa: fatturato a più 9%, superata la soglia dei 100 milioni ¤

10/02/2017 - Mondodelvino Spa: fatturato a più 9%, superata la soglia dei 100 milioni ¤ Il 2016 sarà indubbiamente un anno da ricordare per Mondodelvino Spa,  il gruppo dislocato tra Forlì e Priocca (CN) che oggi amministra circa 20 brand dalle regioni vinicole più vocate d’Italia. Con 36,3 milioni di litri imbottigliati tra Piemonte e Romagna (+0,7% rispetto al 2015), nel 2016 il fatturato del core business aziendale è cresciuto del 9%, per un guadagno complessivo di 100,5 milioni di euro.
 
“Un risultato che ci dà grandi soddisfazioni - commenta l’amministratore Alfeo Martini – confermando la posizione di Mondodelvino SpA ai vertici delle aziende vitivinicole italiane, dopo l’ingresso nella classifica  delle top 20 stilata da Mediobanca nel 2014”.
Per quanto riguarda le esportazioni, performance promettenti vengono da alcuni mercati in crescita come la Russia, che ha registrato un aumento del fatturato di +270%, seguita da Brasile (+250% ), Ucraina (+150%) e Corea del Sud (+120%). Trend positivo anche per i mercati già consolidati, partendo da Belgio e Finlandia, rispettivamente +38% e +42%,  seguiti da Irlanda (+37%), Austria (+32%), Svizzera (+11%), Cina (+8%)e dai mercati UK & USA, che crescono complessivamente del +6%.
Sostenibilità economica quindi ma anche e soprattutto sostenibilità ambientale: nel 2016 infatti Mondodelvini SpA ha ottenuto la certificazione ISO 14001:2015, riferimento internazionale nella gestione ambientale delle aziende per promuovere e implementare  l’ottimizzazione di risorse come acqua, luce ed energia.
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Arcole Doc: Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio

09/02/2017 - Arcole Doc: Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio Arcole Doc e subentra a Carlo Bressan, figura storica che da 17 anni ha rappresentato la denominazione berico-scaligera.
Faedo, classe 1970, è perito agrario e viticoltore, ed è consigliere della Cantina Cooperativa dei Colli Berici, azienda di riferimento per la denominazione dell'Arcole.
La scelta è stata deliberata nel corso dell'ultimo consiglio di amministrazione che ha anche eletto in qualità di vicepresidenti Francesco Sitta per il Gruppo Collis e Massimino Stizzoli per Cantina di Monteforte.  
La denominazione dell'Arcole - 4600 ettari di vigneto distribuiti in 20 comuni tra le province di Verona e Vicenza - risulta essere una tra le più performanti del Veneto con una superficie agricola vitata che dai 2500 ettari del 2000 conta oggi quasi 4500 ettari di vigneto (fonte Avepa).
 Stefano Faedo nel ringraziare il lavoro portato avanti da Bressan e dal suo Consiglio ha sottolineato come «la DOC Arcole ha fino ad oggi svolto un ruolo prezioso a servizio di un comprensorio che ha saputo cogliere tutte le opportunità, dalle riconversioni viticole allo sviluppo di una viticoltura moderna e meccanizzata. I valori fondiari grazie a questo prezioso lavoro sono cresciuti e l’area è diventata molto attrattiva per nuovi investimenti in viticoltura. La DOC, i viticoltori e le aziende interessate dovranno ora far tesoro dei risultati acquisiti per affrontare con determinazione e coraggio la nuova partita che si gioca sul fronte Pinot grigio e la nuova DOC Garda. In questo senso va la proposta di modifica del disciplinare che a tanti anni dal suo riconoscimento deve riportare al centro dei progetti vitivinicoli sia la valorizzazione dei vitigni che meglio performano nel mercato, sia sottolineare le specificità distintive di questo territorio».
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Cina, più 39% per l'export italiano nel 2016. E questi sono i trend 2017 nei BRIC per Wine Monitor (Nomisma)

09/02/2017 - Cina, più 39% per l'export italiano nel 2016. E questi sono i trend 2017 nei BRIC per Wine Monitor (Nomisma) In uno scenario di mercato globale dove si alternano luci ed ombre sul fronte delle importazioni di vino, anche i BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) seguono direzioni differenti. Se infatti la Cina ha messo a segno nel 2016 una crescita nei valori di import superiore al 16% rispetto all’anno precedente, la Russia appare ancora sofferente viaggiando sul filo dell’”invarianza” (o poco sotto) mentre il Brasile ha chiuso l’anno appena terminato con un leggero segno negativo a valore (-3%) ma in crescita sul fronte dei volumi (+12%), alla luce di un calo nelle importazioni di vini di fascia premium (in particolare lo Champagne, il cui import è diminuito di oltre il 40% in quantità solo nell’ultimo anno, ma quasi del 70% rispetto a cinque anni fa) .
Completa il quadro l’India che continua a rimanere un mercato «marginale», con meno di 20 milioni di euro di vino importato (a cui corrispondono poco più di 41 mila ettolitri).
Spiega Denis Pantini, responsabile di Wine Monitor di Nomisma: «A ll a b a s e d i q u e s t e d i v e r s it à n e l t r e n d d e ll e i m p o r t a z i o n i d i v i n o r i s i e d o n o s o p r a t t u t t o fattori macroeconomici: Russia e Brasile hanno chiuso il 2016 con un Pil in calo per il secondo anno consecutivo e valute locali - Rublo e Real - che, seppur in recupero dai minimi toccati rispetto all’euro (e alle altre monete “forti” come il dollaro statunitense) a fi ne 2015, risultano ancora sensibilmente svalutate rispetto a qualche anno fa.
Senza tralasciare poi il fardello dei dazi all’entrata che, nel caso dell’ India, mediamente si attestano sul 150% del prezzo all’import “ aggiunge Pantini. Complice il calo del prezzo del petrolio– che rappresenta la principale voce dell’export del paese – iniziato nel 2014, la Russia da allora ha ridotto gli acquisti di vino dall’estero arrivando ad importare quasi il 20% dei volumi in meno.
Nel caso del Brasile, l’ultimo quinquennio non evidenzia variazioni così rilevanti ma piuttosto sottende un mercato che tra alti e bassi si posiziona ormai da cinque anni in un range compreso tra gli 800 e 900 mila ettolitri di vino importato. La stessa cosa riguarda l’India. In questo caso i volumi di import si attestano su intervalli molto più bassi (tra i 30 e i 40 mila ettolitri), alternando variazioni di segno opposto da un anno all’altro, soprattutto sul lato dei valori, un effetto ricorrente nei mercati con ridotti volumi di import dove la chiusura di un importatore o un ordine aggiuntivo di acquisto può far cambiare di segno il trend dell’intero anno commerciale.
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WINE DOP IGP, Treviso e Verona guidano la classifica delle province italiane: fatturato complessico a oltre 13,8 miliardi

08/02/2017 - WINE DOP IGP, Treviso e Verona guidano la classifica delle province italiane: fatturato complessico a oltre 13,8 miliardi E' stato presentato oggi (martedì 7 febbraio) a Roma il XIV Rapporto Ismea-Qualivita, l'indagine economica annuale sul settore food&wine italiano dei prodotti a qualità certificata DOP IGP STG.Il Veneto conta 90 prodotti DOP IGP dei comparti Food e Wine ed è la regione italiana per ritorno economico delle filiere produttive vitivinicole di qualità, con quasi 1,1 miliardo di euro di valore alla produzione del vino sfuso a cui si aggiungono 361 milioni di impatto territoriale per l'agroalimentare (quarta regione italiana).
Comparto Wine: il Veneto conta 52 prodotti vitivinicoli DOP IGP per un valore alla produzione dello sfuso che sfiora l'1,1 miliardo di euro con un contributo pari al 38% sul totale nazionale.
Comparto Food: il Veneto si conferma la seconda regione in Italia nel comparto Food DOP IGP per numero di prodotti certificati (38) e sesta per numero di operatori (4.509). Il valore alla produzione agroalimentare regionale supera i  361 milioni di euro, confermando il Veneto come quarta regione italiana per valore economico generato con un contributo pari al 6% dell'intero settore nazionale Food DOP IGP.

TREVISO – con 18 filiere del comparto Wine DOP IGP, è la prima provincia italiana per valore economico generato, con una ricaduta di 495 milioni di euro del vino sfuso pari al 17% del settore nazionale delle IG vitivinicole. La produzione che contribuisce in misura maggiore a questo primato è il Prosecco DOP (48% del valore provinciale) seguito anche dal Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOP (28%), Delle Venezie IGP (12%) e Veneto IGP (8%). Per il comparto Food DOP IGP, Treviso conta 18 produzioni che in termini di valore economico generano 33 milione di euro in provincia, 26esimo posto nella classifica nazionale.
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Vernacia di San Gimignano: Usa e Germania trainano ancora l'export. Anteprima questo weekend

08/02/2017 - Vernacia di San Gimignano: Usa e Germania trainano ancora l'export. Anteprima questo weekend Domenica 12 e mercoledì 15 Febbraio trentotto produttori presentano le nuove annate di Vernaccia di San Gimignano docg nelle sale del Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada, la 2016 per la tipologia Annata, la 2015 e annate precedenti per la Riserva.
Ottantatre le etichette di Vernaccia di San Gimignano in anteprima ai banchi di assaggio dei produttori a disposizione dei visitatori che vogliono degustare i nuovi vini: l'Anteprima nella giornata di domenica 12 febbraio è aperta anche al pubblico con ingresso gratuito, mentre mercoledì 15 è riservata alla stampa.
La vendemmia del cinquantenario della doc, che per prima la Vernaccia di San Gimignano ottenne nel 1966, è stata all'altezza dell'occasione, le uve al momento della raccolta presentavano un ottimo stato sanitario, con gradazioni alcoliche alte e un corredo acido molto interessante, da cui sono nati vini con una buona struttura e potenzialmente vocati all'invecchiamento, anche se al momento non si presentano ancora perfettamente finiti necessitando di un ulteriore periodo di affinamento.
La quantità di Vernaccia di San Gimignano prodotta nel 2016 è di 42.591 ettolitri da 719 ettari rivendicati nell'anno, leggermente superiore al 2015, quando furono prodotti 41.056 ettolitri.
Per quanto riguarda la Vernaccia di San Gimignano Riserva 2015, i vini sono il frutto di un' annata bella e regolare, caratterizzati da ottimi profumi al giusto livello di evoluzione e da acidità equilibrate. Sono vini godibili già adesso, ma con una potenzialità evolutiva che li renderà piacevoli ancora per diversi anni.
Nel 2016 sono state prodotte 5.343.942 bottiglie di Vernaccia di San Gimignano delle annate 2015 e precedenti, in linea con la media di produzione degli ultimi anni, pari ad un giro di affari di 16 milioni di euro, circa il 40% del valore totale del settore vinicolo a San Gimignano, che è di 39.700.000 euro.
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