Centomila bottiglie, dodici produttori, con un giro d'affari di oltre un milione di euro: il passito DOC del Vicentino traina l’economia breganzese

Con poco più di 600 ettari a vigneto, Breganze è una piccola DOC, eppure i suoi vini fanno il giro del mondo, perché la qualità non si conta in ettari di superficie ma in perizia ed esperienza enologica che, ai piedi dell'Altopiano di Asiago, si nutrono di secoli di storia viticola, di conoscenza e di attenzione per le peculiarità pedoclimatiche del territorio. Il 10% della superficie vitata, di questa porzione di pedemontana vicentina, è coltivata a Vespaiola, sessanta ettari da cui la viticoltura breganzese riesce a estrarre uno dei suoi prodotti di punta: il Torcolato, un vino che in tutto e per tutto è l'essenza di questo territorio. La resa è molto bassa: da 100 chili di uva vespaiola si ottengono tra i 25 ed i 30 litri di Torcolato, un nettare prezioso, quindi, prodotto in circa 100.000 bottiglie nei vari formati, che raccolgono e conservano i 50.000 litri di vino ottenuto, per un giro d'affari valutato intorno ad 1.500.000 euro.



Con poco più di 600 ettari a vigneto, Breganze è una piccola DOC, eppure i suoi vini fanno il giro del mondo, perché la qualità non si conta in ettari di superficie ma in perizia ed esperienza enologica che, ai piedi dell'Altopiano di Asiago, si nutrono di secoli di storia viticola, di conoscenza e di attenzione per le peculiarità pedoclimatiche del territorio. Il 10% della superficie vitata, di questa porzione di pedemontana vicentina, è coltivata a Vespaiola, sessanta ettari da cui la viticoltura breganzese riesce a estrarre uno dei suoi prodotti di punta: il Torcolato, un vino che in tutto e per tutto è l'essenza di questo territorio. La resa è molto bassa: da 100 chili di uva vespaiola si ottengono tra i 25 ed i 30 litri di Torcolato, un nettare prezioso, quindi, prodotto in circa 100.000 bottiglie nei vari formati, che raccolgono e conservano i 50.000 litri di vino ottenuto, per un giro d'affari valutato intorno ad 1.500.000 euro. Questo vino esportato in tutto il mondo è il frutto del lavoro e della meticolosità di dodici aziende viticole che coprono per collocazione l'intera area della DOC. Ognuna si indentifica per le particolari condizioni pedoclimatiche dei terreni dove coltivano le viti; tutte competono tra loro sul terreno della qualità non solo per il Torcolato ma per ogni altra tipologia.



Dodici Torcolati esprimono nelle loro sensazioni e profumi la storia di chi li produce ed il sapore di una terra. Sensazioni che richiedono tempo per assemblarsi e armonizzarsi: assaggiare Torcolato, pertanto, richiede pazienza e attesa. L'annata 2009, protagonista della Prima, per il disciplinare di produzione potrà essere in commercio a partire dal 31 gennaio 2011, ma l’esperienza suggerisce ai produttori un invecchiamento maggiore, vista anche la longevità del vino. Lo producono: Bastia di Mario Saccardo, Giuseppe Bonollo, Cà Biasi di Innocente Dalla Valle, Cantina Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Gastaldia, Maculan, Firmino Miotti, Vignaioli Contrà Soarda, Vigneto Due Santi, Villa Magna, Vitacchio Cav. Guerrino

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Dall’indagine condotta dall’osservatorio economico di Unaprol emerge che a fronte della sostanziale stabilità delle importazioni di olio extra vergine di oliva del mercato statunitense, si segnalano ottime performance del Giappone (+ 54%) della Russia (+ 63%) e della Cina (quasi il 200%) e del Brasile. Tutti mercati che Unaprol presidia da diversi anni con la collaborazione di Veronafiere – organizzatore, fra l’altro, di SOL (Salone Internazionale dell’Olio Vergine ed Extravergine di Oliva), rassegna annuale che si svolge in concomitanza con Vinitaly -, attraverso progetti di promozione del consumo consapevole di olio extra vergine di oliva I.O.O.% di alta qualità italiana cofinanziati da Unione Europea e Ministero delle Politiche Agricole Alimetari e Forestali. E’ la dimostrazione dell’interesse dei nuovi mercati di consumo per un prodotto come l’olio di oliva ed in particolar modo per la categoria dell’extravergine firmato made in Italy. Con questa motivazione e nel riconoscere l'impegno di chi ha contribuito ad aprire nuovi mercati e nuove frontiere per il made in Italy di qualità nel mondo, la VI edizione del premio internazionale Aipol - Unaprol e città di Puegnagno del Garda: Olivo d’Oro – Salute, Natura, Cultura è stato assegnato quest’anno a Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Il premio gli è stato conferito per aver contribuito con il suo impegno personale a promuovere la cultura dell’olio extra vergine di oliva I.O.O.% alta qualità italiana nel mondo e condiviso con Unaprol e Aipol un grande progetto di crescita delle imprese olivicole italiane sui mercati esteri. (Nella foto il direttore generale di Veronafiere Giovanni Manotavani mente viene premiato dal Presidente della Coldiretti di Brescia, Ettore Prandini, dal sindaco di Puegnago del Garda Adelio Zeni, dai presidente dell'Aipol Silvano Zanelli e dal direttore di Unaprol Ranieri Filo della Torre).


I “FANTASTICI QUATTRO” ALLE GIORNATE DEI FORMAGGI 2010

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50.ma vendemmia per il Pinot Grigio di Santa Margherita, flagship del vino italiano nel mondo. E intanto il gruppo veneto annuncia una crescita dei ricavi del 9%

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ALITALIA SCEGLIE I VINI VENETI DELLA CANTINA PONTE

La compagnia di bandiera – che già alla quinta edizione della Wines on the Wings International Business Class Airline Wine Competition, è risultata essere tra le migliori compagnie aeree per l’offerta di vini – ha deciso di accrescere il prestigio della sua “cantina di bordo”, offrendo ai passeggeri i vini della Cantina trevigiana Ponte. Una realtà con 1.500 soci e 2.000 ettari di vigneti coltivati ed è già testimone straordinario del Veneto in Italia e in Europa: produce 8,2 mln di bottiglie distribuite in 60 province italiane e in 22 stati esteri, per un giro d’affari globale di 16,5 mln di euro


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