Challenge Euposia, il più imitato.

19/04/2014 - Challenge Euposia, il più imitato. Mettiamola cos: ci fa piacere, ne siamo davvero lieti. Quando il Challenge Euposia è nato, ben sette anni fa alla Bottega del Vino di Verona, da un'idea di Carlo Rossi, Severino Barzan, Luigi Bortolotti e Beppe Giuliano, sembrava velleitario far nascere l'interesse degli operatori e dei consumatori italiani per gli spumanti provenienti dal resto del mondo. Con la sola eccezione dello Champagne, infatti, e di una manciata fra Cava e Cremant d'Alsace, della produzione sudafricana, americana, inglese, dell'Europa dell'est e dell'Asia la conoscenza era pari a zero.
Invece, un poco alla volta, anno dopo anno, anche gli italiani si sono accorti delle bollicine internazionali.
Grazie anche ai due open-day che nelle ultime edizioni del Challenge hanno fatto scoprire a migliaia di winelover questi grandissimi vini: un successo così forte che anche quest'anno replicheremo - con gli amici di "Durello & Friends" - l'iniziativa.
Così, dopo anche molti "Tasting Ex...press" condotti da Euposia al Vinitaly e i tanti articoli dedicati al Challenge Euposia da BBC e France24 e dalla grande stampa internazionale (sono centinaia gli articoli della nostra rassegna stampa), è partita la corsa all'imitazione. A cominciare dall'Ais Veneto, che a Marostica ha replicato il nostro format, per passare poi al Consorzio della Franciacorta che ha "scoperto" i metodo classici inglesi dopo quattro anni di loro stabile presenza in Italia, e per arrivare poi alla prossima rassegna Naturalmente Vino di Rovereto dove verrà proposta una degustazione di bollicine internazionali.
Anche Tom Stevenson, nostro presidente di Giuria, ha deciso di replicare il format nel Regno Unito coinvolgendo anche gli Charmat.
Ci aggiungiamo anche, ma davvero senza alcuna voglia di polemica, le nuove produzioni spumantistiche italiane scoperte e valorizzate in questi sette anni di lavoro come testimonia la "hall of fame" del nostro Challenge.
Bene. Siamo felici. Vuol dire che il seme che abbiamo piantato ha germogliato e che una nuova cultura del vino - meno chiusa, meno regionalistica - sta nascendo.
Da parte nostra continueremo a proporre nuovi Metodo classici internazionali allargando, edizione dopo edizione, il raggio d'azione del Challenge.
Follow us, dunque. O meglio. Catch us if you can.
In fondo, cosa sarebbe la passione senza un po' di sana competizione?

E' il Santa Julia Reserva Malbec 2012 della Familia Zuccardi il miglior malbec argentino in Italia 2014

19/04/2014 - E' il Santa Julia Reserva Malbec 2012 della Familia Zuccardi il miglior malbec argentino in Italia 2014 Seconda edizione del MMAI, il "Miglior Malbec argentino in Italia", il concorso che fa da corollario al Malbec Day che si è svolto il 16 aprile scorso, a Milano, al Westin Palace di MIlano. Dopo il "Bacan Reserva" del 2013, quest'anno il titolo è andato ad uno dei brand più importanti della Familia Zuccardi, bodega avviata nel 1950 dall'ingegner Alberto, discendente da una famiglia di emigranti di Avellino.
Cinquant'anni dopo, e tre generazioni Zuccardi, questa cantina è una delle più prestigiose in Argentina con oltre 800 ettari a vigneti, tutti coltivati in regime di massima sostenibilità. I vigneti sono ubicati nella Valle de Uco (La Consulta e Altamira-San Carlos; Vista Flores-Tunuyan: tutti questi tre vigneti sono posizionati ad altezze comprese fra i 980 ed i 1100 metri sul livello del mare), a Santa Rosa e Maipù-Mendoza.
Da Maipù arrivano le bottiglie firmate Santa Julia; è un vigneto di 180 ettari a corpo unico, a 650 metri sul livello del mare.
Al secondo posto del MMAI 2014:
- Bodega Santa Ana Gran Mascota Malbec 2011
mentre al terzo posto, (a pari merito) si sono classificati
- Bodega Mayol Tritono Malbec 2011 e
- Teho Malbec 2010 (un risultato eccezionale se si pensa che è stato l'ultimo vino ad uscire nella degustazione)
Di seguito tutti i giurati e tutti i vini in degustazione, organizzata e curata in ogni dettaglio - come sempre - da Federico Bruera, già capitano del Rugby Recco ed ora importatore di pregiati vini argentini in Italia, con la sua "La Via dell'Abbondanza).

La Pilsner Urquell benedetta per rendere omaggio al Papa

19/04/2014 - La Pilsner Urquell benedetta per rendere omaggio al Papa Il 14 aprile, alle ore 11, la cotta speciale della birra di Pasqua ha varcato gli storici cancelli del birrificio alla volta di Roma. La Pilsner Urquell è stata benedetta dal Vescovo di Pilsen, Monsignor Franti¨ek Radkovský, a metà marzo.
La prima volta che Pilsner Urquell entrò in Vaticano fu nel lontano 1903, quando vi fu portata dietro richiesta di Papa Leone XIII, a cui venne consigliata dai propri dottori. Da allora pare che la birra sia piuttosto apprezzata dai Papi.
«È stata un’emozione straordinaria vedere la birra benedetta uscire dai cancelli sapendo che si trattava dello stesso prodotto che arrivò in Vaticano 111 anni fa» ci racconta Václav Berka, mastro birraio di Pilsner Urquell «L’autenticità del suo sapore è garantita dalla certificazione, dal 1897, di Las Veritas, rinomato laboratorio svizzero I valori misurati allora sono pressochè identici a quelli misurati oggi. Papa Francesco potrà gustare oggi quello stesso sapore che, allora, fu tanto gradito a Leone XIII».
«La Pilsner Urquell a Pasqua rappresenta una forte tradizione del popolo ceco, perchè presente sulle tavole della Festa delle famiglie di ogni estrazione sociale» conclude Václav Berka.
La birra benedetta fu portata in Vaticano, nel 2011, per celebrare la beatificazione di Papa Wojtyla e quest’anno, però, la "Pilsner” per eccellenza ha viaggiato alla volta di Roma non solo per celebrare la Santa Pasqua ma anche per aver parte alle celebrazioni mondiali legate alla canonizzazione di queste due grandi e carismatiche figure della cristianità, Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII, che avranno luogo il 26 e 27 aprile a Roma .
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VINO SANTO TRENTINO, IDENTIFICATA UNA DIFESA NATURALE DALLA BOTRITE

18/04/2014 - VINO SANTO TRENTINO, IDENTIFICATA UNA DIFESA NATURALE DALLA BOTRITE Il Vino santo trentino potrà diventare un prodotto ancora più sostenibile grazie al risultato di una sperimentazione condotta dalla Fondazione Edmund Mach, pubblicata proprio questi giorni sulla rivista scientifica “European Food Research and Technology”, che ha valutato la potenziale applicazione di microrganismi isolati da uve di Nosiola, poste in appassimento per la produzione di Vino santo trentino, come agenti naturali di biocontrollo per fronteggiare alcune avversità dell’uva, come la Botrite.
Secondo gli esperti di San Michele l'applicazione di questi ceppi in fruttaio o in vigna, soprattutto nelle ultime fasi della maturazione, potrebbe contribuire a ridurre l'incidenza dei danni da Botrite quando i comuni trattamenti anticrittogamici non sono più praticabili.
La sperimentazione è stata condotta da Raffaele Guzzon e Roberto Larcher del Centro di Trasferimento Tecnologico in collaborazione con Elena Franciosi del Centro di Ricerca e Innovazione.
“L'idea che ha guidato la sperimentazione –spiega Guzzon- è che microrganismi che siano cresciuti in un ambiente dove comunemente è presente Botrytis cinerea, sebbene in forma di "muffa nobile" si siano evoluti attivando dei meccanismi di autodifesa e inibizione verso questa muffa, utili per prevenirne lo sviluppo in contesti dove la Botrite rappresenti un rischio per la qualità delle produzioni”.
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LA PRODUZIONE DI GORGONZOLA NON SENTE LA CRISI

18/04/2014 - LA PRODUZIONE DI GORGONZOLA NON SENTE LA CRISI Il Gorgonzola batte la contrazione dei consumi alimentari. Il presidente del Consorzio di tutela, Renato Invernizzi, ha sottolineato con orgoglio come in un anno difficile come il 2013 in cui i prodotti caseari italiani Dop hanno subito una flessione media del 3,5%, il gorgonzola è stato l'unico formaggio a far registrare un aumento della produzione che, seppur lieve (+0,45%), può essere letto come una conferma del gradimento di questa Dop. E il trend positivo continua visto che nel primo trimestre di quest'anno la produzione di gorgonzola è aumentata del 7% circa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La produzione di gorgonzola nel 2013 è cresciuta dello 0,45% rispetto al 2012 per un totale di 4.175.610 forme prodotte. Crescono le famiglie acquirenti (+2,6%) con un conseguente aumento dei volumi (+1,8%); il gorgonzola viene acquistato prevalentemente in supermercati e ipermercati dove viene preferito il prodotto a peso variabile (47% sul totale) sul take-away (35,2% sul totale) che comunque risulta in ascesa.
DOLCE E PICCANTE - Il gorgonzola di tipo dolce rappresenta il 91% della produzione, ma continua a crescere l'interesse dei consumatori per il tipo "piccante" che nel 2013 arriva al 9% con un leggero aumento rispetto all’anno precedente.
IL GORGONZOLA E GLI ITALIANI - Come si sa, il gorgonzola che può fregiarsi del marchio "Dop" viene prodotto esclusivamente con latte vaccino proveniente dagli allevamenti del territorio consortile che include solo due regioni italiane: Lombardia e Piemonte. E' qui che sono dislocate le 40 aziende produttrici da cui parte il gorgonzola destinato al mercato interno e a quello mondiale.
La produzione nelle province piemontesi (Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e il territorio di Casale Monferrato) rappresenta il 66,5% del totale, ma crescono i volumi della produzione "made in Lombardia" (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese) con oltre 18.000 forme in più rispetto al 2012.
Il nord-ovest rimane l'area dove l'erborinato italiano è più apprezzato, ma un aspetto molto interessante è sicuramente l'apprezzamento in continua e costante crescita delle famiglie acquirenti residenti al sud.
Nel 2013 sono state esportate oltre 16 mila tonnellate di prodotto (+5,1%). Francia e Germania assorbono oltre il 46% del totale esportato. In crescita anche le esportazioni verso Cina (da 9 tons. nel 2012 a 55 tons. nel 2013), Russia ed ex paesi sovietici. Mentre negli Stati Uniti i valori sono rimasti pressoché identici, in Estremo Oriente si è invece perso qualche punto in percentuale.
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C’è il nuovo “BALADIN BOLOGNA” nel Mercato di Mezzo!

17/04/2014 - C’è il nuovo “BALADIN BOLOGNA” nel Mercato di Mezzo! Nell’antico e storico mercato coperto di Bologna, il Mercato di Mezzo, ha aperto il piccolo ma bellissimo, Baladin Bologna, la nuova “creatura” di Teo Musso.
Dopo anni di chiusura, è tornato a vivere nel cuore di Bologna lo spazio che fin dal Medioevo è stato il fulcro delle attività legate al cibo, della memoria storica e della tradizione gastronomica della città, situato al centro del Quadrilatero, un “centro commerciale naturale”, uno dei posti più belli di Bologna. Il Mercato di Mezzo.
Il pub Baladin Bologna farà parte della variegata offerta di prodotti di qualità che si potranno acquistare, gustare e bere in questa bellissima piazza coperta. La struttura è stata recuperata grazie all’impegno di COOP Adriatica che ha saputo e voluto operare un’accurata scelta di fornitori partner che avranno il compito di dare nuova vita a questa struttura. Pane, carne, pesce, dolci, gelati e vino e birra potranno essere gustati sul posto o acquistati per essere consumati a casa. Baladin Bologna si sviluppa su due livelli: il primo, con un bancone, che come stile riprende i banconi delle altre strutture all’interno del Mercato di Mezzo, si affaccia sulla piazza coperta dove sono presenti tutti i negozi e dove ci si può sedere a uno dei tanti tavoli a disposizione dei clienti, bevendo e mangiando anche qualche altra specialità locale o nazionale acquistata dai “vicini”.
Il secondo livello è sotterraneo e ospita due sale, per un totale di circa 30 posti a sedere.
Doppio il banco di spillatura: 6 spine al piano terra + 6 spine nel piano interrato.
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DEBUTTO A PASQUA PER IL NUOVO MOSCATO SPUMANTE DOLCE DOGARINA

17/04/2014 - DEBUTTO A PASQUA PER IL NUOVO MOSCATO SPUMANTE DOLCE DOGARINA L’ultimo nato dell’azienda agricola Dogarina, brand storico nella produzione di Prosecco Doc e di Vini del Piave, è il Moscato Spumante Dolce, un vino aromatico ricavato da uve di moscato bianco e giallo. È uno spumante dolce, prezioso e unico, creato con una particolare attenzione sia nella raccolta e nella selezione delle uve, che nelle fasi successive di lavorazione del mosto attraverso decantazione dinamica, fermentazione e conservazione a temperatura controllata.
Le uve provengono dal Parco naturale dei Colli Euganei (Pd), una zona composta da un terroir speciale, dove il Moscato ha trovato un habitat particolare che dona caratteristiche aromatiche uniche, buona armonia e profumi intensi in grado di regalare dolci emozioni e sensazioni.
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Apre il Ristorante Sarri, il nuovo locale dello chef stellato Michelin Andrea Sarri

17/04/2014 - Apre il Ristorante Sarri, il nuovo locale dello chef stellato Michelin Andrea Sarri Apre sabato 19 Aprile il Ristorante Sarri, il nuovo locale dello chef stellato Michelin e attuale presidente dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, Andrea Sarri, che insieme alla moglie Alessandra dà vita ad un delizioso luogo di incontro per gli amanti della buona cucina.
Situato ad Imperia nella zona di Prino (il borgo di pescatori che prende il nome dal torrente omonimo), il nuovo ristorante di Andrea Sarri, si affaccia sul mare e si inserisce all’interno dell’incantevole cornice delle tipiche case color pastello del Lungomare Cristoforo Colombo.
L’ambiente della sala, accogliente e confortevole, è esaltato dai colori caldi degli arredi e dalla presenza di un materiale come il legno che dona agli spazi un tocco romantico e famigliare allo stesso tempo. La capienza della sala è di circa cinquanta coperti a cui se ne aggiungono altri venticinque esterni, collocati in un dehors esterno affacciato sul mare.
Nel suo nuovo ristorante, Andrea Sarri continua il lavoro di ricerca gastronomica di altissima qualità caratterizzato da un attento e sapiente utilizzo delle materie prime, sempre freschissime e di stagione.
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Appuntamento a Millésimes Alsace, il salone dedicato ai grandi bianchi d’Alsazia il prossimo 16 giugno

17/04/2014 - Appuntamento a Millésimes Alsace, il salone dedicato ai grandi bianchi d’Alsazia il prossimo 16 giugno Lunedì 16 giugno 2014 si terrà la seconda edizione di Millésimes Alsace, il salone professionale interamente dedicato ai grandi Vini d’Alsazia che si svolge ogni due anni a Colmar. Riesling, ma anche le migliori annate di Pinot Gris, Gewurztraminer e Crémant d’Alsace saranno i protagonisti della manifestazione.
L’appuntamento si rivolge ai professionisti del settore vitivinicolo quali importatori, distributori, ristoratori, dettaglianti di tutto il mondo, oltre che alla stampa e agli appassionati e ha l’obiettivo di radicarsi in modo durevole nel calendario delle grandi manifestazioni vitivinicole internazionali.
Millésimes Alsace rappresenta una vera e propria vetrina del territorio alsaziano, del savoir-faire, della cultura e della filosofia dei suoi produttori. I partecipanti avranno l’occasione unica di degustare prestigiosi vini di circa 90 tra i più noti produttori alsaziani.
Degustazioni aperte e convegni caratterizzeranno questa giornata d’eccezione. Importante sarà l’organizzazione di una Masterclass, in collaborazione con i Migliori Sommeliers al Mondo (Association de la Sommellerie Internationale) e l’animazione di un Atelier a tema, « Le vecchie annate ».
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Arriva in Italia Barber’s London Dry Gin, il Gin…del barbiere!

17/04/2014 - Arriva in Italia Barber’s London Dry Gin, il Gin…del barbiere! Arriva in Italia Barber’s London Dry Gin, il Gin…del barbiere!
Questo London Dry Gin, di elevato posizionamento qualitativo e d’immagine, trae il suo nome dai tempi lontani in cui i barbieri londinesi potevano ancora esercitare l’arte chirurgica. Nel 1745 il sovrano di Gran Bretagna, Giorgio II, separò con un decreto reale le due professioni; ai barbieri del regno fu comunque consentito di continuare a utilizzare il prodotto alcolico più diffuso dell’epoca, il Gin, che oltre a essere bevuto poteva essere impiegato nelle botteghe come disinfettante e come lozione dopobarba.
L’azienda produttrice del Barber’s London Dry Gin, la “Thames Distillers”, è oggi una piccola distilleria della zona sud – orientale di Londra, in attività da oltre due secoli e appartenente a una famiglia di antiche tradizioni produttive; il Master Distiller è fra l’altro il Presidente dell’Associazione dei Distillatori Inglesi.
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Miolo, Lote 43, D.O. Vale dos Vinhedos 2008: la degustazione

16/04/2014 - Miolo, Lote 43, D.O. Vale dos Vinhedos 2008: la degustazione Nel 1897 Giuseppe Miolo, da Piombino Dese (Padova) si trasferì in Brasile per sfuggire alla miseria del Veneto post-unitario. Faceva parte di quella prima, grande, ondata di emigrazione italiana verso il Nuovo Mondo che sarebbe continuata per altri ottant’anni.
Giuseppe si stabilì nello Stato del Rio Grande do Sul, a Bento Goncalves, a 120 kilometri dall’Oceano, cittadina della Serra Gaucha, e quindi in altura con un clima decisamente più adatto all’agricoltura. Bento Goncalves era un po’ come essere “ a casa”: una fortissima comunità italiana, riti e usi praticamente identici. C’era terra a volontà per chi voleva disboscare, dissodare e costruirsi un nuovo futuro. Un invito a nozze per Giuseppe che tirò fuori dallo zaino le marze e provò subito ad impiantarle nel terreno che l’amministrazione cittadina gli aveva concesso: il lotto 43 (lote in portoghese) lungo la strada che porta a sud, verso l’Uruguay. Prima vendemmia? Nel 1900, ed era merlot.
Per tre generazioni successive, i Miolo hanno prodotto uva e mosto che hanno venduto alle cooperative più grandi della zona (in Brasile ci sono mille100 produttori di vino), ma arrivati alla quarta decisero che era ora di entrare direttamente nel mercato. Il risultato? In quasi trent’anni, Miolo è arrivata a possedere mille ettari di vigneto (dal Nordeste vicino a Fortaleza, a tutte le zone più pregiate del Sud specie quelle posizionate sui rilievi montuosi dove, global warming permettendo, quest’anno ha pure nevicato!) ed a controllare il 40% dei consumi brasiliani. Chiave del successo, la teutonica determinazione (l’altra grande emigrazione in Brasile, non a caso, è quella tedesca) nel “progetto qualità” affidandosi a winemaker di successo come Michel Rolland e ad una politica di alleanze in giro per il mondo.
Bisognava però non dimenticare le radici.
E’ nato così il vino-icona di Miolo, il “Lote43”, blend di Cabernet sauvignon e Merlot che viene realizzato soltanto nelle annate migliori ed è firmato dall’enologo Adriano Miolo con uve provenienti esclusivamente dalla Vale dos Vinhedos su suoli basaltici.
La vendemmia viene effettuata manualmente: nell’ultima settimana di febbraio per il merlot e nella seconda di marzo per il cabernet. Seguono di raspatura e pressatura e prima della fermentazione si sottrae il 25% della parte liquida per favorire una maggiore estrazione di colore e tannini. Fermentazione alcolica in vasche d’acciaio a temperatura controllata per quindici giorni con rimontaggi quotidiani; alla fermentazione alcolica seguono altri 15-20 giorni di macerazione sulle bucce per incrementare l’estrazione. Malolattica svolta. I vini vengono lavorati separatamente con dodici mesi in barrique nuove di rovere americano e francese (rapporto 70-30); poi l’assemblaggio e infine un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
La produzione è limitata e numerata.
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Al via la terza edizione del Concorso enologico nazionale dei vini rosati promosso dall’Assessorato alle risorse agroalimentari della Regione Puglia

16/04/2014 - Al via la terza edizione del Concorso enologico nazionale dei vini rosati  promosso dall’Assessorato alle risorse agroalimentari della Regione Puglia Fresco e aromatico, il vino rosato italiano è un patrimonio che si fa apprezzare sempre di più: da sorseggiare con l’aperitivo, ma anche da abbinare a un primo piatto o a secondi di carne o pesce. Questa originale proposta enologica è protagonista anche quest’anno del Concorso enologico nazionale di vini rosati promosso dall’assessorato alle Risorse agro-alimentari della Regione Puglia, in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole.
Il concorso è giunto alla terza edizione e vanta già numeri importanti: 292 cantine e oltre 360 etichette partecipanti nel 2013 in rappresentanza di tutte le 20 regioni d’Italia, hanno consacrato l’iniziativa come primo e unico riconoscimento specialistico italiano del settore e punto di riferimento per la filiera del rosato, eccellenza vinicola in costante ascesa.
Testimonial d’eccezione del concorso un’ esperta in grado di esaltare al meglio il connubio tra il vino rosato e le eccellenze della tradizione gastronomica italiana: Palma D’Onofrio, sommelier e maestra di cucina, curatrice del blog ‘SOS Cuoca’ e per anni nello staff degli chef della trasmissione “La prova del cuoco”.
«Siamo onorati e orgogliosi - ha dichiarato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni - di aver creato un concorso in grado di esaltare una qualità enologica, quella del vino rosato made in Italy, che negli ultimi anni ha avuto trend di crescita sempre costanti ed è sempre più apprezzato da giovani e non. Il nostro impegno, anche quest’anno si concentrerà per garantire la promozione dei rosati che conquisteranno i palati dei maggiori esperti, enologi, e sommelier chiamati a giudicare le etichette partecipanti. Abbiamo l’ambizione di essere protagonisti in tutti i sensi e per questo nell’ambito dell’ edizione 2014 il Concorso si fa vetrina di pregio. A giugno infatti nel corso della “Settimana dei rosati” i 18 vini medagliati saranno alla ribalta in 115 enoteche italiane associate all’importante e storico sodalizio Vinarius».
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EXPO 2015: GIOVANNI MANTOVANI ENTRA NEL COMITATO SCIENTIFICO PER IL PADIGLIONE DEL VINO

15/04/2014 - EXPO 2015: GIOVANNI MANTOVANI ENTRA  NEL COMITATO SCIENTIFICO PER IL PADIGLIONE DEL VINO Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, è stato nominato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali, Maurizio Martina, componente del Comitato scientifico del Padiglione del Vino dell'Expo 2015. Il decreto di costituzione del Comitato affida ai membri designati l'elaborazione delle linee strategiche e il compito di valutare le idee progettuali da promuovere nell'ambito del Padiglione del Vino.
Oltre al direttore generale di Veronafiere, fanno parte del Comitato: Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, con funzione di presidente, Raffaele Borriello, vice capo di Gabinetto del Ministero delegato all'Expo 2015, con funzioni di coordinatore, Piero Antinori, presidente Istituto Vino Italiano di Qualità - Grandi Marchi, Diana Bracco, commissario generale di sezione per il Padiglione Italia, Carlo Guerrieri Gonzaga, presidente Comitato Grandi Cru, Ruenza Santandrea, presidente Gruppo Cevico, Lamberto Vallarino Gancia, presidente Federvini, Domenico Zonin, presidente Unione Italiana Vini.
La nomina di Giovanni Mantovani arriva a pochi giorni dall'annuncio, fatto dal Ministro Maurizio Martina, dell?incarico a Vinitaly di realizzare e gestire il Padiglione del Vino, sulla base della convenzione siglata tra Padiglione Italia e Veronafiere. «La scelta di Vinitaly - aveva sottolineato a Vinitaly il Ministro Martina - è una scelta di competenza, esperienza e professionalità, fatta nella consapevolezza che possa assicurare al vino Italiano una importante e adeguata rappresentazione nell'ambito di Expo Milano 2015. Vinitaly è la manifestazione che più di ogni altra ha scandito e accompagnato l?evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale e internazionale, contribuendo negli anni a rendere il vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario».
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IMPARIAMO A DEGUSTARE IL VINO: MOSCATO GIALLO

15/04/2014 - IMPARIAMO A DEGUSTARE IL VINO: MOSCATO GIALLO Tra Calliano e Beseno, in un quadrilatero di poche decine di ettari con condizioni climatiche e podologiche peculiari, si coltiva un clone specifico di Moscato giallo. La concomitanza di tali fattori ha reso possibile l’istituzione di una sottozona della DOC Trentino legata alle particolarità di tale vitigno. Nasce qui il Trentino Doc Superiore Castel Beseno, un vino che si segnala per una particolare piacevolezza, frutto di un'armonia fra acidità e dolcezza, esaltata dall'aromaticità dell'uva e da un leggero appassimento. Da non perdere la degustazione proposta a Palazzo Roccabruna dai sommelier dell’ASPI.
L’Enoteca sarà aperta anche sabato 19 aprile con il consueto orario: 17.00 -22.00. Non ci sarà invece l’appuntamento de “il sabato con il produttore”.

Giovedì 17 aprile, ore 18.00
“I giovedì dell’Enoteca”
Impariamo a degustare il vino: il Trentino doc Superiore Castel Beseno
E’ gradita la prenotazione, tel. 0461887101

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE, LA CINA CHIAMA LA FONDAZIONE MACH

15/04/2014 - LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE, LA CINA CHIAMA LA FONDAZIONE MACH La Fondazione Edmund Mach di San Michele ha rappresentato l’Italia a Pechino, alla tavola rotonda organizzata recentemente nell’ambito di EU-China Trade Project, per discutere dei temi della tracciabilità, della sicurezza alimentare e dei possibili vincoli normativi alla libera commercializzazione del vino e dei distillati tra Unione Europea e Cina.
L'Istituto di San Michele vanta, infatti, una riconosciuta eccellenza a livello internazionale nello sviluppo e validazione di procedure per la caratterizzazione compositiva e la tracciabilità dell'origine botanica e geografica di molti prodotti alimentari, tra cui appunto vino e distillati. Ai partner asiatici offrirà supporto nell'attività di repressione della contraffazione locale delle merci importate, riducendo in questo modo ogni rischio di future limitazioni all'esportazione e libera commercializzazione dei nostri prodotti autentici.
Il progetto ha rappresentato inoltre un'utile piattaforma per permettere ad esperti tecnici cinesi di visitare nei mesi scorsi la Fondazione ed approfondire la conoscenza di questo complesso settore produttivo nazionale.
Sul tema della tutela di queste importanti produzioni tradizionali europee sono intervenuti esperti del settore di entrambe le delegazioni. Per l'Italia era presente Roberto Larcher, responsabile dei laboratori enologici del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach, cui è stato chiesto di fornire un quadro delle più avanzate metodologie analitiche oggi applicabili al controllo compositivo e alla regolazione commerciale di un settore economicamente così cruciale.
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