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Champagne Pommery entra nel capitale di Hattingley Valley, premiata maison inglese di SW

03/05/2016 - Champagne Pommery entra nel capitale di Hattingley Valley, premiata maison inglese di SW Champagne Pommery diventa il secondo produttore di Champagne a sbarcare nel metodo classico inglese annunciando una partnership con il produttore di vino Hampshire Hattingley Valley.
La maison prevede di “rilasciare” il suo primo spumante inglese entro il 2019.
Ha anche lasciato l'opzione aperta per l'acquisizione di vigneti in proprio nel Regno Unito, confermando così l’intenzione di impegnarsi a lungo termine nella spumantistica inglese.
Il partenariato iniziale vedrà chef de cave Thierry Gasco selezione e miscelazione il prodotto dell’ enologo di Hattingley, Emma Rice. Non è ancora noto con quale marchio il vino sarà venduto.
«Siamo lieti di lavorare in Inghilterra, un paese amato da Madame Pommery e che ha influenzato così tanto nella sua vita e nei suoi champagne» sottolinea Paul-François Vranken, presidente di Vranken Pommery Monopole.
Madame Pommery, che ha preso in mano la gestione della casa dopo la morte del marito nel 1858, è stato educata in Inghilterra, ha assunto un inglese come primo direttore commerciale dell'azienda, e ha sviluppato il suo stile Brut secco proprio per soddisfare palati britannici in un momento in cui gli Champagne tendevano ad essere molto più dolci.
L'annuncio è avvenuto nel giorno della London Wine Fair, la principale fiera del vino del Regno Unito, e questa apertura segna un passo in avanti nella influenza dello champagne nella spumantistica inglese, dopo la notizia a dicembre che Champagne Taittinger aveva acquistato un appezzamento di terreno nel Kent per la produzione di un proprio “fizz” inglese: ben 170 acri di terra, denominati “Domaine Evremond”. I vini prodotti qui non saranno in vendita fino a circa il 2021, dato che i vigneti di nuovo impianto avranno bisogno di un paio di stagioni per maturare abbastanza per produrre uve di qualità costantemente elevata.
Pommery non sarà l'ultima maison di investire in vino spumante inglese. Altri produttori stanno tenendo d'occhio opportunità simili attraverso “il canale” dati i terreni di gesso praticamente identici ma molto più economici nel sud dell'Inghilterra rispetto alla regione di Champagne, centrata intorno alla città di Reims nel nord-est della Francia.
«E ' possibile che saremo i primi a commercializzare, ma che è questa la principale considerazione per noi – spiega Nicholas Hyde, presidente della Pommery nel Regno Unito -. Questo è un progetto molto eccitante e una grande sfida, non è un esperimento ma è un passo in un nuovo territorio. E’ una grande avventura».
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Stati Uniti: continua la "sete di vino italiano": più 4.3% in valore e più 7.3% in volumi a febbraio

03/05/2016 - Stati Uniti: continua la Hanno avuto un inizio d’anno estremamente positivo le importazioni vinicole americane, che secondo i dati rilasciati dall'Italian Wine & Food Institute, hanno fatto registrare un consistente incremento del 31,5% in quantità e del 15.3% in valore rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Un tale aumento percentuale, che non si verificava da alcuni anni, è un segnale molto positivo e potrebbe indicare un deciso cambiamento di tendenza.
Nel 2015 le esportazioni italiane verso gli USA hanno infatti superato i 2,5 milioni di ettolitri per un miliardo e trecentomila dollari con un incremento del 4,2% in quantità ed una diminuzione del 2,2% in valore.
Secondo i dati ora disponibili l’Italia ha registrato un aumento del 7,3% in quantità e del 4,3% in valore che, se saranno confermati nei prossimi mesi, potranno portare a nuovi records per l’intero anno.
Incrementi che si estendono fra l’altro anche agli spumanti, ai vini liquorosi ed ai Vermut. L'Italia detiene ora il 31,2% in valore ed il 24,5% in quantità del mercato d'importazione ed il prezzo
medio dei vini italiani imbottigliati risulta di 5,2 dollari al litro contro i 8,5 dollari dei vini francesi (i più cari) ed i 3,3 dollari dei vini australiani (i meno cari).
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Fiandre: ecco gli appuntamenti di maggio e giugno per conoscere la grande tradizione delle birre belghe

03/05/2016 - Fiandre: ecco gli appuntamenti di maggio e giugno per conoscere la grande tradizione delle birre belghe Le Fiandre e Bruxelles sono la meta perfetta per gli appassionati di birra. È la combinazione fra una tradizione della birra che si perde nella notte dei tempi e la passione dei mastri birrai odierni alla ricerca della birra perfetta che ha fatto del Belgio la patria di birre eccezionali, dal carattere unico, prodotte con tecniche di fabbricazione innovative. Non desta stupore, quindi, che i mastri birrai belgi si aggiudichino regolarmente le più importanti competizioni internazionali del settore.
Ma cosa rende la birra belga unica? Qualità e maestria artigianale innovativa in primo luogo, consentono ai mastri birrai belgi di aggiudicarsi regolarmente i premi delle competizioni internazionali grazie alla grande varietà dei processi di produzione, gli ingredienti e le diverse declinazioni del gusto. Birre come le “Trappiste” e le birre “d’Abbazia” oltre alle lambic (geuze, faro, kriek) e ancora le birre brunorossastre, “Spéciale belge”, “bière brut” e quelle maturate in barili di legno e fruttate sono specialità esclusivamente belghe che conquistano gli appassionati e intenditori. La birra nelle Fiandre è parte anche della tradizione culinaria: piatti a base di birra e il beer pairing sono un’esperienza culinaria da non perdere. E naturalmente ogni birra va
abbinata al proprio bicchiere!
Questi solo alcuni dei motivi che fanno delle Fiandre la meta perfetta per un’esperienza di birra.
I numerosi eventi dedicati alla birra spaziano dai festival per intenditori, come l’Innovation Beer Festival di Lovanio, ad eventi più ludici che abbinano la birra allo sport, come la Great Breweries Marathon.
Tradizione e innovazione vanno di pari passo regalando un’esperienza unica e di qualità.

Innovation Beer Festival, Lovanio, 15-16 maggio 2016
Il “Leuven Beer Month”, cappello sotto al quale la città di Lovanio fino al 20 maggio sfodera una serie di appuntamenti per appassionati di birra, si conclude con uno dei suoi eventi di punta: l’Innovation Beer Festival.
Alla sua seconda edizione, è un appuntamento per gli amanti delle birre artigianali con un occhio di riguardo per l’innovazione. I produttori di birra selezionati per partecipare all’evento sono in parte nazionali (la Duvel Moortgat è uno dei nomi più noti, ma si annoverano anche birrifici meno conosciuti come De Dochter van de Korenaar) e in parte internazionali.
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ARRIVA IN ITALIA LA VODKA BELENKAYA DARK HORSE

03/05/2016 - ARRIVA  IN ITALIA LA VODKA BELENKAYA  DARK  HORSE Arriva sul mercato italiano la Vodka russa Belenkaya Dark Horse.
Belenkaya Dark Horse (“Cavallo Nero”, come nera è la bottiglia) è un prodotto eccezionale della gamma Belenkaya. È ottenuta da ingredienti naturali attentamente selezionati, nel rispetto di una ricetta molto particolare. La lunghezza del sistema di filtraggio a carbone è stata prolungata a 21 metri, espressamente per Belenkaya Dark Horse. Proprio grazie al miglior filtraggio a carbone, la qualità di Belenkaya Dark Horse è 5 volte maggiore rispetto agli standard nazionali.
Belenkaya Dark Horse è caratterizzata da un bouquet fresco, con un accenno di grano e con sottili note fruttate, seguite da un finale morbido e prolungato. È perfetta liscia, alla temperatura di 10 gradi, in bicchierini shot (4-5 cl.) o in tumbler con ghiaccio. Si abbina bene con le carni, gli antipasti, gli stuzzichini speziati, i sottaceti.
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NIZZA È BARBERA, TRE GIORNI DI FESTA, INCONTRI, DEGUSTAZIONI DAL 6 ALL'8 MAGGIO A NIZZA MONFERRATO (ASTI)

02/05/2016 - NIZZA È BARBERA, TRE GIORNI DI FESTA, INCONTRI, DEGUSTAZIONI DAL 6 ALL'8 MAGGIO A NIZZA MONFERRATO (ASTI) Negli Stati Uniti, si è aperto ufficialmente l’Anno del Piemonte: la National Italian American Foundation ha scelto il Piemonte come «Region of Honor» del 2016. Da Nizza Monferrato, nel weekend, fanno eco aprendo l’Anno della “rossa” con Nizza è Barbera, la manifestazione dedicata alla Barbera d’Asti docg, al Nizza docg e alla Barbera del Monferrato doc. Tre giorni intensi, da venerdì 6 a domenica 8 maggio, con incontri, degustazioni, gastronomia nella città circondata dalle colline Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

La manifestazione è organizzata da Comune di Nizza Monferrato e Enoteca Regionale di Nizza in collaborazione con Associazione Produttori del Nizza, Camera di Commercio di Asti, Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Astesana Strada del Vino.

Il programma è ricco e collaudato. E quest’anno si rinnova con nuovi spunti e alleanze all’insegna della comunicazione: ci sono oltre cinquanta produttori che presentano le loro etichette in un “Barbera Forum” sotto il Foro Boario, c’è il Festival internazionale del cibo di strada, c’è il Wine BARbera in piazza del Comune gestito dall’Associazione italiana sommelier, ci sono incontri, brindisi e, sabato sera, la Notte Bianca con musica e negozi aperti, e infine c’è Nizza e Pizza, dove la nuova docg incontra la vera pizza napoletana.
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ARRIVANO I PIRATI: DUE ENOLOGI PERCORRONO MILLE CHILOMETRI IN TANDEM PER FAR CONOSCERE IL KALTERERSEE

02/05/2016 - ARRIVANO I PIRATI: DUE ENOLOGI PERCORRONO MILLE CHILOMETRI IN TANDEM PER FAR CONOSCERE IL KALTERERSEE Si fanno chiamare “I pirati del Kalterersee”. Sono Andrea Moser e Gerhard Sanin, rispettivamente responsabili enologici delle cantine Kaltern e Erste+Neue, le due realtà cooperative di Caldaro (BZ) impegnate nella valorizzazione del vitigno Vernatsch (Schiava) da cui si produce il Kalterersee (Lago di Caldaro DOC).
Per farlo conoscere al pubblico italiano hanno deciso di percorrere la penisola con un mezzo semplice ed ecologico, ma al tempo stesso vicino alla gente: un tandem. Un mezzo che incarna quello spirito fresco e spontaneo, coinvolgente e per certi versi trasgressivo che appartiene proprio al vino Kalterersee.
La partenza è prevista il 15 maggio da Caldaro, l'arrivo il 26 a Capri. Oltre 1000 chilometri su due ruote seguiti da un'auto ammiraglia con due fotografi-videomaker che documenteranno il viaggio per raccontarlo in tempo reale su facebook, instagram e youtube. Dodici le tappe, per ognuna delle quali è in programma un momento di incontro con appassionati, winelovers, sommelier, giornalisti e blogger. Si alterneranno cene in ristoranti, incursioni in pizzerie, visite ad aziende di prodotti tipici e giri ai mercati rionali.
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Consorzio Prosecco DOC: 3mila ettari in più di superficie vitata, per un incremento della produzione dl 15% nel prossimo triennio

02/05/2016 - Consorzio Prosecco DOC: 3mila ettari in più di superficie vitata, per un incremento della produzione dl 15% nel prossimo triennio Con voto sostanzialmente unanime l’Assemblea dei Soci del Consorzio del Prosecco Doc ha approvato tutti i provvedimenti all’ordine del giorno della seduta tenutasi lo scorso giovedì 28 aprile nel Palazzo dei 300 a Treviso.
“Un risultato particolarmente apprezzabile e per nulla scontato fino a poco fa, ma non ci si è arrivati senza impegno - spiega il presidente, Stefano Zanette - Nei mesi scorsi abbiamo convocato riunioni, tavoli e conferenze con le istituzioni e tutti gli attori della filiera per condividere i ragionamenti sui temi all’esame sui quali urgeva trovare le migliori soluzioni possibili”.
Insieme al bilancio consuntivo 2015 e al bilancio previsionale 2016, tra i punti cruciali appare l’estensione delle superfici vitate destinate a Prosecco Doc: il blocco degli impianti viene mantenuto, ma il tetto viene innalzato da 20.250 (attualmente 16.500 al Veneto e 3.750 al FVG) a 23.250 ettari complessivi.
TREMILA ETTARI in più di vigneto che entro il 2017 verranno ripartiti proporzionalmente tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per un incremento della produzione, considerando anche il recupero dei famosi 2000 ettari mancanti che non hanno ancora raggiunto il potenziale massimo, di circa 500.000 ettolitri.
“Di questi 3000 ettari – prosegue Zanette - metà verranno riservati ai produttori storici utilizzando un algoritmo applicato a partire dal basso.
Gli altri 1500 ettari verranno distribuiti con criteri di assegnazione che favoriranno i giovani e privilegeranno le produzioni Biologiche.
Ciò a conferma della direzione intrapresa dal Consorzio a favore della sostenibilità ambientale”.
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FORST 1857 RELOADED, NASCE UNA NUOVA BIRRA IN SUD TIROLO

02/05/2016 - FORST 1857 RELOADED, NASCE UNA NUOVA BIRRA IN SUD TIROLO FORST 1857: un sapore fresco di malto chiaro unito ad una delicata nota di luppolo, una birra che è stata prodotta in occasione dei 150 anni di Birra FORST. Questa birra leggera, il cui nome rimanda all’anno di nascita dell’azienda – il 1857 – fin dall’inizio era disponibile in una bottiglia vuoto a perdere verde e nella “classica” bottiglia vuoto a rendere marrone. Per una maggiore riconoscibilità del prodotto, ora è stata lanciata sul mercato una nuova bottiglia vuoto a rendere di colore verde e personalizzata in stile FORST. Questa bottiglia dal design giovane si rivolge agli appassionati di birra sempre al passo con le tendenze. Oltre la bottiglia personalizzata ci sono due grandi novità: le nuove bottiglie vuoto a rendere saranno ora disponibili anche nel pratico cluster da sei, la confezione maneggevole per ogni occasione.
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Domenica 15 maggio sul Garda c’è “Di Cantina in Cantina”, tre itinerari golosi tra vini e piatti tipici nel territorio del Bardolino e del Chiaretto

26/04/2016 - Domenica 15 maggio sul Garda c’è “Di Cantina in Cantina”, tre itinerari golosi tra vini e piatti tipici nel territorio del Bardolino e del Chiaretto Domenica 15 maggio 2016 torna “Di Cantina in Cantina”, la rassegna itinerante organizzata dalla Strada del Vino Bardolino, che invita alla scoperta delle aziende che producono il Bardolino e il Chiaretto, lungo la sponda veneta del lago di Garda e il suo entroterra. Saranno quindici le aziende, suddivise in tre percorsi, che terranno aperte le porte agli appassionati dalle ore 11 alle 19, proponendo in assaggio i loro vini abbinati con le specialità gastronomiche del territorio veronese. Di tappa in tappa, il Chiaretto, classico vino rosé oggi leader nazionale nell’ambito dei rosati a menzione geografica, e il Bardolino, il vino rosso delle colline gardesane, saranno accompagnati da proposte quali le tre stagionature del formaggio Monte Veronese, oppure la porchetta al Chiaretto, o ancora le sarde in saor con la polenta, i crostini al pesce di lago, la carne di manzo al ristretto di Bardolino, il gelato al Chiaretto e all’olio extravergine del Garda, perfino la pizza contemporanea in accostamento al Chiaretto, seconda quella formula che ha avuto grande successo al recente Vinitaly.

Tre, si diceva, i percorsi, ciascuno costituito dalla visita e dalla degustazione in cinque cantine specifiche di quel tracciato, più due altre visite libere a cantine dislocate su altri itinerari. In tutto, dunque, sette tappe diverse, al prezzo complessivo di 23 euro per persona. Il carnet per le degustazioni è acquistabile domenica 15 maggio in una qualunque delle cantine aderenti, oppure, prima, prenotandolo on line sul sito Faberest.com. Per chi vuole è previsto anche un servizio di autobus navetta tra le cantine, prenotabile al costo di 16 euro a persona.

“I visitatori – dice Claudia Benazzoli, presidente della Strada del Bardolino -, oltre a gustare i vini del territorio, avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con i produttori per approfondire il loro lavoro, dalla vigna alla cantina. Per i vignaioli, invece, è l’occasione per fare squadra, con lo scopo di promuovere il territorio”.

Vediamo nel dettaglio i tre itinerari.

Il percorso A si sviluppa ai piedi del monte Baldo e prevede le soste presso Garda Natura di Marciaga, alla Tenuta la Presa di Caprino veronesi, da Gentili a Pesina e poi da Cà Bottura sulla Rocca di Bardolino e presso Le Fraghe a Cavaion Veronese, con l’aggiunta di “degustazioni jolly” in due delle cantine degli itinerari B e C.
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“I Cjarsòns, tradizione carnica: Goloso appuntamento per scoprire gusti ed ingredienti del raviolo che vanta oltre 50 variazioni

26/04/2016 - “I Cjarsòns, tradizione carnica: Goloso appuntamento per scoprire gusti ed ingredienti del raviolo che vanta oltre 50 variazioni Hanno radici lontane ed esotiche i Cjarsòns, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal Mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera.

La loro origine è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i cjarsòns, agnolotti di pasta di patate con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche...quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne.
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Il meglio di Caldaro”: una serata-evento all’insegna del buon bere e del terroir altoatesino

26/04/2016 - Il meglio di Caldaro”: una serata-evento all’insegna del buon bere e del terroir altoatesino Appuntamento “classico” della primavera di Caldaro, sulla Strada del Vino dell’Alto Adige, torna anche quest’anno la serata-evento dedicata a uno dei più conosciuti vini altoatesini, il Kalterersee (Lago di Caldaro): in programma venerdì 20 maggio, dalle 19 alle 23, nella piazza principale del paese, l’edizione 2016 de “Il meglio di Caldaro” sarà caratterizzata da un nuovo concetto, teso a evidenziare la versatilità del Kalterersee, vino morbido ed elegante, perfetto alleato di infiniti abbinamenti culinari.
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MILLENNIALS CINESI E USA A CONFRONTO: PIÙ AFFEZIONATI GLI AMERICANI PIÙ RICCHI I CINESI

26/04/2016 - MILLENNIALS CINESI E USA A CONFRONTO: PIÙ AFFEZIONATI GLI AMERICANI PIÙ RICCHI I CINESI Divisi da un oceano, da culture differenti e da un diverso approccio al vino. Sono i Millennials cinesi e americani, la “Generazione Y” più osservata dal mondo del marketing sotto la lente di una nuova survey comparativa - l'indagine ha coinvolto un campione di 2.300 Millennials in Usa e 1.200 Millennials in Cina. L'età di riferimento varia a seconda della legal drinkin age: 18 anni in Cina e 21 anni negli Usa - realizzata in occasione di Vinitaly dall’Osservatorio Paesi Terzi Business Strategies in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor, che ha indagato stili e modalità di consumo del vino dai giovani nei due Paesi. Tante le differenze ma ancor di più i punti in comune, a partire dalla curiosità verso un prodotto ormai sempre più globale.

Si parte dai consumi, che rappresentano la differenza principale: solo il 12% dei Millennials cinesi ha bevuto vino negli ultimi 12 mesi, contro il 62% dei coetanei americani. Sul fronte delle preferenze il vino italiano si posiziona ai primi posti, sono il 22% infatti i giovani consumatori cinesi che ritengono che il vino italiano abbia qualità superiore a quello francese, e sale al 35% la percentuale dei sostenitori del vino italiano tra i 21 e 35 anni negli Stati Uniti. Solo il 10% in Cina e il 4% negli Usa pensa che il vino italiano sia mediamente di qualità inferiore a quello francese. Per il 32% dei Millennials cinesi è il vino il prodotto bandiera del made in Italy, scelto dal 32% degli intervistati e seguito da moda (28%), arredamento e design (12%) e prodotti alimentari (9%). Eleganza (29%), qualità (24%) e tradizione (16%) sono le prime associazioni di idee che il vino suscita. Una brand reputation che fa ben sperare per il futuro ma a cui non corrisponde un adeguato valore delle vendite del nostro vino nel Paese del Dragone. Degli oltre 1,8mld di vino importato dalla Cina quello made in Italy rappresenta solo una piccola fetta (4,9%), con un valore di poco superiore ai 90mln di euro.
Nella classifica cinese per provenienza dei vini, l’Italia si classifica al secondo posto con il 14% delle preferenze, staccata dalla Francia che raccoglie invece il consenso del 30% del campione. Il 37% delle preferenze dei giovani americani valgono invece ai vini italiani il primo posto (37%), subito dopo quelli californiani (49%) e un passo avanti a quelli francesi (32%). Sul fronte regionale, entrano nella top15 cinese anche Sicilia e Piemonte, rispettivamente al 12° e 13° posto nel Paese del Dragone e al 12° e 15° posto negli Usa, dove la Toscana è la prima regione estera di provenienza, scelta dal 15%.
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Birra del Borgo è stata acquisita dal colosso multinazionale, AB InBev che così sbarca nel crescente mercato delle artigianali italiane

25/04/2016 - Birra del Borgo è stata acquisita dal colosso multinazionale, AB InBev che così sbarca nel crescente mercato delle artigianali italiane AB InBev ha confermato l'acquisizione del burrificio artigianale “Birra del Borgo”, primo passo per conquistare il mercato delle craftbeer in Italia. Birra del Borgo è stata fondata nel 2005 da Leonardo Di Vincenzo.
In base ai termini dell’accordo, Birra del Borgo diventerà una sussidiaria interamente di proprietà di AB InBev, il fondatore Leonardo Di Vincenzo continuerà a guidare Birra del Borgo, uno dei principali produttori di birra artigianale in Italia, come amministratore delegato: l’accordo gli permetterà di investire in ampliare la propria fabbrica di birra pur “gestendola in modo indipendente definendo autonomamente le strategie di crescita».
«Il nostro viaggio da quando abbiamo iniziato nel 2005, è stata una grande avventura - ha detto Di Vincenzo a The Drink Business -. Oggi il settore della birra è diventato molto competitivo ed è necessario per noi di fare un passo ulteriore per garantire che si possa continuare ad evolversi in termini di tecniche di produzione di birra e, in termini di variazione di complessità e di gusto che possiamo offrire ai consumatori. Crediamo che la collaborazione con AB InBev sia una grande opportunità di fare esattamente questo: permetterà a “Birra del Borgo” di crescere in modo sostenibile pur rimanendo fedele alla nostra identità unica ed alla filosofia che abbiamo seguito fin dall'inizio».
La fabbrica di birra ha sede a Borgorose, un piccolo paese in provincia di Rieti, al confine tra Lazio e Abruzzo. Di Vincenzo ha iniziato produzione di birra a casa per divertimento, mentre all'università studiava biochimica, decidendo poi di avviare Birra del Borgo. E 'attualmente produce dieci birre tra cui Reale, Duchessa e Ducale.
«Siamo stati molto colpiti da quello che di Leonardo e il suo team hanno costruito a partire dal 2005 - ha detto Simon Wuestenberg, direttore territoriale di AB InBev Italia -. Sono stati in prima linea di ridefinire birra in Italia, portando un mix unico di innovazione ispirato, la qualità e la coerenza.
La visione di Leonardo per la birra e la sua passione per la birra saranno grandi ispirazioni per tutta la nostra squadra, e siamo molto entusiasti di collaborare e crescere insieme».
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Roberto Snidarcig: col "Tiare" nasce un nuovo blend sul Collio

24/04/2016 - Roberto Snidarcig: col “Il Tiare”, ovvero la nuova interpretazione che Roberto Snidarcig dell’Azienda Tiare di Dolegna del Collio, ha dato al Sauvignon. Presentato in anteprima al Vinitaly, questo vino bianco fresco, giovane, dal profumo delicato e netto, ha conquistato i wine lovers con i suoi sentori e la sua energia, che esprimono tutta la moderna filosofia di questa dinamica cantina friulana.
“Il Tiare" deve il suo nome al fatto che la base è fornita dal vino simbolo dell'azienda, il suo conosciuto e pluripremiato Sauvignon, a cui si aggiungono i due vitigni autoctoni più rappresentativi del Friuli, ovvero la Ribolla Gialla e il Friulano. Questo il blend del “Tiare”: 85% Sauvignon, 10% Friulano e 5% Ribolla.
Un omaggio che Roberto Snidarcig ha voluto fare alla sua terra. Elegante incontro tra l'aromaticità del Sauvignon Blanc, la vivacità della Ribolla Gialla e la rotondità del Friulano, “Il Tiare” è un blend fresco e primaverile, in cui ogni sorso racchiude i profumi dei fiori bianchi e della frutta fresca, bilanciati con note minerali conferite dal lungo affinamento sur lie.
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ORLANDO PECCHENINO È IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL BAROLO BARBARESCO ALBA LANGHE E DOGLIANI

24/04/2016 - ORLANDO PECCHENINO È IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL BAROLO BARBARESCO ALBA LANGHE E DOGLIANI Orlando Pecchenino è il nuovo presidente del Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Un’elezione nel segno della continuità: Pecchenino prende il testimone di Pietro Ratti (Cantina Renato Ratti), di cui è stato per tre anni vice presidente insieme ad Aldo Vacca, direttore della Produttori Barbaresco. Viticoltore di Dogliani, 54 anni, il nuovo presidente del Consorzio è chiamato a guidare un Consorzio con oltre 500 aziende vitivinicole associate che rappresentano un territorio di circa 9 mila ettari di vigneti, in gran parte riconosciuti Patrimonio dell’Umanità Unesco, e una produzione di oltre 60 milioni di bottiglie.
Pecchenino è anche l’espressione di un territorio e di una denominazione, il Dogliani: “La mia elezione – dice il neo presidente – è insieme continuità con il lavoro svolto finora da Pietro Ratti e volontà di far crescere tutte le Langhe. Tutela massima al Barolo e al Barbaresco che, grazie alle capacità e professionalità dei produttori, hanno fatto grande questo territorio e grande attenzione allo sviluppo e alla crescita degli altri vini”.
A breve sarà nominato il Consiglio di amministrazione che resterà in carica fino alla primavera 2019.
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