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The Fork: ecco come sarà il 2017 per i ristoranti. ed ecco quali sono quelli più cercati in Italia e in Europa

17/01/2017 - The Fork: ecco come sarà il 2017 per i ristoranti. ed ecco quali sono quelli più cercati in Italia e in Europa Come sarà il 2017 dei ristoranti? Secondo un sondaggio condotto sui propri utenti (il sondaggio è stato distribuito a dicembre 2016 in Francia, Italia, Olanda, Svezia, Svizzera e Spagna ottenendo circa 2.000 risposte) da TheFork, principale applicazione per la prenotazione online dei ristoranti che conta 12 milioni di visite al mese, metà degli italiani intervistati si aspetta di andare al ristorante da 2 a 5 volte al mese, mentre il 15,5% pensa di consumare un pasto fuori casa e con servizio al tavolo ogni 30 giorni.
Il 36% ha stimato di spendere meno di ¤ 10 alla settimana per i soli pranzi al ristorante, mentre il 45% prevede di spendere da ¤ 10 a ¤ 30. Per le cene il budget si alza leggermente: il 78% dei rispondenti spenderebbe nell’arco di una settimana da ¤ 10 a ¤ 50.
Nel complesso la maggioranza degli intervistati non intende destinare a questa voce più di quanto le abbia destinato nel 2016. Anche le occasioni per cui ci si recherà più spesso al ristorante - in quest’ordine pranzo/cena con gli amici, appuntamento romantico e pasto in famiglia - sono in linea con l’anno appena concluso, mentre sempre più raramente gli utenti vi pianificano incontri d’affari ed eventi aziendali. Nella scelta del ristorante i criteri più significativi saranno: la presenza di promozioni, la pubblicazione dei prezzi della carta su internet, le recensioni online, i menù pubblicati sul web e la prenotazione online. Per nulla influente nella scelta del ristorante il pagamento mobile, mentre per quasi la metà dei rispondenti i giudizi di critiche e guide gastronomiche restano molto influenti. Ne emerge un utente che si documenta sempre di più su piatti, prezzi, offerta gastronomica e giudizi, di esperti e non, prima di decidere dove mangiare. Quanto a tipologia di ristoranti, la pizzeria sarà la meta gastronomica preferita del pubblico italiano, seguita dai ristoranti di pesce, di carne e di specialità regionali. Tra le cucine etniche trionfano il sushi e la cucina asiatica.
l trend gastronomici del 2017
Nell’anno appena iniziato non mancano tendenze food più o meno curiose che emergono dalle rete e dalle ricerche di settore.
1. Piatti vegetariani: piatti veg al centro della scena secondo il report sui food trend di Mintel. “Ci sarà più spazio per novità veggie e con un impatto salutista, visto che nell'ultimo anno è cresciuta molto l'idea di benessere”, concorda la foodblogger Teresa Balzano (Peperoni e Patate).
2. Piatti organici: saranno sempre di più i ristoranti che sceglieranno ingredienti prodotti in modo etico. “Spero che si continuino a riportare al centro del piatto gli ingredienti e i produttori”, auspica la blogger Giulia Scarpaleggia (Julskitchen).
3. Trash Cooking: vedremo emergere una tecnica di cottura basata su scarti e avanzi di cibo. La tendenza potrebbe inquadrarsi in un più generale “ritorno alla tradizione, anche se rivisitata o reinterpretata, e all'utilizzo di materie prime a basso costo, con gli scarti dei vegetali in molti piatti importanti”, fa notare Luca Sessa (Perunpugnodicapperi).
3. Mocktails: secondo il rapporto sui trend culinari di Sterling Rice Group, i drink e i cocktail analcolici troveranno sempre più spazio sulle carte dei ristoranti.
5. Cucina Fusion: “Nuovi locali fusion, tipo i ravioli italo/cinesi di Ghe Sem e tanto ramen”, questa la previsione di Ilaria Mazzarotta (Comfortfoodie).
6. Ristoranti con macelleria: Baum+ Whiteman sottolinea che apriranno sempre più ristoranti annessi alle macellerie. Per Mariacristina Coppeto (News and Foodies) via anche a ristoranti che valorizzano i tagli meno nobili degli animali, come la trippa, la lingua, il midollo, il lattume.
7. Bowls: “Tendenza che si consolida è quella dei bowl che mettono insieme frutta, latte (vegetale soprattutto), semi e cereali”, continua Coppeto. In effetti questo tipo di “ciotola” si presta per i piatti personalizzati e permette di mescolare facilmente diversi sapori.
8. Freakshakes: apparsi in Australia, si stanno già facendo strada a Londra e sono perfetti per essere fotografati e postati sui social. Questi frullati giganti composti da gelato, ciambelle, torte, sciroppi, biscotti, crema, cioccolato, topping e dolcetti sembrano pensati per i clienti millennial.
9. Pizza Gourmet: per Balzano “continuerà l'enorme attenzione verso la pizza, viste anche le guide e le attenzioni crescenti per i pizzaioli”. “Pochi coperti e cucina d'autore”, che sia pizza o no sarà la qualità a essere premiata per Angela Belcastro (Soapmotion).
Queste tendenze si realizzeranno davvero nei prossimi mesi? Interpellati su questo tema, gli utenti di TheFork non hanno dubbi: la cucina vegetariana e bio si affermerà, seguita dalla pizza gourmet e a parecchia distanza dalle carte fusion.
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A Sutrio domenica 5 marzo 2017: "Fums, profums, salums"

18/01/2017 - A Sutrio domenica 5 marzo 2017: E’ il salame il re della tavola in Carnia, aspra e incontaminata terra friulana di monti e vallate, dove il maiale (di cui non si buttava via niente) aveva un ruolo di assoluto rilievo nell’economia contadina di un tempo e, con i prelibati salumi ricavati dalle sue carni, ha oggi un posto in primo piano nella gastronomia. Antica e sapiente, l’attività dei norcini si è tramandata da generazione a generazione e costituisce un vanto della Carnia, dove sono attive macellerie e piccoli laboratori artigianali che producono salumi di assoluta qualità.
Ai suoi salumi la Carnia dedicherà domenica 5 marzo un’animata festa del gusto, Fums, profums, salums, che avrà come cornice il caratteristico borgo Sutrio, ai piedi dello Zoncolan. Il paese si trasformerà in vero e proprio laboratorio di sapori e profumi, dove si vedranno all’opera i norcini, si scopriranno i molti salumi e insaccati tipici di questa terra, si confronteranno le diverse ricette con cui vengono preparati.
Dalle 10.00 alle 18.00, attraverso un percorso goloso che si snoderà fra strette viuzze lastricate e tipiche case in pietra, si potrà scoprire il gusto unico di insaccati che, fra queste montagne del Friuli, si preparano ancor oggi secondo antiche ricette, tramandate da padre in figlio. Un piacevole viaggio gastronomico in varie tappe di degustazione, ospitate nei caratteristici cortili e sotto gli antichi porticati del paese. Si potranno assaggiare le specialità di una decina di produttori, accompagnate da ricercati vini di una selezionata serie di cantine top del Friuli Venezia Giulia, e in Cort dal Lis si potrà assistere alle attività di lavorazione artigianale del maiale. Osterie, enoteche e ristoranti di Sutrio prepareranno Menu che avranno come piatto forte prelibatezze, tradizionali e no, a base di maiale.
Fums, profums, salums sarà un’occasione unica per scoprire le tradizioni dell’attività salumiera carnici e assaggiarne i prodotti più tipici: musét (cotechino), salami, pancette, prosciutto crudo di Sauris, crodies (cotenna)… La varietà dei salumi in Carnia si è creata nel tempo grazie alle sue caratteristiche morfologiche: l’isolamento dovuto alle montagne e alle vie di comunicazione disagevoli ha fatto sì che quasi ogni paese avesse il proprio segreto nel prepararli. Caratteristica comune a molti di loro è l’affumicatura, nata per favorire la stagionatura e la conservazione dei prodotti che, a seconda della zona, cambia per tempi, legni utilizzati e luoghi dove viene effettuata.
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Amarone, negli Usa (NY soprattutto) è il simbolo dell'Italia più affascinante

18/01/2017 - Amarone, negli Usa (NY soprattutto)  è il simbolo dell'Italia più affascinante L'Amarone della Valpolicella negli Stati Uniti? I consumatori americani lo scelgono perché è italiano, è "classico" e versatile, tanto da essere perfetto sia per le cene con parenti e amici, sia per festeggiare le occasioni importanti anche tra le mura domestiche. Queste le ragioni dell'appeal dell'Amarone che emergono dall'indagine 2016 dell'Osservatorio Vini Valpolicella commissionata dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella a Wine Monitor di Nomisma che mappa il modello di consumo di vino in USA, con particolare riferimento ai rossi italiani e alle denominazioni della Valpolicella sulla base di un campione di 750 consumatori di vino rosso, tra i 21 e i 65 anni, residenti in California, New York, Texas, Washington, Stati in cui il vino rappresenta una realtà rilevante, per consumo pro capite o per le dinamiche d'importazione di vino imbottigliato.
"L'indagine evidenzia una percezione assolutamente positiva dei nostri vini presso i consumatori di vino rosso statunitensi – sottolinea Christian Marchesini, presidente del Consorzio. Un dato molto importante e beneaugurante in un mercato che oggi rappresenta la destinazione di oltre il 10% della produzione di Amarone. Se ben il 25% del campione associa le caratteristiche distintive di questo vino alla 'Qualità' e un ulteriore 14% allo 'Stile italiano', ci sono margini per aumentare le performance del nostro vino di punta. E va bene anche per gli altri vini della Valpolicella nel loro complesso, per i quali i descrittori più citati sono 'tradizione', 'qualità' e "classico'".
"Gli USA – osserva Olga Bussinello, direttore del Consorzio – sono la principale destinazione dei vini italiani per una quota di mercato del 26% in valore. Un mercato su cui la competizione degli altri Paesi è molto agguerrita. Se allarghiamo lo sguardo all'export su tutti i mercati, l'Italia si posiziona al secondo posto dopo la Francia, in valore e volume, grazie al 'peso' del Veneto che da solo ricopre il quarto posto in valore. Un valore a cui molto contribuiscono i vini della Valpolicella, anche negli Stati Uniti. Se il 10% della produzione di Amarone raggiunge gli Usa, le percentuali salgono al 14% per il Valpolicella e al 21% per il Ripasso".
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MASTER DELLA CUCINA ITALIANA 2017, UN'ALTRA EDIZIONE CON GRANDI CHEF ED ESPERTI DI CULTURA ENOGASTRONOMICA

18/01/2017 - MASTER DELLA CUCINA ITALIANA 2017, UN'ALTRA EDIZIONE   CON GRANDI CHEF ED ESPERTI DI CULTURA ENOGASTRONOMICA Si è aperto ieri, 16 gennaio, con la tradizionale cerimonia di inaugurazione, cui ha assistito una sala gremita di addetti ai lavori, il Master della Cucina Italiana 2017, che ha tagliato il traguardo della quinta edizione.
Al Centro Formazione Esac – Confcommercio di Creazzo (VI) si è dato dunque avvio ad un nuovo anno di formazione di altissimo livello per giovani cuochi che vogliono entrare, con tutte le carte in regola, nella ristorazione di qualità.
È un programma impegnativo quello che attende i nuovi allievi, chiamati a frequentare 5 mesi di corso nelle cucine, nei laboratori e nelle aule del Centro: seguiranno 312 ore di cucina e 96 di pasticceria con grandi professionisti italiani, ma anche 392 ore di teoria con esperti di primissimo piano, al fine costruire le basi culturali e tecniche essenziali per lavorare nelle migliori realtà della ristorazione.
Con il Master della Cucina Italiana, infatti, approdare in un locale stellato, sogno di tanti giovani aspiranti cuochi, non è una chimera, ma una realtà: i 4 mesi di tirocinio che integrano il corso si svolgono in ristoranti stellati Michelin. Per molti, poi, questo passaggio è anche la prima fondamentale occasione per inserirsi fin da subito nelle "brigate di cucina" che contano, come dimostrano le storie di successo degli allievi che oggi lavorano per chef come Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura, Giuliano Baldessari, Nicola Portinari, Philippe Léveillé, solo per citarne alcuni.
Con gli allievi dell'edizione 2017 seduti in prima fila, assieme ai colleghi dello scorso anno che hanno ricevuto l'attestato di partecipazione al termine dei loro stage, il presidente di Esac Spa e del Comitato Scientifico del Master, Sergio Rebecca, ha voluto ricordare come in questa scuola "non ci si nutre solo di tecnica, ma anche di altre materie, dalle quali estrarre linfa per un arricchimento culturale, che alla fine del percorso concorrerà, mixato con le abilità manuali, a formare un proprio stile professionale". Un aspetto, questo, ribadito anche da un altro componente del Comitato, Raffaele Alajmo, ceo di Alajmo Spa: "seguite tutti gli stimoli e anche le provocazioni che vi arriveranno durante questo percorso – ha detto agli allievi – perché questa non è solo una scuola di cucina, è una scuola di pensiero".
Sul tema di quest'anno del Master, si sono poi concentrati gli interventi degli altri due componenti del Comitato. Il leitmotiv del corso sarà nel 2017 "Pane e Olio", un connubio per niente banale, come ha sottolineato lo chef Massimiliano Alajmo, "perché sottende uno stile che va riscoperto anche in cucina, dove diventa centrale la ricerca della semplicità e del cibo come condivisione. In questo senso auspico un ritorno ai grandi formati, piuttosto che alla "egoistica" piccola pagnotta". Pane e olio, per Mauro Defendente Febbrari, "sono buoni, garantiscono salute, ma ci ricordano – ha evidenziato il medico, citando una corrispondenza dall'Afghanistan di una giornalista polacca - come la tavola abbia anche un senso liturgico, fatto di silenzio, beatitudine, condivisione, sacro".
Molto atteso, sul tema, l'intervento dell'ospite speciale Faith Heller Willinger, giornalista e scrittrice statunitense, testimonial della cucina italiana negli Stati Uniti grazie ad un suo percorso di ricerca di ingredienti e sapori che riporta puntualmente in libri e articoli. Mentre in sala venivano serviti a tutti i presenti pane realizzato con un antica varietà di grano e un particolare olio toscano, Faith Willinger ha evidenziato il valore delle lievitazioni naturali con pasta madre (citando il maestro Eugenio Pol) e il ruolo del pane come biglietto da visita di un ristorante. Poi l'invito agli allievi: "Siate sempre fedeli al territorio, ma con occhi che vedono nel mondo" .
Per i nuovi aspiranti cuochi del Master, l'inaugurazione ufficiale è stata dunque già ricca di spunti, di riflessioni, di consigli.
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Il Lessini Durello protagonista all’enoteca Trimani di Roma

17/01/2017 - Il Lessini Durello protagonista all’enoteca Trimani di Roma "Lessini Durello, bollicine diverse per natura" ecco il nome dell'appuntamento da non perdere in programma mercoledì 18 gennaio alle 20.30 alla prestigiosa Enoteca Trimani di Roma (via Cernaia, 37/b). L'evento, che comprende degustazione guidata e cena, è organizzato dal Consorzio di Tutela del Lessini Durello in collaborazione con Andrea Petrini di www.​percorsidivino.​blogspot.​com​, mentre i piatti serviti saranno ideati e realizzati da Carla Trimani.
Nel corso della serata, condotta da Giovanni Ponchia del Consorzio di Tutela del Lessini Durello, saranno presentati nove spumanti di altrettante aziende vinicole produttrici. I partecipanti potranno dunque assaporare il Lessini Durello, lo spumante di Verona e Vicenza, in nove differenti declinazioni e in abbinamento con alcune perle gastronomiche della tradizione laziale e italiana. Ecco i vini scelti in assaggio:
Lessini Durello DOC spumante "Settecento33" - Cantina di Soave
Lessini Durello DOC spumante "Agliaia" - Tamaduoli di Bastianello
Lessini Durello DOC spumante 36 mesi - Tonello
Lessini Durello DOC spumante 36 mesi - Vitevis
Lessini Durello DOC spumante 36 mesi - Casarotto
Lessini Durello DOC spumante 36 mesi - Sandro De Bruno
Lessini Durello DOC spumante Riserva brut 2009 - Fongaro
Lessini Durello DOC spumante AR 2006 - Marcato
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GUSTO IN SCENA 2017 LE NUOVE DATE DELL'EVENTO SONO 23 E 24 APRILE 2017

17/01/2017 - GUSTO IN SCENA 2017  LE NUOVE DATE DELL'EVENTO SONO 23 E 24 APRILE 2017 La data di Gusto in Scena si sposta dal 12-13 febbraio al 23-24 aprile 2017, sempre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia. La decisione del cambiamento sta nel successo delle ultime settimane de La Cucina del Senza, il nuovo stile di cucina che toglie grassi o sale aggiunti o zucchero dai dessert. Marcello Coronini l'ha presentata infatti a Porta a Porta, se ne è parlato a Geo & Geo e lo scorso 9 gennaio ad Uno Mattina ne ha parlato per ben 10 minuti con l'intervento di un nutrizionista che ha avvallato tutto il suo valore. La visibilità data nell'ultimo periodo a La Cucina del Senza, l'ha resa sempre più nota e ha suscitato interessi e la proposta di seguire da subito un nuovo progetto molto importante.
«Se da una parte siamo dispiaciuti perché dobbiamo fare una rettifica alla data di Gusto in Scena che non sarà più 12 e 13 febbraio, e ce ne scusiamo, dall'altra questa decisione deriva dal grande successo de La Cucina del Senza». Sottolineano Lucia e Marcello Coronini, ideatori dell'evento. «Negli ultimi giorni si sono verificati alcuni fatti positivi che aprono la strada ad un'affermazione internazionale di questa straordinaria cucina che associa il gusto alla salute». Il successo del libro La Cucina del Senza editore Feltrinelli_Gribaudo hanno fatto si che a Coronini sia stata proposta un'opportunità da considerare irrinunciabile e che richiede parecchio tempo da adesso a febbraio. Nel dubbio quindi di non poter seguire adeguatamente la IX edizione Gusto in Scena in data 12-13 febbraio, si è deciso di spostare la data in primavera e di realizzare l'evento il 23 e il 24 aprile 2017 sempre nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista a Venezia.
Durante le due giornate del 23 e il 24 aprile 2017, Gusto in Scena proporrà al congresso di alta cucina una serie di approfondimenti sulla Cucina del Senza, oggi diventata un marchio internazionale che ha anticipato nuove tendenze per un consumatore attento non solo al piacere, ma anche alla salute. E non solo. «Stiamo studiando tra l'altro un tema per il congresso che avrà sempre come protagonista questa straordinaria cucina vista da un punto di vista molto interessante» rivela Marcello Coronini. «Ne ho parlato con alcuni chef che si sono detti entusiasti e stiamo perfezionando questa idea che a breve comunicheremo. Si prospetta quindi una grande affermazione e la nascita di un movimento basato su un concetto nuovo e interessante: i Produttori del Senza.
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Ci ha lasciato Piero Valdiserra

13/01/2017 - Ci ha lasciato Piero Valdiserra Piero Valdiserra, uno dei più conosciuti e validi professionisti nel mondo del vino, giurato e collaboratore del Challenge Euposia, ci ha lasciato improvvisamente all'inizio dell'anno, ad appena 59 anni.
Appassionato e rigoroso, competente e curioso, ha rappresentato per Euposia un punto di riferimento costante sin dalla sua fondazione nel 2002 portando un contributo di idee molto importante.
Ci eravamo sentiti appena poche settimane fa, per un non rituale scambio di auguri e per commentare l'ultima sua fatica letteraria e impostare assieme la prossima edizione del Challenge.
Alla famiglia l'abbraccio della redazione di Euposia.
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Piero Valdiserra era nato a Bologna nel 1957. Laureato in Scienze Politiche aveva poi conseguito il Master in Business Administration presso l’Università Bocconi di Milano. Nel 2007 ha pubblicato '50 calici di un bevitore curioso'; nel 2010, con Giulio Biasion, 'Bologna la Grassa Bologna la Magra-Le Isole dei Sapori'. Nel 2011 'La geometria del viaggio'. E' del 2016 'Gli Spaghetti alla bolognese esistono: l'altra faccia del tipico", saggio che lancia l'idea di fare del controverso piatto un brand promozionale della città delle Due Torri. Un tema che lo ha portato su Guardian e Le Monde. Un meritato riconoscimento sulla ribalta internazionale.

ANTEPRIMA AMARONE 2013: DAL 28 AL 30 GENNAIO A PALAZZO GRAN GUARDIA DI VERONA

12/01/2017 - ANTEPRIMA AMARONE 2013: DAL 28 AL 30 GENNAIO A PALAZZO GRAN GUARDIA DI VERONA Conto alla rovescia per l’Anteprima Amarone, dal 28 al 30 gennaio al Palazzo della Gran Guardia a Verona. L’evento, organizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, presenta l’annata del Grande Rosso veronese appena entrata in commercio. Si tratta del millesimo 2013 che la commissione del Consorzio, riunita poche settimane fa per tracciarne il profilo e il valore, ha definito di qualità medio-alta.
Accanto alla 2013 le cantine partecipanti, che sono 78 per oltre 150 etichette da degustare, presenteranno anche alcune annate precedenti: un’opportunità per godere di vini che l’affinamento ha reso ancor più interessanti.
Diverse le novità di quest’anno, a partire dal debutto del calice “istituzionale” in cui sarà versato il prezioso Amarone. Una commissione di esperti, infatti, ha selezionato un modello della VDglass che ne esalta l’espressione.
Altre novità riguardano la giornata inaugurale dedicata esclusivamente alla stampa.
Sabato 28 gennaio è in programma un talk show in cui il critico d’arte Philippe Daverio e il giornalista e scrittore appassionato di vino Andrea Scanzi dialogheranno sul parallelo, forse un poco spericolato e probabilmente divertente, tra le opere d’arte, icone di stile senza tempo la cui fruizione crea anche un indotto economico, e l’Amarone. Il Grande Rosso della Valpolicella, infatti, nell’immaginario collettivo è già un’icona di stile enologico, viste le sue peculiarità legate all’originalità dei vitigni autoctoni da cui si ottiene, al metodo e al territorio di produzione. Un territorio che, a giudicare dai numeri, interessa sempre più i turisti che ricercano la qualità del vino nel paesaggio e nell’attenzione all’ambiente, che in Valpolicella sono tutelati grazie alla certificazione “Riduci Risparmia Rispetta” del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella.
Diversamente dal solito, gli approfondimenti sulla denominazione – come la ricerca dell’Osservatorio Vini Valpolicella a cura di Wine Monitor di Nomisma sull’Amarone nel mercato Usa, i dati sui flussi turistici in Valpolicella, l’aggiornamento sul protocollo “Riduci Risparmia Rispetta” e gli stessi dettagli relativi all’annata – non saranno presentati diffusamente, ma dettagliati nella cartella stampa, ferma restando la disponibilità, per chi lo volesse, di approfondire i diversi argomenti con i responsabili del Consorzio e con gli esperti, quali Denis Pantini di Nomisma, Diego Tomasi del Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano e Renzo Caobelli consulente agronomico del Consorzio Valpolicella. Una scelta questa che punta a non sottrarre tempo alle degustazioni e al contatto con i produttori. La degustazione nelle sale riservate alla sola stampa con servizio sommelier sarà disponibile, infatti, dall’apertura alle 9,30 fino alle 17.
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Premio Nonino 2017: Isabella Dalla Ragione conquista il "Risit d'Aur". Premiati anche Cyprian Broodbank, Pierre Michon e John Gray

12/01/2017 - Premio Nonino 2017: Isabella Dalla Ragione conquista il La Giuria del Premio Nonino - presieduta da V.S. Naipaul, premio Nobel per la Letteratura 2001, e composta da Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R. Damasio, Fabiola Gianotti, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea, Edgar Morin ed Ermanno Olmi - ha assegnato i Premi Nonino, giunti alla 42.ma edizione:
Premio “Nonino Risit d’Aur-Barbatella d’Oro 2017” a ISABELLA DALLA RAGIONE. Archeologa arborea, come ama definirsi, tra archivi, cronache e tradizioni, Isabella Dalla ragione fa suoi saperi tradizionali legati al territorio. scendendo in campo con piantumazioni e innesti, da anni, con dedizione, preserva colori, profumi e sapori antichi salvandoli dal loro oblio, lo stesso amore che da oltre quarant’anni il Premio dedica alla civiltà contadina e ai suoi saperi. Che il premio sia di stimolo e di supporto a coloro che oggi si prodigano per salvare le Antiche Mele del Friuli, un tesoro da preservare per le future generazioni.
“Premio Internazionale Nonino 2017” a PIERRE MICHON Considerato un autore di culto, il suo scrivere è come il marmo che avvolge le “prigioni di Michelangelo”, al mondo un abbozzo misterioso, a chi sa leggere un capolavoro. in Vite minuscole (edito da Adelphi) racconti si trasformano in affreschi dove esistenze apparentemente minuscole diventano straordinarie, paradigmi del nostro esistere, lacci a un mondo ancestrale che è l’anima profonda della nostra cultura.
“Premio Nonino 201”7 a CYPRIAN BROODBANK L’opera di Cyprian Broodbank, ormai considerata come “un capolavoro della ricerca archeologica storica e geografica sulla storia del Mediterraneo”, con una scrittura accattivante propone in oltre seicento pagine preistoria ed evoluzione del Mare Nostrum, dalla nascita dell’agricoltura allo sviluppo della navigazione e della metallurgia, dal sorgere dei miti arcaici alle suggestioni profonde dell’arte e del pensiero, aprendoci squarci di modernità nelle remote relazioni tra i popoli mediterranei, un universo che ci aiuta a indagare il mondo globalizzato.
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Vinisud 2017: conto alla rovescia per la manifestazione che apre la stagione fieristica

03/01/2017 - Vinisud 2017: conto alla rovescia per la manifestazione che apre la stagione fieristica E’ conto alla rovescia per Vinisud (Montpellier 29-31 gennaio, Parc des Expositions ) che aprirà il 2017 delle fiere del vino dall’alto dei suoi mille650 espositori e 31mila visitatori di cui il 28% di provenienza internazionale.
Tre le parole d’ordine per l’edizione 2017 - competenza, scoperta e condivisione - per una rassegna che ha l’ambizione di essere per tre giorni la vetrina internazionale dei vini del Sud “appassionatamente mediterranei”.

LA COMPETENZA
Gli incontri BtoB: sospinto da Adhésion Group, organizzatore del salone e pioniere nell’ambito degli incontri BtoB dal 1984, VINISUD 2017 tornerà a proporre agli espositori e agli acquirenti un programma di incontri d’affari e contatti mediante uno strumento online.
Il programma Acquirenti: VINISUD garantirà la presenza di 400 nuovi acquirenti internazionali presenti individuati grazie alla sinergia delle reti, 200 distributori, importatori, operatori importanti del settore partecipanti ai 3 World Wine Meetings organizzati da Adhesion Group nei 3 mercati americano, europeo e asiatico, oltre a 200 acquirenti contattati per il FIA (Forum International d’Affaires).

LA SCOPERTA
Spazi unici dedicati alla degustazione: VINISUD propone un approccio particolare agli acquirenti, creando zone di libera degustazione a tema: vini rosé, bianchi, dolci naturali, bio, Bag-in-Box®, Sparkling Zone… e tanti altri.
Espressione mediterranea by Vinisud, i vitigni rari : fedele alla sua apertura di spirito, VINISUD rinnova la sua partnership con Wine Mosaïc per la scoperta dei vitigni rari e originali, ma anche per la valorizzazione di un altro prodotto importante del bacino mediterraneo, ovvero l’olio d’oliva.

LA CONDIVISIONE
La nuova generazione di viticoltori: lo spazio riservato ai giovani viticoltori mette in luce il lavoro delle aziende vinicole di nascita più recente. Il 2017 sarà un’occasione per scoprire il primo millesimato di alcuni produttori e il lavoro di tutti questi appassionati del vino che contribuiscono a rendere dinamico il settore tuffandosi nell’avventura. Sono aperte le candidature per lo spazio VINISUD Nouvelle Vague!
VINISUD Wine Tourism: grande spazio espositivo aperto in partenariato con Winetourisminfrance.com, l’area dedicata all’enoturismo è il luogo perfetto per informarsi sulle novità e le tendenze (applicazioni mobili, mappe interattive, ecc.), ma anche per condividere gli aspetti piacevoli di questa attività incentrata sui vigneti di tutto il mondo.
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Perù, Cuba, Vietnam e Madeira. Le nuove tendenze viaggi 2017

02/01/2017 - Perù, Cuba, Vietnam e Madeira. Le nuove tendenze viaggi 2017 Il cibo è sempre più protagonista delle vacanze degli italiani, che al proverbiale amore per il mangiar bene oggi abbinano anche tanta curiosità per le cucine del resto del mondo. È la tendenza fotografata da CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, specialista in viaggi personalizzati ed esperienziali, che da sempre seleziona in tutto il mondo tante “chicche” per i viaggiatori foodies: «Le esperienze che mettono al centro cibo sono sempre più richieste dai nostri clienti –conferma Silvia Romagnoli, Travel Stylist di CartOrange–. C’è una grande voglia di scoprire i sapori autentici dei luoghi, per esempio assaggiando lo street food, ma non solo. Ai consulenti molto spesso viene chiesto di includere nella vacanza anche una cena in un ristorante che propone alta cucina, magari stellato». Un tempo era un lusso che ci si poteva concedere solo visitando metropoli come Londra, Parigi, Tokyo o New York; oggi invece si possono trovare proposte di altissimo livello anche in luoghi un tempo impensabili. E infatti le proposte CartOrange per le mete culinarie 2017 spaziano fra i quattro angoli della Terra.

PERU'
Il grande momento della cucina peruviana. Ferran Adrià ha indicato il Perù come la culla della prossima rivoluzione gastronomica e sul paese sudamericano, da qualche anno, sono puntate le attenzioni dei gourmet di tutto il mondo. «Tra ceviche e i piatti a base di quinoa e amaranto, la cucina peruviana è gustosa, sana, sorprendente. E nasce fusion, perché è da sempre un mix di tradizioni diversissime» commenta Romagnoli. Negli ultimi anni gli chef peruviani sono arrivati ai vertici della cucina mondiale: il ristorante Central di Lima è al quarto posto della classifica World’s Best Restaurant 2016. Sempre a Lima ci sono il Maido, tredicesimo, e Astrid y Gaston, trentesimo. Nei viaggi CartOrange si possono sperimentare anche il Huaca Pucllana a Miraflores, all’interno del più importante sito archeologico di Lima e, sempre a Miraflores, il ristorante Brujas de Cachiche. Sempre Silvia Romagnoli spiega perché è un must: «Offre piatti tipici della cucina Inca e le proposte culinarie spaziano fra tutte le regioni peruviane. E il suo pisco sour, il drink nazionale peruviano che si può gustare al bancone mentre si attende il proprio tavolo, è semplicemente eccezionale». Nei viaggi CartOrange si possono includere anche corsi di cucina, visite alla “Casa de la Gastronomia” a Lima –museo dedicato alla tradizione gastronomica del paese– e degustazioni di pisco sour nella valle di Ica.

VIET NAM
Il Vietnam, la “cucina del mondo”. È una meta poco conosciuta dagli italiani dal punto di vista culinario, ma chi la visita torna sempre sorpreso ed entusiasta perché il Vietnam è un crocevia di sapori: si ritrovano echi delle cucine di tutta l’Asia, «e poi c’è l’influenza francese –ricorda Silvia Romagnoli– alla quale si ispirano ristoranti stellati come La Maison 1888, a Danang, meta gastronomica numero uno del Paese secondo la BBC». Ma un viaggio in Vietnam è anche e soprattutto un viaggio nei mercati, nei villaggi, nei ristorantini locali. In Vietnam CartOrange propone come esperienza la visita in uno dei tanti villaggi di pescatori in cui poi si gusta il pescato del giorno. Oppure un corso di cucina vietnamita in cui si parte dalla spesa fatta al mercato, assieme a un cuoco, poi si impara a preparare una pietanza tradizionale e infine si pranza. E infine la degustazione della Bia Hoi, la birra vietnamita, nei vari locali tipici.
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EXPORT SPUMANTI: L’ITALIA “RIDUCE” LE DISTANZE CON LA FRANCIA E LE AMPLIA CON LA SPAGNA

24/12/2016 - EXPORT SPUMANTI: L’ITALIA “RIDUCE” LE DISTANZE CON LA FRANCIA E LE AMPLIA CON LA SPAGNA Secondo le stime di Nomisma, l’export dei nostri sparkling chiuderà l’anno arrivando al record di 1,2 miliardi di euro. Al contrario, la Francia dovrebbe attestarsi sui 2,7 miliardi, in leggera flessione (-1%) rispetto al 2015 e la Spagna a 415 milioni di euro (-3%).
Pur restando ampio il divario in valore (circa 1,5 miliardi di euro), nel 2016 le esportazioni di spumanti italiani continuano a ridurre le distanze con quelle francesi, mettendo a segno una crescita a valore superiore al 25% - sulla scia della crescita per i primi sette mesi di quest’anno, come anche segnalato dall’Osservatorio del Vino di cui Wine Monitor è partner– a fronte di una leggera flessione degli spumanti d’oltralpe (-1%).
Manco a dirlo, tutto merito del Prosecco che dovrebbe chiudere l’anno con il vento in poppa, trascinando così al rialzo tutta la categoria, al contrario del più blasonato Champagne che invece terminerà con gli stessi valori di export dell’anno precedente (o giù di lì, con una riduzione a cavallo dell’1%), così come il Cava spagnolo che arretrerà di qualche punto percentuale (-3%).
“In alcuni tra i principali mercati mondiali, gli spumanti italiani mettono a segno crescite nell’export a fronte di cali dei principali concorrenti” sostiene Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma. “Basti pensare al Regno Unito, dove le importazioni dall’Italia aumentano, nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno, di oltre il 38% in volume rispetto allo stesso periodo del 2015; al contrario, quelle dalla Francia si riducono del 4% mentre dalla Spagna calano di oltre il 13%”.
Ma non è solo la Gran Bretagna a dare soddisfazione ai nostri produttori di spumanti. Anche negli Stati Uniti, che rappresentano il principale paese al mondo per import di sparkling, i vini italiani “fanno meglio” del mercato. A fronte di una crescita nelle importazioni (sempre riferite ai valori dei primi dieci mesi dell’anno) pari all’11%, quelle provenienti dall’Italia superano il 30%. La stessa tendenza si ripete in Canada (+9% l’import totale, +20% quello italiano), in Svizzera e in Germania. All’opposto, gli spumanti spagnoli vedono ridursi la loro quota (calcolata sulle importazioni della categoria) dal 6,2% al 5,3% in Uk e dal 19,2% al 15,5% in Germania.
Non solo cresciamo più dei francesi nell’export, ma sono gli stessi cugini d’oltralpe ad aumentare gli acquisti dei nostri spumanti. “Tra il 2010 e il 2015” - continua Pantini – “l’export degli spumanti Dop italiani verso la Francia (al netto dell’Asti) è praticamente decuplicato, passando da meno di 4.000 a quasi 46.000 ettolitri, per un controvalore superiore ai 15 milioni di euro”.
La stessa tendenza sembra ulteriormente rafforzarsi nell’anno in corso: le esportazioni in Francia di spumanti Dop nei primi 9 mesi del 2016 evidenziano un’ulteriore crescita in volume dell’80%, superando già per questo periodo (e ancora prima delle festività di fine anno) i 55.000 ettolitri. Insomma, la moda dello Spritz ha contagiato i francesi e il Prosecco ne cavalca l’onda.
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OSVE: Prosecco e Franciacorta sono gli unici SW dai consumi destragionalizzati. 440 milioni in arrivo nelle Cantine italiane a fine d'anno

21/12/2016 - OSVE: Prosecco e Franciacorta sono gli unici SW dai consumi destragionalizzati. 440 milioni in arrivo nelle Cantine italiane a fine d'anno Da sempre le bollicine sono sinonimo di brindisi e di festività. Con consumi generali ancora concentrati sulla essenzialità, anche il fine anno 2016 ricalca l’andamento del 2015, con un solo +1% di volumi.
Le previsioni danno in calo soprattutto le etichette più note di Champagne e tutti gli altri marchi esteri, ad eccezione di pochi topleader e delle occasioni di prezzo dell’ultimo minuto. Nel range 15-25 euro/bott è possibile acquistare in Gdo sia uno Champagne che un Franciacorta, con 6-12 euro/bott si acquistano ottimi Prosecco Superiore e Prosecco doc spumante sempre nei grandi centri commerciali.
L’horeca stenta ancora a crescere per “eccesso di rincaro” dice il panel storico dei 4800 di OVSE, il primo osservatorio economico dei vini effervescenti italiani nato nel 1991 con 25 anni di report storici grazie anche a un pool di 26 aziende di ricerca di mercato dei vini in Italia e nel mondo. Bene invece i consumi fuori-casa, al bar (30%) e l’acquisto diretto in cantina (9%). Pacchi-mix regalo in calo, soprattutto i più abbondanti; in leggera crescita le confezioni di sole bottiglie di vino e bollicine. Leader delle vendite di fine anno al consumatore finale è la Gdo con circa il 72% nel solo mese di dicembre.
I brindisi delle festività 2016-2017 valgono 510 mio/euro, a tanto ammonta la spesa degli italiani fra consumi domestici e fuori casa, compreso i marchi esteri di vini con le bollicine.
“Novità assoluta 2016-2017, però, è la tendenza al consumo di vini dal sapore più secco e meno alcolico sia fra le bollicine metodo tradizionale che di metodo italiano”, sostiene l’Osservatorio economico dei vini effervescenti. Meglio il Prosecco Spumante extradry e brut, che il dry.
Solo per il Cartizze Valdobbiadene Superiore prevale il dry, più morbido. Spopolano a tavola e nei cenoni il Franciacorta Saten e il Trendodoc brut. 2016 all’insegna del gusto secco: Franciacorta brut e Franciacorta Saten brut saranno su 2 tavole ogni 5; il Prosecco doc in 7 tavole su 10, il Valdobbiadene Conegliano Superiore docg su 3 tavole imbandite di Natale ogni 6.
Calo ancora significativo per l’Asti docg e per tutti gli spumanti generici dolci, in totale non saranno neanche 11 mio/bott, quelle stappate a fine anno. Ricresce il mitico consumo dei “panettoni” a Natale in modo evidente, ma con le bollicine “brut”, cioè secche. Volano invece molto bene i tappi dei topbrand italiani del metodo tradizionale: sfioreranno le 12 mio/bott nella sola notte di fine anno.
Bene i prezzi al consumo soprattutto per il Prosecco Spumante docg e doc con valori medi in crescita fra 6-9 euro la bottiglia in Gdo, da 18 a 25 euro in horeca.
Continua la crescita lenta delle bollicine regionali, sempre più richieste localmente soprattutto da ristoranti e bar e nel centro-sud Italia dove ci sono ancora spazi enormi fra i consumatori. Le richieste del consumo nazionale è la prova che c’è bisogno di una promozione mirata, più diretta alle motivazione di consumo interno.
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62 milioni di bottiglie di spumanti italiani, più 10%, saranno stappate a Natale

20/12/2016 - 62 milioni di bottiglie di spumanti italiani, più 10%, saranno stappate a Natale Spumanti italiani "superstar" a Natale: durante le prossime festività, nel nostro Paese verranno stappate 62 milioni di bottiglie di spumanti italiani (+10% sul 2015; bottiglie da 0,75l), mentre all'estero 158 milioni (+20%). Dalle stime dell'Osservatorio del Vino, su base dati Ismea, emerge che il comparto nazionale dei vini spumanti chiuderà il 2016 con una produzione di circa 625 milioni di bottiglie (4,69 mln di hl, +18% sul 2015) ed un export di 3,4 milioni di ettolitri (oltre 450 milioni di bottiglie da. 0,75l) se fosse confermato il trend gennaio-settembre dell'anno.
Dall'analisi Ismea, con il contributo del Cirve dell'Università degli Studi di Padova, all'interno dell'Osservatorio del Vino, emerge un quadro nel quale il crescente interesse del pubblico per i vini spumanti potrà offrire interessanti opportunità di diversificazione anche nelle aree non specializzate in questi prodotti.
Nel generale successo degli spumanti Italiani, si conferma nel 2016 il notevole dinamismo delle tipologie minori, ossia i vini spumanti prodotti in denominazioni diverse da quelle principali o varietali che rappresentano ormai più di un quinto della produzione nazionale.
Molto bene l'export che, trainato dallo spumante a Denominazione di Origine (+23% a volume e +29% a valore) e, in particolare, dal Prosecco (+28% a volume e +38% a valore), da gennaio a settembre 2016 ha fatto registrare già oltre 2 milioni di ettolitri di vendite oltre i confini nazionali, con incrementi su base annua a volume del 21% e a valore del 24%.
E' bene evidenziare che l'export è orientato verso gli spumanti di qualità rispetto sia agli spumanti "comuni", che guadagnano un 7% a volume perdendo un 3% a valore, sia agli spumanti cosiddetti 'varietali', che perdono 1% a volume e 2% a valore sullo scorso anno. Tra i principali Paesi clienti, il Regno Unito rappresenta ancora il primo mercato in termini di esportazioni per lo spumante italiano, dove si registra, sullo stesso periodo 2015, un incremento in valore del 46% per un corrispettivo di 236 milioni di euro (+30% in volume per circa 700mila hl). Per gli Stati Uniti l'export vale oltre 185 milioni di euro (+31%) con una crescita anche in volume del 23% (465mila hl). Dato interessante sulla Francia, che importa per 28 milioni di euro (+57% a valore e +75% a volume).
Anche la Spagna mostra grande interesse per lo spumante italiano: +71% a valore e +289% a volume. In ripresa il mercato interno trainato soprattutto dalle vendite presso la GDO (+13% a volume e +15% a valore), a fronte di una sostanziale stabilità del vino non spumante.
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RINNOVA LA GAMMA LA VODKA RUSSA BELENKAYA

20/11/2016 - RINNOVA  LA  GAMMA LA  VODKA  RUSSA  BELENKAYA Rinnova la sua gamma la Vodka russa Belenkaya, che ora dispone della tipologia “Gold” (bottiglia da 70 cl. e da litro) e della tipologia “Dark Horse Extra”.
Lanciata nel 2001, Belenkaya è oggi una delle Vodke russe più vendute nel mondo. È prodotta dal grande gruppo JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo.
Oggi Belenkaya viene ottenuta grazie all’attività di ben sette impianti, distribuiti sul territorio di tutta la Russia, da ovest sino alle estreme regioni orientali: dei sette impianti, il più importante è quello che si trova nell’area di Mosca.
Negli anni più recenti, Belenkaya ha ottenuto decine di premi e riconoscimenti internazionali, a testimonianza del suo altissimo livello qualitativo.

Queste le note della Belenkaya Gold:
• Categoria: Vodka.
• Provenienza: Russia (sette diversi stabilimenti di produzione).
• Nome: Belenkaya in russo significa “la più chiara e la più pura”.
• Materia prima: Grano selezionato della più alta qualità.
• Acqua: Proveniente da pozzi artesiani situati ad almeno 200 metri di profondità.
• Produzione: La Vodka Belenkaya passa attraverso 13 metri di filtro di carbone attivo.
• Finissaggio: Prima dell’imbottigliamento, il prodotto viene sottoposto a un complesso sistema di purificazione in 9 fasi distinte.
• Esame visivo: Aspetto cristallino brillante.
• Esame olfattivo: Bouquet delicato, puro, di grande armonia complessiva.
• Esame gustativo: L’infusione naturale di minuscoli fiocchi d’avena conferisce a Belenkaya un gusto pieno, morbido, molto equilibrato.
• Sensazioni finali: Di grande finezza ed eleganza.
• Suggerimenti d’uso: Ideale da bere liscia e come ingrediente di cocktail e long drink.
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