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Challenge Euposia 2016: Cantina di Aldeno, Tenuta Roletto, Camel Valley e Cavicchioli sul tetto del mondo

18/11/2016 - Challenge Euposia 2016: Cantina di Aldeno, Tenuta Roletto, Camel Valley e Cavicchioli sul tetto del mondo Le bollicine delle Dolomiti conquistano, alla grande, la Nona edizione del “Challenge Euposia”, organizzato da Euposia-La Rivista del Vino, l’unico al mondo dedicato esclusivamente ai vini spumante “metodo classico” ovvero ottenuti attraverso la rifermentazione in bottiglia.
Oltre trenta giudici - provenienti da Giappone, Messico, Argentina, Andorra, Francia, Svezia, Germania, Regno Unito e Italia - hanno degustato “alla cieca” oltre 140 spumanti provenienti da Argentina, Messico, Spagna, Andorra, Regno Unito, Champagne, Francia, Germania, Italia, Slovenia, India e Giappone, decretando alla fine il seguente risultato:

Campione del mondo 2016:
Cantina di Aldeno, Trentodoc, Altinum Riserva 2010
Campione del mondo 2016 “da vitigno autoctono”:
Tenuta Roletto, Erbaluce Caluso VSQPRD, Piemonte, Brut 2010

Podio
Medaglia d’argento 2016:
Lorenz Martini, Alto Adige-Sud Tirol Doc, Comitissa Brut Riserva 2011
Medaglia di bronzo 2016:
Kettmeir, Alto Adige-Sud Tirol Doc, Athesis Brut 2013

Un podio quindi tutto italiano nei vini bianchi, con ben tre vini su quattro provenienti dalla Regione autonoma Trentino Alto Adige a conferma dell’enorme sviluppo di una spumantistica, la cui tradizione produttiva risale alla fine dell’Ottocento.

Rosé. Campione del mondo 2016:
Camel Valley, UK Cornwall, Brut Rosè Cuvée Raymond Blanc 2014
Rosé. Campione del mondo 2016 “da vitigno autoctono”:
Cavicchioli Fratelli & Figli, Lambrusco Sorbara DOC, Rosé del Cristo 2012

Podio
Rosé, Medaglia d’argento 2016:
Cesarini Sforza, Trentodoc Rosé Brut 2010
Rosé, Medaglia di Bronzo 2016:
Villa, Franciacorta DOCG, BOKE’ Rosé Brut Millesimato 2012

Questi invece i premi “nazionali”:
Miglior Metodo classico Internazionale:
Reichsrat Von Buhl, Germania Palatinato, Von Buhl Reserve Brut NV
Miglior Metodo classico di Francia:
Champagne Louis Roederer, Brut Premier NV
Miglior Metodo classico di Spagna:
Titiana Spagna Cava DO Titiana Montalegre Pas dosè 2007
Miglior Metodo classico delle Americhe:
Bodega Cruzat, Argentina, Valle de Uco-Mendoza, Cuvée extra brut NV
Miglior Metodo classico del Regno Unito:
Denbies Wine Estate, UK Surrey, Greenfields 2011
Miglior Metodo classico dall’Italia:
Monsupello, VSQ Lombardia, Brut NV
Miglior Metodo classico del Veneto:
Marcato, Lessini Durello DOC, Extrabrut 60mesi 2008

La Giuria, presieduta quest’anno dal giornalista Paolo Baracchino del Grand Jury Européen, ha assegnato anche questi Premi speciali:
Severino Barzan’s Award “Old vines”:
Villa Rinaldi, VSQ Veneto, Rosè di Barriccaia 2004
“Sustainable Viticulture Award”:
Sudtirol Wein- Vini dell’Alto Adige
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RINNOVA LA GAMMA LA VODKA RUSSA BELENKAYA

20/11/2016 - RINNOVA  LA  GAMMA LA  VODKA  RUSSA  BELENKAYA Rinnova la sua gamma la Vodka russa Belenkaya, che ora dispone della tipologia “Gold” (bottiglia da 70 cl. e da litro) e della tipologia “Dark Horse Extra”.
Lanciata nel 2001, Belenkaya è oggi una delle Vodke russe più vendute nel mondo. È prodotta dal grande gruppo JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo.
Oggi Belenkaya viene ottenuta grazie all’attività di ben sette impianti, distribuiti sul territorio di tutta la Russia, da ovest sino alle estreme regioni orientali: dei sette impianti, il più importante è quello che si trova nell’area di Mosca.
Negli anni più recenti, Belenkaya ha ottenuto decine di premi e riconoscimenti internazionali, a testimonianza del suo altissimo livello qualitativo.

Queste le note della Belenkaya Gold:
• Categoria: Vodka.
• Provenienza: Russia (sette diversi stabilimenti di produzione).
• Nome: Belenkaya in russo significa “la più chiara e la più pura”.
• Materia prima: Grano selezionato della più alta qualità.
• Acqua: Proveniente da pozzi artesiani situati ad almeno 200 metri di profondità.
• Produzione: La Vodka Belenkaya passa attraverso 13 metri di filtro di carbone attivo.
• Finissaggio: Prima dell’imbottigliamento, il prodotto viene sottoposto a un complesso sistema di purificazione in 9 fasi distinte.
• Esame visivo: Aspetto cristallino brillante.
• Esame olfattivo: Bouquet delicato, puro, di grande armonia complessiva.
• Esame gustativo: L’infusione naturale di minuscoli fiocchi d’avena conferisce a Belenkaya un gusto pieno, morbido, molto equilibrato.
• Sensazioni finali: Di grande finezza ed eleganza.
• Suggerimenti d’uso: Ideale da bere liscia e come ingrediente di cocktail e long drink.
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Trentodoc: al via la dodicesima edizione di "Bollicine sulla città"

16/11/2016 - Trentodoc: al via la dodicesima edizione di Nella cornice rinascimentale di Palazzo Roccabruna – sede dell’Enoteca provinciale del Trentino – giovedì 17 novembre ad ore 18.00 prenderà il via per il dodicesimo anno consecutivo “Trentodoc: bollicine sulla città”, kermesse di appuntamenti e degustazioni riservata alle bollicine del metodo classico trentino a denominazione di origine. L’evento è organizzato dalla Camera di commercio di Trento, dall’Istituto Trento Doc, dal Consorzio tutela vini del Trentino in collaborazione con la Strada del vino e dei sapori del Trentino, la Strada dei Formaggi delle Dolomiti, la Strada della mela e dei sapori delle Valli di Non e Sole e con la partecipazione del Comune e dell’Apt di Trento.
Dal 17 novembre all’11 dicembre da giovedì a domenica l’Enoteca provinciale del Trentino proporrà un fitto calendario di degustazioni, laboratori enogastronomici, menù a tema che faranno scoprire l’eleganza e la piacevolezza delle bollicine di montagna. Ogni sabato nella cucina dell’Enoteca un ristorante si cimenterà con l’abbinamento fra un presidio Slow Food locale e la collezione del Trentodoc. Si parte il 19 novembre dalle 19.00 alle 22.00 con un menù curato dalla Locanda delle 3 chiavi di Isera che coniugherà broccolo di Torbole e metodo classico (Su prenotazione, tel 0461/887101).
Da Palazzo Roccabruna la manifestazione si irradierà in tutta la città e in tutta la provincia coinvolgendo cantine, bar, ristoranti con eventi culturali ed enogastronomici, e perfino il Muse dove sabato 19 novembre ci saranno in degustazione ben 115 etichette. Quest’anno il Trentodoc sarà abbinato a tre originali iniziative: la mostra i Foulard delle Montagne, organizzata a Palazzo Roccabruna da Cciaa e Museomontagna di Torino che espone circa 70 esemplari d’alta moda a tema montano dagli anni Trenta ad oggi. La premiazione del Miglior sommelier d’Italia 2016 – Premio Trentodoc, domenica 20 novembre ad ore 10.30 al Grand Hotel Trento nell’ambito del Congresso nazionale e del concorso organizzati dall’Associazione italiana sommelier. Infine La via del Gusto, un’idea del Comune di Trento che in occasione dei Mercatini di Natale trasformerà via Santa Trinità in un itinerario a tappe alla scoperta del gusto e dei sapori tipici.
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Mercato USA, l'Italia perde lo 0.9% delle sue esportazioni. Si ferma a 989 milioni a settembre. Crescono Cile e Francia

15/11/2016 - Mercato USA, l'Italia perde lo 0.9% delle sue esportazioni. Si ferma a 989 milioni a settembre. Crescono Cile e Francia Vino italiano sotto attacco negli USA: Cile e Francia stanno minando le nostre posizioni sia sulla fascia più bassa del mercato che su quella più alta.
Segnano così il passo i vini italiani negli USA secondo i dati rilasciati oggi dall'Italian Wine & Food Institute, relativamente ai primi nove mesi dell'anno in corso.
Dopo un periodo di pressoché costante crescita ed un promettente inizio dell'anno si è avuto infatti un rallentamento della fase espansionistica che ha portato ad una contrazione di circa l'1% nel volume delle esportazioni italiane.
Contrazione che, pur essendo contenuta e in linea con l'andamento delle importazioni vinicole totali USA (-0,8%), preoccupa Lucio Caputo, presidente dell'Istituto, che costantemente monitora il mercato americano.
I vini più commerciali e di più basso prezzo sono attaccati dal Cile che, nei nove mesi in esame, ha fatto registrare un incremento di ben il 22% nelle sue esportazioni verso gli USA.
Al contempo l'Italia sta subendo un notevolissimo attacco nella fascia alta delle sue esportazioni dalla Francia che negli ultimi tre anni ha compiuto una incredibile scalata nella classifica dei
paesi fornitori del mercato USA portandosi al secondo posto a ridosso dell'Italia nelle esportazioni in valore.
In Cile, divenuto il secondo paese fornitore del mercato USA, vengono prodotti vini di ottima qualità venduti sul mercato USA a prezzi più bassi di quelli italiani. Per i consumatori americani di tale fascia di mercato il prezzo è l'elemento determinante nella scelta del vino ed i vini italiani non godono al momento di un particolare prestigio che ne possa giustificare il loro maggior costo.
Al contempo, sempre secondo il presidente dell'IWFI, i francesi, che sono riusciti a contenere i loro costi e che hanno costantemente investito nell'immagine e nel prestigio dei loro grandi vini stanno decimando la fascia alta delle esportazioni italiane (con meno della metà in volume raggiungono i due terzi di quelle in valore) che nell'immagine del consumatore USA è cara
sopratutto in considerazione del fatto che non gode più di quell'immagine di prestigio che aveva faticosamente conquistato.

Il Libano per la prima volta a Merano Wine Festival

31/10/2016 - Il Libano per la prima volta a Merano Wine Festival Dal 4 all’8 novembre 2016 Le Vin Parfait e The Wine Traveler porteranno i vini del Libano alla prestigiosa manifestazione internazionale che quest’anno celebra la 25esima edizione.
Saranno sei le cantine che presenteranno - nella « Cherny saal » la sala dedicata ai vini internazionali – i loro migliori prodotti. Si tratta di realtà produttive affermate che tuttavia si affacciano per la prima volta ad un evento di questa portata sul territorio italiano.
L’idea di portarli a Merano è di Magda Beverari, che da più di 5 anni si occupa a Parigi di vini del Paese dei Cedri e di Michael Karam, giornalista libanese massimo esperto del settore, ideatore del progetto The Wine Traveler.
Per Magda Beverari tutto è nato dalla sua passione per il vino, che è diventata anche la sua attività professionale : grazie al suo Blog Le Vin Parfait e all’azione di promozione che svolge per il brand Les Crus du Liban (di proprietà dell’importatore francese Sodimo) ad oggi è pressoché un’ambasciatrice dei vini libanesi.
« E’ difficile, se non impossibile trovare questi vini in Italia, quindi ho pensato che il Merano IWF sarebbe stata una bella occasione presentare uno spaccato di questo meraviglioso Paese al pubblico di appassionati che frequenta questo salone di così grande levatura» spiega la Beverari « i produttori non conoscono questa manifestazione italiana, che peraltro è considerata di nicchia anche a livello nazionale, ma dopo averne parlato con il massimo esperto di vini Libanesi, Michael Karam, abbiamo deciso di partecipare insieme per promuovere i produttori e annunciare la prossima apertura di uno shop on line dedicato a questi vini»
A Merano verranno presentati i vini di cantine importanti quali : Château Kefraya, IXSIR, Domaine des Tourelles, Domaine de Wardy, Château Saint Thomas e Ksara.
La quasi totalità di loro produce vino internamente nella valle della Beqaa, solo il brand IXSIR conta qualche parcella nel Sud del Libano e a Batroun, sul mare.
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Giulio Ferrari Collezione 1997, il Trentodoc che vince la sfida del tempo

28/10/2016 - Giulio Ferrari Collezione 1997, il Trentodoc che vince la sfida del tempo Dopo il successo della prima edizione, figlia della vendemmia 1995, le Cantine Ferrari presentano l'annata 1997 del Giulio Ferrari Collezione, confermando la capacità dei propri Trentodoc di sfidare il tempo e incantare per eleganza, freschezza e complessità anche dopo ben 19 anni di attesa, nel buio e nel silenzio della cantina.
Il Giulio Ferrari Collezione è un Trentodoc, Chardonnay in purezza, che nasce solo nelle annate giudicate eccellenti dal vigneto di Maso Pianizza, fiore all'occhiello della famiglia Lunelli per la sua posizione, in alta quota e protetto dai boschi, su quelle montagne trentine di cui oltre un secolo fa proprio Giulio Ferrari aveva intuito la straordinaria vocazione. Il Giulio Ferrari Collezione è dunque un ulteriore omaggio allo spirito pioneristico del suo fondatore, continuando e superando la tradizione della Casa nel creare vini in grado di vincere la prova del tempo. Una tradizione iniziata nel 1972 con il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, presentato dopo ben 8 anni, in un'epoca in cui si pensava che le bollicine non fossero in grado di reggere lunghi invecchiamenti.
Come se il tempo si fosse fermato, il Giulio Ferrari Collezione 1997, con sboccatura 2016, conquista per la sua intensità e al tempo stesso per l’eleganza. La complessità aromatica, in cui spicca una nota floreale, in particolare di ginestra, all'assaggio si trasforma in un'esplosione di vitalità, bilanciata dalla freschezza che la sorregge e la completa. Toni delicatamente speziati completano un quadro gustativo di indimenticabile finezza e incredibile persistenza.
Prima bollicina italiana presentata sul mercato dopo un affinamento sui lieviti così prolungato, il Giulio Ferrari Collezione è realizzato in sole 1997 bottiglie numerate, dedicate alle migliori enoteche e alla ristorazione d'eccellenza.
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Durello&Friends 2016 e Challenge Euposia: tutti a Roma

28/10/2016 - Durello&Friends 2016 e Challenge Euposia: tutti a Roma Durello&Friends , l’evento dedicato alle bollicine autoctone nate sulle colline di Verona e Vicenza, sbarca nella capitale. L’appuntamento è per lunedì 7 novembre all’Hotel A.Roma di Roma dove saranno messe in assaggio le migliori interpretazioni delle “bollicine alternative, diverse per natura ” in abbinamento ai sapori della Lessinia e ai piatti della tradizione berico-scaligera cucinati a vista e rivisitati in chiave “finger food”, tutto a cura di Lessinia Food.
Due le novità dell'edizione 2016 entrambe dedicate al consumatore: la prima, più tecnica, riguarda lo studio commissionato dal Consorzio di tutela a Wine Monitor (Nomisma) per tratteggiare il profilo del consumatore tipico di "bollicine alternative "; l'altra ha una natura più divulgativa e punta a far crescere la conoscenza del Lessini Durello tra quanti frequentano abitualmente i locali alla moda di Roma grazie all'iniziativa "Discover Durello".

L'indagine di Wine Monitor
Proprio per comprendere meglio il fenomeno degli spumanti di territorio si è sentita la necessità di commissionare un'indagine a Wine Monitor per tratteggiare il profilo di questo specifico consumatore.
«E' indispensabile prima di tutto capire a chi ci rivolgiamo - evidenza Alberto Marchisio, presidente del Consorzio di Tutela - perché solo in questo modo saremo in grado di tarare il nostro messaggio e di far comprendere il valore delle nostre produzioni. Il Lessini Durello non è un semplice spumante: è certamente un vino moderno, vista soprattutto la crescente richiesta dell'ultimo periodo, ma è anche il simbolo di una viticoltura eroica, perché svolta spesso in maniera difficile. Quando raccontiamo il nostro Lessini Durello, assieme alla convivialità vorremmo raccontare la storia che lo contraddistingue, fatta di uomini e di donne che da generazioni operano sui Monti Lessini».
Lo studio prosegue di fatto un ampio lavoro di analisi svolto tre anni fa, in collaborazione con AIS, e dedicato invece ai consumatori più esperti ed evoluti. Quale percezione e reputazione hanno aggi in Italia le bollicine? Quanta propensione al nuovo c'è tra i consumatori di spumanti? Quanto sono disposti a spendere? Quali i canali più efficaci per farsi conoscere dal pubblico? E ancora quale il profilo socio-demografico del consumatore tipico? Queste sono solo alcune delle domande a cui verrà data risposta a Roma alle ore 16,30 in occasione della presentazione del'indagine alla stampa.

Discover Durello
Dal 7 al 30 novembre parte Discover Durello, l'iniziativa curata dalla "wine and food coach" Livia Belardelli per divulgare la conoscenza del Lessini Durello, spumante alternativo, tra quanti frequentano i locali della capitale. Oltre 40 le location prescelte tra wine bar, enoteche e ristoranti. Saranno messi in programma format innovativi, originali e coinvolgenti per raccontare le bollicine autoctone di Verona e Vicenza.

Gli spumanti di territorio
Quelli che statisticamente vengono chiamati “spumanti alternativi” e che si possono a buon diritto definire spumanti territoriali del futuro, si stanno guadagnando quote di mercato sempre più significative. Gli spumanti di territorio infatti, ottenuti da vitigni autoctoni, non sono più oggi il semplice completamento di gamma da parte delle cantine ma, al contrario, sono il risultato consapevole di scelte produttive mirate a soddisfare consumatori sempre più alla ricerca di bolle di qualità.
In un equilibrio perfetto tra domanda e offerta, il “fenomeno degli spumanti di territorio ” si appresta a generare la dinamica del “poco per molti” vale a dire un micro mercato in cui molte aziende producono poche pregiate bottiglie.
In questo contesto si cala Durello&Friends, dove “friends” sta ad indicare i tanti spumanti territoriali da vitigno autoctono che saranno presenti in degustazione.
A fare da contraltare al banco d’assaggio dedicato alle bollicine di Verona e Vicenza, ci saranno infatti anche gli spumanti che partecipano alla nona edizione del “Challenge Euposia” che riunisce in un unico appuntamento chicche enologiche accomunate dal Metodo Classico tra cui spumanti provenienti da Messico, India, Giappone, Andorra, Regno Unito, Brasile, Argentina oltre a grandi maison dello Champagne.
(Clicca per leggere il programma della giornata)

RINALDI PARTECIPA AL MILANO WHISKY FESTIVAL 2016

28/10/2016 - RINALDI  PARTECIPA  AL   MILANO  WHISKY  FESTIVAL  2016 Rinaldi espone la sua gamma di Whisky al “Milano Whisky Festival 2016”, in programma nel capoluogo lombardo nei giorni di sabato 5 e domenica 6 novembre 2016 (orari: sabato 14.00 – 24.00, domenica 14.00 – 21.00).
Ideato da Giuseppe Gervasio Dolci e da Andrea Giannone, e giunto quest’anno alla sua undicesima edizione, il “Milano Whisky Festival” si propone come l’unico evento in Italia in grado di riunire i più importanti distributori, le più rinomate distillerie e i principali collezionisti di Scotch Whisky.
L’edizione 2016 del “Milano Whisky Festival” annovera la presenza di oltre 2.000 etichette di Whisky, cui si aggiungono 500 etichette di Rum. Importante è il programma dei masterclass, che consentono ai visitatori di approfondire la conoscenza delle singole distillerie.
La location del “Milano Whisky Festival 2016” è ancora una volta il Marriott Hotel (Via Washington 66, Milano).
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Ferrari Perlé Bianco, debutta un nuovo Trentodoc Riserva 2006

12/10/2016 - Ferrari Perlé Bianco, debutta un nuovo Trentodoc Riserva 2006 Forti del grande successo della linea Perlé, icona dello stile Ferrari, le Cantine Ferrari proseguono il percorso di innovazione nel solco della tradizione presentando un nuovo Trentodoc Riserva, il Ferrari Perlé Bianco.
Espressione dei migliori vigneti di proprietà della famiglia Lunelli, alle pendici dei monti del Trentino, il Ferrari Perlé Bianco nasce dall'attenta selezione delle partite di Chardonnay che gli enologi della Casa ritengono più vocate al lungo affinamento. Riposa per oltre 8 anni sui lieviti, acquisendo un’affascinante profondità e un’armonica intensità. La prima annata è figlia della vendemmia 2006.
Insieme al Ferrari Perlé Rosé e al Ferrari Perlé Nero, la nuova etichetta completa la gamma delle Riserve Perlé, diventando protagonista di questa trilogia, che rappresenta l'essenza stessa dell'arte Ferrari nel produrre bollicine d'eccellenza.
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MortadellaBò 2016: tra tradizione locale e vocazione nazionale Bologna si conferma capitale del gusto

06/10/2016 - MortadellaBò 2016: tra tradizione locale e vocazione nazionale Bologna si conferma capitale del gusto Dal 20 al 23 ottobre torna MortadellaBò, l’appuntamento autunnale del Consorzio Mortadella Bologna con l'appuntamento in Piazza Maggiore per attestare un legame con la città che si consolida e si apre a esperienze e tradizioni gastronomiche nazionali.
Tra le note distintive dell’edizione 2016 vi è infatti la volontà di far sperimentare ai visitatori la vocazione nazionale della Mortadella Bologna IGP. Numerose le iniziative in questa direzione, a partire dalle 24 diverse interpretazioni a cura degli 8 chef - 4 bolognesi e 4 provenienti dal resto d’Italia - che ogni giorno proporranno un menu composto da 6 diverse portate che solleticheranno i sensi del grande pubblico. Una vera e propria “sfida” del gusto che avrà la propria “arena” in una cucina di grande impatto visivo completamente a vista per il pubblico.
Giovedì 20 ottobre saranno Lucia Antonelli della “Taverna del Cacciatore” di Castiglione dei Pepoli (BO) e Terry Giacomello di “Inkiostro” di Parma a ingraziarsi i favori del pubblico.
Venerdì 21 sarà la volta di Ivan Poletti della storica “Cantina Bentivoglio” di Bologna mentre, sabato 22 ottobre ci sarà una nuova sfida del gusto tra Claudio Sordi de “I Carracci” di Bologna e Angelo Troiani de “Il Convivio” di Roma, per finire domenica 22 con Mario Ferrara dello “Scacco Matto” di Bologna e Andrea Provenzani de “Il Liberty” di Milano.
Bologna sarà la città che per quattro giorni offrirà l’opportunità di assaggiare interpretazioni della Mortadella realizzate da grandi chef, come la “Crocchetta liquida di Mortadella con maio di Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia” proposta dallo chef Terry Giacomello, oppure farci attrarre dagli immancabili “Tortellini tradizionali di manzo e gallina” della chef Lucia Antonelli o ancora dai “Balanzoni con salsa di pomodori arrosto e scaglie di Parmigiano” dello chef Ivan Poletti.
Il dialogo tra tradizione gastronomica locale e nazionale non si esaurirà qui. Le molte declinazioni della Mortadella Bologna IGP si potranno gustare anche presso le 8 postazioni di street food che, in rappresentanza di altrettante realtà regionali, interpreteranno in maniera creativa e innovativa la “regina rosa” dei salumi partendo dalle specifiche sensibilità locali. Si potranno gustare prelibatezze come la bombetta pugliese (Quelli della Bombetta), l’arancino siciliano (Fratelli Taibi), l’hamburger di Mortadella (Birretta Food&Wine), il maritozzo salato (Maritozzo Rosso), lo gnocco fritto (Mozzao), il panzerotto (La Frittoria) e la pizza bianca (Pizza e Mortazza), tutte arricchite dall’inconfondibile tocco della Mortadella Bologna IGP.
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ARRIVA IN ITALIA PORTO TAYLOR’S SINGLE HARVEST 1966

06/10/2016 - ARRIVA IN ITALIA PORTO TAYLOR’S SINGLE  HARVEST  1966 Quest’anno Sbarca in Italia il “Single Harvest Port” 1966 di Taylor’s.
Il “Single Harvest Port” 1966 appartiene alla famiglia dei Colheita. Il Colheita (in portoghese: raccolto) è un Porto della tipologia Tawny che reca in etichetta l’anno della vendemmia. Ciò lo rende particolarmente raro e ricercato, dal momento che i vecchi Tawny solitamente denunciano un invecchiamento medio (10, 20, 30, 40 anni) ma non un millesimo preciso. A partire dal 2014, la Taylor’s ha messo in vendita alcuni rari Colheita di almeno 50 anni, cominciando con il 1964: il prodotto è confezionato nella classica, elegantissima bottiglia satinata, ed è custodito in un pregiato astuccio singolo in legno di quercia. Quest’anno il terzo Colheita della serie reca in etichetta il millesimo 1966.
Fondata nel 1692, la Taylor’s è da sempre sinonimo di vini di Porto di eccellenza. Azienda ancora oggi a conduzione familiare, proprietaria delle Quintas (tenute) più pregiate della regione portoghese dell’Alto Douro, la Taylor’s produce le sue uve e i suoi vini di Porto con quella accuratezza e quella competenza che la rendono assolutamente unica al mondo.
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Masi Agricola rileva il 60% di Canevel Spumanti (Conegliano-Valdobbiadene DOCG)

27/09/2016 - Masi Agricola rileva il 60% di Canevel Spumanti (Conegliano-Valdobbiadene DOCG) Masi Agricola SpA entra nell’azionariato di Canevel Spumanti SpA, l’altro azionista è Carlo Caramel. La Joint venture 60% (Masi) - 40% (Caramel) segue una visione strategica comune che mira allo sviluppo di Canevel (struttura e marchio) e in pari tempo a dotare il portafoglio Masi di uno dei vini emblematici delle Venezie: il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola, dichiara: «Provo estremo piacere nel darne notizia assieme alla famiglia Caramel, con la quale condividiamo valori fondamentali quali il ruolo della famiglia, il radicamento territoriale e l’alto posizionamento del brand. Questa partnership conferma come nel mondo del vino di qualità, che richiede serio impegno, passione e professionalità e tempi lunghi per costruire valori e reputazione d’azienda, si possono consolidare alleanze e mettere in moto sinergie per raggiungere dimensioni adeguate ad affrontare il mercato internazionale mantenendo l’eccellenza del prodotto e il rispetto dell’individualità del brand”. Continua Boscaini: “questa operazione rientra nel nostro business model che ha già prodotto positivi risultati per i brand Serego Alighieri in Valpolicella Classica e Bossi Fedrigotti in Trentino.”
Carlo Caramel, attuale espressione della famiglia fondatrice dell’azienda e che continuerà a rappresentarne i valori di riferimento in qualità di Presidente e di Brand Ambassador, così commenta: “Per l’azienda Canevel l’aggregazione con Masi rappresenta l’opportunità di entrare a far parte di una piattaforma di elevato standing, che consentirà di sfruttare competenze e risorse addizionali sotto vari profili, soprattutto la forza di Masi nei mercati esteri attraverso una distribuzione altamente qualificata in più di 100 paesi. Da parte nostra mettiamo a disposizione un marchio integro con prodotti ottenuto da vigneti di proprietà o da noi coordinati e una carta-vini ben focalizzata e posizionata prevalentemente nel canale Ho.Re.Ca.”.
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Mas Berenguer: il Metodo classico che arriva da Andorra e da una cantina con 1.100 anni di storia

13/09/2016 - Mas Berenguer: il Metodo classico che arriva da Andorra e da una cantina con 1.100 anni di storia La tradizione enologica nei Pirenei è antica: gli abitanti originari dell’attuale Catalogna, dagli Iberici, ai Romani ai Goti vennero spinti in montagna dall’invasione araba della penisola. Così, per molti secoli è stata l'unica area dell’attuale Spagna, dove le uve venivano coltivate e il vino prodotto.
I Pirenei rappresentano una zona dove produrre e vinificare in qualità è difficile e complicato a causa della precarietà dei suoli e del clima estremo.
Così, per molti anni, i vini sono stati prodotti soltanto per il consumo locale, anche perché proprio per le caratteristiche locali era impossibile competere coi vini prodotti nelle aree terre più fertili e dal clima più benevolo . Tanto è vero che con la comparsa della fillossera, molti vigneti non vennero più rimpiantati e vennero perse, con l’abbandono delle vigne, anche molte varietà autoctone.
Con l'attuale tendenza del consumo, i fattori di debolezza sono diventati valore aggiunto ed è tornato interessante piantare vigneti in altura: i vigneti andorrani sono infatti ad almeno 900 metri sopra il livello del mare.
Un altro fattore che ha fatto cambiare visione alle grandi cantine è stato il cambiamento climatico, perché nelle aree di pianura della Catalogna si cominciare a notare come i vini stiano diventando più alcolici e forti.
In Andorra, quattro cantine sono attualmente in produzione, tutte sono ubicate a Sant Julià e un quinto, a Ordino, che è ancora in fase di test. Quest'ultimo sta avendo molti problemi con la maturazione delle uve, dato che i suoi vigneti sono ancora più in altura ed all’interno di una valle molto profonda e stretta che rende difficile riscaldare i grappoli.
Le produzioni sono molto contenuti, da 3mila a 5mila bottiglie a cantina, e si concentrano principalmente sullo sviluppo vini fermi. Come vitigni a bacca bianca sono coltivati gewürztraminer, riesling, chardonnay, albariño, viogner, pinot grigio e sauvigon blanc, mentre pinot noir, syrah, cornalin, mencía e merlot rappresentano le basi per i vini rossi..

Soltanto una delle quattro produce spumanti prodotti con il metodo tradizionale, Mas Berenguer: ha piantato 1,2 ettari di vigneto rivolto a sud-ovest - alle pendici dei monti che circondano l’abitato di Sant Julià a 900 metri sopra il livello del mare – nella proprietà conosciuta come "Pui d'Olivesa" che è di proprietà della famiglia dal 902 dC. Una proprietà dove si coltivava vite ben prima dell’arrivo della filossera.
L'attuale progetto è iniziato nel 2011 con 1.000 piante di Pinot Nero e 4mila di Chardonnay; la produzione attuale è di 3mila bottiglie: di queste poco più di un migliaio sono del Metodo classico “902 dC” Chardonnay brut, mentre altre 600 sono la produzione attuale di uno SW Rosè “Dovella” da uve Pinot noir.
L'intero processo di produzione è assolutamente artigianale,con raccolta manuale in cassette e agricoltura biologica.
I nomi dei vini sono un omaggio alla storia della tenuta, alle sue radici ed alle sue leggende, a partire dal nome della cantina, che è quello di famiglia per sette generazioni a partire dal 1714.
”902 DC” è il vino di punta della cantina, che anno dopo anno è stato preparato con il metodo Champagnoise, più simile a uno champagne che ad un Cava, e ricorda con il suo nome l’avvio della proprietà di questa famiglia.
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Masi, ecco come sta andando la vendemmia 2016

09/09/2016 - Masi, ecco come sta andando la vendemmia 2016 Parte sotto i migliori auspici la vendemmia nei vigneti Masi, uno dei brand italiani più conosciuti al mondo, quotato in Borsa a Milano. La stabilità climatica nella parte centrale dell'estate, con basso indice di umidità, ha favorito, infatti, una maturazione ideale delle uve che si presentano perfettamente sane. A dirlo il Gruppo Tecnico Masi (GTM), il pool di esperti che contribuisce alla produzione dei grandi vini pluripremiati della maison vitivinicola veronese. E in attesa dell'inizio della raccolta delle uve a bacca rossa in Valpolicella, la vendemmia già iniziata nei vigneti a bacca bianca in Trentino e in Friuli è di grande soddisfazione, con valori di zucchero e di acidità in linea con quelli delle migliori annate degli ultimi 50 anni.
Per Andrea Dal Cin, chief wine-maker del GTM: "Possiamo definire il
2016 come l'annata dell'equilibrio e del ritorno alla stabilità climatica, senza eccessi in termini di temperatura e di umidità.
Condizioni queste - conclude Dal Cin - che ci proiettano verso grandi vini dalla straordinaria longevità. Ci favoriscono giornate di sole caldo e notti fresche".
Entrando nel merito della mappatura della vendemmia nei vigneti Masi, in Trentino, nelle tenute 'Conti Bossi Fedrigotti' la raccolta del Pinot Nero, seguita da quello dello Chardonnay, per la base del Trento Doc Conte Federico è iniziata il 23 agosto. In Friuli, nelle tenute 'Stra'
del Milione', a fine agosto è stata la volta del Pinot Grigio, per Masianco e lo spumante Moxxé. E c'è grande attesa per l'avvio in Valpolicella per la selezione delle uve da appassire per gli Amaroni: il Costasera e i grandi cru Mazzano e Campolongo e il Vaio Amaron Serego Alighieri, considerato tra i dieci vini più importanti al mondo. Qui la vendemmia inizierà dal 12 settembre nelle zone pedemontane per poi proseguire in media e alta collina. In pari data la raccolta delle uve per il Campofiorin e la sua selezione speciale Brolo.
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Champagne 2016: ecco come è andata la stagione e le previsioni di Jacquart

31/08/2016 - Champagne 2016: ecco come è andata la stagione e le previsioni di Jacquart Pioggia, gelo, grandine e temporali: i rischi climatici hanno avuto un impatto significativo sui vigneti della Champagne: riduzione della resa e proliferazione del « Mildiou » ovvero di un fungo, eppure si può ancora essere ottimisti sull’annata 2016 per la più nobile delle “bollicine”.
Queste le prime indicazioni sulla vendemmia in corso da parte di Champagne Jacquart, maison che fa parte del gruppo “Alliance Champagne”.
In primo luogo, le gelate che hanno colpito la settimana del 25 aprile, compresa la notte fra Martedì 26 e Mercoledì 27 aprile 2016, hanno pesantemente danneggiato le regioni della Champagne meridionale, la «Côte des Bars». Evento tanto più eccezionale pensando che alcuni settori di solito non gelano mai . In alcuni settori dell’ «Aube», il potenziale è così basso che alcuni hanno rinunciato a vedemmiare, un record questo negli ultimi 30 anni.
Il gelo ha anche colpito in modo piu moderato nella Valle della Marna e nell’Aisne, dove ci si aspetta un rendimento che si avvicina ai 7 500 - 8 000 kg / ha. Una primavera davvero fredda e triste in Champagne…
I coltivatori biologici, di qualunque settore, hanno sofferto di più rispetto alla media, quindi situazione ancora peggiore per loro che sono adesso colpiti dal «Mildiou».
In breve, una primavera difficile per lo sviluppo dei vigneti, ma anche per il morale ...
Una fioritura tardiva
La data media di fioritura per il 2016, di tutte le varietà, si è verificata il 25 giugno, con 10 giorni di ritardo rispetto alla media degli ultimi dieci anni.
La data di fioritura permette di stimare la data di vendemmia, cioè : Fiore pieno + 96 giorni circa.
Quindi una raccolta completa attorno al 28-29 settembre, con un inizio verso il 15 settembre nelle regioni meridionali.
Una forte pressione parassitaria
Le scarse condizioni meteo del primo semestre hanno contribuito allo sviluppo di un fungo, il «Mildiou» . La sua padronanza richiede una buona prevenzione della contaminazione futura, mentre la pioggia quasi costante impedisce o ostacola i lavori manuali e i trattamenti.
Questi sono stati, di conseguenza, i consigli dei servizi tecnici Alliance Champagne ai vignaioli suoi membri:
"In condizioni normali, il rinnovo di protezione si basa sulla persistenza dei prodotti da aggiustare con la crescita della vite e con l’andamento della pioggia. Quest’anno, in vista delle piogge e della conseguente pressione sanitaria registrata, il rinnovo sarà da riattivare il più presto possibile.
Questi trattamenti rimangono solo preventivi.
Vi ricordiamo che il trattamento deve essere eseguito in buone condizioni: velocità del vento inferiore a 3 della scala Beaufort (19km / h), nessun calore e umidità eccessivi ".
Un mese di luglio tempestoso
Il mese di luglio è stato relativamente asciutto ma la pressione del «Mildiou» non è diminuita. La rugiada della mattina, l’elevata umidità e i temporali frequenti hanno mantenuto un ambiente favorevole per la proliferazione del fungo.
Attualmente: inizio invaiatura
Siamo attualmente in un periodo di maturazione: le uve cambiano colore e iniziano la loro maturazione.
Le uve di Pinot Noir e Pinot Meunier svoltano dal verde al viola e poi al nero. Lo Chardonnay nel frattempo diventerà giallo e finirà quasi trasparente. Le uve accumulano gli zuccheri e gli aromi, fino a perdere la loro acidità.
L’ inizio dell’«invaiatura» determina la probabile data della raccolta, che è di solito entro 40 - 45 giorni (+ o - rischi climatici delle settimane che seguono).
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