Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Cliccando su "Ok" acconsenti all'uso dei cookie.

OK

CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE "CIVILTA' DELLO SPUMANTE"

Dopo Francia e Regno Unito, la Terza edizione del Challenge Euposia “Bollicine dal Mondo” – organizzato da Euposia, La Rivista del Vino, con la collaborazione della Banca Popolare di Verona, del Grand Jury Européen, dell’Ais del Veneto, del Vinitaly, della ConfCommercio di Verona e dell’Hotel Corte Valier di Lazise (Vr) – premia la tradizione spumantistica nazionale. Su un lotto di quasi 150 spumanti provenienti da tutti i continenti, si è infatti imposta la Cuvée Privée 1999 “Rinaldo Rinaldi” della pluripremiata Cantina scaligera Villa Rinaldi, precedendo nella classifica generale il Blanc de Blancs 2000 della cantina della Tasmania (Australia) Kreglinger e un Cremant di Bourgogne, il “Leon Bouquet 2007” di Pannier, maison di Epernay (nella Champagne). Il miglior Spumante Metodo Classico Rosè va nel Regno Unito, con Camel Valley Brut (cantina che ha aperto la strada in Inghilterra alla produzione dl vino di alta qualità) , che ha preceduto di un solo punto uno Spumante sudafricano, Boschendal. Al terzo posto si sono classificati a pari merito due Metodi Classici Italiani: un Oltrepo Pavese, Tenuta il Bosco/Gianni Zonin Vineyards, e un TrentoDoc, Cesarini Sforza. Fra i Metodo Classici internazionali, alle spalle di Kreglinger, troviamo la Classic Cuvée 2003 dell’inglese Nyetimber (vincitore assoluto dell’edizione 2009 del Challenge di Euposia e capofila di ben quattro Cantine inglesi presenti al Challenge: Nyetimber, Camel Valley, Denbies e Bolney Estate) e, ancora a pari merito, un Cava spagnolo, l’Hereu Reserva Brut di Raventòs i Blanc, e un’etichetta tedesca: il Riesling Brut 2006, zona del Reno, di Kuenstler. (Click to read more)

CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE
(Giulio Bendfeldt)

Battaglia serrata anche nella sezione dedicata agli Champagne che quest’anno è stata integrata anche da alcuni Cremant (questa la definizione legale degli Spumanti metodo classico prodotti in Francia in zone che non sono inserite nella denominazione Champagne): dalla Borgogna, terra di grandissimi Chardonnay, arriva infatti il vincitore dei transalpini che precede tre Champagne a pari merito: il Blanc de Noir di Pehu Simonet, la Cuvée Orpale della maison De Saint Gall (cantina che già nella passata edizione aveva fatto incetta di premi) e la Selection Brut di Pannier.

Gara molto accesa sul versante italiano, dove una settantina di campioni provenienti da Franciacorta, TrentoDoc, Oltrepo Pavese, Piemonte, Prosecco Docg, Veneto, Friuli, Alto Adige, Lombardia, Campania, Sicilia e Marche si sono sfidati, mostrando una qualità media davvero molto alta. Vince un TrentoDoc, la Riserva Brut 2005 di Endrizzi, davanti ad un autoctono campano, la Falanghina di Feudi di San Gregorio; ad uno spumantista di razza come il veronese Zamuner, con Riserva Mattarana 2004, il Prosecco ExtraBrut 2006 di Bisol ed al gardesano Costaripa col Millesimato 2004.

Il Challenge si è svolto a Lazise, l’8 ed il 9 ottobre scorsi all’Hotel Corte Valier. Le degustazioni si sono svolte rigorosamente alla cieca, sotto la supervisione dell’Ais del Veneto e secondo gli standard del Grand Jury Européen. La commissione unica (quindi tutti i giurati hanno assaggiato tutti i campioni in gara) quest’anno è stata composta da ben dodici membri fra sommelier, enologi e giornalisti (Giampiero Nadali ed Elisabetta Tosi, blogger; Dino Marchi e Bruno Zilio, presidente Ais del Veneto e delegato Ais di Verona; Severino Barzan, del Grand Jury Europeen; Delphine Veissiere, brand ambassador Chateau d’Iquem; David Smith,degustatore Usa ; Luciano Rappo, Cavit; Andrea Dal Cin, Masi Agricola; Lucio Bussi e Beppe Giuliano, giornalisti; Bernardo Pasquali, responsabile per il Veneto della Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club). La premiazione avverrà nel corso di una Cena di Gala, all’inizio del prossimo anno, alla Bottega del Vino di Verona.

Questa la classifica ufficiale del Challenge, con le prime venti posizioni assegnate. Da registrare, anche quest’anno, la forbice assai stretta nei punteggi dei Metodo Classici premiati. Il totale complessivo dei campioni in gara è stato di 145 provenienti da undici Nazioni diverse (Argentina, Austria, Australia, Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda, Russia, Slovenia, Spagna e Sud Africa).


1) Villa Rinaldi, Italia, Cuvèe Privée 1999, Rinaldo Rinaldi pt. 87.22 (Premio Civiltà dello Spumante Banca Popolare di Verona)
2) Kreglinger, Tasmania (Aus), Blanc de Blancs 2000, pt. 86.57 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Internazionali)
3) Pannier, Francia, Cremant de Bourgogne, Leon Bouquet millesimato 2007,. Pt. 86.42 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Francia)
4) Endrizzi, Italia, TrentoDoc, Riserva Brut 2005, Pt. 86.33 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Italia)
5) Pehu Simonet, Francia, Champagne, Blanc de Noir, Pt. 85.85
6) Pannier, Francia, Brut Selection, Pt. 85.85
7) Nyetimber, Regno Unito, Classic Cuvée 2005, Pt. 85.71
8) Feudi San Gregorio, Italia, Falanghina Brut, Pt. 85.66
9) Zamuner, Italia, Riserva Mattarana 2004, Pt. 85.66 (Premio ConfCommercio Verona, Primo Metodo Classico del Veneto)
10) Marques de Gelida, Spagna, Cava DO, Reserva Brut 2008, Pt. 85.57
11) Bisol, Italia, Prosecco Docg, Extra Brut 2006, Pt. 85.55
12) Costaripa, Italia, Millesimato 2004, Pt. 85.55
13) Raventòs i Blanc, Spagna, Cava DO, L'Hereu Reserva Brut 2007, Pt. 85.42
14) Camel Valley, Regno Unito, Brut Rosè, Pt. 85.28 (Primo Premio, Spumanti Metodo Classico, Cat. Rosè)
15) De Saint Gall, Francia, Champagne Res. Orpale, Pt. 85.28
16) Kuenstler, Germania, Riesling Brut 2006, Pt. 85.00
17) Boschendal, Sud Africa, Le Grand Pavillon Rosé, Pt. 84.85
18) Medot, Slovenia, Gradiska Brda, Brut, Pt. 84.57
19) R de Ruinart, Francia, Champagne, Millesimato 2002, Pt. 84.28
20) Zonin, Italia, Tenuta Il Bosco, Oltrepo Pavese, Cruasée Brut, Pt. 84.00







Condividi Lascia il tuo commento 0 commenti

 
Sfoglia l'archivio

OSSERVATORIO PAESI TERZI: IN CINA ITALIA CRESCE MA COMPETITOR SI ALLONTANANO

L’Italia del vino chiude il 2016 con un record di vendite in Cina (+32,7%, 120,2mln di euro) ma le distanze con i competitor paradossalmente aumentano. Tanto che – secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Paesi terzi curato da Business Strategies e Nomisma Wine Monitor – il totale dei rossi Dop italiani venduti nel gigante asiatico vale dieci volte meno delle importazioni del solo Bordeaux francese. E sui ‘fermi imbottigliati’ la crescita italiana nel 2016 in termini di valore è di 3 volte inferiore ad Australia e Francia, mentre aumenta le distanze anche il Cile. “Auspichiamo che la visita di Stato in Cina del Presidente della Repubblica Mattarella assieme alla delegazione italiana possa rivelarsi importante anche nell’ottica delle relazioni commerciali in favore del vino made in Italy – ha detto la ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta –. In Cina paghiamo un ritardo importante sulla promozione del nostro prodotto ma risentiamo anche dell’ingresso a dazio zero dei vini cileni e neozelandesi, oltre a quelli dell’Australia che oggi beneficia di dazi agevolati e che dal 2019 vedrà anch’essa azzerate le barriere commerciali”. Per il responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantini: “La crescita delle importazioni di vino italiano in Cina nel 2016 è rilevante specie sui vini fermi imbottigliati, che segnano un +39,1% sul 2015 e passano da 74,4mln a 103,5mln di euro (+29,1mln di euro). Ma le distanze aumentano anziché diminuire, nonostante l’Italia fissi la miglior performance in termini percentuali tra i Paesi produttori. In valore assoluto infatti la Francia, che domina a 874,3mln di euro, registra nel 2016 una crescita di 92mln di euro e ancora meglio fa l’Australia, con un incremento di quasi 95mln”. (Click to read more)


Ai Campionati della Cucina Italiana FIC ha vinto lo spirito di squadra

Per quattro giorni gli iscritti alla FIC Federazione Italiana Cuochi, la realtà associativa professionale legata al food più importante sul territorio nazionale, hanno condiviso lavoro, passione, sacrificio, emozioni, impegno, gioia, conquiste e crescita ai Campionati della Cucina Italiana che si sono svolti a Rimini nell'ambito di Beer Attraction, la fiera internazionale dedicata alle specialità birrarie, birre artigianali, food e tecnologie ospitata da IEG Italian Exhibition Group - Fiera di Rimini. I Campioni d'Italia 2017 • Categoria Artistica D1: ENRICO CHIRICO • Categoria Artistica D2: STEFANO FANTOZZI • Categoria Artistica D1 Live: ANTONINO FERRARO • Cucina Fredda Culinary Art: PAOLO BRESCIANI • Cucina Calda individuale Categoria K1 JUNIOR (piatto unico della cucina mediterranea): GIULIA CANNEVA • Cucina Calda individuale Categoria K1 SENIOR (piatto unico della cucina mediterranea): FRANCESCO CINQUEPALMI • Cucina Calda individuale Categoria K2 JUNIOR (Ricetta originale della tradizione italiana): NICCOLO' STACCOLI • Cucina Calda individuale Categoria K2 SENIOR (Ricetta originale della tradizione italiana): PAOLO ROSETTI • Cucina Calda individuale Categoria K3 JUNIOR (Pastry Art): MELANIA DEL POPOLO • Cucina Calda individuale Categoria K3 SENIOR (Pastry Art): DOMENICO LACEDONIA • Cucina Fredda a squadre: 1° classificato TEAM CAMPANIA • Cucina Calda a squadre: 1° classificato TEAM TOSCANA • Cucina Calda / Fredda combinata a squadre: 1° classificato TEAM PALERMO - 2° classificato EQUIPE EMILIA ROMAGNA (click to read more)


PLANETA INIZIA IL 2017 PIANTANDO ALTRI 13 MILA ALBERI DI OLIVO A CAPPARRINA (MENFI)

«Il mare di Sicilia, le colline di Menfi ed un grande oliveto: così si completa un bel progetto, grazie a cui la terra si copre di alberi e l’ambiente respira. Abbiamo iniziato - raccontano in una lettera aperta Alessio, Francesca e Santi Planeta - il nostro 2017 piantando altri 13 mila alberi di olivo a Capparrina (Menfi), altri 50 ettari che si aggiungono ai 100 già esistenti, formando un oliveto a corpo unico tra i più estesi in Sicilia. La coltivazione dell’olivo e la produzione dell’olio fanno parte da sempre delle nostre tradizioni familiari. Per secoli si è trattato solo di una produzione riservata al consumo della famiglia e delle tante persone che nel tempo hanno vissuto e lavorato con noi. Il prezioso oro verde si traeva da un unico vecchio impianto, quello plurisecolare dell’Ulmo, da sempre curato e coltivato con grande cura e rispetto. Dal 1998 invece, la produzione dell’olio è diventata un progetto che si è affiancato a quello del vino con pari dignità. La collina di Capparrina pian piano si è coperta di verde e di piante che ne accrescono la bellezza e il fascino: racchiusa tra due piccoli fiumi ed il mare, affacciata sulle bianche spiagge di Menfi, impone adesso il suo fascino a chi si affaccia sulla costa tra Capo San Marco e Selinunte. Est e ovest della collina sono ora coperti dagli alberi. Il sud - di fronte al mare - è una grande macchia di piante mediterranee a protezione della costa, un’oasi in cui convivono rari esemplari di flora, dalla palma nana ai gigli di mare, e trova un habitat naturale la fauna selvatica, dagli istrici alle upupe a vari rapaci notturni e diurni; è il luogo di passaggio delle grandi migrazioni, dove quasi ogni anno depongono le uova le tartarughe di mare Caretta Caretta. Piantare olivi ha chiaramente un fortissimo valore ambientale. Quest’albero sempreverde, simbolo della nostra identità culturale, è anche il vero alleato mediterraneo di chi ha amore per l’ambiente e di chiunque coltivi la propria terra con un’idea di agricoltura sostenibile e duratura». (Click to read more)


ANTEPRIMA SAGRANTINO: 4 STELLE ALL’ANNATA 2013 E OTTIME PREVISIONI PER IL 2016

Riflettori puntati sull’annata 2013: quattro stelle, stando al parere dei tecnici che hanno avuto modo di confrontarsi con vini interessanti, dai buoni colori, con pH leggermente elevati e tannini morbidi. Caratteristiche che ne garantiscono un’ottima qualità, nonostante le difficoltà sopraggiunte dal punto di vista climatico. Positivo il parere sulla vendemmia 2016, sia per il Montefalco Sagrantino DOCG sia per il Montefalco Rosso DOC. Ci si attende un’annata caratterizzata da vini eleganti e setosi, con un’ottima struttura, una componente acida molto interessante e destinati a lungo invecchiamento. Oltre a garantire delle ottime prospettive qualitative, il 2016 ha segnato un exploit significativo per il territorio di Montefalco anche dal punto di vista della produzione e delle vendite. Rispetto al 2013, la produzione del Montefalco Sagrantino DOCG ha vissuto un aumento del 207% con 2,5 milioni di bottiglie potenziali, mentre il Montefalco DOC ha registrato una crescita dell’82% con 4 milioni di bottiglie potenziali. Sempre rispetto al 2013, quest’anno l’andamento delle vendite tocca un +19% per il Montefalco Sagrantino DOCG e un +28% per il Montefalco DOC. Il valore dell'export si assesta intorno al 60% sui principali mercati di destinazione: USA (25%), Germania (12%), Cina (7%), Svizzera (4%), Inghilterra (4%), Danimarca (4%), Giappone (4%), Canada (4%), Olanda (4%), Belgio (4%), Hong Kong (2%), Austria, Australia, Finlandia, Svezia, Polonia, Russia, Lussemburgo, Brasile, Lettonia, Irlanda, Taiwan, Francia, Thailandia, Norvegia, Repubblica Ceca, Repubblica Domenicana e Corea. Sviluppo dell’area. L’incremento dell’occupazione nell’area del Sagrantino si è attestata intorno al 3%. Nell’ultimo anno, inoltre, il Comune di Montefalco ha registrato +14% di attività produttive. I vini di Montefalco rappresentano, a livello quantitativo, il 16,7% della produzione di vino in Umbria: 6,3% è la quota di Montefalco Sagrantino DOCG e 10,4% quella del Montefalco DOC. Nell’area del Montefalco Sagrantino DOCG per l’anno 2016, inoltre, sono state 140mila le presenze turistiche registrate. Risultato ottenuto soprattutto grazie allo sviluppo del modello montefalchese di valorizzazione della filiera vitivinicola: “La cultura rappresenta per il nostro territorio un elemento fondamentale – spiega Donatella Tesei, Sindaco di Montefalco – Le politiche di valorizzazione attuate negli anni hanno contribuito a cementare il rapporto tra arte e produttori, trasformando il loro contributo in un impegno partecipativo e costante”. In questa terza edizione di Anteprima Sagrantino sono circa 200 le etichette in degustazione per 150 operatori del settore e 50 giornalisti provenienti da 15 Paesi del mondo. (click to read more)


DA REGIONE VENETO IN ARRIVO 6 MLN DI EURO PER NUOVI INVESTIMENTI NEL SETTORE VITIVINICOLO – DOMANDE ENTRO IL 7 APRILE

Ammontano a oltre 6 milioni di euro le risorse finanziarie che la Regione Veneto mette a disposizione quest’anno per le aziende del settore vitivinicolo che investono nel miglioramento dei propri impianti e Infrastrutture e nella filiera di trasformazione e commercializzazione. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, ha dato il via libera all’erogazione dei fondi, fissando al prossimo 7 aprile il termine per la presentazione delle domande di contributo. Il provvedimento passa ora all’esame della terza commissione del Consiglio regionale per l‘esame di competenza, prima della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale. (Click to read more)


Domenica 5 marzo a Lazise (Verona) la nona edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto: più di 120 vini in libera degustazione

La nona edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto si svolgerà domenica 5 marzo a Lazise, nel cuore dell’area di produzione, sulla riviera veronese del lago di Garda. Di scena, nel trecentesco edificio della Dogana Veneta, affacciata sul porticciolo, 41 produttori che alle proprie postazioni porranno degustazione complessivamente 124 vini, provenienti in prevalenza dall’annata 2016 ma, nel caso del Bardolino, anche dalla 2015, considerato che sono sempre più numerosi i vignaioli del territorio che scelgono di allungare i tempi di uscita sul mercato dei loro vini, per giocare la carta dell’eleganza. Più in dettaglio, saranno a disposizione del pubblico 43 etichette di Bardolino Chiaretto, 17 di Chiaretto Spumante, 37 di Bardolino della vendemmia 2016, 27 dell’annata 2015, con qualche aggiunta anche di vini di millesimi precedenti. La manifestazione, organizzata dal Consorzio di tutela del Bardolino e dal Comune di Lazise, con il sostegno del Banco BPM – Divisione Banca Popolare di Verona, è ad ingresso libero. L’orario di apertura va dalle 10 alle 18. Per la stampa specializzata è a disposizione una sala degustazioni nell’adiacente palazzina dell’ex biblioteca civica. La doc del Bardolino, che interessa 3 mila ettari di vigneto distribuiti su sedici comuni del Garda veronese e del suo entroterra, è stata riconosciuta, tra le prime in Italia, nel 1968. La produzione totale è intorno ai 28 milioni di bottiglie, di cui 10 milioni nella tipologia Chiaretto (erano 4,5 milioni otto anni fa), che nella sua nuova interpretazione più chiara e più orientata a note agrumate e floreali sta conquistando nuovi mercati, sino a pochi anni fa inesplorati per il mondo vinicolo bardolinese. Oltre i 100 milioni di euro il giro d’affari complessivo, cui andrebbe peraltro sommato il fortissimo indotto turistico derivante dalla produzione vinicola, che vede flussi crescenti di visitatori sul Garda orientale, accolti anche in strutture enoturistiche collocate presso le cantine. “Negli ultimi anni – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Franco Cristoforetti – il Chiaretto è diventato l’ambasciatore della nostra area vinicola, aprendo nuove prospettive di mercato, ad esempio in Scandinavia, negli Stati Uniti o nel Canada e affermandosi come il principale vino rosato italiano a menzione geografica. Una crescita cui ha fatto riscontro anche il riconoscimento della critica internazionale: varie etichette di Chiaretto hanno ottenuto rating pari o superiori alla fatidica quota di 90 centesimi, raramente attribuita a dei rosé. Per il Bardolino, si è costituito presso il Consorzio di tutela un gruppo di lavoro di una quindicina di aziende che si sta impegnando nella riscoperta delle prerogative organolettiche delle microzone interne alla nostra ampia area di produzione, con l’obiettivo di tornare a valorizzare le peculiarità territoriali già note a fine Ottocento, quando il Bardolino era esportato nei grandi hotel svizzeri, dove era venduto insieme con i rossi di Borgogna”. (Click to read more)


GRENACHES DU MONDE 2017: ORO E ARGENTO PER IL TAI ROSSO

Si è conclusa in Sardegna la V edizione del Concorso Internazionale dedicato al grenache. Per il Consorzio Vini Colli Berici Vicenza la prima medaglia d'oro con Montemitorio Tai Rosso Colli Berici Doc 2015 dell'azienda Dal Maso. Medaglia d'oro e medaglia d'argento per il Tai Rosso alla quinta edizione del Grenaches du Monde 2017. Il Concorso Internazionale itinerante, promosso dal Conseil interprofessionnel des vins du Roussillon (Civr) si è concluso sabato 11 febbraio in Sardegna. Per il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza è un risultato importante, si tratta infatti della prima medaglia d'oro ricevuta al Concorso. Ad aggiudicarsi le medaglie due vini dell'Azienda Dal Maso: sul gradino più alto è salito Montemitorio Tai Rosso Colli Berici Doc 2015, a seguire il Colpizzarda Tai Rosso Colli Berici DOC 2013. I nomi dei vincitori sono stati annunciati durante la serata La notte dei Grenaches organizzata a Cagliari nei locali dell'ex Manifattura Tabacchi. In giuria c'erano 100 professionisti del mondo del vino che hanno premiato 213 vini tra i 684 campioni analizzati. Le etichette provenivano da 8 diversi paesi. Tra i riconoscimenti, 104 sono state le medaglie d'oro, 87 quelle d'argento e 22 quelle di bronzo. All'Italia, pari merito con la Francia, sono andate in tutto 51 medaglie. Alla Spagna ne sono invece state assegnate 108. (Click to read more)


La Versa: cantina di Soave non presenterà un rilancio della propria offerta. Trentini: «Auguro i successi che meritano»

Cantina di Soave, coerente con la serietà e la solidità che la contraddistinguono, ha deciso in breve tempo di presentare una concreta proposta di acquisto e di rilancio di Santa Maria La Versa, formalizzata definitivamente i primi giorni di gennaio. La decisione è maturata dopo che la prima asta indetta dal tribunale è andata deserta, chiaro segnale che il territorio non era pronto o disposto a prendere in mano le sorti di Santa Maria La Versa e di valorizzare il suo potenziale. Così Cantina di Soave ha deciso di scendere in campo, ma con una formula che uscisse da quella speculativa dell'asta e che allo stesso tempo ponesse gli eventuali interessati nella condizione di non poter giocare a ribasso a scapito dei produttori. La proposta presentata da Cantina di Soave è a tutti nota ed è stata il punto di riferimento per chi ha ritenuto di presentare l'ultimo giorno un esiguo rilancio: altre realtà infatti hanno ora deciso di entrare in gioco. Alla luce di questo, è probabile che Cantina di Soave scelga di non muovere ulteriori passi nella direzione di Santa Maria La Versa. «Una volta valutata la possibilità di acquisire La Versa - commenta il Presidente di Cantina di Soave Attilio Carlesso - il Consiglio di Amministrazione ha deciso, all'unanimità e in un'unica seduta, di presentare la proposta di acquisto poiché, considerata la nostra stabilità finanziaria, potremmo senz'altro investire nel rilancio dell'azienda. Nei prossimi giorni, da una parte valuteremo quale sarebbe il potenziale di La Versa in sinergia con i nostri affermati marchi, dall'altra ci guarderemo bene dal costituire elemento di rottura all'interno dell'Oltrepò». (Click to read more)


Col Vetoraz: il fatturato sale a 9,5 milioni

Tempo di bilanci per l’azienda di Valdobbiadene: la quantità di uva vinificata, per scelta aziendale esclusivamente DOCG, raggiunge i 2.198.000 kg, da cui vengono selezionati 1.000.000 lt che consentono la produzione di 1.200.000 bottiglie l’anno, pari a un fatturato che oggi arriva a 9.500.000 euro.   Le uve raccolte provengono tutte dalla fascia pedemontana collinare compresa tra Valdobbiadene e Rolle, l’area più vocata alla coltivazione eroica della Glera e dove la vendemmia viene eseguita rigorosamente a mano. Ai 20 ettari di proprietà si aggiungono le uve provenienti da 65 viticoltori selezionati che hanno aderito ad un programma coordinato dall’agronomo e socio Paolo De Bortoli e che partecipano a quattro incontri aziendali di formazione e confronto distribuiti nell’arco dell’anno. (Click to read more)


Mondodelvino Spa: fatturato a più 9%, superata la soglia dei 100 milioni ¤

Il 2016 sarà indubbiamente un anno da ricordare per Mondodelvino Spa,  il gruppo dislocato tra Forlì e Priocca (CN) che oggi amministra circa 20 brand dalle regioni vinicole più vocate d’Italia. Con 36,3 milioni di litri imbottigliati tra Piemonte e Romagna (+0,7% rispetto al 2015), nel 2016 il fatturato del core business aziendale è cresciuto del 9%, per un guadagno complessivo di 100,5 milioni di euro.   “Un risultato che ci dà grandi soddisfazioni - commenta l’amministratore Alfeo Martini – confermando la posizione di Mondodelvino SpA ai vertici delle aziende vitivinicole italiane, dopo l’ingresso nella classifica  delle top 20 stilata da Mediobanca nel 2014”. Per quanto riguarda le esportazioni, performance promettenti vengono da alcuni mercati in crescita come la Russia, che ha registrato un aumento del fatturato di +270%, seguita da Brasile (+250% ), Ucraina (+150%) e Corea del Sud (+120%). Trend positivo anche per i mercati già consolidati, partendo da Belgio e Finlandia, rispettivamente +38% e +42%,  seguiti da Irlanda (+37%), Austria (+32%), Svizzera (+11%), Cina (+8%)e dai mercati UK & USA, che crescono complessivamente del +6%. Sostenibilità economica quindi ma anche e soprattutto sostenibilità ambientale: nel 2016 infatti Mondodelvini SpA ha ottenuto la certificazione ISO 14001:2015, riferimento internazionale nella gestione ambientale delle aziende per promuovere e implementare  l’ottimizzazione di risorse come acqua, luce ed energia. (Click to read more)







l'Adige



Villa Rinaldi Giusti Aqualux WWM Asia VINEXPO 2017 WWM AMERICA