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CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE "CIVILTA' DELLO SPUMANTE"

Dopo Francia e Regno Unito, la Terza edizione del Challenge Euposia “Bollicine dal Mondo” – organizzato da Euposia, La Rivista del Vino, con la collaborazione della Banca Popolare di Verona, del Grand Jury Européen, dell’Ais del Veneto, del Vinitaly, della ConfCommercio di Verona e dell’Hotel Corte Valier di Lazise (Vr) – premia la tradizione spumantistica nazionale. Su un lotto di quasi 150 spumanti provenienti da tutti i continenti, si è infatti imposta la Cuvée Privée 1999 “Rinaldo Rinaldi” della pluripremiata Cantina scaligera Villa Rinaldi, precedendo nella classifica generale il Blanc de Blancs 2000 della cantina della Tasmania (Australia) Kreglinger e un Cremant di Bourgogne, il “Leon Bouquet 2007” di Pannier, maison di Epernay (nella Champagne). Il miglior Spumante Metodo Classico Rosè va nel Regno Unito, con Camel Valley Brut (cantina che ha aperto la strada in Inghilterra alla produzione dl vino di alta qualità) , che ha preceduto di un solo punto uno Spumante sudafricano, Boschendal. Al terzo posto si sono classificati a pari merito due Metodi Classici Italiani: un Oltrepo Pavese, Tenuta il Bosco/Gianni Zonin Vineyards, e un TrentoDoc, Cesarini Sforza. Fra i Metodo Classici internazionali, alle spalle di Kreglinger, troviamo la Classic Cuvée 2003 dell’inglese Nyetimber (vincitore assoluto dell’edizione 2009 del Challenge di Euposia e capofila di ben quattro Cantine inglesi presenti al Challenge: Nyetimber, Camel Valley, Denbies e Bolney Estate) e, ancora a pari merito, un Cava spagnolo, l’Hereu Reserva Brut di Raventòs i Blanc, e un’etichetta tedesca: il Riesling Brut 2006, zona del Reno, di Kuenstler. (Click to read more)

CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE
(Giulio Bendfeldt)

Battaglia serrata anche nella sezione dedicata agli Champagne che quest’anno è stata integrata anche da alcuni Cremant (questa la definizione legale degli Spumanti metodo classico prodotti in Francia in zone che non sono inserite nella denominazione Champagne): dalla Borgogna, terra di grandissimi Chardonnay, arriva infatti il vincitore dei transalpini che precede tre Champagne a pari merito: il Blanc de Noir di Pehu Simonet, la Cuvée Orpale della maison De Saint Gall (cantina che già nella passata edizione aveva fatto incetta di premi) e la Selection Brut di Pannier.

Gara molto accesa sul versante italiano, dove una settantina di campioni provenienti da Franciacorta, TrentoDoc, Oltrepo Pavese, Piemonte, Prosecco Docg, Veneto, Friuli, Alto Adige, Lombardia, Campania, Sicilia e Marche si sono sfidati, mostrando una qualità media davvero molto alta. Vince un TrentoDoc, la Riserva Brut 2005 di Endrizzi, davanti ad un autoctono campano, la Falanghina di Feudi di San Gregorio; ad uno spumantista di razza come il veronese Zamuner, con Riserva Mattarana 2004, il Prosecco ExtraBrut 2006 di Bisol ed al gardesano Costaripa col Millesimato 2004.

Il Challenge si è svolto a Lazise, l’8 ed il 9 ottobre scorsi all’Hotel Corte Valier. Le degustazioni si sono svolte rigorosamente alla cieca, sotto la supervisione dell’Ais del Veneto e secondo gli standard del Grand Jury Européen. La commissione unica (quindi tutti i giurati hanno assaggiato tutti i campioni in gara) quest’anno è stata composta da ben dodici membri fra sommelier, enologi e giornalisti (Giampiero Nadali ed Elisabetta Tosi, blogger; Dino Marchi e Bruno Zilio, presidente Ais del Veneto e delegato Ais di Verona; Severino Barzan, del Grand Jury Europeen; Delphine Veissiere, brand ambassador Chateau d’Iquem; David Smith,degustatore Usa ; Luciano Rappo, Cavit; Andrea Dal Cin, Masi Agricola; Lucio Bussi e Beppe Giuliano, giornalisti; Bernardo Pasquali, responsabile per il Veneto della Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club). La premiazione avverrà nel corso di una Cena di Gala, all’inizio del prossimo anno, alla Bottega del Vino di Verona.

Questa la classifica ufficiale del Challenge, con le prime venti posizioni assegnate. Da registrare, anche quest’anno, la forbice assai stretta nei punteggi dei Metodo Classici premiati. Il totale complessivo dei campioni in gara è stato di 145 provenienti da undici Nazioni diverse (Argentina, Austria, Australia, Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda, Russia, Slovenia, Spagna e Sud Africa).


1) Villa Rinaldi, Italia, Cuvèe Privée 1999, Rinaldo Rinaldi pt. 87.22 (Premio Civiltà dello Spumante Banca Popolare di Verona)
2) Kreglinger, Tasmania (Aus), Blanc de Blancs 2000, pt. 86.57 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Internazionali)
3) Pannier, Francia, Cremant de Bourgogne, Leon Bouquet millesimato 2007,. Pt. 86.42 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Francia)
4) Endrizzi, Italia, TrentoDoc, Riserva Brut 2005, Pt. 86.33 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Italia)
5) Pehu Simonet, Francia, Champagne, Blanc de Noir, Pt. 85.85
6) Pannier, Francia, Brut Selection, Pt. 85.85
7) Nyetimber, Regno Unito, Classic Cuvée 2005, Pt. 85.71
8) Feudi San Gregorio, Italia, Falanghina Brut, Pt. 85.66
9) Zamuner, Italia, Riserva Mattarana 2004, Pt. 85.66 (Premio ConfCommercio Verona, Primo Metodo Classico del Veneto)
10) Marques de Gelida, Spagna, Cava DO, Reserva Brut 2008, Pt. 85.57
11) Bisol, Italia, Prosecco Docg, Extra Brut 2006, Pt. 85.55
12) Costaripa, Italia, Millesimato 2004, Pt. 85.55
13) Raventòs i Blanc, Spagna, Cava DO, L'Hereu Reserva Brut 2007, Pt. 85.42
14) Camel Valley, Regno Unito, Brut Rosè, Pt. 85.28 (Primo Premio, Spumanti Metodo Classico, Cat. Rosè)
15) De Saint Gall, Francia, Champagne Res. Orpale, Pt. 85.28
16) Kuenstler, Germania, Riesling Brut 2006, Pt. 85.00
17) Boschendal, Sud Africa, Le Grand Pavillon Rosé, Pt. 84.85
18) Medot, Slovenia, Gradiska Brda, Brut, Pt. 84.57
19) R de Ruinart, Francia, Champagne, Millesimato 2002, Pt. 84.28
20) Zonin, Italia, Tenuta Il Bosco, Oltrepo Pavese, Cruasée Brut, Pt. 84.00







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IL 50° VINITALY DEDICA A GIACOMO TACHIS UNA DEGUSTAZIONE STORICA DEI SUOI VINI

Ci sono uomini cui tanti devono molto e Giacomo Tachis è uno di questi. Uomo raro, intelligente, colto, umile, ironico, ha scritto le pagine fondamentali dell'enologia e della vitivinicoltura italiane moderne. Interprete acuto delle potenzialità del territorio, ha creato vini straordinari, capaci di far scoprire e valorizzare anche regioni enologiche meno conosciute. A lui ed ai suoi vini, che hanno fatto la storia degli ultimi 50 del vino italiano, Vinitaly dedicherà la più importante degustazione della 50ª edizione (10-13 aprile 2016). «Il racconto di ciò che ha creato lo faranno quei produttori che hanno avuto l’intuizione, il privilegio e l’onore di lavorare al suo fianco – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere –. Giacomo Tachis ha rappresentato il Rinascimento dei vini italiani e resterà per sempre nella Storia dell'enologia italiana e nei cuori di quanti lo hanno conosciuto».


Terlano Pinot Bianco 2004: la varietà di punta diventa il vino rarità del 2016

La longevità è una peculiarità che contraddistingue Cantina Terlano a livello nazionale ed internazionale. La cantina, famosa per i suoi bianchi, ogni anno da ormai vent’anni presenta sul mercato una rarità che dimostra inequivocabilmente la grande capacità di invecchiamento dei suoi vini. Nel 2016 Cantina Terlano schiera il Pinot Bianco 2004. Come da copione, l’edizione limitata di quest’anno farà il suo debutto alle principali fiere europee del settore, “ProWein” e “Vinitaly”, dando prova della sua incredibile longevità. “Il Terlano Pinot Bianco è da sempre tra le varietà più importanti della nostra cantina e rispecchia in modo molto espressivo il terroir in cui crescono le uve a Terlano. Pinot bianchi delicati e soprattutto minerali sono il nostro marchio di fabbrica e sono gli ambasciatori della longevità”, afferma l’enologo Rudi Kofler, motivando così la scelta della varietà. Dall’estate scorsa i rari vini bianchi di Terlano invecchiano in una nuova cantina riservata alle rarità, capolavoro architettonico che offre dimora alle 18 botti in acciaio contenenti vini di annate risalenti fino al 1979. “Dopo la vendemmia delle uve avvenuta più di un decennio fa, il Pinot Bianco 2004 è stato dapprima conservato per un anno in botte di legno e poi per dieci anni in una cisterna di acciaio appositamente prodotta per la cantina, dove il vino ha avuto abbastanza tempo per maturare sui lieviti fini prima di invecchiare per un ulteriore anno in bottiglia, fino ad oggi”. Il Pinot Bianco 2004 è il sesto Pinot bianco prodotto da uve monovitigno e presentato sul mercato da quando in cantina si è iniziato con l’imbottigliamento dei vini rarità. Questo vino si presenta sorprendentemente fresco all’olfatto rivelando di continuo nuovi sentori, da aromi fruttati a fragranze leggermente speziate. Al palato è morbido e cremoso, con una struttura acida vivace e giovane che lascia un retrogusto delicato e particolarmente minerale. (Click to read more)


L’export dei vini toscani cresce del +22% a 923 milioni e sorpassa le esportazioni dal Piemonte

Il 2015, per il vino toscano, potrebbe passare alla storia come l’anno del grande sorpasso sul Piemonte per quanto riguarda l’export. Nei primi 9 mesi dello scorso anno, infatti, il commercio estero dei vini toscani è cresciuto del 21.9% (media nazionale 5.4%), superando i 646.4 milioni di euro in valore. Trend che, se confermato anche per l’ultimo trimestre dell’anno, porterebbe l’export toscano alla cifra record di 923.4 milioni di euro. A dirlo Toscana Promozione nel corso della conferenza stampa di presentazione di Buy Wine, l’evento che coinvolgerà 200 produttori toscani e circa 250 buyer internazionali provenienti da 36 Paesi, in programma il 12 e 13 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze. Ad un passo da quello che è stato l’export del Piemonte nel 2014 che però sta perdendo quote, facendo registrare, da gennaio a settembre 2015, un calo di circa il 4% nelle esportazioni. Quello appena concluso è il sesto anno consecutivo di crescita per l’expo dei vini toscani che, per la prima volta nella storia, si avvicinano al miliardo di euro. Una cifra che oggi riesce a superare solo il Veneto, da tempo leader di questa particolare classifica. Dal 2003 ad oggi il commercio estero dei vini toscani è cresciuto del 102.4% in valore, facendo registrare solo due risultati negativi, in concomitanza della crisi economico finanziaria del 2008-2009. Una breve parentesi che, in realtà, ha fatto da preludio ad una delle stagioni più felici per l’export toscano che dal 2009 al 2015 è cresciuto del 81%. Come se non bastasse, peraltro, il risultato del 2015 supera del 89% quello del 2005, ossia della miglior annata per l’export dei vini toscani prima della crisi. Una performance che aumenta il peso toscano sul totale delle esportazioni nazionali passando dal 14.8% del 2014 al 16.7% del 2015. Dato, quest’ultimo, che consolida il terzo posto della Toscana in Italia dopo Veneto e Piemonte, con buone possibilità di conquistare, però, la seconda piazza. (Click to read more)


Venetian Native Grapes: parte da Vinisud-Montpellier la stagione fieristica 2016

Con il marchio collettivo “Venetian Native Grapes” parte da Vinisud (Montpellier, 15-17 febbraio prossimi) la stagione fieristica 2016 per le Cantine venete che fanno dei vitigni autoctoni il loro punto di forza e identità. Queste le Cantine venete coinvolte: Giusti Wine di Nervesa della Battaglia-Treviso; Cantina di Monteforte d’Alpone-Verona; Sacramundi di Chiampo-Vicenza; Sandro de Bruno e Casarotto di Montecchìa di Crosara-Verona e le tre Cantine beriche riunite in Vitevis Sca: Cantina di Gambellara, Colli Vicentini e Cantina Val Leogra. Uno stand collettivo – organizzato dal “Consorzio Lessini Durello Doc” con la collaborazione di Citroën, del blog francese “Le Vin Parfait” e della rivista “Euposia” - e diverse degustazioni guidate aiuteranno il pubblico di Vinisud nella conoscenza di alcuni dei vitigni e delle denominazioni più affascinanti d’Italia: Lessini Durello Doc, dall’autocontono Durella; Prosecco Asolo Docg, dall’autoctono Glera; Amarone Docg , dagli autoctoni Corvina, Rondinella e Molinara. Vinisud “apre” il trittico delle fiere specializzate più importanti in Europa: avviato inizialmente per far conoscere le produzioni del Midi francese si è progressivamente ampliato sino a rappresentare il primo momento annuale di incontro dei buyer internazionali coi vini di tutto il bacino del Mediterraneo. E’ infatti una fiera aperta al solo pubblico professionale e all’edizione precedente ha richiamato 31mila professionisti qualificati da Stati Uniti, Cina e Singapore e Europa. Interessante anche la partecipazione degli operatori dell’horeca francesi (Montpellier è al centro di una vasta regione turistica affacciata sul Golfo del Leone allargandosi sino a Montecarlo ed a Barcellona): Oltralpe, infatti, è il momento dei vini italiani che stanno crescendo nell’interesse dei consumatori con una crescita alla fine dell’anno scorso del 9.4% (novembre 2015 su novembre 2014). E un’attenzione particolare stanno avendo proprio le “bollicine” italiane tanto nel Metodo classico che nello Charmat. Una masterclass presenterà la forza e l'unicità dei vini vulcanici (da Soave-Gambellara sino al massiccio centrale francese ed ai vini delle isole iberiche). I vini del “Venetian Native Grapes” saranno anche protagonisti in due aree di degustazione molto prestigiose all’interno di Vinisud: alla Sparkling Zone e a WineMosaic dove il pubblico potrà assaggiare oltre 450 etichette mediterranee.


Fondazione Edmund Mach: presentate venti nuove varietà di vite

Venti nuove varietà di vite selezionate dai ricercatori della Fondazione Edmund Mach si presentano al mondo vitienologico trentino. Questa mattina ricercatori e produttori si sono dati appuntamento, a San Michele, per degustare e valutare insieme i vini prodotti da questi nuovi genotipi che provengono dalla selezione di oltre 30 mila semenzali e sono il frutto di una paziente ed impegnata attività di miglioramento genetico tradizionale che dura da oltre 10 anni. Si tratta di 12 varietà rosse e otto varietà bianche, coltivate nei vigneti sperimentali di San Michele. (Click to read more)


FISH & CHEF 2016: CENE STELLATE, STREET FOOD, STREET ART E STREET MUSIC

Cene stellate, alla portata dei portafogli di tutti, in alcuni dei più esclusivi hotel e ristoranti del Garda ma anche street food, street art e street music, un evento nell’evento sul lungolago della cittadina di Garda durante il quale alcuni tra i migliori chef del Benaco faranno conoscere (e degustare) le loro creazioni, in un appuntamento che unisce anche arte e musica grazie alla collaborazione con (E)VENTO tra i Salici. Tutto questo e molto altro per l’edizione 2016 di Fish & Chef, la manifestazione in programma dal 21 al 27 aprile in alcune delle più belle località del Garda. L’appuntamento ideato dallo chef stellato Leandro Luppi e da Elvira Trimeloni si prepara infatti a stupire ancora. LE CENE STELLATE FIRMATE FISH & CHEF - Sono 6 le cene gourmet in programma (costo 70 euro, prenotazioni direttamente negli alberghi). Esse toccheranno località dai panorami mozzafiato come Malcesine, Gardone Riviera, Garda, Bardolino e Costermano. A mettersi alla prova con la cucina del pesce di lago saranno alcuni dei più importanti chef internazionali, due dei quali in arrivo dal Giappone. Ad alzare il sipario sull’evento, giovedì 21 aprile, sarà lo chef Luca Marchini (1 stella Michelin) dell’Erba del Re di Modena, protagonista della cena in programma all’Hotel Bellevue San Lorenzo di Malcesine (VR). Il 22 aprile al Grand Hotel Fasano a Gardone Riviera (BS) scenderà in campo Peter Brunel (1 stella Michelin) del ristorante Borgo San Jacopo di Firenze. Domenica 24 aprile, Fish & Chef torna sulla sponda veronese del Garda: all’hotel Acqualux di Bardolino toccherà ad Andrea Berton (1 stella Michelin) del ristorante Berton di Milano. Lunedì 25 aprile al ristorante Villa Fiordaliso di Gardone Riviera (BS) gli ospiti potranno lasciarsi estasiare dai sapori della cucina di Andrea Aprea (1 stella Michelin) del ristorante Vun di Milano. Martedì 26 aprile, all’Hotel Regina Adelaide di Garda (VR) andrà in scena la cucina degli ospiti internazionali di questa edizione: Valentino Palmisano e Kido Toshimizu del Ritz-Carlton di Kyoto, in Giappone. A La Casa degli Spiriti di Costermano, mercoledì 27 aprile, andrà in scena il gran finale a più mani: anche la conclusione dell’edizione 2016 è affidata al Dream Team Lake Garda composto dai top chef del Garda che giocheranno in casa per interpretare i prodotti del loro territorio in una sfida che nel 2015 aveva visto all’opera ben 11 cuochi. (Click to read more)


L'Anteprima della Vernaccia di San Gimignano 2016 celebra il grande enologo Giulio Gambelli

Nell'anno del cinquantesimo anniversario della denominazione di origine Vernaccia di San Gimignano ottenuta, primo vino in Italia, nel 1966, l'undicesima edizione dell'Anteprima della Vernaccia di San Gimignano, organizzata dal Consorzio della Denominazione San Gimignano, si arricchisce di due importanti appuntamenti, entrambi dedicati alla memoria di Giulio Gambelli, l'enologo toscano che ha fatto grande la Toscana del vino. Martedì 16 febbraio, alle ore 18,30 presso l'Hotel Villa San Paolo, il Consorzio della Denominazione San Gimignano ospiterà la premiazione del vincitore del 'Premio nazionale Giulio Gambelli', riconoscimento destinato ai giovani enologi under 35 che meglio incarnano nel loro lavoro la 'gambellianità', istituito da Aset (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e IGP (I Giovani Promettenti, blog network di settore). Giunto alla quarta edizione, il Premio ha registrato quest'anno un autentico boom con oltre trenta candidature giunte da tutta Italia attraverso la segnalazione da parte di giornalisti di settore e le autocandidature. Di queste trenta, diciannove rispettavano i requisiti per essere ammessi alla finale, che si è svolta presso la sede del Consorzio domenica 17 gennaio. I dieci giurati al termine della degustazione hanno scelto l'enologo under 35 che più si avvicina nel suo lavoro all'insegnamento del grande Maestro - rispetto ed esaltazione delle tipicità di ogni singolo vitigno, delle caratteristiche del territorio e delle peculiarità dell'annata vendemmiale – ma il suo nome verrà svelato solo il 16 febbraio dal Presidente di Aset, Stefano Tesi, e dal Segretario del premio, Paolo Pellegrini, insieme alla Presidente del Consorzio della Denominazione San Gimignano, Letizia Cesani, che commenta: “ Giulio Gambelli nel suo lavoro ha sempre avuto un obiettivo, quello di valorizzare nel vino l'autentica espressione del vitigno e del territorio. E questo è particolarmente quando aveva a che fare con i vitigni autoctoni: per noi è importante sostenere questa iniziativa alla sua memoria perchè come produttori di Vernaccia di San Gimignano, vitigno autoctono per eccellenza, ci riconosciamo completamente in questo insegnamento. Il binomio vitigno/territorio, il rispetto delle uve e dell'annata, stanno alla base della nostra filosofia produttiva.” (Click to read more)


Mark Kermode è il nuovo direttore export di Cantine Settesoli

Cantine Settesoli, la più grande azienda vitivinicola siciliana, cooperativa composta da 2000 soci viticoltori, dal 1° gennaio 2016 ha un Direttore Export. Si tratta dell’inglese Mark Kermode, classe 1963, nato a Redhill (Londra). Esperto del mercato del vino italiano – ha vissuto in Italia per 20 anni – è laureato in chimica, ha conseguito un master di Food Science, per 10 anni è stato capo buyer vino, specialista di vini italiani, presso la prestigiosa catena di Supermarket inglesi Sainsbury’s. Per 19 anni è stato direttore acquisti e vendite vino (Commercial Director) e membro del board di Enotria, una delle più grandi agenzie di importazione e distribuzione di vino del Regno Unito. (Click to read more)


Trentodoc sulle Dolomiti Val di Fassa

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Trentodoc in Val di Fassa, in versione invernale. Dal 4 al 7 febbraio sono 15 gli eventi che animeranno tutto il territorio delle Dolomiti di Fassa: bar, enoteche e ristoranti proporranno menù particolari e interpretazioni culinarie studiate per esaltare le caratteristiche organolettiche delle bollicine di montagna trentine. Qualche esempio? Trentodoc nei ristoranti stellati per una cucina ricercata, guidata da rinomati chef della Val di Fassa; le sfiziose proposte dei menù del territorio con abbinamenti tipici, biologici, a Km 0 e legati alla tradizione, e perché no? anche con le ostriche e la cucina della mamma. Non mancheranno le proposte più insolite: Trentodoc durante il momento del brunch o con la pizza e la piadina, che sorprenderanno anche i palati più raffinati. Ultimo, ma non ultimo, il momento dell’aperitivo, una gradevole pausa prima della cena o dopo una giornata di sci (qualche esempio: Trentodoc con la tradizione ladina del Marascon, con i salumi e formaggi locali, o con le polpette!). (Click to read more)


Lambrusco: un Distretto per combattere il plagio spagnolo. Summit da Emilia Wine per difendere le denominazioni italiane

Un distretto del Lambrusco per difendersi dai tentativi, quelli tentati, in essere e in quelli che certamente ancora arriveranno, di plagio del vino rosso frizzante più famoso del mondo, vera bandiera del made-in-Italy, ma – soprattutto – motore economico di assoluta rilevanza. Perché il Lambrusco significa 8mila famiglie di viticultori attivi, 15mila500 ettari vitati, oltre 180 milioni di bottiglie vendute in 52 Paesi del mondo ed un giro d’affari di 570 milioni di euro, oltre 300 fatturati all’estero, 46 cantine private e 20 cantine sociali. Numeri sufficienti a reggere un’economia quando le cose vanno male negli altri comparti – oppure quando arriva un terremoto e un’alluvione, purtroopo nel biennio 2012-2014 –, ma anche a scatenare l’interesse di quei produttori che, bravissimi nel realizzare cisterne di vini a basso prezzo, cercano di conquistare valore aggiunto prendendolo “a prestito” da altri. E’ il caso dei produttori spagnoli interessati a far lievitare il valore del loro vino sfuso, aggrappandosi a tutte le possibili scappatoie ammesse dal regolamento europeo: già bocciati una volta per utilizzo illegittimo del nome Lambrusco dalla Corte spagnola che sovrintende ai marchi e brevetti, oggi ci riprovavano utilizzando le lobby di Bruxelles. La minaccia si nasconde in un documento di lavoro fatto circolare dalla Commissione Ue nel settembre scorso dove viene indicato che, in nome della semplificazione, si vogliono rivedere le regole e portare a una sostanziale liberalizzazione dell’uso dei nomi fino ad oggi riservati solo ad alcuni vini, quelli il cui nome non è strettamente collegato ad un luogo. Quindiu se un produttore spagnolo coltiva Lambrusco e lo vinifica, può indicare in etichetta Lambrusco. Nel labirinto di regole e normative europee, si stabilisce che "per Denominazione di Origine si intende un nome connesso per geografia o per storia a un paese, a una località". Ovvero: per i produttori di Barolo e Barbaresco, ad esempio, non c’è alcun problema, perché le vigne sono in gran parte nei Comuni che si chiamano Barolo e Barbaresco. Ma paesi e località chiamati Lambrusco, Barbera, Primitivo, eccetera non esistono. Per evitare problemi il Consorzio del Prosecco ha allargato la zona di produzione fino al Friuli, per poter incorporare Prosecco, una frazione di Trieste. A Scandiano si è messo il cartello Lambrusco a una località senza nome, ma la decisione è arrivata fuori tempo massimo.. Il premio? Conquistare i nuovi mercati, dove la conoscenza del vino è limitata, e dove basta indicare Lambrusco per conquistare i consumatori. Centinaia di milioni di euro, insomma. Emilia Wine sabato 30 gennaio ha chiamato a raccolta produttori, sindaci della “Lambusco-valley”, la politica regionale emiliana, Paolo de Castro, uno degli europarlamentari più preparati nell’agroalimentare, e il ministro Martina. (Click to read more)







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