Lamole di Lamole, Chianti classico Etichetta Bianca Docg 2014: la degustazione

Il borgo diffuso di Lamole, oggi ricompreso in Greve, nel cuore del Chianti classico, una balconata che spazia sulla più storica denominazione italiana, sin dai Romani è stato considerato luogo ideale per la coltivazione della vite e dell’ulivo. I Gherardini vi costruirono un castello per controllare le principali tratte della Toscana e soltanto il boom industriale del fondovalle ha azzerato gran parte del patrimonio agricolo di questa contrada. E’ rimasta però la nomea dei suoi vini che si è mantenuta sino ad oggi, regalandoci Chianti di perfetta struttura, fedeltà al vitigno ed alla tradizione, il tutto supportato da un’indiscutibile eleganza.
Nel 1993 Santa Margherita rilevò una tenuta dal forte retaggio storico (lì nel 1945 venne studiato e selezionato il clone di Sangiovese che poi sarebbe stato protagonista della valorizzazione del Chianti) ben 177 ettari, 57 dei quali a vigneto, oggi a coltivazione totalmente biologica. Quella tenuta, è “Lamole di Lamole” ed il Chianti classico “Etichetta Bianca” rappresenta l’entry-level della collezione pur raggiungendo il prestigioso “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso due anni fa.
Prodotto secondo tradizione – sangiovese più piccole aliquote di altri autoctoni – viene lavorato in acciaio e in botti grandi di rovere per un periodo che varia dai 15 ai 18 mesi. Il risultato è un vino molto ricco, dai profumi immediati al naso di fiori, frutta rossa matura, bosco con note balsamiche. Il palato è molto coerente con l’olfatto: tornano le note floreali e una polpa molto golosa di ciliegia, mora e prugna. Ampio, profondo, di bella struttura e freschezza. Tornano le espressioni balsamiche sul finale. Un Chianti classico estremamente appagante, di piacevolissima beva, sempre invitante.

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