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La vendemmia 2015? Ecco i dati per il Nordest più Piemonte, Francia e Spagna

12/08/2015 - La vendemmia 2015? Ecco i dati per il Nordest più Piemonte, Francia e Spagna La vendemmia 2015? Senz’altro interessante ma complessa, soprattutto nelle aree non irrigate. Questo il quadro disegnato oggi a Legnaro-PD (nella sede dell’Azienda regionale) da Regione, CREA Viticoltura Conegliano, AVEPA, coordinati dagli esperti di Veneto Agricoltura. Per fortuna però la vite si sta dimostrando una pianta altamente adattabile e resistente alle diverse condizioni climatiche. Basti fare un confronto tra la scorsa annata viticola e quella del 2013, che per certi versi assomiglia molto a questa in corso: continue precipitazioni nel 2014, con suoli inzuppati e viti aggredite dalle malattie fungine; grande caldo e scarse precipitazioni nel 2013, come del resto si sta verificando in questo periodo. Ciò nonostante, in un caso o nell’altro, la vite si adatta e produce.
Vediamo ora in sintesi come si annuncia la vendemmia 2015 nel Nord Est per Provincia.

Belluno: La produzione, salvo imprevisti, sarà più abbondante rispetto al 2014 dato che i grappoli, fini dai primi giorni di agosto, si presentavano più carichi e rigonfi. Si stima una produzione del 10-15% in più rispetto alla scorsa annata sia per le uve bianche che per quelle nere. Si stima un ulteriore aumento del 8-10% della resa complessiva per l’entrata in produzione di nuove superfici.

Padova: La produzione, sia per le uve bianche che nere, è stimata in linea con quella del 2014. Infatti, complessivamente la potenzialità produttiva segnalata è buona, ma non abbondante. Lo stato fitosanitario è ottimale e questo consente di ipotizzare che non vi saranno forti riduzioni di produzione. Il contesto é dunque assai diverso da quello del 2014 quando, a fronte della forte carica delle piante, la produzione è stata ridotta dai danni provocati da marciumi e peronospora dovuti alle eccessive precipitazioni. Quest’anno, casomai, l’incognita è data dal protrarsi delle alte temperature e dalle scarse precipitazioni. Va segnalato, infine, l’entrata in produzione di circa 295 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno il 5% circa della superficie complessiva in produzione. Per quanto riguarda i vigneti a bacca nera, sono entrati in produzione circa 73 ha di vigneti la cui superficie rappresenta l’1% circa della superficie complessiva.

Rovigo: Si segnalano produzioni nella media o leggermente in calo rispetto al 2014 (-5/10%), soprattutto sulle varietà a bacca nera. Fortunatamente il grande caldo delle scorse settimane sembra si stia esaurendo, ma servirebbero anche delle piogge ristoratrici di cui i vigneti ne hanno un gran bisogno. Nel 2015 si registra l’entrata in produzione di circa 12 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno il 5% circa della superficie complessiva in produzione; circa i vigneti a bacca nera, sono entrati in produzione 3 ha di vigneti la cui superficie rappresenta l’1% della superficie complessiva.

Treviso: In linea generale, le stime di produzione danno segnali di crescita rispetto al 2014, in particolare per le uve bianche. Per le uve nere, invece, si potrebbero verificare delle lievi riduzioni, soprattutto a carico del Merlot per la presenza di casi di peronospora larvata. Per effetto sia del trend di aumento di superfici vitate (Glera e Pinot Grigio), che riguarda ormai da anni la provincia di Treviso, sia del buon andamento stagionale, in particolare delle fasi di fioritura e allegazione, si stima, rispetto al 2014, un significativo aumento medio della produzione pari al 18%. Questo incremento è imputabile soprattutto alle uve bianche, che oramai costituiscono circa l’83% della superficie vitata provinciale. Inoltre, è previsto un recupero di produttività per unità di superficie di circa il 10% rispetto al 2014, attribuibile al buon andamento stagionale. A questi fattori va aggiunto un aumento di circa l’8% dovuto all’entrata in produzione di nuovi impianti realizzati nelle campagne 2012/2013 e 2013/2014. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale é stimato intorno al 2%. In definitiva, si stima una produzione totale provinciale di 5.300.000 q cosi distinti: uve bianche 4.560.000 q; uve nere 740.000 q.
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SAURIS: FESTA DEL FORMAGGIO SALATO E DI MALGA

12/08/2015 - SAURIS: FESTA DEL FORMAGGIO SALATO E DI MALGA Week- end di Ferragosto in Carnia ispirato al mondo delle malghe. Dal 14 al 16 agosto a Lateis, incantevole frazione di Sauris, torna il tradizionale appuntamento con la Festa del formaggio salato e di malga. Un invito a scoprire i pascoli di Sauris (il comune più alto del Friuli Venezia Giulia), attraverso escursioni guidate in quota e la visita agli alpeggi. Nel borgo di Lateis, da cui si gode una vista spettacolare sul lago di Sauris, viene allestito un caratteristico mercatino, dove si possono acquistare prelibati formaggi prodotti nelle malghe saurane e delle vallate carniche. Per tutta le tre giornate si degustano piatti a base di formaggi della Carnia, con sottofondo di musica ed esibizioni folkloristiche.
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BERLUCCHI, è iniziata la vendemmia: grande attesa per il Pinot nero

12/08/2015 - BERLUCCHI, è iniziata la vendemmia: grande attesa per il Pinot nero È iniziata stamani la vendemmia nei 500 ettari di vigneto della Guido Berlucchi: le forbici dei raccoglitori hanno tagliato all’alba le prime uve di Pinot nero del vigneto Brolo a Borgonato, prospicente le cantine storiche.
La vendemmia conclude una stagione meteo fortunata, con una primavera caratterizzata da piogge alternate a dì soleggiati, che hanno permesso un regolare accrescimento dei grappoli. La calura di luglio ha rallentato la maturazione degli acini, ma le piogge di inizio agosto hanno favorito l’attività fisiologica delle uve, permettendo di arrivare alla raccolta con il corretto equilibrio tra zuccheri e acidità. Un’annata generosa per qualità e quantità, quindi, con grappoli più piccoli a causa delle scarse piogge.

Per Arturo Ziliani, enologo e AD della Guido Berlucchi, «Questa annata, “figlia del sole”, ci darà probabilmente vini base Franciacorta complessi e strutturati, con acidità equilibrate. I primi Pinot neri arrivati in cantina sono molto interessanti, ci aspettiamo ottimi rosé». Da stanotte gli acini dell’uva rossa, selezionati a mano e diraspati in queste ore, subiranno la macerazione a freddo, che darà mosti dai profumi intensamente fruttati, ideali per trasformarsi nei rosé che, sin dal 1962 – anno della creazione di Max Rosé, il primo metodo classico italiano della categoria – contribuiscono al prestigio della casa franciacortina.


ALTO ADIGE VERSO LA VENDEMMIA 2015, CRESCE L'OTTIMISMO

06/08/2015 - ALTO ADIGE VERSO LA VENDEMMIA 2015, CRESCE L'OTTIMISMO Sino ad ora tutto procede al meglio in Alto Adige. In questo momento è difficile fare previsioni sulla prossima vendemmia 2015 tra le valli altoatesine, così come in molte altre zone vitivinicole italiane. Se in alcuni areali le operazioni di raccolto sono alle porte o già addirittura in corso, in Alto Adige c’è ancora tempo prima di entrare nel vivo dell’ultima e decisiva fase di maturazione dei grappoli. Ciononostante, soprattutto dopo la difficile e complicata vendemmia del 2014, è possibile fare un primo punto della situazione all’inizio di agosto. “Le condizioni meteorologiche quest’anno per la viticoltura altoatesina si sono sviluppate in modo sicuramente positivo e, se continua in questo modo, ci aspettiamo un’annata di grande qualità”.
È ottimista Maximilian Niedermayr, presidente del Consorzio Vini Alto Adige. La vendemmia 2015 sembra nascere sotto una stella diversa rispetto all’anno scorso. “L’annata 2014 è stata certamente molto difficile. Con un meticoloso lavoro a mano nei vigneti siamo riusciti a produrre comunque uve di buona qualità, soprattutto per quanto riguarda quelle a bacca bianca. La quantità, a causa dei molteplici interventi che abbiamo dovuto fare in vigna, invece, è stata molto ridotta, circa il 20% in meno rispetto alle medie classiche”.
Quest’anno, invece, la stagione sino ad ora sorride ai viticoltori altoatesini: “Sino ad ora abbiamo registrato ovunque condizioni ottime. Abbiamo acini più piccoli a causa del clima più secco rispetto all’anno scorso - continua Niedermayr -questo farà sì che i quantitativi saranno sicuramente inferiori ma la qualità sarà invece superiore.”
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ACQUA DOLOMIA RADDOPPIA GLI ORDINI RISPETTO A LUGLIO 2014

05/08/2015 - ACQUA DOLOMIA RADDOPPIA GLI ORDINI RISPETTO A LUGLIO 2014 Circa 350 mila bottiglie prodotte al giorno e oltre il 100% di ordini in più rispetto al 2014: questo è il dato delle richieste di prodotto che Acqua Dolomia ha ricevuto nel mese di luglio di quest’anno.
«Abbiamo registrato un'esplosione di ordini e questo è motivato, certamente dal clima torrido di questo ultimo mese, ma anche dal fatto che stiamo conquistando sempre maggiori quote di mercato, ricevendo la preferenza di molti nuovi consumatori che percepiscono la qualità superiore della nostra acqua che sgorga all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e ci scelgono – dichiara Gilberto Zaina, AD di Acqua Dolomia. – Abbiamo registrato un incremento delle vendite nella grande distribuzione, in particolare nel Nord Est italiano e lungo tutto il litorale dell’Alto Adriatico, compresa l'Emilia Romagna fino alla Toscana e Marche. – continua Zaina - Il nostro stabilimento sta lavorando a pieno ritmo per soddisfare tutte le richieste. Tengo a rassicurare che stiamo rifornendo con continuità tutti i nostri clienti e abbiamo solo posticipato alcune consegne di qualche giorno».
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FRANCIACORTA, E' INIZIATA LA VENDEMMIA 2015

05/08/2015 - FRANCIACORTA, E' INIZIATA LA VENDEMMIA 2015 Al via la vendemmia in Franciacorta. La situazione meteorologica degli ultimi mesi ha determinato ottime condizioni per la raccolta delle uve. I primi vigneti a raggiungere la giusta maturazione sono quelli localizzati sul versante esposto a Sud del Monte Orfano grazie ad un microclima più caldo.
I tecnici del Consorzio affermano che la stagione vegetativa 2015 è cominciata senza intoppi con il germogliamento intorno alla prima decade di aprile. Da aprile a luglio la stagione 2015 è stata la meno piovosa degli ultimi anni. L’andamento meteorologico del mese di luglio, caratterizzato da pioggia quasi assente e temperature medie giornaliere piuttosto alte, ha rallentato l’attività metabolica delle vigne, riportando la progressione della maturazione ad un andamento più regolare.
“Il potenziale produttivo del vigneto Franciacorta è quest’anno tornato ad essere quantitativamente piuttosto generoso dopo ben tre stagioni meno munifiche” - dichiara con soddisfazione Silvano Brescianini, Vicepresidente Consorzio Franciacorta – “e anche sul piano della qualità le premesse sono estremamente positive”. “Le soddisfazioni inoltre aumentano grazie al grande impegno nella ricerca del continuo miglioramento della qualità delle uve e del rispetto dell’ambiente e della natura. – Prosegue Silvano Brescianini - Quest’anno raggiungeremo il 50% della superficie coltivata a uve biologiche, risultato di cui siamo molto fieri.”
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VENDEMMIA 2015, SI SCALDANO I MOTORI A NORDEST

05/08/2015 - VENDEMMIA 2015, SI SCALDANO I MOTORI A NORDEST Nel Veneto, nonostante il via libera ufficiale porti la data del 10 agosto, si attenderà il giorno 17 per staccare i primi grappoli d’uva, e saranno quelli dei vitigni Chardonnay e Pinot Nero per le basi spumante.
Dal 24 agosto, probabilmente anche un paio di giorni prima nel veronese, toccherà alle varietà precoci a bacca bianca. Per l’attesissima Glera (Prosecco) bisognerà attendere la fine della prima decade di settembre, mentre per le uve a bacca nera almeno la metà del prossimo mese.
Al momento la vendemmia nel Veneto si annuncia molto interessante. Le uve si presentano non solo sane ma anche con un buon equilibrio tra grado zuccherino e acidità. Le piogge ristoratrici della scorsa settima sono arrivate al momento giusto, ponendo fine all’ondata di calore, mitigando le temperature e consentendo un ottimale processo di maturazione delle uve.
La vendemmia 2015 sta dunque scaldando i motori e al momento le premesse sono molto buone. Alleati principali di questa straordinaria aspettativa sono le giornate di sole e le alte temperature di questa calda estate.
Tornando all’andamento del vigneto veneto, va ricordato che la vendemmia 2015 non sarà influenzata in negativo dallo stato sanitario delle uve, com’era accaduto lo scorso anno quando le abbondanti precipitazioni avevano causato notevoli problemi di funghi e marciumi al punto da obbligare i viticoltori a raccogliere l’uva precipitosamente. Quest’anno le uve sono al momento sanissime, per cui la vendemmia sarà dettata dalla naturale curva di maturazione.
Come accennato, questa prima parte d’estate ha consentito una buona irradiazione solare favorendo, nei vitigni a bacca nera, l’accumulo di sostanze coloranti. Un’eccessiva irradiazione potrebbe, al contrario, penalizzare le uve a bacca bianca, in particolare quelle aromatiche (Riesling, Traminer, Moscato Bianco e Giallo).
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Collina dei Ciliegi, Metodo Classico I° 2011: la degustazione

29/07/2015 - Collina dei Ciliegi, Metodo Classico I° 2011: la degustazione Collina dei Ciliegi, giovane winery veronese dall’anima piemontese, continua la sua marcia a tappe forzate verso l’eccellenza, sviluppando un fantastico sito produttivo a Erbin, Valpantena, a seicento metri sul livello del mare. La collina – siamo alle primissime propaggini dei Monti Lessini, ha suolo calcareo (esattamente come la Borgogna secondo i più recenti studi agronomici), con una ridotta capacità di trattenere le acque, un terreno povero che costringe le piante a cercare in profondità gli elementi nutritivi.
A Erbin – un classico borgo agricolo della montagna scaligera, interamente di proprietà della Cantina, già in parte convertito in centro direzionale (poi sorgerà anche una parte di ricettività) – è stata costruita una semplice ma molto funzionale cantina di lavorazione (per 130 barrique e una decina di vasche in acciaio) e si trovano i 45 ettari della tenuta, una dozzina dei quali già vitati. L’esposizione è a mezzogiorno e i vigneti sulla sommità della proprietà godono del massimo periodo di insolazione giornaliero possibile. Un suolo di questa natura si è rivelato di eccezionale utilità nella piovosa annata 2014, ma questo luglio ha reso necessaria l’irrigazione di soccorso nei vigneti più giovani grazie ad un pozzo di 600 metri di profondità che pesca l’acqua dal fondovalle a Grezzana.
Un luogo fortemente indicato per i grandi rossi veronesi, ma Euposia si è concentrata in questa prima visita sui vini bianchi: il nuovo Metodo classico, il metodo Martinotti e il Lugana doc.

Classico Primo 2011
Primo perché segna l’inizio dell’avventura in proprio di Collina dei Ciliegi nella spumantistica d’alta qualità, dopo il “rodaggio” svolto negli anni passati con le bollicine Zamuner. Le uve di questo spumante metodo classico provengono dalle colline moreniche di Sona, che guardano al Lago di Garda e già beneficiano dei suoi effetti climatici. Pinot noir al 75%, poi pinot meunier al 10 e lo chardonnay a chiudere.
Il millesimo è il 2011, quindi sui lieviti la permanenza è stata di trentasei mesi, con sboccatura effettuata al marzo scorso. Dopo la vendemmia, pressatura soffice delle uve e fermentazione in acciaio. Dopo il tiraggio, curato dallo staff di Collina dei Ciliegi, affinamento sulle cataste e remuage sulle pupitre avvengono nella cantina di Erbin, in quota.
L’impatto olfattivo è immediato e potente: frutta a pasta gialla ben matura, floreale con note erbacee ben proporzionate, lievito e crema pasticcera.
Il palato si presenta con un’immediata nota di mandorla, ha una bella spalla acida che promette una buona capacità di invecchiamento (per chi ovviamente resisterà alla tentazione!); tornano le note di frutta matura, quelle tradizionali di crosta di pane, cui segue un finale minerale che si chiude su note aggrumate di cedro candito. Coerente e molto franco.
Questo Metodo classico ha già conquistato la Golden Star della Guida dei Vini Buoni d’Italia 2016 e si palesa come una delle novità più interessanti della spumantistica italiana, in grado di competere, sin dal primo millesimo, con Champagne blasonati.
In degustazione: 97/100
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Export negli Usa/4: queste le vendite nei supermercati

29/07/2015 - Export negli Usa/4: queste le vendite nei supermercati Secondo i dati diffusi dalla Nielsen Company e rielaborati dall’Italian Wine & Food Institute, le vendite al dettaglio di vini da pasto negli Stati Uniti attraverso le grandi catene di supermercati, i grandi magazzini ed i maggiori “grocery store” americani sono aumentate del 3,6% nel periodo intercorso fra aprile 2014 e aprile 2015.
La Nuova Zelanda rimane sempre il paese che registra il maggior tasso di crescita a livello di vendite. Nel periodo preso in esame le vendite di vini neozelandesi sono infatti aumentate del 15,4%. Vini americani e vini importati. Nel corso dell’anno in esame si è registrato un aumento nelle vendite dei vini domestici del 4,6% e del 1,2% nei vini importati. Da notare che tra i vini di importazione sono state registrate contrazioni nelle vendite di vini australiani, cileni, spagnoli e tedeschi.
I principali paesi di provenienza.
Nel periodo che va da aprile 2014 ad aprile 2015, le vendite di vini italiani sono ammontate a $1.109.881.297 con un aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente, seguite da quelle dei vini australiani che sono ammontate a $744.645.758, con una diminuzione del 7,1%.
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Export Usa/3: ecco cosa vogliono i consumatori statunitensi, a partire dallo Chardonnay...

29/07/2015 - Export Usa/3: ecco cosa vogliono i consumatori statunitensi, a partire dallo Chardonnay... Le vendite di Chardonnay, il vino più richiesto dai consumatori americani, sono ammontate a $ 2.423.767.266, con un aumento del del 1,7% rispetto al 2014, seguite dal Cabernet Sauvignon, con $ 2.070.425.583 ed un aumento del 7,6%, dal Pinot Grigio, con $ 1.123.874.518 ed un aumento del 5,2%, dal Pinot Noir, con $ 877.896.593 ed un aumento del 7,7% dal Merlot, con $ 873.588.332 ed una diminuzione del 3,8%, dal Sauvignon Blanc, con $ 683.074.602 ed un aumento del 9,5%, dal Moscato, con $ 678.662.065 ed un aumento del 6,1%, dallo Zinfandel Bianco, con $ 360.051.796 ed una diminuzione del 7,1%, dal Malbec, con $ 287.347.684 ed un aumento del 5%, dal Riesling, con $ 268.222.244 ed un decremento dello 0,6%.del 11,4%.

Export negli Usa/2: è leadership per le bollicine italiane. Più 47% di crescita e quota di mercato al 57,9%

29/07/2015 - Export negli Usa/2: è leadership per le bollicine italiane. Più 47% di crescita e quota di mercato al 57,9% Le importazioni americane di vino spumante nel corso dei primi cinque mesi del 2015, hanno registrato - sempre secondo i dati raccolti dall'Italian Wine & Food Institute di New York, un incremento del 30,6% in quantità e del 17,2% in valore, rispetto allo stesso periodo del 2014. Il totale delle importazioni USA è infatti passato da 273.100 ettolitri, per un valore di $ 267.414.000 del 2014, a 356.740 ettolitri, per un valore di $ 313.288.000 del 2015.
Molto positivo l’andamento delle esportazioni italiane, sempre in testa alla classifica, con un aumento del 47,5% in quantità e del 24,2% in valore, nel periodo preso in esame. Le importazioni statunitensi di vino spumante italiano sono ammontate a 206.490 ettolitri, per un valore di $99.338.000, contro i 140.030 ettolitri per un valore di $80.009.000 del periodo compreso fra gennaio e maggio del 2014. Va sottolineato che gli spumanti di origine italiana detengono una quota di mercato pari al 57,9% in quantità e del 31,7% in valore.
Gli spumanti francesi e spagnoli.
Al termine dei primi cinque mesi del 2015, la Francia, secondo paese esportatore di spumanti verso gli Stati Uniti, ha fatto registrare un aumento del 12,9% in quantità, e del 15,2% in valore, passando dai 71.800 ettolitri, per un valore di $157.724.000, del 2014, a 81.070 ettolitri, per un valore di $181.635.000. La Spagna invece, ha fatto registrare un aumento in quantità del 7,7% ed in valore dello 6,2%, passando dai 52.200 ettolitri, per un valore di $25.095.000 del 2014, a 56.200 ettolitri per un valore di $26.659.000 dei primi cinque mesi del 2015.

Export negli Usa: l'Italia tiene, cresce in quantità a fronte di una generale contrazione del mercato

29/07/2015 - Export negli Usa: l'Italia tiene, cresce in quantità a fronte di una generale contrazione del mercato L'Italian Wine & Food Institute di New York, guidato da Lucio Caputo, ha aggiornato oggi le rilevazioni sulle impostazioni statunitensi di vino, aggiornandole alla fine del maggio scorso.
I dati relativi alle importazioni vinicole USA, per i primi cinque mesi dell’anno in corso, confermano la tendenza verso una generale contrazione del mercato. L’Italia continua tuttavia ad avere un lieve aumento in quantità (+3,9%), che è particolarmente significativo specie se paragonato alla riduzione complessiva delle importazioni vinicole americane (-0,5%) ed a quelle dei principali paesi concorrenti dell’Italia.
Queste riduzioni sono principalmente causate dalle contrazioni delle esportazioni di vini sfusi conseguenti, alla riduzione nelle vendite americane di quei vini che utilizzano i vini sfusi importati da tali paesi.
L’Italia quindi passa da 1.005.160 ettolitri, per un valore di $ 548.992.000, dei primi cinque mesi del 2014, a 1.045.910 ettolitri, per un valore di $ 525.913.000, dello stesso periodo dell’anno in corso. La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è salita al 27% in quantità e al 32,7% in valore.
Le importazioni statunitensi, nel periodo che va da gennaio a maggio del 2015 sono ammontate a 3.877.510 ettolitri per un valore di $ 1.607.579.000 contro i 3.898.830 ettolitri per un valore di $ 1.612.910.000 del corrispondente periodo dell’anno precedente, con una riduzione
dello 0,5% in quantità dello 0,3% in valore. È interessante notare l’analisi del prezzo medio all’origine per litro dei vini in bottiglia importati, che è stato di $5,2 per i vini italiani (con una
diminuzione di quattro centesimi rispetto ai primi cinque mesi del 2014); $3,4 per vini australiani (con un incremento di 0,1 centesimi rispetto allo stesso periodo del 2014); $3,7 per i vini cileni (con un aumento di due centesimi rispetto ai primi cinque mesi del 2014); $4,4 per i vini argentini (con una diminuzione di 0,2 centesimi rispetto al 2014); $8,8 per i vini francesi (contro i $9,9 dello stesso periodo del 2014).
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VINO VENETO, EXPORT A SOLA TRAZIONE… PROSECCO

28/07/2015 - VINO VENETO, EXPORT A SOLA TRAZIONE… PROSECCO L’analisi dei dati sulle vendite all’estero del vino veneto 2014, realizzata annualmente da Veneto Agricoltura su dati forniti dalla Sezione Sistema Statistico Regionale, si osserva un incremento del 2,9% in quantità e del 5,1% in valore, rispetto all’anno precedente. Tradotto in termini assoluti, significa che sono stati esportati 6,2 milioni di quintali per un valore record di 1,67 miliardi di euro, con un prezzo medio di vendita pari a 2,70 euro/kg (+2,3%).
L’incremento registrato dall’export veneto risulta superiore a quello complessivo nazionale, che non è andato oltre l’1,1% in quantità e +1,4% in valore, con un prezzo medio di 2,49 euro/kg.
Ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti la crescita del vino veneto è in realtà dovuta al successo di una tipologia in particolare, quella dei vini spumanti, in massima parte rappresentati dal Prosecco.
Se poi si confronta il valore dello spumante esportato nel 2009, anno di istituzione del nuovo sistema di denominazione del Prosecco, con quello del 2014, si può calcolare un aumento del +208%; tuttavia, l’aumento più che proporzionale della quantità rispetto al valore osservato nel 2014 sull’anno precedente, fa supporre che nel periodo più recente la crescita sia stata sostenuta da una politica di prezzi al ribasso.
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Arriva la Riserva delle JRE: è un Franciacorta Rosé 2007

27/07/2015 - Arriva la Riserva delle JRE: è un Franciacorta Rosé 2007 Fiocco rosa in casa Berlucchi: è nata la Riserva delle JRE, il Franciacorta selezionato dalle chef e dalle sommelier dell’associazione dei Jeunes Restaurateurs d’Europe.
Riunite a palazzo Lana Berlucchi, contiguo alle antiche cantine dove nel 1961 fu ideato il primo Franciacorta, le JRE hanno degustato con Marco Stabile, presidente dell’associazione, e Arturo Ziliani, enologo e amministratore delegato di Berlucchi, nove Riserve differenti per assemblaggio e dosaggio zuccherino, selezionando quella più affine al loro palato, decisamente esperto, nonché ideale abbinamento ai piatti creativi proposti nei loro ristoranti.
Dopo un vivace dibattito, la scelta è caduta su Franciacorta Rosé Riserva 2007, unione di Pinot Nero (38%) e Chardonnay (62%) provenienti dai vigneti Quindicipiò e Arzelle in Borgonato.
La Riserva presenta vivi profumi di piccoli frutti rossi, grazie alla macerazione sulle bucce a freddo del Pinot Nero; la sua personalità è complessa, sfaccettata, per la scelta meticolosa dei vini base e i sette anni di maturazione sui lieviti; il dosaggio è contenuto, Extra Brut, per enfatizzarne lo stile puro e rigoroso.
«Non vi inganni il colore: la Riserva delle JRE è tutt’altro che “femminile”», dice Arturo Ziliani . «Il Pinot Nero la rende vinosa e austera quasi quanto un grande vino rosso. È coraggiosa la scelta delle JRE di puntare a un dosaggio minimo: spero che questa tendenza si consolidi sempre più, l’acidità bilanciata del Franciacorta consente certi virtuosismi».
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Negoziati TTIP: Asiago DOP lancia la proposta di un accordo di riconoscimento reciproco USA-UE per i marchi propri legati alle specificità dei territori

27/07/2015 - Negoziati TTIP: Asiago DOP lancia la proposta di un accordo di  riconoscimento reciproco USA-UE per i marchi propri legati alle specificità dei territori Il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago DOP ha presentato a Bruxelles, nel contesto dei negoziati TTIP (Trans Atlantic Trade and Investment Partnership) in corso tra UE e USA, la proposta di superare le attuali posizioni negoziali per arrivare ad un reciproco riconoscimento delle indicazioni geografiche e dei marchi propri, legati alle specificità dei territori, risorsa per lo sviluppo sostenibile delle comunità e occasione di crescita dei flussi commerciali bilaterali.
Parlando davanti ai negoziatori della Commissione Europea e degli Stati Uniti, Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio di Tutela, ha testimoniato il valore che la produzione Asiago DOP rappresenta per il suo territorio e gli elementi di tipicità e territorialità che fanno di questo formaggio, prodotto nel 2014 in 1.626.000 forme, un “sistema” unico, con un fatturato alla produzione di 150 milioni di euro che genera vendite al consumo per quasi 300 milioni di euro, con ricadute complessive, in termini di indotto per il territorio, stimabili in 750 milioni di euro e in 8.500 addetti nella filiera produttiva.
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