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Challenge Euposia: Champagne de Saint Gall è il nuovo "campione del mondo" e riporta in Francia l'ambito riconoscimento:

27/11/2015 - Challenge Euposia: Champagne de Saint Gall è il nuovo A tre anni di distanza dall’ultima vittoria, la Francia torna sul gradino più alto del “Challenge Euposia”, l’unica rassegna al mondo dedicata esclusivamente ai vini spumante metodo classico (ovvero da rifermentazione in bottiglia) giunta quest’anno alla sua ottava edizione.
Il Challenge, presieduto da Alessandro Scorsone, si svolge secondo le regole, e col patrocinio, del Grand Jury Européen: quest’anno tutti i ventiquattro giurati – provenienti da Stati Uniti, Argentina, Francia, regno Unito, Germania e Francia – hanno assaggiato tutti i quasi 200 campioni in gara. La degustazione si è svolta rigorosamente alla cieca all’Aqualux Hotel Spa & Suite di Bardolino (VR)..
Questa la classifica col vincitore assoluto e tutti gli altri riconoscimenti:

Campione del Mondo 2015:
CHAMPAGNE DE SAINT GALL, Brut Selection Premier Cru Blanc de blancs 2012
Miglior Metodo Classico d’Italia 2015
CA' DEL BOSCO, Franciacorta Docg, Cuvée Annamaria Clementi 2006
Miglior Metodo Classico Internazionale 2015:
HAMBLEDON, Hampshire-UK, Première Cuvée NV
(che bissa così l’identico successo della passata edizione)
Miglior SW di Francia 2015:
CHAMPAGNE JACQUART, Brut Mosaique, s.a.

Si conferma invece la leadership italiana nelle bollicine rosate, con la vittoria della boutique-winery veronese Zamuner, sulle colline moreniche di Sona, un balcone affacciato sul Lago di Garda confermatosi – a questo punto – luogo di coltivazione ideale per il Pinot nero:
Campione del mondo Rosè 2015:
ZAMUNER, Veneto, Rosé brut Riserva La Mattarana 2006
Medaglia d’argento Rosè 2015:
CHAMPAGNE JACQUART, Francia, Brut Rosé NV
Medaglia di bronzo Rosé 2015:
WRAXALL VINEYARD, Somerset-Uk, Somerset Rosé 2013

La novità di questa edizione è stata la massiccia presenza dei Metodo classico da vitigno autoctono, e dopo la vittoria dello scorso anno del Cava spagnolo Gramona, quest’anno il riconoscimento (destinato sia ai vini bianchi che ai Rosé, portato al rango dei premi maggiori per l’influenza degli autoctoni sul prossimo futuro dei Metodo classici) è tornato in Italia:

Campione del mondo 2015 da vitigni autoctoni:
SACRAMUNDI, Lessini Durello Doc, Riserva 36, 2010
Medaglia d’argento 2015 da vitigni autoctoni.
QUARTOMORO, Sardegna, "Q" Brut 2009
Medaglia di bronzo 2015 da vitigni autoctoni:
CIECK, Piemonte, Erbaluce di Caluso Doc, Calliope Brut 2010

Campione del mondo 2015 Rosé da vitigni autoctoni.
CHIARLI 1860-QUINTOPASSO, Emilia Romagna, Quintopasso Rosé brut 2012
Medaglia d’argento 2015 Rosé da vitigni autoctoni:
CASTELLO DI CACCHIANO, Toscana, Brut Rosè 2011
Medaglia di bronzo Rosé 2015 da vitigni autoctoni.
SAN SALVATORE 1988, Campania, Joi Brut Rosé 2012

Miglior SW del Veneto 2015, ex-aequo:
CA' ROVERE, Colli Berici, Blanc de Blanc 2010
DAL CERO, Roncà, Cuvée Augusto 2010
Per Cà Rovere si tratta del terzo riconoscimento in tre Challenge consecutivi: un risultato riuscito sinora soltanto alla cantina inglese “Camel Valley”.


Premio Speciale “Euposia” alla carriera 2015:
Silvano Piacentini

Premio Speciale “Dino Marchi” Euposia-DESA alla sostenibilità 2015:
Champagne Louis Roederer
Anche la seconda edizione di questo riconoscimento va in Francia dopo l’affermazione, nel 2014, del gruppo vinicolo Santa Margherita.
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Venetian Native Grapes: parte da Vinisud-Montpellier la stagione fieristica 2016

03/02/2016 - Venetian Native Grapes: parte da Vinisud-Montpellier la stagione fieristica 2016 Con il marchio collettivo “Venetian Native Grapes” parte da Vinisud (Montpellier, 15-17 febbraio prossimi) la stagione fieristica 2016 per le Cantine venete che fanno dei vitigni autoctoni il loro punto di forza e identità.
Queste le Cantine venete coinvolte: Giusti Wine di Nervesa della Battaglia-Treviso; Cantina di Monteforte d’Alpone-Verona; Sacramundi di Chiampo-Vicenza; Sandro de Bruno e Casarotto di Montecchìa di Crosara-Verona e le tre Cantine beriche riunite in Vitevis Sca: Cantina di Gambellara, Colli Vicentini e Cantina Val Leogra.
Uno stand collettivo – organizzato dal “Consorzio Lessini Durello Doc” con la collaborazione di Citroën, del blog francese “Le Vin Parfait” e della rivista “Euposia” - e diverse degustazioni guidate aiuteranno il pubblico di Vinisud nella conoscenza di alcuni dei vitigni e delle denominazioni più affascinanti d’Italia: Lessini Durello Doc, dall’autocontono Durella; Prosecco Asolo Docg, dall’autoctono Glera; Amarone Docg , dagli autoctoni Corvina, Rondinella e Molinara.
Vinisud “apre” il trittico delle fiere specializzate più importanti in Europa: avviato inizialmente per far conoscere le produzioni del Midi francese si è progressivamente ampliato sino a rappresentare il primo momento annuale di incontro dei buyer internazionali coi vini di tutto il bacino del Mediterraneo.
E’ infatti una fiera aperta al solo pubblico professionale e all’edizione precedente ha richiamato 31mila professionisti qualificati da Stati Uniti, Cina e Singapore e Europa.
Interessante anche la partecipazione degli operatori dell’horeca francesi (Montpellier è al centro di una vasta regione turistica affacciata sul Golfo del Leone allargandosi sino a Montecarlo ed a Barcellona): Oltralpe, infatti, è il momento dei vini italiani che stanno crescendo nell’interesse dei consumatori con una crescita alla fine dell’anno scorso del 9.4% (novembre 2015 su novembre 2014).
E un’attenzione particolare stanno avendo proprio le “bollicine” italiane tanto nel Metodo classico che nello Charmat.
Una masterclass presenterà la forza e l'unicità dei vini vulcanici (da Soave-Gambellara sino al massiccio centrale francese ed ai vini delle isole iberiche).
I vini del “Venetian Native Grapes” saranno anche protagonisti in due aree di degustazione molto prestigiose all’interno di Vinisud: alla Sparkling Zone e a WineMosaic dove il pubblico potrà assaggiare oltre 450 etichette mediterranee.

Fondazione Edmund Mach: presentate venti nuove varietà di vite

03/02/2016 - Fondazione Edmund Mach: presentate venti nuove varietà di vite Venti nuove varietà di vite selezionate dai ricercatori della Fondazione Edmund Mach si presentano al mondo vitienologico trentino. Questa mattina ricercatori e produttori si sono dati appuntamento, a San Michele, per degustare e valutare insieme i vini prodotti da questi nuovi genotipi che provengono dalla selezione di oltre 30 mila semenzali e sono il frutto di una paziente ed impegnata attività di miglioramento genetico tradizionale che dura da oltre 10 anni.
Si tratta di 12 varietà rosse e otto varietà bianche, coltivate nei vigneti sperimentali di San Michele.
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FISH & CHEF 2016: CENE STELLATE, STREET FOOD, STREET ART E STREET MUSIC

03/02/2016 - FISH & CHEF 2016:  CENE STELLATE, STREET FOOD, STREET ART E STREET MUSIC Cene stellate, alla portata dei portafogli di tutti, in alcuni dei più esclusivi hotel e ristoranti del Garda ma anche street food, street art e street music, un evento nell’evento sul lungolago della cittadina di Garda durante il quale alcuni tra i migliori chef del Benaco faranno conoscere (e degustare) le loro creazioni, in un appuntamento che unisce anche arte e musica grazie alla collaborazione con (E)VENTO tra i Salici. Tutto questo e molto altro per l’edizione 2016 di Fish & Chef, la manifestazione in programma dal 21 al 27 aprile in alcune delle più belle località del Garda. L’appuntamento ideato dallo chef stellato Leandro Luppi e da Elvira Trimeloni si prepara infatti a stupire ancora.

LE CENE STELLATE FIRMATE FISH & CHEF - Sono 6 le cene gourmet in programma (costo 70 euro, prenotazioni direttamente negli alberghi). Esse toccheranno località dai panorami mozzafiato come Malcesine, Gardone Riviera, Garda, Bardolino e Costermano. A mettersi alla prova con la cucina del pesce di lago saranno alcuni dei più importanti chef internazionali, due dei quali in arrivo dal Giappone. Ad alzare il sipario sull’evento, giovedì 21 aprile, sarà lo chef Luca Marchini (1 stella Michelin) dell’Erba del Re di Modena, protagonista della cena in programma all’Hotel Bellevue San Lorenzo di Malcesine (VR).

Il 22 aprile al Grand Hotel Fasano a Gardone Riviera (BS) scenderà in campo Peter Brunel (1 stella Michelin) del ristorante Borgo San Jacopo di Firenze.

Domenica 24 aprile, Fish & Chef torna sulla sponda veronese del Garda: all’hotel Acqualux di Bardolino toccherà ad Andrea Berton (1 stella Michelin) del ristorante Berton di Milano.

Lunedì 25 aprile al ristorante Villa Fiordaliso di Gardone Riviera (BS) gli ospiti potranno lasciarsi estasiare dai sapori della cucina di Andrea Aprea (1 stella Michelin) del ristorante Vun di Milano.

Martedì 26 aprile, all’Hotel Regina Adelaide di Garda (VR) andrà in scena la cucina degli ospiti internazionali di questa edizione: Valentino Palmisano e Kido Toshimizu del Ritz-Carlton di Kyoto, in Giappone.

A La Casa degli Spiriti di Costermano, mercoledì 27 aprile, andrà in scena il gran finale a più mani: anche la conclusione dell’edizione 2016 è affidata al Dream Team Lake Garda composto dai top chef del Garda che giocheranno in casa per interpretare i prodotti del loro territorio in una sfida che nel 2015 aveva visto all’opera ben 11 cuochi.
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L'Anteprima della Vernaccia di San Gimignano 2016 celebra il grande enologo Giulio Gambelli

03/02/2016 - L'Anteprima della Vernaccia di San Gimignano 2016   celebra il grande enologo Giulio Gambelli Nell'anno del cinquantesimo anniversario della denominazione di origine Vernaccia di San Gimignano ottenuta, primo vino in Italia, nel 1966, l'undicesima edizione dell'Anteprima della Vernaccia di San Gimignano, organizzata dal Consorzio della Denominazione San Gimignano, si arricchisce di due importanti appuntamenti, entrambi dedicati alla memoria di Giulio Gambelli, l'enologo toscano che ha fatto grande la Toscana del vino.
Martedì 16 febbraio, alle ore 18,30 presso l'Hotel Villa San Paolo, il Consorzio della Denominazione San Gimignano ospiterà la premiazione del vincitore del 'Premio nazionale Giulio Gambelli', riconoscimento destinato ai giovani enologi under 35 che meglio incarnano nel loro lavoro la 'gambellianità', istituito da Aset (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e IGP (I Giovani Promettenti, blog network di settore). Giunto alla quarta edizione, il Premio ha registrato quest'anno un autentico boom con oltre trenta candidature giunte da tutta Italia attraverso la segnalazione da parte di giornalisti di settore e le autocandidature. Di queste trenta, diciannove rispettavano i requisiti per essere ammessi alla finale, che si è svolta presso la sede del Consorzio domenica 17 gennaio. I dieci giurati al termine della degustazione hanno scelto l'enologo under 35 che più si avvicina nel suo lavoro all'insegnamento del grande Maestro - rispetto ed esaltazione delle tipicità di ogni singolo vitigno, delle caratteristiche del territorio e delle peculiarità dell'annata vendemmiale – ma il suo nome verrà svelato solo il 16 febbraio dal Presidente di Aset, Stefano Tesi, e dal Segretario del premio, Paolo Pellegrini, insieme alla Presidente del Consorzio della Denominazione San Gimignano, Letizia Cesani, che commenta: “ Giulio Gambelli nel suo lavoro ha sempre avuto un obiettivo, quello di valorizzare nel vino l'autentica espressione del vitigno e del territorio. E questo è particolarmente quando aveva a che fare con i vitigni autoctoni: per noi è importante sostenere questa iniziativa alla sua memoria perchè come produttori di Vernaccia di San Gimignano, vitigno autoctono per eccellenza, ci riconosciamo completamente in questo insegnamento. Il binomio vitigno/territorio, il rispetto delle uve e dell'annata, stanno alla base della nostra filosofia produttiva.”
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Mark Kermode è il nuovo direttore export di Cantine Settesoli

03/02/2016 - Mark Kermode è il nuovo direttore export di Cantine Settesoli Cantine Settesoli, la più grande azienda vitivinicola siciliana, cooperativa composta da 2000 soci viticoltori, dal 1° gennaio 2016 ha un Direttore Export. Si tratta dell’inglese Mark Kermode, classe 1963, nato a Redhill (Londra).
Esperto del mercato del vino italiano – ha vissuto in Italia per 20 anni – è laureato in chimica, ha conseguito un master di Food Science, per 10 anni è stato capo buyer vino, specialista di vini italiani, presso la prestigiosa catena di Supermarket inglesi Sainsbury’s.
Per 19 anni è stato direttore acquisti e vendite vino (Commercial Director) e membro del board di Enotria, una delle più grandi agenzie di importazione e distribuzione di vino del Regno Unito.
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Trentodoc sulle Dolomiti Val di Fassa

01/02/2016 - Trentodoc sulle Dolomiti Val di Fassa Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Trentodoc in Val di Fassa, in versione invernale.
Dal 4 al 7 febbraio sono 15 gli eventi che animeranno tutto il territorio delle Dolomiti di Fassa: bar, enoteche e ristoranti proporranno menù particolari e interpretazioni culinarie studiate per esaltare le caratteristiche organolettiche delle bollicine di montagna trentine. Qualche esempio? Trentodoc nei ristoranti stellati per una cucina ricercata, guidata da rinomati chef della Val di Fassa; le sfiziose proposte dei menù del territorio con abbinamenti tipici, biologici, a Km 0 e legati alla tradizione, e perché no? anche con le ostriche e la cucina della mamma. Non mancheranno le proposte più insolite: Trentodoc durante il momento del brunch o con la pizza e la piadina, che sorprenderanno anche i palati più raffinati. Ultimo, ma non ultimo, il momento dell’aperitivo, una gradevole pausa prima della cena o dopo una giornata di sci (qualche esempio: Trentodoc con la tradizione ladina del Marascon, con i salumi e formaggi locali, o con le polpette!).
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Lambrusco: un Distretto per combattere il plagio spagnolo. Summit da Emilia Wine per difendere le denominazioni italiane

01/02/2016 - Lambrusco: un Distretto per combattere il plagio spagnolo. Summit da Emilia Wine per difendere le denominazioni italiane Un distretto del Lambrusco per difendersi dai tentativi, quelli tentati, in essere e in quelli che certamente ancora arriveranno, di plagio del vino rosso frizzante più famoso del mondo, vera bandiera del made-in-Italy, ma – soprattutto – motore economico di assoluta rilevanza.
Perché il Lambrusco significa 8mila famiglie di viticultori attivi, 15mila500 ettari vitati, oltre 180 milioni di bottiglie vendute in 52 Paesi del mondo ed un giro d’affari di 570 milioni di euro, oltre 300 fatturati all’estero, 46 cantine private e 20 cantine sociali.
Numeri sufficienti a reggere un’economia quando le cose vanno male negli altri comparti – oppure quando arriva un terremoto e un’alluvione, purtroopo nel biennio 2012-2014 –, ma anche a scatenare l’interesse di quei produttori che, bravissimi nel realizzare cisterne di vini a basso prezzo, cercano di conquistare valore aggiunto prendendolo “a prestito” da altri.
E’ il caso dei produttori spagnoli interessati a far lievitare il valore del loro vino sfuso, aggrappandosi a tutte le possibili scappatoie ammesse dal regolamento europeo: già bocciati una volta per utilizzo illegittimo del nome Lambrusco dalla Corte spagnola che sovrintende ai marchi e brevetti, oggi ci riprovavano utilizzando le lobby di Bruxelles.
La minaccia si nasconde in un documento di lavoro fatto circolare dalla Commissione Ue nel settembre scorso dove viene indicato che, in nome della semplificazione, si vogliono rivedere le regole e portare a una sostanziale liberalizzazione dell’uso dei nomi fino ad oggi riservati solo ad alcuni vini, quelli il cui nome non è strettamente collegato ad un luogo.
Quindiu se un produttore spagnolo coltiva Lambrusco e lo vinifica, può indicare in etichetta Lambrusco.
Nel labirinto di regole e normative europee, si stabilisce che "per Denominazione di Origine si intende un nome connesso per geografia o per storia a un paese, a una località".
Ovvero: per i produttori di Barolo e Barbaresco, ad esempio, non c’è alcun problema, perché le vigne sono in gran parte nei Comuni che si chiamano Barolo e Barbaresco. Ma paesi e località chiamati Lambrusco, Barbera, Primitivo, eccetera non esistono. Per evitare problemi il Consorzio del Prosecco ha allargato la zona di produzione fino al Friuli, per poter incorporare Prosecco, una frazione di Trieste. A Scandiano si è messo il cartello Lambrusco a una località senza nome, ma la decisione è arrivata fuori tempo massimo..
Il premio? Conquistare i nuovi mercati, dove la conoscenza del vino è limitata, e dove basta indicare Lambrusco per conquistare i consumatori. Centinaia di milioni di euro, insomma.
Emilia Wine sabato 30 gennaio ha chiamato a raccolta produttori, sindaci della “Lambusco-valley”, la politica regionale emiliana, Paolo de Castro, uno degli europarlamentari più preparati nell’agroalimentare, e il ministro Martina.
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AMARONE DELLA VALPOLICELLA: BRAND AMBASSADOR DEL TERRITORIO NEL MONDO MA SOPRATTUTTO VOLANO PER LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA LOCALE

30/01/2016 - AMARONE DELLA VALPOLICELLA: BRAND AMBASSADOR DEL TERRITORIO NEL MONDO MA SOPRATTUTTO VOLANO PER LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA LOCALE Se l’estero rappresenta una componente fondamentale del mercato dell’Amarone, la mappatura di quello interno rivela una presenza importante di questo vino nel canale Horeca (25%) ed un ruolo altrettanto importante della vendita diretta in cantina che, sebbene sia pari a circa il 12% a livello medio di aziende, arriva a superare il 20% nel caso dei produttori più piccoli. Quei produttori che faticano ad arrivare agli scaffali della GDO, canale di vendita presidiato dalle aziende di maggiori dimensioni (con oltre 10 milioni di fatturato).
Un dato positivo, emerso dall’Osservatorio dei Vini della Valpolicella curato da Wine Monitor di Nomisma e presentato nel corso del convegno inaugurale di Anteprima Amarone 2012, che, come dice Christian Marchesini, presidente del Consorzio, “conferma il ruolo di brand Ambassador del territorio nel mondo del Grande Rosso Veronese, ma soprattutto volano per lo sviluppo dell’economia locale e la sua valorizzazione turistica”.
“Secondo il 35% dei produttori, è la denominazione d’origine a rappresentare il principale fattore di successo dell’Amarone all’estero, prima ancora della notorietà del brand aziendale (lo pensa il 21%) e dell’origine italiana (15%)”, sottolinea Denis Pantini di Wine Monitor di Nomisma, “In effetti, quasi 1 produttore su 2 ritiene anche che la zona di produzione rappresenti il principale fattore strategico su cui puntare per valorizzare maggiormente l’Amarone all’estero.”
Per le aziende, i mercati di punta sui quali vale la pena investire nella promozione dell’Amarone (e quindi sui quali si intravvedono prospettive di crescita) figurano Stati Uniti, Cina, Russia e Canada. Aree queste, assieme al Nord Europa, dove si concentra il 60% dell’Amarone della Valpolicella che varca i confini del Bel Paese. D’altronde, circa il 45% dei produttori ritiene che sui mercati esteri si riesca a spuntare un prezzo mediamente più alto a quello del mercato nazionale (1 produttore su 5 dichiara di ottenere prezzi più alti di oltre il 10%).
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AMARONE DELLA VALPOLICELLA 2012: IL TERRITORIO SUPERA L’ANNATA E REGALA UN VINO POTENTE, COMPLESSO ED ELEGANTE CON UNA SPICCATA RICONOSCIBILITÀ FRA LE VALLATE

30/01/2016 - AMARONE DELLA VALPOLICELLA 2012: IL TERRITORIO SUPERA L’ANNATA E REGALA UN VINO POTENTE, COMPLESSO ED ELEGANTE CON UNA SPICCATA RICONOSCIBILITÀ FRA LE VALLATE Annata da molto buona ad ottima, con punte di eccellenza, forza e profondità, pur non presentando mediamente la ricchezza aromatica del 2011. Sono quindi 4 le stelle attribuite all’annata 2012 e annunciate oggi nel corso del convegno inaugurale di Anteprima Amarone, organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella e giunta alla sua 13esima edizione.
Elemento distintivo è stato l’andamento climatico che è riuscito a mettere in maggiore evidenza le diverse caratteristiche delle zone di produzione. Un’annata molto calda con note di grande concentrazione ed espressione aromatica che conferiranno all’Amarone della Valpolicella un sempre maggior appeal internazionale pur mantenendo la sua forte tipicità.
“L’influenza del territorio ha superato l’effetto dell’annata”, dice Diego Tommasi direttore del CRA di Conegliano, “il 2012 ha registrato un andamento climatico che si è stabilizzato solo alla fine d’agosto. Il caldo estivo ha determinato una netta differenziazione fra le zone e la gestione idrica del vigneto. Quindi annata molto buona con una spiccata riconoscibilità fra le vallate, legata ai valori ambientali e alle diverse forme di allevamento.”
L’Amarone della Valpolicella 2012 avrà un alto grado di morbidezza con tannini non aggressivi, sentori di frutta nera matura con leggere note di confettura e floreale, risultando un vino potente ma allo stesso tempo complesso ed elegante.
“Occorre sfatare il luogo comune secondo il quale il valore del vino dipende solo dal numero di stelle.” Sottolinea Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, “Il vino è un elemento vivo che dipende da molti fattori. Non tutte le annate possono e devono essere 5 stelle. Quello che deve rimanere immutato e riconoscibile è la tipicità e l’identità.


Hush Heat: debutta l'extra dry "Leslie Reserve" che punta a intercettare i consumatori Uk del Prosecco

28/01/2016 - Hush Heat: debutta l'extra dry Hush Heath, uno dei più rinomati produttori di Metodo classico dal Regno Unito, ha ampliato la propria gamma con il rilascio di una cuvée, extra-dry, non-vintage: “Leslie Reserve”.
Realizzata con le classiche tre uve dello Champagne (55% Pinot Nero, Chardonnay 40% e il 5% Meunier) ha maturato per 15 mesi sui propri lieviti, il dosaggio è di 19 grammi di zucchero; una dose maggiore del solito, come la tenuta ha spiegato, «Per bilanciare l'acidità naturale del vino, ammorbidendo la sua struttura, e rafforzando le caratteristiche fruttate. Così “lesile riserve” è più facile e accessibile per i consumatori inesperti del vino inglese».
Con una produzione di 40.000 bottiglie, la sua uscita è finsuperiore rispetto al più celebrato fiore all'occhiello “Balfour Brut Rosé”. Lesile Riserve ha anche un prezzo "più accessibile" e si spera che possa diventare un appuntamento fisso con i commercianti indipendenti e diventare un opzione 'by-the-glass”, ovvero venduta al bicchiere nel canale on-trade.
Richard Balfour-Lynn di Hush Heath ha spiegato: Lesile Riserve è stata creata per colmare una lacuna: un vino d’alta qualità, morbido, fruttato e accessibile: Vogliamo uno spumante inglese ad un prezzo accessibile. Abbiamo voluto presentare un vino che sia tipicamente inglese, elegante, e che permetta ai consumatori di “commutare” i propri acqisti di Prosecco o Champagne».
L'annuncio del nuovo SW inglese è stata data oggi da "The Drink Business"

BENE nel 2015 GLI ACQUISTI IN GDO, TRAINATI DA BOLLICINE EXPORT. BOOM USA, VALE OLTRE UN MILIARDO DI EURO (+13,6% in valore)

27/01/2016 - BENE nel 2015 GLI ACQUISTI IN GDO, TRAINATI DA BOLLICINE  EXPORT. BOOM USA, VALE OLTRE UN MILIARDO DI EURO (+13,6% in valore) “Buone notizie dal mercato interno. Nel 2015, gli acquisti di vini e spumanti presso la grande distribuzione sono cresciuti sia in volume sia in valore. A trainare sono state soprattutto le bollicine le cui vendite sono salite del 6,7% a volume e del 6,5 a valore. Come nel commercio con l’estero, anche nel mercato interno il prodotto trainante è il Prosecco”.
Con queste parole Domenico Zonin, Presidente dell’Osservatorio del Vino – commenta i dati elaborati da Ismea, partner dell’Osservatorio, su dati Nielsen Market*Track, relativamente ai consumi nella grande distribuzione nel 2015.
“Un buon indicatore – aggiunge Zonin – è rappresentato dalla tenuta sugli acquisti dei vini di qualità. La cultura media del consumatore rispetto ai nostri prodotti è sicuramente aumentata e questo dato ci conforta molto. La strada intrapresa è quella corretta: senza qualità, amore per la terra e rispetto per il consumatore, non si arriva lontano. Il mercato lo sa, e ci sta premiando, prova ne sia che per i vini Doc-Docg, la variazione positiva è soprattutto sul fronte della spesa e, quindi, del prezzo medio che i consumatori sono disposti a spendere”.
Le bollicine anche in questo ambito svettano rispetto agli altri vini. Va sottolineato l’ottimo risultato dei rosati. Fatto, questo, che dimostra che in Italia come in Francia, c’è interesse verso questa tipologia, che nel nostro contesto rappresenta il 5% del totale vino.
“Passando sul fronte export – prosegue Domenico Zonin - da gennaio a ottobre 2015, secondo le elaborazioni Ismea su dati Istat analizzate dall’Osservatorio del Vino, si registra una flessione del 3% rispetto allo stesso periodo del 2014 (16,4 milioni di ettolitri da gennaio ad ottobre 2015). A trainare sono sempre le Dop (+3%) guidate dagli spumanti che nel complesso (Dop, Igp, comuni e varietali) nei primi dieci mesi del 2015 fanno segnare un export superiore ai 2 milioni di ettolitri (+10%) per un valore pari a 742 milioni di euro (+12%)”.
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Palazzo Roccabruna, il più "nordico" degli olii italiani in degustazione dal 28 al 30 gennaio

25/01/2016 - Palazzo Roccabruna, il più Produzione di nicchia fra le più settentrionali del nostro emisfero, quella del Garda è una varietà d’olio particolarmente apprezzata. Sulla sponda trentina del Benaco e lungo la Valle dei Laghi essa si presenta con colore verde dai riflessi oro, profumi erbacei con sentori di mandorla e carciofo, un gusto equilibrato - leggermente fruttato - con note piccanti e amare. Dal 28 al 30 gennaio dalle 17.00 alle 22.00 l’olio extravergine di oliva di quindici aziende trentine sarà in degustazione a Palazzo Roccabruna con la possibilità di entrare in contatto diretto con un produttore (presente in sala dalle 18.00 alle 20.00) per soddisfare ogni curiosità.

Masi, ecco il nuovo volto di "Modello" storica etichetta della cantina scaligera

25/01/2016 - Masi, ecco il nuovo volto di Si è conclusa ieri a Venezia la due giorni di workshop organizzata da Masi per il top management dei partner distributivi nei principali mercati del mondo: Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Austria, ma anche Stati Uniti, Canada e Russia.
All’ordine del giorno la presentazione del nuovo concept ‘Modello’, derivata dalla storica etichetta nel portfolio Masi. Un “cambio di pelle che ha riguardato oltre il logo anche un restyling dell’etichetta”, l’ha definito Raffaele Boscaini, Direttore Marketing di Masi e rappresentante della settima generazione della famiglia. “Con questa nuova strategia abbiamo conferito dignità di marca autonoma a ‘Modello’, - ha continuato Boscaini – in sintonia con la visione strategica di Masi, da sempre innovatrice nello sviluppare brand individuali, come il nostro Campofiorin o l’Amarone Costasera. L’obiettivo è quello di affrontare le sfide competitive dei mercati attraverso una studiata segmentazione della nostra offerta per presidiarne tutte le fasce”.
‘Modello’ presenta una rinnovata gamma di quattro vini, espressione delle uve autoctone delle Venezie: Venezie Bianco IGT, Pinot Grigio IGT, Venezie Rosso IGT, Refosco e Merlot IGT.
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CRESCE IN VALORE IL FATTURATO 2015 DELL’AMARONE DELLA VALPOLICELLA: 310 MILIONI, PIU' 6%

25/01/2016 - CRESCE IN VALORE IL FATTURATO 2015 DELL’AMARONE DELLA VALPOLICELLA:  310 MILIONI, PIU' 6% Cresce l’immagine dell’Amarone nel mercato e le cantine scommettono sulle vecchie annate. Trend positivo per il Grande Rosso veronese che chiude il 2015 con un fatturato di 310 milioni di euro, registrando un incremento in valore del 6% sull’anno precedente, mantenendo così il suo appeal sul consumatore, soprattutto fuori dai confini italiani dove sono dirette sei bottiglie su dieci.
“Questo dato di segno positivo, sottolinea Olga Bussinello Direttore del Consorzio, ci allinea perfettamente con quello nazionale. Secondo uno studio di Wine Monitor di Nomisma su dati Istat, l’Italia nel 2015 ha registrato un aumento del 6% in valore nell’export soprattutto con riferimento ai maggiori mercati dell’Amarone: Usa e Canada in primo piano, seguiti da Svizzera, Svezia e Germania in lieve flessione.”
Verona risulta, infatti, la prima provincia vinicola italiana per valore di export, davanti a Cuneo, Treviso, Trento, Firenze, Siena, Asti, Bolzano, Brescia e Ravenna (Fonte Istat).
Il dato più positivo riguarda il trend dell’imbottigliato che, sempre nel 2015, ha registrato un 5% in più rispetto al 2014 e a favore delle annate più vecchie che rappresentano oltre il 50% di quanto entrerà in commercio.
Dichiara Christian Marchesini, Presidente del Consorzio: “Secondo i nostri dati statistici sull’Amarone in affinamento vi è una diminuzione costante della quantità mensile delle scorte in cantina a vantaggio delle annate che hanno minimo quattro anni d’invecchiamento. Questo è un segno importante e tangibile che la denominazione, interpretando correttamente il suo ruolo, sta rispondendo positivamente alle richieste del mercato permettendo alle aziende di lavorare serenamente sulla qualità.”
Alla 13esima edizione di Anteprima Amarone verranno presentate le statistiche dell’Osservatorio Vini Valpolicella relative all’Amarone, a cura di Wine Monitor di Nomisma. I temi saranno: i mercati di riferimento, i loro trend di crescita e i paesi emergenti su cui puntare. Ogni anno verrà dedicato un focus ad un panel consumatori di un paese target. Quest’anno sarà la volta del Canada.
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