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Challenge Euposia: la Nona edizione l'11 e 12 novembre all'Aqualux di Bardolino

19/08/2016 - Challenge Euposia: la Nona edizione l'11 e 12 novembre all'Aqualux di Bardolino La Nona edizione del Challenge internazionale di Euposia, riservato ai soli spumanti metodo classico, si svolgerà all'Aqualux Hotel Spa & Suites di Bardolino, Verona, dall’ 11 al 12 novembre prossimi, col patrocinio e secondo le regole del Grand Jury Européen e con la partnership di Aqualux Hotel Spa & Suites, Vinisud-Montpellier, American Chamber of Commerce in Italy, DESA-Deutschland Sommelier Association e Consorzio Tutela Vini Lessini Durello.
La degustazione dei Campioni avverrà esclusivamente alla cieca e tutti i vini in gara verranno degustati dall’intero panel dei Giurati.
Questo permetterà alle Cantine che ne faranno richiesta di poter contare su un “pacchetto” di giudizi più ampio e veritiero che comprenda tutte le diverse sensibilità dei nostri Giurati provenienti da Giappone, Messico, Andorra, Svezia, Regno Unito, Uruguay, Francia, Argentina, Germania, Principato di Monaco, Stati Uniti, Libano e Italia.
Così come nel 2015, verrà assegnato il titolo di Campione del Mondo non soltanto ai migliori Metodo classico in assoluto, ma anche a quelli prodotti con uve autoctone sia “in bianco” che “Rosè”.
Per il terzo anno consecutivo, inoltre, verrà assegnato un “Premio Speciale” dedicato alle realtà più attente al tema della sostenibilità ambientale.
Questa la Hall of Fame del Challenge:
2008 Champagne Bollinger, France, Brut Special Cuvée
2009 Nyetimber, UK, Classic Cuvée 2003
2010 Villa Rinaldi, Italy, Cuvèe Privée Enrico Rinaldi 1999
2011 Champagne Ayala, France, Brut Mayeur
2012 Ancre Hill Vineyards, UK, Galles Vintage 2008
2013 Durin, Italy, Basùra Pas dosè 60 mesi
2014 Weinguter Wegeler, Germany,Geheimrat J, Rheingau Riesling brut 2004
2014 (Native grapes) Gramona, Spain, Cava, III° Lustros 2006
2015 Champagne De Saint Gall, Brut Selection Premier Cru Blanc de blancs 2012
2015 (Native grapes) Sacramundi, Italy, Lessini Durello Doc, Riserva 36, 2010

Rosé

2009 Bruendlmayer, Austria, Brut Rosé
2010 Camel Valley, UK, Brut Rosè
2011 Schlumberger Wein und Sektkellerei, Austria, Rosé Brut Jahrgang 2009
2012 Champagne Bollinger, France, Brut Rosè. n.v.
2013 Cesarini Sforza, Italy, Tridentum Rosé
2014 Bellenda 1986, Italy, Diol Brut n.v.
2015 Zamuner, Italy, Rosé brut Riserva La Mattarana 2006
2015 (Native grapes) Chiarli 1860-Quintopasso, Italy, Rosé brut 2012


Masi Agricola rileva il 60% di Canevel Spumanti (Conegliano-Valdobbiadene DOCG)

27/09/2016 - Masi Agricola rileva il 60% di Canevel Spumanti (Conegliano-Valdobbiadene DOCG) Masi Agricola SpA entra nell’azionariato di Canevel Spumanti SpA, l’altro azionista è Carlo Caramel. La Joint venture 60% (Masi) - 40% (Caramel) segue una visione strategica comune che mira allo sviluppo di Canevel (struttura e marchio) e in pari tempo a dotare il portafoglio Masi di uno dei vini emblematici delle Venezie: il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola, dichiara: «Provo estremo piacere nel darne notizia assieme alla famiglia Caramel, con la quale condividiamo valori fondamentali quali il ruolo della famiglia, il radicamento territoriale e l’alto posizionamento del brand. Questa partnership conferma come nel mondo del vino di qualità, che richiede serio impegno, passione e professionalità e tempi lunghi per costruire valori e reputazione d’azienda, si possono consolidare alleanze e mettere in moto sinergie per raggiungere dimensioni adeguate ad affrontare il mercato internazionale mantenendo l’eccellenza del prodotto e il rispetto dell’individualità del brand”. Continua Boscaini: “questa operazione rientra nel nostro business model che ha già prodotto positivi risultati per i brand Serego Alighieri in Valpolicella Classica e Bossi Fedrigotti in Trentino.”
Carlo Caramel, attuale espressione della famiglia fondatrice dell’azienda e che continuerà a rappresentarne i valori di riferimento in qualità di Presidente e di Brand Ambassador, così commenta: “Per l’azienda Canevel l’aggregazione con Masi rappresenta l’opportunità di entrare a far parte di una piattaforma di elevato standing, che consentirà di sfruttare competenze e risorse addizionali sotto vari profili, soprattutto la forza di Masi nei mercati esteri attraverso una distribuzione altamente qualificata in più di 100 paesi. Da parte nostra mettiamo a disposizione un marchio integro con prodotti ottenuto da vigneti di proprietà o da noi coordinati e una carta-vini ben focalizzata e posizionata prevalentemente nel canale Ho.Re.Ca.”.
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Mas Berenguer: il Metodo classico che arriva da Andorra e da una cantina con 1.100 anni di storia

13/09/2016 - Mas Berenguer: il Metodo classico che arriva da Andorra e da una cantina con 1.100 anni di storia La tradizione enologica nei Pirenei è antica: gli abitanti originari dell’attuale Catalogna, dagli Iberici, ai Romani ai Goti vennero spinti in montagna dall’invasione araba della penisola. Così, per molti secoli è stata l'unica area dell’attuale Spagna, dove le uve venivano coltivate e il vino prodotto.
I Pirenei rappresentano una zona dove produrre e vinificare in qualità è difficile e complicato a causa della precarietà dei suoli e del clima estremo.
Così, per molti anni, i vini sono stati prodotti soltanto per il consumo locale, anche perché proprio per le caratteristiche locali era impossibile competere coi vini prodotti nelle aree terre più fertili e dal clima più benevolo . Tanto è vero che con la comparsa della fillossera, molti vigneti non vennero più rimpiantati e vennero perse, con l’abbandono delle vigne, anche molte varietà autoctone.
Con l'attuale tendenza del consumo, i fattori di debolezza sono diventati valore aggiunto ed è tornato interessante piantare vigneti in altura: i vigneti andorrani sono infatti ad almeno 900 metri sopra il livello del mare.
Un altro fattore che ha fatto cambiare visione alle grandi cantine è stato il cambiamento climatico, perché nelle aree di pianura della Catalogna si cominciare a notare come i vini stiano diventando più alcolici e forti.
In Andorra, quattro cantine sono attualmente in produzione, tutte sono ubicate a Sant Julià e un quinto, a Ordino, che è ancora in fase di test. Quest'ultimo sta avendo molti problemi con la maturazione delle uve, dato che i suoi vigneti sono ancora più in altura ed all’interno di una valle molto profonda e stretta che rende difficile riscaldare i grappoli.
Le produzioni sono molto contenuti, da 3mila a 5mila bottiglie a cantina, e si concentrano principalmente sullo sviluppo vini fermi. Come vitigni a bacca bianca sono coltivati gewürztraminer, riesling, chardonnay, albariño, viogner, pinot grigio e sauvigon blanc, mentre pinot noir, syrah, cornalin, mencía e merlot rappresentano le basi per i vini rossi..

Soltanto una delle quattro produce spumanti prodotti con il metodo tradizionale, Mas Berenguer: ha piantato 1,2 ettari di vigneto rivolto a sud-ovest - alle pendici dei monti che circondano l’abitato di Sant Julià a 900 metri sopra il livello del mare – nella proprietà conosciuta come "Pui d'Olivesa" che è di proprietà della famiglia dal 902 dC. Una proprietà dove si coltivava vite ben prima dell’arrivo della filossera.
L'attuale progetto è iniziato nel 2011 con 1.000 piante di Pinot Nero e 4mila di Chardonnay; la produzione attuale è di 3mila bottiglie: di queste poco più di un migliaio sono del Metodo classico “902 dC” Chardonnay brut, mentre altre 600 sono la produzione attuale di uno SW Rosè “Dovella” da uve Pinot noir.
L'intero processo di produzione è assolutamente artigianale,con raccolta manuale in cassette e agricoltura biologica.
I nomi dei vini sono un omaggio alla storia della tenuta, alle sue radici ed alle sue leggende, a partire dal nome della cantina, che è quello di famiglia per sette generazioni a partire dal 1714.
”902 DC” è il vino di punta della cantina, che anno dopo anno è stato preparato con il metodo Champagnoise, più simile a uno champagne che ad un Cava, e ricorda con il suo nome l’avvio della proprietà di questa famiglia.
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Masi, ecco come sta andando la vendemmia 2016

09/09/2016 - Masi, ecco come sta andando la vendemmia 2016 Parte sotto i migliori auspici la vendemmia nei vigneti Masi, uno dei brand italiani più conosciuti al mondo, quotato in Borsa a Milano. La stabilità climatica nella parte centrale dell'estate, con basso indice di umidità, ha favorito, infatti, una maturazione ideale delle uve che si presentano perfettamente sane. A dirlo il Gruppo Tecnico Masi (GTM), il pool di esperti che contribuisce alla produzione dei grandi vini pluripremiati della maison vitivinicola veronese. E in attesa dell'inizio della raccolta delle uve a bacca rossa in Valpolicella, la vendemmia già iniziata nei vigneti a bacca bianca in Trentino e in Friuli è di grande soddisfazione, con valori di zucchero e di acidità in linea con quelli delle migliori annate degli ultimi 50 anni.
Per Andrea Dal Cin, chief wine-maker del GTM: "Possiamo definire il
2016 come l'annata dell'equilibrio e del ritorno alla stabilità climatica, senza eccessi in termini di temperatura e di umidità.
Condizioni queste - conclude Dal Cin - che ci proiettano verso grandi vini dalla straordinaria longevità. Ci favoriscono giornate di sole caldo e notti fresche".
Entrando nel merito della mappatura della vendemmia nei vigneti Masi, in Trentino, nelle tenute 'Conti Bossi Fedrigotti' la raccolta del Pinot Nero, seguita da quello dello Chardonnay, per la base del Trento Doc Conte Federico è iniziata il 23 agosto. In Friuli, nelle tenute 'Stra'
del Milione', a fine agosto è stata la volta del Pinot Grigio, per Masianco e lo spumante Moxxé. E c'è grande attesa per l'avvio in Valpolicella per la selezione delle uve da appassire per gli Amaroni: il Costasera e i grandi cru Mazzano e Campolongo e il Vaio Amaron Serego Alighieri, considerato tra i dieci vini più importanti al mondo. Qui la vendemmia inizierà dal 12 settembre nelle zone pedemontane per poi proseguire in media e alta collina. In pari data la raccolta delle uve per il Campofiorin e la sua selezione speciale Brolo.
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Champagne 2016: ecco come è andata la stagione e le previsioni di Jacquart

31/08/2016 - Champagne 2016: ecco come è andata la stagione e le previsioni di Jacquart Pioggia, gelo, grandine e temporali: i rischi climatici hanno avuto un impatto significativo sui vigneti della Champagne: riduzione della resa e proliferazione del « Mildiou » ovvero di un fungo, eppure si può ancora essere ottimisti sull’annata 2016 per la più nobile delle “bollicine”.
Queste le prime indicazioni sulla vendemmia in corso da parte di Champagne Jacquart, maison che fa parte del gruppo “Alliance Champagne”.
In primo luogo, le gelate che hanno colpito la settimana del 25 aprile, compresa la notte fra Martedì 26 e Mercoledì 27 aprile 2016, hanno pesantemente danneggiato le regioni della Champagne meridionale, la «Côte des Bars». Evento tanto più eccezionale pensando che alcuni settori di solito non gelano mai . In alcuni settori dell’ «Aube», il potenziale è così basso che alcuni hanno rinunciato a vedemmiare, un record questo negli ultimi 30 anni.
Il gelo ha anche colpito in modo piu moderato nella Valle della Marna e nell’Aisne, dove ci si aspetta un rendimento che si avvicina ai 7 500 - 8 000 kg / ha. Una primavera davvero fredda e triste in Champagne…
I coltivatori biologici, di qualunque settore, hanno sofferto di più rispetto alla media, quindi situazione ancora peggiore per loro che sono adesso colpiti dal «Mildiou».
In breve, una primavera difficile per lo sviluppo dei vigneti, ma anche per il morale ...
Una fioritura tardiva
La data media di fioritura per il 2016, di tutte le varietà, si è verificata il 25 giugno, con 10 giorni di ritardo rispetto alla media degli ultimi dieci anni.
La data di fioritura permette di stimare la data di vendemmia, cioè : Fiore pieno + 96 giorni circa.
Quindi una raccolta completa attorno al 28-29 settembre, con un inizio verso il 15 settembre nelle regioni meridionali.
Una forte pressione parassitaria
Le scarse condizioni meteo del primo semestre hanno contribuito allo sviluppo di un fungo, il «Mildiou» . La sua padronanza richiede una buona prevenzione della contaminazione futura, mentre la pioggia quasi costante impedisce o ostacola i lavori manuali e i trattamenti.
Questi sono stati, di conseguenza, i consigli dei servizi tecnici Alliance Champagne ai vignaioli suoi membri:
"In condizioni normali, il rinnovo di protezione si basa sulla persistenza dei prodotti da aggiustare con la crescita della vite e con l’andamento della pioggia. Quest’anno, in vista delle piogge e della conseguente pressione sanitaria registrata, il rinnovo sarà da riattivare il più presto possibile.
Questi trattamenti rimangono solo preventivi.
Vi ricordiamo che il trattamento deve essere eseguito in buone condizioni: velocità del vento inferiore a 3 della scala Beaufort (19km / h), nessun calore e umidità eccessivi ".
Un mese di luglio tempestoso
Il mese di luglio è stato relativamente asciutto ma la pressione del «Mildiou» non è diminuita. La rugiada della mattina, l’elevata umidità e i temporali frequenti hanno mantenuto un ambiente favorevole per la proliferazione del fungo.
Attualmente: inizio invaiatura
Siamo attualmente in un periodo di maturazione: le uve cambiano colore e iniziano la loro maturazione.
Le uve di Pinot Noir e Pinot Meunier svoltano dal verde al viola e poi al nero. Lo Chardonnay nel frattempo diventerà giallo e finirà quasi trasparente. Le uve accumulano gli zuccheri e gli aromi, fino a perdere la loro acidità.
L’ inizio dell’«invaiatura» determina la probabile data della raccolta, che è di solito entro 40 - 45 giorni (+ o - rischi climatici delle settimane che seguono).
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Trentino Alto Adige e Friuli VG: ecco le previsioni vendemmiali per il 2016

25/08/2016 - Trentino Alto Adige e Friuli VG: ecco le previsioni vendemmiali per il 2016 Rispetto al 2015 in provincia di Bolzano è prevista una produzione in calo del 5/10%. Più in dettaglio, la varietà Traminer aromatico potrebbe risultare inferiore del 5% e la Schiava del 10%. Questa riduzione è da ricondurre, in parte, a dei problemi fitosanitari che si sono verificati durante il periodo vegetativo dovuti ad attacchi di peronospora. Sia per quanto riguarda i vitigni della famiglia dei Pinot che quelli dello Chardonnay i quantitativi previsti si aggirano probabilmente attorno ai livelli del 2015. Per quanto riguarda il Sauvignon bianco e Lagrein ci si aspetta una resa di qualche punto percentuale maggiore rispetto al 2015.

Provincia Autonoma di Trento: produzione stimata 2016
Sulle varietà a bacca bianca si stima un calo di produzione del 5/10% rispetto al 2015 per via del peso medio inferiore del grappolo dovuto a colatura e acinellatura in fioritura, oltre che per la perdita di produzione in alcune zone a causa di attacchi di peronospora. Sulle varietà a bacca nera il calo dovrebbe raggiungere il 10/15% per attacchi di peronospora in alcune aree.
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Veneto: provincia per provincia ecco i dati sulla vendemmia 2016

25/08/2016 - Veneto: provincia per provincia ecco i dati sulla vendemmia 2016 Ad un avvio di primavera caratterizzato da temperature miti, che hanno determinato un germogliamento precoce della vite, sono seguiti i mesi di maggio e giugno molto piovosi che in pratica hanno fatto perdere l’anticipo fenologico. Il risultato è una stagione che in alcuni momenti cruciali si è fatta difficile sotto il profilo sanitario (problemi di malattie fungine e peronospora in particolare), comunque sapientemente affrontata dai nostri viticoltori che dimostrano di aver raggiunto ormai un altissimo livello di professionalità.
Alla fine di queste alternanze climatiche, in tutte le aree vocate del Veneto la vendemmia 2016 risulta posticipata di circa 8/10 giorni rispetto allo scorso anno. La settimana del 22 agosto ha visto, infatti, l’avvio della raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, mentre nella settimana del 29 agosto prenderà il via la vendemmia vera e propria.

A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento. Vediamo le stime di produzione provincia per provincia.

Treviso: Rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento della superficie vitata, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale è calcolato intorno al 2-3%. Di conseguenza si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali a bacca nera.

Venezia: L’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo.

Verona: La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli della campagna precedente. Gli impianti del 2015, nonostante siano consistenti, non rappresenteranno un elemento significativo per l’aumento delle produzioni. Per quanto riguarda il Soave, l’annata al momento della vendemmia si distingue per l’assenza di fenomeni grandinigeni, l’elevata sanità delle uve, l’equilibrio vegetativo delle viti, le produzioni non esuberanti, un quadro compositivo delle uve nella media delle ultime annate per zuccheri e acidità, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Il quadro analitico delle uve in vinificazione annuncia vini più “classici” probabilmente più sapidi e floreali. In questo positivo quadro stagionale si inserisce la decisione del Consorzio di limitare le rese per il Soave ed il Soave Classico. Una vendemmia quindi che andrà a premiare i 5.600 ettari di vigneto di cui 4.400 a Soave DOC e 1.200 a Soave Classico per un totale di 430.000 ettolitri di vino, pari a circa 55 milioni di bottiglie.

Vicenza: Nella zona Doc Colli Berici e Gambellara si stima una produzione in calo del 5/8%; nella zona Doc Breganze un aumento del 20/25%; per la Garganega un calo del 5/8% (per problemi di allegagione e acinellature diffuse); per il Pinot Grigio un calo del 10/15% (per minore fertilità); la produzione di Glera, Chardonnay, Merlot e Tocai Rosso è prevista invariata rispetto allo scoro anno; per il Cabernet Sauvignon e Franc si prevede un aumento del 3%.
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Corona del Valle, la boutique winery di Ensenada

23/08/2016 - Corona del Valle, la boutique winery di Ensenada Inizia la collaborazione con “Euposia, la Rivista del Vino” José Carlos Palacios, Sommelier e Professore di enologia alla Università Anáhuac Mayab a Merida, Yucatan, Messico, membro della Giuria della nona edizione del Challenge Euposia e colummnist del quotidiano on line Diario de Yucatan.

Mi riempie di orgoglio presentare al pubblico italiano la vitivinicoltura in Messico, che continua a crescere anche in virtù di riconoscimenti importanti per la qualità, sia in patria sia a livello internazionale. Un esempio di questo movimento è un piccolo vigneto di 14 ettari, con 8 tipi di uve, sei rosse e due bianche, che pur essendo molto giovane, visto che le barbatelle sono state collocate nel 2011: Corona del Valle, nel municipio di Ensenada, nella Valle de Guadalupe, cuore della viticoltura messicana e soprattutto di quella che punta sull’eccellenza.
Questa cantina ha avuto recentemente, per la prima volta per una azienda messicana, premi per l'eccellenza raggiunta e già si parla di ottimi vini in grado di competere con i più prestigiosi marchi presenti sul mercato mondiale.
Questi i premi: “Winemakes challenger 2016”, un concorso celebre in una ideale strada d'eccellenza viticola tra California e Messico, per le varietà Merlot, Merlot e Tempranillo- Nebbiolo 2014 con tre vini medaglia d'argento; medaglia d’oro all’ “Ensenada terra del vino” del 2016 per le varietà Chardonnay, Merlot, Malbec, Tempranillo / Nebbiolo e Cabernet Sauvignon (vendemmia 2014). A questi si è aggiunta nei giorni scorsi la “Medalla de Plata” nel concorso “Cofradía del vino 2016”.
Quindi ben sei riconoscimenti su otto varietà aziendali prodotte a conferma del grande lavoro che l'azienda ha fatto sinora e dell’impegno dell' enologo, Jac (John August ) Cole, winemaker icona dell'intera area da Napa Valley al Messico, formazione al top a Berkley e Fresno , che cura la qualità.
Corona del Valle è stata avviata dall’imprenditore Hector Corona che ha anticipato lo scoppio della bolla immobiliare diversificando in tempo nelle attività di turismo sostenibile e vitivinicole di qualità.
Probabilmente uno dei segreti risiede nel tipo particolare di irrigazione installata dal proprietario Hector Corona: a causa della carenza di acqua nella valle, si utilizza un sistema a goccia in cui l'impianto manda alla radice la quantità di acqua necessaria per fornire una maggiore qualità e piante, e quindi di avere una maggiore resa di uva per ettaro.
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The Duel of Wine: un atto d'amore per l'Italia a Venezia

19/08/2016 - The Duel of Wine: un atto d'amore per l'Italia a Venezia Il 6 settembre al Lido durante la 73ma Mostra del Cinema arriva il film The duel of Wine, la sfida del secolo tra i più affermati Sommelier del mondo. Protagonista Charlie Arturaola, il più grande comunicatore di vino in circolazione.
Il celebre Sommelier Charlie Arturaola ha “perduto” il senso dell’olfatto, strumento principe del suo mestiere e si ritrova d’improvviso sul lastrico, senza più alcuna credibilità nel settore eno-gastronomico. Costretto a vivere nei sobborghi di Miami, Arturaola tuttavia non si dà per vinto… Nel frattempo un altro eccellente Sommelier, l’italiano, Luca Gardini, sta marciando a razzo verso le finali della competizione mondiale The Duel of Wine che si tiene a New York. Charlie escogita uno stratagemma per poter partecipare alle fasi eliminatorie del Campionato: camuffarsi dietro l’identità misteriosa, beffarda e buffonesca allo stesso tempo, del “Conte mascherato”…
Film eccentrico e irriducibile dentro a un genere, The duel of Wine mette in scena il mondo magico del vino e ciò che ruota attorno ad esso.
Una commedia sui generis nella quale personaggi e interpreti coincidono e dove ognuno gioca il proprio ruolo: il massimo comunicatore di vino del pianeta Charlie Arturaola è Charlie Arturaola, il top sommelier Luca Gardini fa Luca Gardini, perfino il super chef Gianfranco Vissani fa Vissani.

USA: il vino italiano cresce del 3,9% in valore al 30 giugno scorso superando i 666 milioni di dollari (150 di spumanti)

10/08/2016 - USA: il vino italiano cresce del 3,9% in valore al 30 giugno scorso superando i 666 milioni di dollari  (150 di spumanti) Il vino italiano migliora le proprie posizioni, nel primo semestre dell’anno in corso, nonostante la contrazione del mercato USA, secondo quanto reso oggi noto dall’Italian Wine & Food Institute.
L’Italia continua infatti a far registrare un lieve aumento in quantità (+0,6%) e un più sostanziale aumento in valore (+3,9%) che, secondo il presidente dell’IWFI Lucio Caputo, è particolarmente significativo specie se paragonato alla riduzione in quantità delle importazioni vinicole americane (-2,6%) e a quelle dell’Australia (-11,2%) e dell’Argentina (-36,9%) che seguono l’Italia fra i principali fornitori del mercato USA.
In controtendenza Cile e Francia che, nel primo semestre del 2016 rispetto al primo semestre del 2015, hanno fatto registrare un aumento in quantità rispettivamente dell’8,7% e del 12,5%.
Secondo la nota diramata oggi dell’IWFI, l’Italia è passata da 1.275.900 ettolitri del primo semestre del 2015, per un valore di $ 641.048.000, a 1.283.020 ettolitri, per un valore di $ 666.091.000, del primo semestre dell’anno in corso.
La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è risultata pari al 28,8% in quantità e al 33,5% in valore con un aumento, in entrambi i casi, di un punto percentuale.
In dettaglio, le importazioni statunitensi, nel primo semestre dell’anno in corso, sono ammontate a 4.450.430 ettolitri per un valore di $1.988.864.000 contro i 4.568.830 ettolitri per un valore di $1.945.574.000 del corrispondente semestre dell’anno precedente con una diminuzione del 2,6% in quantità ed un incremento del 2,2% in valore.
Le importazioni dal Cile, secondo paese fornitore del mercato USA, sono passate dai 730.660 ettolitri, per un valore di $130.197.000 del primo semestre del 2015, ai 794.500 ettolitri, per un valore di $132.632.000, del primo semestre dell’anno in corso, con un incremento dell’8,7 in quantità e dell’1,9% in valore.
Le importazioni dall’Australia, terzo paese fornitore del mercato USA, sono risultate pari a 675.240 ettolitri, per un valore di $175.043.000, contro gli 760.090 ettolitri, per un valore di $193.326.000, del corrispondente periodo dell’anno scorso, con una diminuzione del 11,2% in quantità e del 9,5% in valore.
Le importazioni dalla Francia, quarto paese fornitore del mercato USA, sono passate da 484.470 ettolitri, per un valore di $ 428.180.000, del primo semestre del 2015, a 544.790 ettolitri, per un valore di $462.470.000, del primo semestre dell’anno in corso.
Le importazioni dall’Argentina, quinto paese fornitore del mercato USA, sono passate dai 558.070 ettolitri, per un valore di $138.555.000, del primo semestre del 2015, a 352.310 ettolitri, per un valore di $123.402.000, del primo semestre dell’anno in corso.
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Conegliano Valdobbiadene: vendemmia 2016: ottime premesse di qualità

04/08/2016 - Conegliano Valdobbiadene: vendemmia 2016: ottime premesse di qualità Massimo impegno tra le colline del Conegliano Valdobbiadene in vista della prossima raccolta delle uve: si prevede una vendemmia all’insegna dell’eccellenza qualitativa dei vigneti di alta collina, in virtù della migliore esposizione al sole.
“I presupposti per un’ottima annata ci sono tutti - afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg - Infatti malgrado le incessanti piogge di maggio e giugno, la vocazione viticola nell’area collinare ha predominato sull’effetto climatico garantendo ad oggi grappoli spargoli con un veloce accrescimento.”
Il potenziale produttivo delle colline è in linea con quello del 2015, da cui si è ottenuto un millesimo riconosciuto come uno dei migliori degli ultimi anni. Lo staff tecnico del Consorzio sta avviando il costante monitoraggio del grado di maturazione delle uve attraverso il controllo di 20 stazioni di rilievo posizionate nelle diverse aree della Denominazione, di concerto con i tecnici delle cantine sociali e delle aziende associate. Questo lavoro garantisce il perfetto tempismo nel dare il via al lavoro di raccolta che varia ovviamente in funzione della posizione e dell’esposizione dei vigneti.
“La stagione viticola si è contraddistinta per una fase primaverile ed estiva fresca e piovosa; tale condizione per un vitigno come la Glera e per i vigneti di collina, favoriti da giacitura e terreni ben drenanti, ha posto le basi per una maturazione più lunga e favorevole in termini di qualità e ricchezza aromatica” – dichiara Filippo Taglietti, agronomo del Consorzio.
“Dalle prime valutazioni tecniche - il presidente Nardi aggiunge - stimiamo che, se non intervengono importanti eventi climatici, la raccolta possa iniziare da metà settembre in poi, leggermente posticipata rispetto all’anno scorso.“
La vendemmia è vissuta intensamente dalla comunità locale, infatti per una regione vocata da secoli alla viticoltura, in cui ogni famiglia ha una storia da raccontare legata al mondo enoico e dove ogni anno si
studiano sistemi particolari e nuovi per supportare il lavoro manuale tra i filari, la vendemmia è il vero e proprio Evento dell’Anno.
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GIUSTI WINE INVESTE 1,7 MILIONI NELL’ABBAZIA DI NERVESA

04/08/2016 - GIUSTI WINE INVESTE 1,7 MILIONI NELL’ABBAZIA DI NERVESA Con un investimento di 1,731 milioni di euro, Giusti Wine metterà in sicurezza e ristrutturerà l’Abbazia di Nervesa, monastero benedettino fondato nell’Anno Mille, andato distrutto nella Battaglia del Solstizio nella Prima Guerra Mondiale, e da allora lasciato andare in totale abbandono.
L’Abbazia, dedicata a Sant’Eustachio, si trova all’interno della “Tenuta Abazia” di Giusti Wine; il progetto di restauro vede il consolidamento delle strutture esistenti e la costruzione, in quella che era la parte conventuale, di un fabbricato destinato a museo con sala convegni. Ulteriori lavori comporteranno la realizzazione di percorsi per i visitatori e un’area sotterranea destinata a servizi.
I lavori di ristrutturazione dureranno un anno e mezzo.
L’Abbazia di Nervesa riveste un ruolo particolare: fra il Cinquecento e il Seicento divenne un importante polo culturale. Qui vennero ospitati, tra gli altri, Pietro Aretino, Giovanni Della Casa (che vi compose il noto Galateo) e la poetessa Gaspara Stampa.
Tra il 1744 e il 1819, il complesso diventò un'importante azienda agricola retta da esperti e studiosi evitando così le soppressioni napoleoniche di inizio Ottocento.
Giusti Wine gestirà il complesso dell’Abbazia di St. Eustachio - che resterà di proprietà della Municipalità di Nervesa - per i prossimi ottant’anni.

«Con questo intervento a favore della Comunità – sottolinea Ermenegildo Giusti, titolare di Giusti Wine – integriamo il nostro piano di sviluppo del territorio che partendo dall’attività vitivinicola vuole rilanciare Nervesa ed il Montello come meta di un turismo attento e consapevole, capace di creare valore e nuova occupazione qualificata per i nostri giovani».
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Sicilia DOC ha iniziato la Vendemmia 2016

02/08/2016 - Sicilia DOC ha iniziato la Vendemmia 2016 La stagione estiva 2016 in Sicilia è stata finora caratterizzata da un clima mite, intervallato da poche perturbazioni e senza picchi eccessivi di calore.
Dopo un inverno caratterizzato da scarse precipitazioni, la stagione primaverile è iniziata con temperature mediamente fresche, anche durante la fioritura, e si è chiusa con alcune precipitazioni nei mesi di maggio e giugno.
Questo quadro meteo-climatico ha favorito un discreto andamento delle fasi fenologiche dei vigneti dell’isola.
Un percorso sostanzialmente regolare con le uve che sono arrivate all'inizio dell'invaiatura in salute, grazie all’attenzione e alla cura costante dei vigneti.
“Più o meno siamo in linea con l’anno scorso, le produzioni sembrano promettere bene in tutte le aree di produzione” – afferma Alberto Tasca, consigliere del Consorzio che opera al centro geografico del triangolo siciliano. “Nella zona di Palermo, siamo in linea con l’anno precedente – dice – bene per il Grillo nella zona di Monreale, dalla Malvasia ci aspettiamo qualcosa in meno in termini di produzione, ancorché tutte le uve siano molto sane e con trattamenti ridotti al minimo”.
L’annata 2016 si preannuncia buona anche per l’area di Menfi, Salvatore Li Petri, vicepresidente del Consorzio riferisce che l’evoluzione climatica invernale e primaverile non ha fatto registrare problemi con la fase vegetativa, al contrario “le piogge tardive – precisa - hanno aiutato senza arrecare danni, consentendo al vigneto di approvvigionarsi di un’ulteriore riserva idrica che ha mantenuto l’equilibrio vegetativo delle piante e il vigneto in stato ottimale. Attualmente fa caldo di giorno e la sera termina con una escursione di almeno 10 gradi: per il vigneto è la condizione più favorevole. L’anno scorso abbiamo iniziato la vendemmia il 27 luglio con il Pinot Grigio, quest’anno un giorno dopo, il 28 luglio.”
Nel ragusano, la stagione è stata molto più secca rispetto agli anni scorsi, le vigne sono in ottimo stato ma ci potrebbe essere un anticipo. “molto probabilmente l’annata si presenta favorevole, ma meglio aspettare a pronunciarsi” – annuncia Francesco Ferreri consigliere.
La provincia di Trapani, la più vitata dell'isola, rispetto al 2015 ha registrato il 40% in meno di pioggia nel periodo invernale, mentre nel mese di maggio si sono registrate precipitazioni che hanno apportato all’incirca 80-90 mm d’acqua. “Ciò ha sicuramente agevolato la fase vegetativa – spiega Filippo Paladino vicepresidente del Consorzio – la situazione fitosanitaria è sotto controllo, grazie al costante impegno dei viticoltori nel controllo dei vigneti, probabilmente la produzione sarà meno importante dell’anno scorso in termini quantitativi, ma di sicuro avremo vini di buona qualità”.
“L'annata 2016 sarà probabilmente caratterizzata da un sensibile incremento della qualità e da una produzione inferiore di circa il 10% rispetto all’ultima vendemmia.
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TOP 10 MERCATI MONDIALI DI VINO: A META’ 2016 IMPORT TOTALE A +3,8%, DALL’ITALIA +4%

28/07/2016 - TOP 10 MERCATI MONDIALI DI VINO: A META’ 2016 IMPORT TOTALE A +3,8%, DALL’ITALIA +4% Cresce del 3,8% il valore dell’import di vino nei primi dieci mercati mondiali (gennaio-maggio 2016 rispetto stesso periodo 2015). Le importazioni di vini italiani aumentano di pari livello (+4%) mentre corrono più velocemente quelli spagnoli (+9%) e francesi (+8%). La Cina fa incetta di vini australiani (+43%), favoriti dall’accordo di libero scambio entrato in vigore lo scorso dicembre con il gigante asiatico.
All’avvicinarsi del giro di boa per il commercio mondiale di vino 2016, l’Italia resta in scia ai diretti competitor, surclassando quelli dell’Emisfero Sud ma arrancando nei confronti degli europei. Nel periodo gennaio-maggio di quest’anno, le importazioni nei primi dieci mercati - che congiuntamente pesano per il 70% dell’import mondiale di vino in valore - sono cresciute del 3,8% riguardo allo stesso periodo dell’anno precedente, superando così i 7,3 miliardi di euro. Stati Uniti e Giappone crescono di oltre il 4%, mentre arretrano Germania e Regno Unito (entrambi con cali vicini al 6%). Ma la vera sorpresa è data in primis dalla Russia che dopo due anni di cali continui nelle importazioni sembra aver riavviato gli acquisti di vino dall’estero (+9%) e soprattutto dalla Cina che, a metà anno, ha già importato lo stesso valore di quanto acquistato dalla Svizzera in tutto il 2015 (1 miliardo di euro). Rispetto a questa dinamica, gli acquisti di vini italiani restano nella media (4%), mentre aumentano sensibilmente quelli spagnoli e francesi, con percentuali superiori all’8% in entrambi i casi.
“Le importazioni di vini italiani nei principali mercati mondiali continuano ad essere trainate dagli spumanti. La crescita per questa tipologia nei primi cinque mesi del 2016 è infatti superiore al 20%, mentre nel caso dei vini fermi imbottigliati la variazione è appena dell’1%”, afferma Denis Pantini, responsabile Wine Monitor di Nomisma.
Regno Unito e Stati Uniti si confermano i principali mercati di sbocco degli sparkling italiani, dove continua a farla da padrone il Prosecco che nel frattempo inizia a farsi strada anche nel mercato francese, patria del più blasonato Champagne. “Nei primi 5 mesi del 2016, le importazioni in Francia di spumanti Dop italiani – escluso l’Asti – sono praticamente raddoppiate rispetto all’anno scorso, passando da meno di 9 mila a quasi 19 mila ettolitri, per un valore corrispondente di 6,5 milioni di euro” aggiunge Pantini.
In questo momento, i vini fermi imbottigliati del Belpaese non stanno invece marciando a grandi passi nel mercato nordamericano (meno del 2% di aumento), ma sembrano recuperare terreno in Cina e in Russia: le importazioni dei nostri vini in questi mercati sono cresciute in valore rispettivamente del 42% e 16%.
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Air Dolomiti sceglie l’Asolo Prosecco Superiore DOCG Giusti per la propria flotta

14/07/2016 - Air Dolomiti sceglie l’Asolo Prosecco Superiore DOCG Giusti per la propria flotta Dal 1° agosto prossimo, l’Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut di Giusti Wine sarà protagonista nelle Cantine di bordo della flotta Air Dolomiti (www.airdolomiti.it), la compagnia aerea italiana del Gruppo Lufthansa con sede a Verona-Villafranca.
Sino al prossimo novembre, il Prosecco DOCG della Cantina di Nervesa della Battaglia (Tv) sarà servito in abbinamento ai pranzi di bordo, uno dei tradizionali punti di forza della Compagnia scaligera.
«Siamo molto orgogliosi della scelta di Air Dolomiti – sottolinea il presidente di Giusti Wine, Ermenegildo Giusti – : è oltremodo significativo essere selezionati da una Compagnia molto attenta alla qualità che valuta periodicamente i vini che offre ai propri viaggiatori e che porta, su rotte strategiche per il made in Italy, il meglio dell’eccellenza agroalimentare del nostro Paese, grazie ad un servizio unico che mette il Viaggiatore al centro di vere e proprie esperienze gastronomiche, spesso curate da grandi chef, ad alta quota».
Air Dolomiti, con la sua moderna flotta di Embraer 195 e con 370 voli settimanali dall’Italia verso la Germania, è la prima Compagnia italiana a ricevere il Prosecco DOCG di Giusti Wine che è già presente a bordo di WestJet, la più performante compagnia aerea canadese.







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