Challenge Euposia: ecco chi è entrato in finale

17/11/2014 - Challenge Euposia: ecco chi è entrato in finale Completata la prima selezione, quella che abbatte il numero dei Metodo classico in gara da 180 a poco più di trenta vini in competizione, ecco la short-list di chi ha passato la selezione della Settima edizione del Challenge Euposia che si è svolto nel week-end alla Tenuta Abbazia di Giusti Wine a Nervesa della Battaglia (TV).
Il numero dei Finalisti quest'anno è un po' più ampio della tradizionale "Top 30" in quanto quest'anno i punteggi sono stati ancora più ravvicinati del solito e la differenza fra entrare o no a volte si giocava su millesimi di punto. Una differenza così stretta che meritava di essere verificata in un secondo assaggio.
Ecco chi è entrato nella finale, sulla base dell'ordine originario di uscita e non del punteggio (la gara, comunque, riparte da zero ed i punteggi della prima giornata di gara non influiscono sul giudizio della seconda):
- Luretta-Castello di Momoliano, Principessa Pas dosè (cha-p.noir), 2011
- Tenuta Stella, Cuvée Tanni brut (cha-pnoir-ribolla gialla) 2011
- Cà Rovere, Blanc de blancs brut 2010
- Villa, Franciacorta, Brut Selezione Millesimato
- Cola Battista, Non Dosato 2010
- Fongaro, Lessini Durello, Riserva Brut
- Ricchi, VSQ, Essenza Zero Pas Dosé
- Enrico Serafino, Campari Wines, Alta langa Docg, Zero 2008
- Marcato, Lessini Durello, A.R. 2004
- Cesarini Sforza, Trentodoc, Aquila Reale, Cru Maso 7 Fontane, Riserva 2007
- Cembra Cantina di Montagna, Trentodoc, Ororosso Dosaggio Zero
- Bellenda 1986, Ventun Luglio (Blanc de blanc, parz.ferm.barrique)
- Le Vigne di Alice, Angelo Pas dosè (Pnoir, marzem.bianca, boschera), 2009
- Villa Rinaldi, VSQ, Supreme 2003
- Durin, Liguria, Canei (pigato-vermentino) 2012
- Massussi, Franciacorta, Cuvée del Lago Brut, 2010
- Martini Lorenz Sektkellerei, Suedtiroler Sekt, Comitissa, brut Riserva 2009
- La Boscaiola, Franciacorta, Nelson Cenci Cuvee Extra Brut, 2011
- La Boscaiola, Franciacorta, Zero Cuvee Pas Dosè Vigneti Cenci, 2011
- Marchesi De Cordano, VSQ, Santa Giusta Brut (Cha30-Pnoir70)
- Endrizzi, Trentodoc, Pian castello Brut Mill.
- Derbusco Cives, Franciacorta Docg, Doppio Erre Di 2011
- Champagne Devaux, Ultra D Extra brut (Pnoir-Cha)
- Champagne Louise Brison, Brut Millesimé (Cha-PN-oak) 2008
- Bestheim, Cuvée Brut (Pblanc 100%), 2011
- Champagne Jacquart, Brut Mosaiq n.v.
- Sieur d'Arques, Cremant Limoux, Premiere Bulle brut n.v.
- Vevue du Vernay/Patriarchi, Chardonnay brut, n.v.
- Bollinger, La grande anné 2004
- Champagne. Bruno Paillard, Premiere Cuvée Brut
- Fernand Engel, Cremant d’Alsace, brut 2011
- Edoardo Miroglio Winery, Bulgaria, EM Brut 2008
- Weingut Wegeler, Geheimrat "J" Rheingau Riesling Sekt Brut 10, 2004
- Jenkyn Place Vineyard, Uk, JP Brut cha-pnoir-pmeun 2009
- Gramona, Cava, III lustros brut nature gran reserva 2006
- Gusbourne, UK, Blanc de blancs "Late disgorged" 2007
- Camel Valley, Cornwall brut (seyval 60-reichensteiner20-char20), 2012
- Hambledon Vineyard, UK, Classic Cuvée (Cha, Pmeunier, Pnoir) N.V.
- Hoffmann & Rathbone, UK, Blanc de Blancs (first release) 2010
- M-Vina, Slovenia, SeM-pejn Green 2007
- Raventòs i Blanc, DO Rio d’Anoia, Catalunya, L'Hereu 2012
- PTUJSKA KLET, Slovenia, PULLUS 2010
- Destro Vini, VSQ, Saxa Nigra
- Santa Margherita, Alto Adige Doc, Pinot Grigio MC 2011
- Le Marchesine, Franciacorta, Blanc de blanc, Secolo Novo, 2008
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Alle Cantine Ferrari il premio “VedoGreen” per l’eccellenza verde nell’innovazione

18/11/2014 - Alle Cantine Ferrari il premio “VedoGreen” per l’eccellenza verde nell’innovazione L’impegno sul fronte della sostenibilità ambientale ha portato le Cantine Ferrari ad aggiudicarsi il premio VedoGreen per l’eccellenza verde nell’innovazione, attribuito ad aziende italiane che si sono distinte per capacità innovativa e tecnologica nel loro modello di business. I candidati al premio sono stati selezionati da una giuria internazionale composta da VedoGreen, società del Gruppo IR Top specializzata nella finanza per le aziende green, da UK Trade & Investment e da Dintec (Consorzio per l'Innovazione Tecnologica).
“Questo riconoscimento – commenta Marcello Lunelli, responsabile della produzione delle Cantine Ferrari – rappresenta una tappa significativa nel lungo percorso compiuto da quando abbiamo deciso di ispirare alla sostenibilità tutta la nostra attività produttiva, a partire da quella in campagna. Tutti i nostri Trentodoc sono oggi frutto di una viticoltura di montagna sostenibile, che si pone come obiettivo quello di coniugare un continuo innalzamento della qualità dell’uva con la salute dell’operatore e la salvaguardia dell’ambiente”.
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Cantina Valpolicella Negrar, rinnovati i vertici, alla presidenza andrà il veronese Renzo Bighignoli

18/11/2014 - Cantina Valpolicella Negrar, rinnovati i vertici, alla presidenza andrà il veronese Renzo Bighignoli Renzo Bighignoli, 66 anni, veronese, è il nuovo presidente di Cantina Valpolicella Negrar, votato all'unanimità dal nuovo Consiglio, eletto lo scorso 6 novembre nel corso dell'Assemblea dei Soci, su proposta di Floriano Fasoli, oggi consigliere, vice presidente nel passato triennio e, da luglio scorso, facente funzioni presidenziali in seguito alla scomparsa dell'ex presidente Carlo Alberto Recchia. Ad affiancare Bighignoli alla vicepresidenza, è stato chiamato il negrarese Gianmichele Giacopuzzi. Entrambi assumeranno ufficialmente le cariche il prossimo 19 novembre.
Un mandato all'insegna di continuità, dialogo e apertura. Nato e residente a Verona, Lorenzo (Renzo all'anagrafe) Bighignoli, 66 anni, alle spalle una carriera come cardiologo all'Ulss 21, oggi libero professionista, è da vent'anni socio viticoltore della cantina Cooperativa grazie all'attività della sua azienda agricola, 5 ettari di vigneto a San Peretto di Negrar. Si trova, invece, a Santa Maria di Negrar, l'azienda agricola (2 ettari) del vicepresidente Gianmichele Giacopuzzi, 61 anni, impiegato comunale a Negrar. "Ringrazio soci e consiglieri per la fiducia accordata - dichiara Bighignoli - il mio mandato sarà all'insegna del dialogo con tutti loro e della continuità con le iniziative di rilievo già avviate, nonché di apertura verso azioni che abbiano a cuore l'ambiente, sempre nel rispetto di un progetto economico sostenibile". "Un ringraziamento particolare - continua Bighignoli - va alla memoria di Carlo Alberto Recchia, caro amico e persona di grande cultura, sensibilità e umanità, che ha segnato con la sua presidenza l'avvio di importanti progetti socio-culturali, da "La Scuola nel vigneto" al Premio Campanile al progetto Wine Culture Centre".
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POGGIO AL TUFO - ROMPICOLLO TOSCANA IGT 31° POSTO DELLA TOP 100 DI WINE SPECTATOR

18/11/2014 - POGGIO AL TUFO - ROMPICOLLO TOSCANA IGT 31° POSTO DELLA TOP 100 DI WINE SPECTATOR Il Poggio al Tufo - Rompicollo, un blend di sangiovese e cabernet sauvignon, ha meritato il 31° posto della classica “TOP 100” dei migliori vini al mondo del 2014 di Wine Spectator, la prestigiosa rivista americana, considerata la bibbia del vino mondiale.
Un successo clamoroso, se si considera che sono stati assaggiati più di 18.000 vini e sono solo 19 le etichette italiane nelle prime 100 posizioni. Un esito forse annunciato con i 92 punti e la menzione “smart buy” la scorsa primavera.
«Il Rompicollo è un rosso intenso che presenta sentori di mora, seguiti da note di bacca scura, pepe nero e spezie. È ricco e morbido, con un’ampia struttura a supporto e un retrogusto lungo e pieno, minerale di frutta e spezie; ben si presta anche a lunghi affinamenti in bottiglia». Questo il commento di Bruce Sanderson, senior editor e direttore delle degustazioni.
La famiglia Tommasi è l’unica veneta presente nella classifica ed è con orgoglio e soddisfazione, che accoglie questo riconoscimento, che premia l’investimento ed il progetto della Tenuta Poggio al Tufo (80 ettari), fatto nel 1997 a Pitigliano in un territorio come la Maremma Toscana, allora poco conosciuto, ma che oggi grazie alla lungimiranza di alcuni ottimi imprenditori è certamente una delle zone emergenti del panorama vinicolo italiano con prodotti di estrema eccellenza.
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APERITIVO AL RISTORANTE. “AMUSE BOUCHE E WELCOME DRINK” BY CAMPARI

18/11/2014 - APERITIVO AL RISTORANTE. “AMUSE BOUCHE E WELCOME DRINK” BY CAMPARI Campari reinterpreta l’aperitivo portandolo in tavola al ristorante, durante un’iniziativa che durerà fino alla fine di dicembre.
Partendo da Milano, simbolo dell’aperitivo italiano in tutto il mondo, con “Amuse Bouche e Welcome Drink” Campari porta l’aperitivo sui tavoli di 12 tra i migliori ristoranti della città.
Sin dalle origini dell’aperitivo, il celebre bitter rosso Campari ne è stato il protagonista assoluto. Dall’epoca dei caffè letterari dell’800 alla nascita degli happy hour negli anni ’90 del ‘900, ne ha seguito l’evoluzione che pian piano andava adattandosi ai nuovi costumi.
L’evoluzione continua e Campari rimane sensibilissima a tutte le nuove tendenze. In un’epoca in cui le persone sono così attente all’esperienza eno-gastronomica, l’aperitivo torna a svolgere anche la sua funzione naturale, ovvero quella di preparare al pasto. Le proprietà organolettiche dell’aperitivo infatti sono quelle di stimolare l’appetito e pulire la bocca (aperitivo deriva proprio da “aperire” lo stomaco).
Ed ecco quindi che l’aperitivo approda al ristorante, come welcome drink.
Si tratta in realtà di una consuetudine già comune a molti dei migliori ristoranti nel mondo e Campari, che unisce vocazione internazionale con il legame alla tradizione italiana, vuole adattare quest’usanza alla ristorazione del nostro Paese.
Qui sono infatti molti i locali che fanno del servizio un fiore all’occhiello della propria proposta, per esempio offrendo agli ospiti appena seduti al tavolo un piattino di benvenuto, o amuse bouche secondo l’elegante formula francese.
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VENDEMMIA 2014: BILANCIO POSITIVO PER I VINI DI MONTEFALCO, +20% RISPETTO AL 2013 LA PRODUZIONE

18/11/2014 - VENDEMMIA 2014: BILANCIO POSITIVO PER I VINI DI MONTEFALCO, +20% RISPETTO AL 2013 LA PRODUZIONE Montefalco Rosso DOC e Montefalco Sagrantino DOCG promossi a pieni voti nonostante le difficoltà causate dalle abbondanti precipitazioni e dalle basse temperature registrate la scorsa estate. I dati diffusi dal Consorzio Tutela Vini di Montefalco indicano una produzione soddisfacente per i vini della “Ringhiera dell’Umbria”, con numeri che fanno segnare un +20% rispetto al 2013.
La vendemmia 2014, iniziata il 20 agosto e terminata lo scorso 31 ottobre, ha coinvolto le 74 cantine della DOCG Montefalco Sagrantino, che hanno dovuto confrontarsi con un andamento meteorologico piovoso caratterizzato da temperature inferiori alla media stagionale estiva, avversità che hanno reso molto difficile la protezione della vite. Tuttavia, gli sviluppi meteo in linea con gli standard della zona, registrati durante la fase di maturazione delle uve e proseguiti durante il periodo di vendemmia, hanno garantito il raggiungimento di un buon livello qualitativo dell'uva al momento della raccolta.
“Al di là dei condizionamenti meteorologici, il merito degli ottimi risultati ottenuti va anche ai produttori, abili e costanti nella gestione agronomica dei vigneti in quella che possiamo considerare un'annata ‘tecnicamente’ molto impegnativa – ha commentato alla chiusura dei lavori Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio Tutela Vini di Montefalco – L’attività oculata portata avanti dai viticoltori ha favorito una raccolta di ottimo livello, con quantità e qualità delle uve più che soddisfacenti. Prevediamo un ottimo rendimento soprattutto per il Sagrantino che, avendo una maturazione più tardiva, è stato ben assistito dalla ripresa delle temperature registrate durante la fase di raccolta.”
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LA PERLA DELLA VALLE DEI LAGHI: IL VINO SANTO A PALAZZO ROCCABRUNA

18/11/2014 - LA PERLA DELLA VALLE DEI LAGHI: IL VINO SANTO A PALAZZO ROCCABRUNA Si chiama vino santo e non vin santo. I produttori trentini a quella “o” sono particolarmente affezionati perché è lì che sta la differenza fra due vini dolci radicalmente diversi. Il Vin santo toscano prodotto prevalentemente con uve Trebbiano e Malvasia, e l’altro, il Vino santo trentino, ottenuto da uve Nosiola della Valle dei Laghi e sottoposto ad uno dei periodi di appassimento fra i più lunghi del mondo - dalla raccolta alla Settimana santa - e poi ad una lunga permanenza in botte che raggiunge mediamente gli otto, dieci anni. E’ un vino prezioso tanto quanto il tempo impiegato per produrne una bottiglia. Enzo Merz, gran maestro della Confraternita delle vite e del vino di Trento, nonché appassionato ed esperto di vino santo, accompagnerà gli ospiti di Palazzo Roccabruna in una degustazione mirata a cogliere gli aspetti rilevanti di una tradizione vinicola profondamente radicata nel territorio.
E’ gradita la prenotazione, tel. 0461/887101, costo della consumazione: 5,00 Euro.

INDAGINE, TRA I BIANCHI ITALIANI TRIPLETTA DEGLI AUTOCTONI E VERDICCHIO PRIMO

18/11/2014 - INDAGINE, TRA I BIANCHI ITALIANI TRIPLETTA DEGLI AUTOCTONI E VERDICCHIO PRIMO Salgono i bianchi friulani (Friulano e Collio), indietreggiano i vitigni internazionali (Sauvignon, Chardonnay e Pinot Bianco), volano gli autoctoni mentre frenano Soave e Fiano. E per il secondo anno consecutivo la palma di miglior vino bianco italiano (fermo) va al marchigiano Verdicchio.
E' il risultato di un’indagine svolta da Gabriele Micozzi, docente di marketing del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche che per conto dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) ha messo assieme anche quest’anno i risultati delle principali guide enologiche del Paese. La ricerca, presentata oggi a Roma assieme all’olimpionica, marchigiana e nuova ambasciatrice del Verdicchio, Elisa Di Francisca, vede il vino principe marchigiano aggiudicarsi complessivamente 61 riconoscimenti dalle 8 guide monitorate (Vini d’Italia del Gambero Rosso, Bibenda, I Vini d’Italia de L’Espresso, I vini di Veronelli, Slow Wine, Vinibuoni d’Italia, oltre alle new entry Guida essenziale ai vini d’Italia e Vitae), seguito da lontano dal Fiano (35), ora tallonato dal Friulano che ha scavalcato Sauvignon (29) e Soave (28).
Al settimo posto resiste il Pinot Bianco (27) mentre avanza di sette posizioni il Collio (22), a pari merito con il Vermentino e con tre lunghezze di vantaggio con l’’emergente’ Trebbiamo d’Abruzzo. Una ‘Top ten’ sui bianchi fermi italiani che vede i vitigni autoctoni aggiudicarsi la tripletta di medaglie ed erodere sempre più riconoscimenti ai classici internazionali. Oltre alla conferma del Verdicchio, eccellente la performance della compagine friulana, che registra il salto di qualità più rilevante.
“Abbiamo la fortuna di poter lavorare su 2 prodotti, il Verdicchio di Matelica e quello dei Castelli di Jesi che migliorano anno dopo anno – ha detto il direttore dell’IMT (il consorzio che con 800 aziende e 16 denominazioni, rappresenta il 90% dell’export enologico delle Marche), Alberto Mazzoni -. Cresciamo in qualità, con un terzo delle aziende premiate che producono oltre 5mila bottiglie. Ma anche in valore e nella quota export: oggi quest’ultima è al 50% ma il nostro obiettivo, anche grazie agli investimenti in Ocm Promozione e PSR Marche è di arrivare a esportare il 60% del nostro prodotto entro il 2016”.
Nella seconda parte dell’indagine, Micozzi ha intervistato un campione rappresentativo della popolazione italiana per indagare su quale fosse la guida enologica considerata più attendibile tra le principali 8 prese in esame. Anche per il 2015 la guida cult per l’enoappassionato si conferma quella del Gambero Rosso (0,90 il punteggio). Passaggio di consegne in seconda posizione, con i 5 grappoli di Bibenda (0,72) che supera la storica e ancora molto apprezzata guida Veronelli (0,66), ormai incalzata da I Vini d’Italia de l’Espresso (0,63) e Slow wine di Slow Food (0,60). Seguono, Vitae-Ais e Doctor Wine, che evidentemente scontano il fatto di essere alla loro prima edizione. Per il curatore dell’indagine, Gabriele Micozzi: “L’excursus sulla credibilità delle guide tra i suoi lettori sfata un luogo comune, ovvero che questi prodotti editoriali non siano più così seguiti come un tempo. È vero il contrario: complessivamente il giudizio sulla credibilità è cresciuto, specie nelle prime posizioni e quindi tra le guide più lette”.
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PIO CESARE ACQUISTA OTTO ETTARI A MONFORTE D'ALBA

17/11/2014 - PIO CESARE ACQUISTA OTTO ETTARI A MONFORTE D'ALBA Pio Cesare prosegue il processo di acquisizione di vigneti attraverso l’acquisto di otto ettari di terreno in zona Mosconi a Monforte d’Alba (CN), area da sempre considerata una delle migliori di Monforte e dell’intera zona del Barolo. I «Mosconi», una delle eccellenti “Menzioni Geografiche Aggiuntive” della zona del Barolo ed il cui appellativo deriva dal cognome delle famiglie che abitarono la borgata fino agli anni ’50, è un’area ubicata tra la Ginestra e le Coste di Monforte, con un’altezza media di 420 metri, terreno bianco e tufaceo. Da sempre coltivata a nebbiolo, produce uve eccezionali, da cui si derivano Barolo di notevole struttura, austeri, ricchi di tannini e abbondanza di profumi.
A margine della compilazione delle cartine della zona del Barolo, Masnaghetti annota: «Più passano gli anni e più mi convinco che i Mosconi sono il vero grand cru di Monforte. Quello che riuscendo a combinare la forza della Ginestra con l’equilibrio delle Coste arriva ad esprimere ogni anno il carattere più stabile e definito».
I Mosconi hanno sempre dato Barolo di gran classe, ma anche ottime Barbera e Dolcetto d’Alba. Gli otto ettari di terreno acquisiti da Pio Cesare, pur vitati per la maggior parte a nebbiolo, conservano anche vigneti di barbera e dolcetto e sono caratterizzati da vecchi impianti, nella maggior parte dei casi risalenti agli anni settanta, con punte che arrivano al 1947 e altre, più recenti, del 2002.
I vigneti ai Mosconi si aggiungono ai crus già storicamente posseduti dalla famiglia: la Cascina “Il Bricco” e i Bongiovanni di Treiso; la Cascina Ornato, le vigne alla Briccolina, al Colombaro e a Lirano di Serralunga d’Alba; la Roncaglia di La Morra; la Gustava e i Garretti di Grinzane Cavour; San Grato e Ravera di Novello; Carzello a Diano d’Alba; le Rocche di Massalupo nella zona di Barbaresco e la Val di Croce a Sinio. A queste aree si aggiungono la conduzione diretta dei vigneti di San Stefanetto a Treiso e di Bossania a Trezzo Tinella.
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Il Lugana e la Tav: una raccolta di firme per convincere il Governmo ad un tracciato più sostenibile

17/11/2014 - Il Lugana e la Tav: una raccolta di firme per convincere il Governmo ad un tracciato più sostenibile Tav e Lugana, Tav e territorio: da anni, mesi, giorni se ne parla e oramai diviene impellente la necessità di agire concretamente per impedire che un territorio ed un ambiente, quale il Lago di Garda, venga devastato per il passaggio dell’alta velocità.
Il forte coinvolgimento del Consorzio Tutela Lugana ha portato a creare un video e una petizione on line da presentare al Presidente del Consiglio Matteo Renzi che chiede di utilizzare la linea esistente, con l’unica conseguenza di un rallentamento nel passaggio per soli 9 km.
Il video è in lingua inglese, ma sottotitolato in italiano, per coinvolgere tutti gli estimatori del nostro vino all’estero (ricordiamo che abbiamo un’esportazione del 70%) e tutti i turisti che ogni anno vengono a visitare il territorio lacustre del Garda.
Su carge.org, piattaforma politicamente neutra, è stata creta la petizione:
https://www.change.org/p/matteo-renzi-aiutaci-a-collocare-la-tav-sul-tracciato-gi%C3%A0-esistente-della-ferrovia-desenzano-peschiera-aiutaci-a-salvare-il-lugana-doc?javascript=false
sia in lingua italiana che in inglese.
«Chiediamo a tutti gli amanti del Lugana, ma non solo, a tutti coloro che vogliono salvaguardare il bellissimo territorio del Garda, di firmare e di promuovere la petizione - sottolinea il Consorzio di tutela del Lugana -. Si tratta di un territorio che è in fase di valutazione per divenire patrimonio UNESCO, si tratta di vigneti ricchi di storia che danno lavoro a molte persone».

Grado Dolce Grado Grandi pasticceri, pane e & cake design con Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori

17/11/2014 - Grado Dolce Grado  Grandi pasticceri, pane e & cake design con Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori Il dolce è l’ultima pietanza che si consuma in un pasto. E, pertanto, in buona parte responsabile del ricordo che avremo dello stesso. Per cui i dolci debbono essere sempre e comunque perfetti. Fare dolci, poi, è una faccenda molto complessa, anche perché la creatività deve fare i conti con la necessaria precisione e con una serie di conoscenze tecniche, quali ad esempio la reazione alle diverse temperature che ha ciascun ingrediente, le varie consistenze e via dicendo.
Nella storia europea dei dolci, una delle grandi scuole è quella di matrice mitteleuropea, che si rifà alla potenza degli Asburgo, scuola che si è nutrita in diverse aree dell’Impero, Friuli Venezia Giulia compreso. E a Grado, spiaggia della Mitteleuropa, Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori organizza il 22 e 23 novembre prossimi, su incarico del Comune, corsi di pasticceria e di panificazione gratuiti, aperti a neofiti ed esperti, adulti ed anche bambini. “Grado Dolce Grado”, questa la denominazione del “dolce” week-end, si terrà nell’elegante location del Grand Hotel Astoria.
I laboratori, una decina in tutto, saranno organizzati attorno a 4 temi: La pasticceria Mitteleuropea, Dolci di tendenza: cake design, La salute incomincia a tavola (dedicato al pane) e Un gioco da bambini, rivolto esclusivamente ai più piccoli.
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SALE IL VALORE SCENDE IL VOLUME DELLE ESPORTAZIONI ITALIANE IN USA

17/11/2014 - SALE IL VALORE SCENDE IL VOLUME DELLE ESPORTAZIONI ITALIANE IN USA I dati relativi alle importazioni vinicole USA, relativi ai primi nove mesi dell’anno confermano, il costante aumento in valore e la altrettanta costante, anche se più contenuta, diminuzione in quantità delle nostre esportazioni, secondo quanto reso oggi noto da Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine & Food Institute.
Le importazioni di vini italiani sono infatti ammontate a 1.843.070 ettolitri, per un valore di $1.002.687.000 dollari, contro 1.866.640 ettolitri, per un valore di 955.850.000 dollari, del corrispondente periodo del 2013, con una riduzione dell’1.3% in quantità e un incremento del 4,9% in valore.
In particolare, nei primi nove mesi dell’anno, le importazioni complessive degli USA sono ammontate a 6.637.730 ettolitri per un valore di 2.961.376 dollari contro 6.973.030 ettolitri per un valore di 2.884.301 dollari del corrispondente periodo del 2013 con una riduzione del 4,8% in quantità e un incremento del 2,7% in valore.
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NUOVE CONFEZIONI REGALO PER LO CHAMPAGNE JACQUART

17/11/2014 - NUOVE  CONFEZIONI  REGALO PER  LO  CHAMPAGNE  JACQUART Champagne Jacquart rinnova le proprie confezioni regalo, con l’impiego di una grafica minimalista e molto moderna, decisamente più visibile e accattivante della precedente.
I rinnovati astucci hanno il fondo bianco a rilievo (a ricordare il colore chiaro del terreno gessoso della Champagne), e sono impreziositi dalla presenza di tanti piccoli quadretti colorati. I quadretti sono diversi per ogni singola tipologia di Champagne. Soltanto i quadretti verdi sono comuni a tutte le referenze, nella parte alta degli astucci: un richiamo voluto alle uve Chardonnay, che caratterizzano da sempre lo stile enologico della Maison.
Nel nostro Paese, il primo Champagne Jacquart che “indosserà” la nuova veste sarà il Rosé; a seguire tutte le altre tipologie.
Fiore all’occhiello del grande gruppo Alliance Champagne, la Maison Jacquart rappresenta la produzione di 2400 ettari di vigneti, ripartiti come un mosaico sulla Montagne de Reims, nella Vallée de la Marne, lungo la Côte des Blancs e la Côte des Bar, a formare uno dei più vasti territori di approvvigionamento di tutta la Champagne. Da questo variegato terroir produttivo i maestri di cantina Jacquart selezionano gli Chardonnay, i Pinot Noir e i Pinot Meunier che compongono tutte le raffinate cuvée della Maison, da destinare agli estimatori e agli appassionati di tutto il mondo.
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Durello&Friends 2014: è boom per le “bollicine alternative” Dal 21 al 23 novembre, al Teatro Comunale di Vicenza, torna il gemellaggio col Challenge Euposia

13/11/2014 - Durello&Friends 2014: è boom per le “bollicine alternative”  Dal 21 al 23 novembre, al Teatro Comunale di Vicenza, torna il gemellaggio col Challenge Euposia Torna dal 21 al 23 novembre Durello and Friends, il festival delle bollicine da vitigno autoctono che quest’anno si terrà al Teatro Comunale di Vicenza. E in questo ambito si svolgerà l'open-day del "Challenge Europia" riservato agli spumanti metodo classico da tutto il mondo.
Il Consorzio di Tutela Lessini Durello, in collaborazione con Cassa Rurale di Brendola e Camera di Commercio di Vicenza, intende rendere omaggio ad un prodotto – le bollicine di Verona e Vicenza – che, dati alla mano, proprio in questo ultimo semestre hanno registrato un vero e proprio boom nei consumi. In base agli ultimi dati IRI gli spumanti “alternativi”, classificati come “altri”, tra i quali rientra anche il Durello, registrano una crescita nei consumi del +5% a fronte di un +3% degli spumanti classificati come “tradizionali”.
Non poteva quindi aprirsi sotto migliori auspici la tre giorni di Vicenza dove saranno messe in assaggio rare perle enologiche e curiosità da veri appassionati, in abbinamento a prelibati prodotti della tradizione locale.
Durante il festival infatti troveranno spazio sia le degustazioni per appassionati e curiosi sia i focus di approfondimento.
A dieci anni dalla sua nascita Durello and Friends del resto ha contribuito a diffondere la conoscenza del Lessini Durello quale spumante veneto da uve autoctone, portando avanti un doppio binario comunicazionale: parlare agli operatori da un lato coinvolgere il pubblico ed i meno esperti dall’altro.
Dopo anni di lavoro prima in vigna, poi in cantina ed infine sul fronte della promozione, il Lessini Durello ha raggiunto una sua chiara identità, smarcandosi dalle generiche bollicine intese come semplice fenomeno di moda. Questo spumante, la cui produzione è in costante crescita, è diventato un riferimento a livello nazionale per tutte quelle produzioni d’eccellenza, che hanno fatto della loro unicità, una leva di marketing.
Ampio e variegato il programma della tre giorni:
VENERDÌ 21 NOVEMBRE
Ore 17.00 – Teatro Comunale di Vicenza, Palco del Teatro Grande
Lady D - Parola di Donna, amica mia paritaria - in collaborazione con il “Comitato Decennale Luigi Veronelli”
Talk Show su Luigi Veronelli e il mondo della donna. Partecipano:
Sofia Biancolin - presidente DESA – Deutschland Sommelier Association)
Marinella Cristino Minetti - consulente comunicazione, relazioni pubbliche, eventi
Raffaella Melotti - delegata FISAR Bologna
Carla Urban - giornalista
Adua Villa - sommelier e scrittrice
Modera l’incontro il giornalista Gian Arturo Rota
Ore 19.00 – Cerimonia di consegna:
Premio Giornalista Durello 2014
Premio Ristoratore Durello 2014
Premio Ambasciatore Durello 2014
Premio ai “Grandi Saggi”del Durello
Ore 19.30 - AREA WINE
Anteprima banco d’assaggio Durello & Friends con tutti i Durello del mondo in libera degustazione
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Ore 20.30 - AREA FOOD

Il Durello tra cantina e cucina: la sfida!


Challenge Euposia: al via domani la Settima edizione. A presiedere la Giuria, Alessandro Scorsone

13/11/2014 - Challenge Euposia: al via domani la Settima edizione. A presiedere la Giuria, Alessandro Scorsone Prende il via domani, venerdì 14 novembre, alla Tenuta Abbazia –Giusti di Nervesa della Battaglia (TV), la settima edizione del “Challenge internazionale Euposia”, riservato ai soli spumanti metodo classico, dallo Champagne al Nuovo Mondo.
Il “Challenge internazionale Euposia” è organizzato da “Euposia, la Rivista del Vino”, col patrocinio e secondo le regole del Grand Jury Europeen, in collaborazione con Giusti Wine, con la Deutschland Sommelier Association, con l’Ais del Veneto, l’American Chamber of Commerce in Italy, MagnaGrecia Metodo classico, e la partnership del Consorzio Tutela Vini Lessini Durello.
La gara è riservata agli spumanti prodotti secondo il metodo della rifermentazione in bottiglia: i venticinque giurati, metà dei quali esteri, dovranno affrontare circa 200 vini provenienti dai principali Paesi produttori: Francia (Champagne, Alsazia, Limoux e Loire), Regno Unito, Spagna, Germania, Austria, Slovenia, Svezia, Bulgaria, Brasile, Argentina e Russia.
Per l’Italia, in gara tutte le denominazioni e le migliori regioni produttive: Alta Langa, Franciacorta, Oltrepo Pavese, Trentodoc, Prosecco, Lessini Durello, Lambrusco di Sorbara, Alto Adige, Verdicchio, Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Calabria, Campania, Toscana e Sicilia.
A presiedere la settima edizione del Challenge sarà Alessandro Scorsone, uno dei più affermati e conosciuti sommelier italiani nel mondo.
Il Challenge avrà un prologo questo pomeriggio alla Tenuta Abbazia con una degustazione dei vini dei nove vigneti di Giusti Wine ubicati nella denominazione Asolo Prosecco Superiore Docg guidata dal sommelier Eddy Furlan.
I vincitori del Challenge – al momento il palmares vede il “pareggio” fra Francia, Italia e Regno Unito che hanno vinto due edizioni ciascuna – verranno proclamati domenica 23 novembre, al Teatro Municipale di Vicenza, nel corso della Rassegna “Durello & Friends” nel corso della quale sarà possibile degustare tutti i vini in concorso.
Il Regolamento del Challenge prevede una prima “selezione” alla cieca che determinerà nella prima giornata la “Top 30”, ovvero i dieci migliori Metodo classici internazionali, francesi ed italiani.
All'interno della Top 30, sabato 15 novembre, verranno individuati il "campione del mondo" e via via tutti gli altri classificati. Sempre sabato verranno degustati e giudicati i metodo classico rosé.
Un “premio speciale” verrà assegnato al Miglior metodo classico da tutto il mondo prodotto con uve autoctone.









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