“Spatium Pinot Blanc“: oltre 80 top produttori provenienti da tutta Europa ospiti ad Appiano il 29 e 30 agosto

26/08/2014 - “Spatium Pinot Blanc“: oltre 80 top produttori provenienti da tutta Europa ospiti ad Appiano il 29 e 30 agosto Più di 80 produttori nazionali ed internazionali ed oltre 120 vini saranno i protagonisti della prima edizione di “Spatium Pinot Blanc 2014”, l’unica manifestazione in Europa votata esclusivamente al Pinot Bianco. L’evento, che si terrá ad Appiano il 29 e 30 agosto, prevede un ricco programma di appuntamenti dedicati interamente al Pinot Bianco e pensati sia per esperti del settore vinicolo che per appassionati di vino. “Spatium Pinot Blanc” è organizzato dall’associazione Vineum Appiano, in collaborazione con il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg e con l’Associazione Turistica Appiano. Gli eventi della manifestazione si terranno presso la Cantina San Michele-Appiano e presso la sala Culturale di San Michele-Appiano.
La presenza della varietà Pinot Bianco è documentata per la prima volta a livello internazionale nel XIV secolo. L’area vitivinicola più vasta d’Europa per il Pinot Bianco è attualmente la Germania, con circa 4500 ettari coltivati. Altre importanti aree per la coltivazione di questa varietà si trovano in Francia, Italia e Austria. In Alto Adige il Pinot Bianco ricopre un ruolo di primaria importanza per due diversi motivi: in primo luogo perchè la superficie coltivata è in costante aumento (attualmente 515 ettari); in secondo luogo perchè è una delle varietà di punta dell’economia vitivinicola altoatesina.
Con “Spatium Pinot Blanc“ il Pinot Bianco approda per la prima volta su un unico palcoscenico internazionale ad Appiano. Saranno presenti più di 80 top produttori di vino d’Europa, tra loro i migliori rappresentanti del panorama vinicolo italiano del Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige. Inoltre, con grande orgoglio da parte degli organizzatori, quasi la metà dei vignaioli partecipanti proviene dall’estero, da Austria, Germania, Svizzera e Francia, in particolare dall’Alsazia. “Siamo molto soddisfatti per essere riusciti, già dalla prima edizione, a radunare ad Appiano l’élite del Pinot Bianco a livello internazionale”, ha evidenziato Peter Brigl di Vineum Appiano. “Le nostre attese sono state più che superate grazie all’alto livello di partecipazione“.
Al tempo stesso saranno presenti esperti di prim’ordine, provenienti sia dall’Italia che dall’estero per esporre le più recenti novità e risultati scientifici in merito al Pinot Bianco. “Durante il convegno di esperti dedicato al Pinot Bianco vogliamo presentare i risultati delle ultime ricerche effettuate per risalire alle origini di questa varietà e risvegliare al tempo stesso l’interesse scientifico, dando vita a nuovi studi sul Pinot Bianco”, ha sottolineato Barbara Raifer, responsabile del settore viticoltura presso il Centro di Sperimentazione Laimburg e coordinatrice del convegno di esperti. In questo senso è stato indetto anche un concorso per la creazione di poster incentrati su progetti di ricerca ideati da giovani ricercatori: i migliori saranno premiati durante la manifestazione.
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Una nuova “dimora” per le rarità della Cantina di Terlano

28/08/2014 - Una nuova “dimora” per le rarità della Cantina di Terlano Sono due le cose di cui ha bisogno un vino per raggiungere la perfezione: tempo e spazio a sufficienza per maturare. Cantina Terlano ne è perfettamente consapevole ed è per questo che ha deciso di dare ai suoi vini rarità, che riposano 10 anni e anche più sui lieviti fini, ancora più spazio per giungere a piena maturazione. La nuova cantina delle rarità di Cantina Terlano si sviluppa su due piani ed unisce la struttura moderna all’efficienza logistica.
Ogni anno gli appassionati attendono trepidanti l’uscita del vino rarità di Cantina Terlano che viene svelato poco prima delle più importanti fiere europee di settore durante i mesi di marzo e aprile. Il passaggio in bottiglia della rarità avviene però naturalmente già prima, il più delle volte in tarda estate. Ciò significa che proprio in questo periodo si sta decidendo quale sarà la nuova rarità di Terlano in commercio il prossimo anno. Attualmente sono 13 le annate di diverse varietà in affinamento in fusti d’acciaio, tra cui Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e la Cuvée Terlaner, con annate che vanno indietro nel tempo fino al 1979.
Sono terminati di recente i lavori per la realizzazione della nuova “dimora” dei vini rarità, considerati veri e propri ambasciatori della longevità che ha reso famosa Terlano a livello internazionale.
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La Vernaccia di San Gimignano si appresta alla vendemmia in buona salute

28/08/2014 - La Vernaccia di San Gimignano si appresta alla vendemmia in buona salute L'estate 2014 passerà alla storia come una delle più piovose e fresche, non occorre essere meteorologi per affermarlo. Ma come tutte le estati sta volgendo al termine e a San Gimignano si inizia a parlare di vendemmia: l'uva Vernaccia di San Gimignano sarà la prima ad essere raccolta, circa a metà settembre, a seguire le rosse, per le quali si dovrà aspettare la fine del mese e i primi di ottobre.
Di queste ultime perciò è ancora presto per parlarne, ma della bianca Vernaccia si possono iniziare a fare previsioni, mancando poco più di due settimane alla vendemmia. Due settimane fondamentali per portare a termine la maturazione delle uve, al momento buone e sane: la quantità di sole farà la differenza per l'evoluzione del grado zuccherino e delle componenti aromatiche. La stagione fresca è favorevole alle uve bianche, che in particolare alle nostre latitudini temono di più il grande caldo, e le piogge non hanno provocato grossi danni, quindi i giochi sono tutti ancora aperti.
Per avere il quadro generale è opportuno partire dall'andamento stagionale nel territorio di San Gimignano, dove si è registrato un inverno mite e piovoso, privo di momenti di gelo intenso e delle nevicate, a cui è seguita una primavera caratterizzata da temperature piuttosto elevate, superiori alla media, e sempre piovosa. Questa situazione ha anticipato la fase vegetativa delle piante: la cacciata dei primi germogli è iniziata i primi di aprile, 10-15 giorni prima della media. I nuovi getti si sono però sviluppati con molta lentezza, raggiungendo i 10 cm solo i primi di maggio, periodo nel quale si sono registrate temperature relativamente basse e piogge abbondanti.
Questa situazione meteorologica ha impegnato molto i produttori nella gestione del vigneto per il controllo delle più comuni infestazioni della vite, che ha richiesto interventi superiori alla media, come nel proseguimento della stagione.
La fioritura è stata relativamente precoce, iniziando a fine maggio, ma buona e abbondante, come anche l'allegagione, buona nonostante l'andamento climatico alterno del mese di giugno, che ha visto alternarsi giorni con temperature elevate, anche superiori alla media, a brevi periodi di pioggia anche intensa.
L'estate partita con un tempo più stabile e bello è poi proseguita come il mese di giugno, con fasi alterne di sole, vento e piogge, che comunque nell'area di San Gimignano non sono state troppo intense. L'invaiatura è partita con lo stesso anticipo rispetto alla media.
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Cantina di Soave sposa la sostenibilità con le chiusure Green Leaf in collaborazione con la catena di retailers Morrisons

27/08/2014 - Cantina di Soave sposa la sostenibilità con le chiusure Green Leaf in collaborazione con la catena di retailers Morrisons Cantina di Soave ha iniziato ad utilizzare la chiusura Green Leaf per il suo Soave DOC prodotto per la catena inglese Morrisons; una chiusura innovativa che impiega circa il 64% in meno di alluminio rispetto alle altre chiusure dello stesso tipo.
GL, abbreviazione di questa chiusura amica dell’ambiente, consente, oltre che una riduzione della quantità di alluminio impiegato, anche di essere completamente rimossa dalla bottiglia così da facilitare il processo di riciclo del vetro, in più ha il vantaggio di occupare il 60% in meno di spazio durante la fase di trasporto e quindi di ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 nell’atmosfera.
La chiusura è realizzata utilizzando la stessa tecnologia e materiali di un tappo a vite standard, in modo da non incidere sul fattore gustativo ed il processo di imbottigliamento rimane il medesimo, mantenendo inalterato il costo di produzione.
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Valpolicella tra territorio e sostenibilità: le previsioni vendemmiali venerdì 29 agosto alla Cantina di Negrar

26/08/2014 - Valpolicella tra territorio e sostenibilità: le previsioni vendemmiali venerdì 29 agosto alla Cantina di Negrar Salubrità dell'ambiente e del prodotto così come le previsioni vendemmiali della vendemmia 2014: queste le tematiche del convegno ”Valpolicella tra territorio e sostenibilità”, incontro aperto al pubblico organizzato da Vivi la Valpolicella, associazione culturale di Negrar, in collaborazione con Cantina Valpolicella Negrar, in programma venerdì 29 agosto 2014 a partire dalle ore 17.30 nella sala conferenze della cantina (via Cà Salgari 2). Daniele Accordini, direttore ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, fornirà durante l'incontro i dati previsionali di raccolta nei 600 ettari circa di vigneti che i 230 soci della cantina Cooperativa hanno nella Valpolicella Classica. "Manca ancora un mese circa alla completa maturazione delle uve, appena iniziata in collina - anticipa Accordini - la situazione non è rosea, ma se il sole ci mette lo zampino, l'annata 2014 potrebbe riservarci ancora delle (belle) sorprese".
Il convegno. Dopo la registrazione dei partecipanti, ci saranno i saluti di Floriano Fasoli, vice presidente di Cantina Valpolicella Negrar e di Luciana Quintarelli, presidente di Vivi La Valpolicella, mentre Silvano Zampini, agronomo e vice presidente dell'Associazione, introdurrà i lavori. Enzo Gambin, direttore dell'Associazione Interregionale Produttori Olivicoli (AIPO), coordinerà gli interventi. Tra i relatori, Silvino Salgaro, professore ordinario di Geografia, sezione Arte Archeologia e Territorio del Dipartimento Discipline Storiche Artistiche e Geografiche dell'Università di Verona, che parlerà di "Geografia e paesaggio della Valpolicella"; Roberto Bin e Andrea De Antoni, rispettivamente direttore e direttore tecnico del Consorzio di Bonifica Veronese, parleranno de "L'irrigazione e la difesa idraulica nel territorio della Valpolicella"; Paolo Braggio, presidente della Federazione Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Verona (FIDAF), parlerà di "Sostenibilità in agricoltura: ruolo del viticoltore per il mantenimento del territorio". All'incontro, interverranno anche Christian Marchesini, presidente del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella, Giovanni Beghini, presidente dell'associazione Terra Viva di Verona; Miriam Magnani, presidente della Strada del vino della Valpolicella e Giorgio Zamboni, presidente del Consorzio Pro Loco Valpolicella. L'incontro sarà realizzato con il contributo di Valpolicella Benaco Banca. Al termine, è prevista una degustazione di vini a cura di Cantina Valpolicella Negrar.
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ANCORA PREMI PER IL WHISKEY IRLANDESE TEELING

25/08/2014 - ANCORA  PREMI  PER  IL WHISKEY  IRLANDESE  TEELING The Teeling Whiskey Co. continua ad aggiudicarsi medaglie ai concorsi internazionali: in soli 2 anni di attività sono già 37 i premi e i riconoscimenti ottenuti.
Gli ultimi eventi in cui l’Azienda irlandese si è affermata sono gli “Irish Whiskey Masters” (4 titoli vinti) e la “International Wine & Spirit Competition” (IWSC: 5 medaglie conquistate).
Jack Teeling, fondatore e amministratore delegato di The Teeling Whiskey Co., ha dichiarato: “Siamo orgogliosi d’avere ottenuto tanti prestigiosi riconoscimenti in occasione dei principali concorsi mondiali, soprattutto in considerazione della giovinezza della nostra Azienda. Con la prossima costruzione della nostra nuova distilleria a Dublino, ci impegniamo a proseguire sulla strada così brillantemente intrapresa, e a dare ancora molte soddisfazioni a tutti gli estimatori dell’autentico Whiskey irlandese di qualità ”.
The Teeling Whiskey Co. è l’erede di un’antica dinastia di distillatori irlandesi, i Teeling, attivi nel settore fin dal 1782. L’Azienda è oggi condotta dai fratelli Jack e Stephen Teeling, che fino a poco tempo fa hanno ricoperto posizioni di vertice nella Distilleria Cooley, prima che quest’ultima fosse ceduta al gruppo statunitense Jim Beam.
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Nasce Passitaly, rassegna dedicata vini passiti Mediterraneo. In piena vendemmia a Pantelleria

18/08/2014 - Nasce Passitaly, rassegna dedicata vini passiti Mediterraneo. In piena vendemmia a Pantelleria I vini passiti che caratterizzano la viticoltura, spesso eroica, del Mediterraneo hanno finalmente una rassegna loro dedicata. Nasce Passitaly, una kermesse che esplorerà a 360 gradi il mondo degli aromatici nettari in uno dei luoghi più vocati per questa produzione vitivinicola: Pantelleria. E a caratterizzare questo appuntamento è un fatto più unico che raro: si tiene in piena vendemmia, quando cioè si concentra al massimo il lavoro in vigna e poi in cantina e normalmente si da' poco spazio agli incontri con gli enoappassionati.
Questa vera e propria 'celebrazione dei vini passiti del Mediterraneo' è promossa dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e della Pesca Mediterranea, il Comune di Pantelleria, l'Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia e il Gal delle Isole Minori, e proprio per la sua peculiarità e internazionalità è stata presentata in anteprima a Parigi a giugno scorso, presso la sede francese dell'Istituto italiano di Cultura, nel cuore di Saint Germain.
In quella affollata occasione, il Sindaco di Pantelleria Gino Gabriele ha spiegato che Passitaly 'nasce dall'idea di dare voce ai produttori dell'isola per incentivare l'eno-turismo e ampliare il potenziale di comunicazione che le produzioni locali possono esprimere per qualità, identità culturale e natura. Si rivolge a buyer, operatori ed enoturisti alla ricerca di vini dotati di personalità e carattere, mai omologati e provenienti da contesti produttivi estremi, ostili, ma anche correlati all'idea del bien vivre e della meditazione'.
La manifestazione, oltre a offrire la possibilità di degustare le migliori produzioni di vini passiti del Mediterraneo, consentirà di scoprire l'isola attraverso "Pantelleria Experience", tre differenti percorsi corrispondenti ad altrettanti aspetti che l'hanno resa un unicum assoluto, ammirato e conosciuto in tutto il mondo: enogastronomico, naturalistico - paesaggistico e storico - culturale. E terrazzamenti, muretti a secco e Dammusi sono la prova concreta e tangibile di una tradizione agricola millenaria da sempre fondata sull'equilibrio tra uomo e natura, per un territorio che per la sua straordinaria bellezza è stato definito "il Giardino del Mediterraneo".
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BERLUCCHI, DA OGGI SI VENDEMMIA. ANNATA DIFFICILE, MA OTTIME BASI SPUMANTI

18/08/2014 - BERLUCCHI, DA OGGI SI VENDEMMIA. ANNATA DIFFICILE, MA OTTIME BASI SPUMANTI È partita stamani la vendemmia della Guido Berlucchi, l’azienda di Borgonato che, con i suoi oltre 400 ettari vitati in conversione biologica, rappresenta il primo produttore del territorio.
“Un’annata sofferta sino alla fine, con un calo delle rese rispetto alla precedente”, dice Arturo Ziliani, amministratore delegato ed enologo. “Le temperature fresche e le forti piogge ci obbligano a una severa cernita in campo: prima che i raccoglitori entrino nel vigneto, una squadra specializzata taglia e lascia a terra i grappoli che presentano problemi sanitari”. Un accorgimento necessario per tutelare la qualità dei futuri vini, ma anche una scelta difficile per chi ha seguito con tanta cura le uve nei mesi precedenti.
Difficile al momento parlare di qualità. “Quel che è certo” sostiene Ziliani, “è che spesso annate fredde come questa rivelano piacevoli sorprese, perché l’elevata acidità delle uve è premessa di grande freschezza e longevità dei vini. Sicuramente il frazionamento dei mosti, attuato con speciali presse a piatto inclinato, dovrà essere ancora più meticoloso”. Quindi la vendemmia in corso potrà dare Franciacorta più eleganti che strutturati, giocati sulla finezza e non sulla “grassezza”.
Su eventuali futuri incrementi di prezzo, Arturo Ziliani è chiaro: “Anche se il costo delle uve subirà lievi aumenti, questi non peseranno sul prezzo della bottiglia, perché una parte dei vini Chardonnay e Pinot Nero destinati ai non millesimati arriva dalle vendemmie precedenti, in cui il meteo è stato più favorevole e la produzione più abbondante”.


Faccia a faccia fra Rosati italiani e vini della Romania: il 22 agosto a Castiglione in Teverina

18/08/2014 - Faccia a faccia fra Rosati italiani e vini della Romania: il 22 agosto a Castiglione in Teverina Nella splendida cornice di un paesaggio che la biodiversità ha reso incantato, sorge Castiglione in Teverina,borgo medievale dell'alta Tuscia, sede di un' importante cantina che dal dopoguerra fino agli anni 80 ha portato oltre oceano il vino Italiano. Sapientemente ristrutturata la struttura oggi ospita il MUVIS (museo del vino e delle scienze agroalimentari) ed è proprio in questo contesto che la Fondazione Italiana Sommelier mette a confronto vini italiani e romeni.
Questi i vini in degustazione:

Romania:
Laurent Pfeffer / Corcova / Syrah – riserva – 2011
Petro Vaselo / Melgìs /Feteasca Neagra - 2012
Cotnari /Colocviu / la moscova -2012
Davino / Purpura Valahica / Feteasca Neagra – 2010
Prince / Stirbey / Merlot – 2009
Terra Romana / Feteasca Neagra - 2012

Italia:
Creos / Negro Amaro Castello Monaci 2013
Cusumano / Ramusa Pinot Nero Tenuta Ficuzza 2013
Masseria Felicia / Rosalice Roccamonfina 2013
La Valentina / Spelt Cerasuolo D' Abruzzo 2013
Binomio / Cerasuolo D'Abruzzo Superiore 2012
Rose Del Golfo / Negro Amaro Salento 2013
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Primo Franco, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: la verticale (dal 2013 al 1992)

16/08/2014 - Primo Franco, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: la verticale (dal 2013 al 1992) Sabato primo settembre 1983, la vendemmia non è ancora iniziata, e non è una vendemmia come le altre: per Primo Franco, infatti, è la “prima” senza Nino, suo padre, scomparso appena pochi mesi prima. E per il giovane Primo – in bottega dal 1973 dopo il diploma da enotecnico a Conegliano e diversi viaggi in giro per il mondo a fare esperienza “divertendosi” – è ben più che una prova del nove, è il debutto vero nella dura realtà del lavoro, l’assunzione piena delle responsabilità aziendali.
In cantina, con un gruppo di amici, pensa a quale vino gli piacerebbe firmare. Attorno ad un tavolo si provano tante bottiglie, la discussione vaga da un modello ad un altro, in Italia e fuori. Le prove si susseguono, ma non si arriva ad una conclusione. Alla fine, fors’anche un po’ spazientito, Primo Franco spedisce il suo enologo in cima alle vasche di cemento; lì in una nicchia sotto il soffitto ci sono delle vecchie bottiglie accatastate. Annate molto vecchie, ancora firmate dal nonno Antonio (il fondatore della cantina, nel 1919 quando di Valdobbiadene e di tutta le pedemontama trevigiana – vigneti compresi - non restava in piedi nemmeno un muro sbriciolato…).
Dalla catasta esce un Prosecco del 1956. Porta in etichetta la chiesa di Valdobbiadene; l’annata; la firma del nonno; è più amabile, un Prosecco che nella tradizione della Marca si beveva nelle feste comandate e nelle grandi ricorrenze. Il tempo di stapparla, di provarla. E’ la rivelazione. Primo ha trovato il “suo” modello: un nuovo vino ripartendo dalle origini.
La vendemmia non è ancora iniziata, c’è ancora il tempo per reimpostare il lavoro.
Primo Franco (vino) nasce così: ha uno zuccheraggio più alto; porta in etichetta il millesimo della vendemmia così come il nome di chi l’ha prodotto e, di fatto, proviene tutto da una sola vigna.
E’ il febbraio del 1984. Va in commercio, ed è subito un successo.
Trent’anni dopo il feeling col mercato prosegue ininterrotto. Nel frattempo è arrivata una quarta generazione dei Franco e Primo oggi è affiancato in cantina da Silvia.
Non sono trent’anni comuni: questi hanno cambiato la storia del vino italiano e del Prosecco in particolare, diventato fenomeno globale, richiesto, copiato, imitato in tutto il mondo.
Ma c’è Prosecco e Prosecco; ci sono o non ci sono “quarti” di nobiltà; ci sono o non ci sono blasone e tradizione.
E non c’è modo migliore di scoprirlo che stappare un po’ di vecchie annate e vedere cosa ne esce. Semplice per chi ha programmato un percorso, impossibile per chi è entrato nel vortice del Prosecco sull’onda della moda e cavalcando un successo avviato da altri.
Primo Franco mette sul tavolo sei annate: dall’ultima, il 2013, al 2003, 2000, 1997, 1995 e 1992. Dal 1983 ha conservato diverse bottiglie per ogni annata e in trent’anni soltanto una è “scomparsa”: il 1993 di cui si son perse definitivamente le tracce. Ma le sei annate che Primo Franco presenta, sono la base per comprendere le ragioni del successo di un vino.
Queste le note di degustazione di Euposia.

Primo Franco
Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2013
Un’annata abbastanza piovosa sino a giugno, poi – fortunatamente – sono arrivati tre mesi di caldo asciutto, con notti piuttosto fresche. Questo ha valorizzato la complessità dei profumi e la ricchezza del palato. Profumi di agrumi canditi e di ananas, con note di mela golden e fiori bianchi. Il palato presenta una bella acidità che compensa perfettamente le sensazioni più amabili. 91 punti per Robert Parker, tanto per gradire.
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CILE: VENDEMMIA 2014 IN CALO DEL 23% , LA PEGGIORE DEGLI ULTIMI 17 ANNI

16/08/2014 - CILE: VENDEMMIA 2014 IN CALO DEL 23% , LA PEGGIORE DEGLI ULTIMI 17 ANNI In Cile la produzione del vino ha vissuto con la vendemmia 2014, il più grande calo negli ultimi 17 anni, come riportato dalla pubblicazione cilena “Economia & Business” che riprende i dati di un report del SAG, l’agenzia pubblica per l’agricoltura e la zootecnia: la produzione di quest'anno è stata di 9,89 milioni di ettolitri, la più bassa dal 2010, in calo del 22,8% rispetto allo scorso anno.
Il direttore nazionale del SAG, Angelo Sartori spiega che il calo è il risultato di una prolungata siccità negli ultimi cinque anni che si somma agli effetti dei danni da gelo sperimentati nel settembre 2013, ma aggiunge anche che la sovrapproduzione dei due anni precedenti ha portato a «scorte» molto elevate.
Il presidente dell'Associazione dei Viticoltori del Cile, Sergio Hormazábal ha confermato che «alla vigilia della vendemmia lo stock invenduto ammontava a 2 milioni di ettolitri. La scarsità della campagna 2014 per alcuni vitigni, come lo Chardonnay, ha portato ad un immediato incremento dei prezzi, ma in generale questa situazione ha impedito ai prezzi a scendere».
«Dobbiamo aspettare le vendemmie in Europa e negli Stati Uniti per vedere come la domanda si muoverà nei prossimi 12 mesi. Speriamo di non doverci confrontare con una produzione di uva in eccesso: un dato che a volte è artificiale perché purtroppo la produzione di uva da tavola o destinata alla distillazione del pisco vanno a ingrossare le scorte di vino da altre varietà» dice Hormazábal.
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Stati Uniti: il vino italiano cresce in quantità, più 0.7%, ma soprattutto in valore, più 8%

14/08/2014 - Stati Uniti: il vino italiano cresce in quantità, più 0.7%, ma soprattutto in valore, più 8% Il vino italiano mantiene la sua posizione in quantità (+ 0,7%) e lamigliora in valore (+ 8.0%), nel primo semestre dell’anno rispetto al corrispondente periodo del 2013, secondo la nota diramata oggi dall’Italian Wine & Food Institute relativa al mercato USA.
Si tratta di un risultato estremamente positivo, sottolinea il presidente dell’Istituto, Lucio Caputo, dopo le contrazioni registrate nei primi mesi dell’anno. I positivi dati, continua Caputo,
fatti registrare dall’Italia, alla vigilia di Ferragosto, trovano riscontro in una analoga situazione di stabilita’ dell’intero mercato di importazione USA (-0,1% in quantità e + 4,1 in valore).
L’Italia continua quindi a mantenere la sua leadership sul mercato USA, distanziando i principali paesi concorrenti, passando da 1.248.320 ettolitri, per un valore di $ 632.363.000, del primo
semestre del 2013, a 1.256.640 ettolitri, per un valore di $ 682.951.000, del primo semestredell’anno in corso.
La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è salita al 26,5% in quantità e al 33,9% in valore contro il 19,9% in quantità e il 7,4% in valore del Cile, attualmente secondo paese esportatore verso gli USA.
Complessivamente le importazioni statunitensi, secondo i dati rilasciati oggi dall’Italian Wine & Food Institute, sono ammontate, nel primo semestre dell’anno, a 4.747.620 ettolitri per un valore
di $ 2.015.440.000 contro i 4.752.660 ettolitri per un valore di $ 1.936.611.000 del corrispondente semestre dell’anno precedente.
Le importazioni dal Cile, divenuto in quantità il secondo paese fornitore del mercato USA, a scapito dell’Australia, sono passate da 894.280 ettolitri, per un valore di $ 168.831.000, del
primo semestre del 2013, a 947.070 ettolitri, per un valore di $ 149.314.000, con un aumento del5,9% in quantità e un contrazione del 11,6% in valore nel semestre in corso.
Le importazioni dall’Australia sono risultate, nel primo semestre del 2014, pari a 807.180 ettolitri, per un valore di $197.866.000 contro i 914.640 ettolitri, per un valore di $ 228.284.000,
del corrispondente periodo dell’anno scorso con una contrazione del 11,7% in quantità e del13,3% in valore.
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Dal 25 settembre torna Cocofungo: partenza da Venezia

14/08/2014 - Dal 25 settembre torna Cocofungo: partenza da Venezia Partirà dalla città più affascinante del mondo, Venezia, e interpreterà il fungo come non lo avete mai visto prima. Torna Cocofungo, storica rassegna gastronomica trevigiana che nella nuova edizione presenterà tante gustose novità. Dopo aver raccontato il fungo in versione street-food, i ristoratori Cocofungo si apprestano a celebrare le proprietà salutistiche di questo prodotto autunnale, con una edizione che parlerà anche veg!
L’evento, infatti, riserverà un’attenzione particolare a questa filosofia alimentare, per permettere a tutti di conoscerla da vicino. Accanto alle classiche proposte che includeranno carne e pesce, in ciascuno dei menu sarà dunque presentato un piatto vegetariano che interpreterà la sensibilità di ogni chef. Ciascuna delle serate in programma dal 25 settembre al 31 ottobre andrà così a comporre, a fine rassegna, un menu vegetariano tutto da scoprire, realizzato esclusivamente con prodotti di qualità, a km zero. Le ricette, tutte scaricabili dal sito www.cocofungoradicchio.it, faranno conoscere la creatività dei ristoranti del Cocofungo, che fanno parte del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana (Unascom-Confocommercio).

Un gruppo, quello del Cocofungo, che ha saputo rinnovarsi nel tempo grazie sia ai “figli d'arte” che alla sensibilità di ristoratori che, nel lungo percorso della rassegna, hanno deciso di unirsi a questo vivace gruppo di artisti della cucina.

L'edizione 2014 segna infatti una nuova, grande entrata: il rinomato ristorante Le Marcandole di Salgareda (Tv). Nato negli anni Trenta tra i vigneti e i campi coltivati che si trovano a pochi passi dall’argine del fiume Piave, Le Marcandole è un prestigioso e raffinato ristorante, che propone menù di qualità e predilige i piatti a base di pesce. Nel tempo questo locale è divenuto uno dei punti di riferimento dell’enogastronomia del nord est italiano, conquistando il favore e gli apprezzamenti della critica.

Proprio alle Marcandole, dei fratelli Roberta e Alessandro Rorato, spetterà il privilegio di aprire la manifestazione che quest’anno si inaugurerà in una location d’eccellenza: il Casinò Municipale di Venezia. Le prime due tappe, quella del 25 e 26 settembre, si terranno infatti in questo luogo magico della città lagunare che, per la prima volta, ospiterà la kermesse trevigiana dedicata al fungo.
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Pilsner Urquell: tre chef per tre ricette di Ferragosto

14/08/2014 - Pilsner Urquell: tre chef per tre ricette di Ferragosto La prima birra chiara al mondo, la ceca Pilsner Urquell, viene spesso utilizzata nella creazione di ricette firmate da molti grandi chefi della compagine italiana dei Jeunes Restaurateurs d'Europe. E questo è un aspetto già assodato grazie alla partnership creata tra Pilsner Urquell e i JRE. La novità sta nel fatto che Pilsner Urquell ha la capacità di trasformarsi nell'ingrediente perfetto nella creazione di ricette estive, da consumare da nord a sud, sia che ci si trovi al mare o in montagna.
Esempi sono Pietro D'Agostino del ristorante La Capinera di Taormina (ME), Nicola Fossaceca del ristorante Al Metrò a San Salvo Marina (CH) e Luigi Pomata de Il Ristorante da Luigi Pomata di Cagliari. Tutti e tre hanno un rapporto di amore incontrastato per “la” birra che ha dato origine alle birre chiare al punto di rendere Pilsner Urquell un ingrediente indispensabile per la creazione di nuove ricette ma anche un pretesto per ritagliarsi un momento di piacere alla fine di una giornata lavorativa.
«Il mio rapporto con la birra, soprattutto nel periodo estivo, è molto piacevole. Di solito a fine servizio in cucina Al Metrò beviamo una Pilsner Urquell tutti insieme mentre facciamo il punto sulla giornata appena trascorsa e organizziamo le giornate lavorative successive. Per di più in carta abbiamo anche una ricetta con questa birra ceca: la crocchetta di pollo stufata alla Pilsner Urquell con salsa di peperone arrosto», ci spiega Nicola Fossaceca.
Pietro D'Agostino invece racconta «Amo così tanto i profumi ed i retrogusti polisensoriali delle birre, al punto da inserirle all'interno della Carta Vini del mio ristorante La Capinera. Trovo interessante e, spesso accattivante, l'esaltazione di gusto che la Pilsner Urquell genera se accostata ai giusti alimenti. Talvolta, le essenze della birra ceca accompagnano in maniera equilibrata le note intense di una guancetta di manzo di razza modicana ma un fresca birra bionda può anche esaltare la delicatezza di un crudo di mare con la sua semplicità e quel retrogusto tutto naturale di orzo. Il segreto sta nell'apprezzare la preziosità di una bevanda che racconta tutto della terra da cui proviene e che racchiude in sé profumi e sapori dagli orizzonti di gusto sconfinati».
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VENDEMMIA 2014 A NORD EST: CALA LA PRODUZIONE MA NON DAPPERTUTTO

12/08/2014 - VENDEMMIA 2014 A NORD EST: CALA LA PRODUZIONE MA NON DAPPERTUTTO Vigneto bagnato, vigneto fortunato? Non proprio. Un mese e mezzo di piogge hanno alzato il tasso di ansia dei viticoltori nei confronti di un’annata che fino a metà giugno nel NordEst sembrava viaggiare a gonfie vele.
E’ questa la sintesi dell’incontro sulle Previsioni vendemmiali nel Triveneto, giunto alla 40^ edizione, svoltosi oggi a Legnaro-PD di fronte ad una platea di operatori che ha riempito la sala, e promosso come sempre da Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione, Avepa, CRA-VIT di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Trento e Bolzano.
Troppe precipitazioni, quindi, ovvero interminabili ore di bagnatura fogliare, eccessiva umidità dei suoli, incessante sviluppo vegetativo e anomala compattezza dei grappoli.
A livello di rese quantitative, considerando anche i nuovi vigneti che entreranno in produzione, ci si attesterà su una riduzione media nelle tre Regioni analizzate del 5-10%. Questa sarà più sensibile nelle province di Treviso, Verona, Vicenza e Trento, stazionaria o di pochi punti percentuali inferiore nelle restanti. I motivi sono da ricercare nella minor fertilità delle gemme, nelle grandinate e nello stato sanitario non sempre perfetto soprattutto dei vitigni precoci oramai prossimi alla raccolta.
L’acidità sarà più sostenuta e questo a vantaggio delle basi spumante.
La precocità, evidente fino a fine giugno, è andata via via contraendosi sino ad annullarsi quasi del tutto, con una data di inizio vendemmia stimata per la seconda metà di agosto. Nonostante i viticoltori siano intervenuti gestendo al meglio la difesa dei vigneti, ad oggi le previsioni qualitative assegnano all’annata valori zuccherini medi, come anche per le sostanze coloranti e aromatiche.

Mentre l’annata 2013 si era positivamente risolta con il bel tempo sopravvenuto dalla seconda metà di giugno, quest’anno anche un miglioramento meteo a partire dai prossimi giorni non potrà portare la qualità delle uve su alti livelli, come meriterebbero gli sforzi cui i viticoltori si sono sottoposti in queste settimane. Un’annata, questa del 2014, che per aggressività fungina e piovosità trova simili riscontri solo nel lontano 1995.

Vediamo come si presenta, Provincia per Provincia, il vigneto del NordEst alla vigilia della vendemmia.

Belluno
La produzione, salvo imprevisti, sarà più abbondante rispetto allo scorso anno dato che i grappoli si presentano più carichi e rigonfi. Sia per le uve bianche che per quelle nere si stima pertanto un incremento del 15-20% rispetto al 2013. Si deve inoltre tenere in considerazione un ulteriore aumento pari al 16-20% dovuto all’entrata in produzione di nuove superfici vitate.


Padova
Per le uve a bacca nera la produzione è segnalata in tendenziale condizione di stabilità o leggera diminuzione, anche in relazione ai recenti estirpi effettuati. Per le uve a bacca bianca si segnala invece un tendenziale aumento di circa il 5% rispetto al 2013, dovuto all’entrata in piena produzione di nuovi impianti. Salvo calamità meteorologiche e avversità fitosanitarie di fine stagione, a livello provinciale si stima di superare la soglia delle 700 t. Si ricorda che le superfici di recente impianto (ante 2011) riguardano in particolare Glera (ha 1.200), Pinot (ha 300), Moscato Giallo (ha 200) e incidono per poco più di un quarto della superficie vitata complessiva della provincia. Una curiosità: in provincia di Padova sono 25, per una superficie complessiva di 110 ettari, le aziende vitivinicole biologiche aderenti agli impegni del PSR 2007-2013 (Misura 214 - Azione C “Produzione vitivinicola biologica”). Complessivamente la produzione biologica viticola incide per poco più del 4% in termini di superficie e in circa il 3% in termini di produzione.

Rovigo
Nella passata stagione Rovigo è stata l’unica provincia veneta a registrare una riduzione della produzione viticola, calcolata attorno al 20-25%, fatto dovuto sia all’ulteriore estirpo di superfici vitate che ai forti attacchi di peronospora registrati. I nuovi impianti coprono una superficie vitata ancora troppo limitata perché possano incidere sul totale della produzione. Sarà nei prossimi due anni che si potrà vedere un cambio di tendenza, dato che si sta aumentando la superficie vitata provinciale di circa un 10% con acquisti di diritti provenienti da altre Regioni. Per il 2014 è previsto un ritorno alle produzioni normali con un probabile leggero aumento di circa un 5%. Se però le precipitazioni dovessero perdurare anche nel mese di agosto, la qualità delle uve ne risentirà notevolmente.


Treviso
L’epoca di vendemmia si presenta anticipata rispetto alle ultime stagioni, anche se non tanto quanto era stato annunciata a giugno, e questo a causa delle abbondanti precipitazioni e delle temperature non certo elevate delle ultime settimane. Sia in collina che in pianura si prevede una produzione complessiva inferiore di qualche punto percentuale rispetto alla scorsa vendemmia. A seconda delle zone, si prevede infatti una riduzione che va dal 5 al 15% per le uve nere e dal 5 al 10% per le uve bianche. Le flessioni, comunque, saranno compensate in parte dall’incremento di superficie vitata che giustificherà una produzione sostanzialmente in linea con il dato produttivo del 2013. Si stima pertanto una produzione totale provinciale di ql 4.800.000 così distinti:
Uve bianche ql 3.980.000; Uve nere ql 820.000
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