CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE "CIVILTA' DELLO SPUMANTE"

Dopo Francia e Regno Unito, la Terza edizione del Challenge Euposia “Bollicine dal Mondo” – organizzato da Euposia, La Rivista del Vino, con la collaborazione della Banca Popolare di Verona, del Grand Jury Européen, dell’Ais del Veneto, del Vinitaly, della ConfCommercio di Verona e dell’Hotel Corte Valier di Lazise (Vr) – premia la tradizione spumantistica nazionale. Su un lotto di quasi 150 spumanti provenienti da tutti i continenti, si è infatti imposta la Cuvée Privée 1999 “Rinaldo Rinaldi” della pluripremiata Cantina scaligera Villa Rinaldi, precedendo nella classifica generale il Blanc de Blancs 2000 della cantina della Tasmania (Australia) Kreglinger e un Cremant di Bourgogne, il “Leon Bouquet 2007” di Pannier, maison di Epernay (nella Champagne). Il miglior Spumante Metodo Classico Rosè va nel Regno Unito, con Camel Valley Brut (cantina che ha aperto la strada in Inghilterra alla produzione dl vino di alta qualità) , che ha preceduto di un solo punto uno Spumante sudafricano, Boschendal. Al terzo posto si sono classificati a pari merito due Metodi Classici Italiani: un Oltrepo Pavese, Tenuta il Bosco/Gianni Zonin Vineyards, e un TrentoDoc, Cesarini Sforza. Fra i Metodo Classici internazionali, alle spalle di Kreglinger, troviamo la Classic Cuvée 2003 dell’inglese Nyetimber (vincitore assoluto dell’edizione 2009 del Challenge di Euposia e capofila di ben quattro Cantine inglesi presenti al Challenge: Nyetimber, Camel Valley, Denbies e Bolney Estate) e, ancora a pari merito, un Cava spagnolo, l’Hereu Reserva Brut di Raventòs i Blanc, e un’etichetta tedesca: il Riesling Brut 2006, zona del Reno, di Kuenstler. (Click to read more)

CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE
(Giulio Bendfeldt)

Battaglia serrata anche nella sezione dedicata agli Champagne che quest’anno è stata integrata anche da alcuni Cremant (questa la definizione legale degli Spumanti metodo classico prodotti in Francia in zone che non sono inserite nella denominazione Champagne): dalla Borgogna, terra di grandissimi Chardonnay, arriva infatti il vincitore dei transalpini che precede tre Champagne a pari merito: il Blanc de Noir di Pehu Simonet, la Cuvée Orpale della maison De Saint Gall (cantina che già nella passata edizione aveva fatto incetta di premi) e la Selection Brut di Pannier.

Gara molto accesa sul versante italiano, dove una settantina di campioni provenienti da Franciacorta, TrentoDoc, Oltrepo Pavese, Piemonte, Prosecco Docg, Veneto, Friuli, Alto Adige, Lombardia, Campania, Sicilia e Marche si sono sfidati, mostrando una qualità media davvero molto alta. Vince un TrentoDoc, la Riserva Brut 2005 di Endrizzi, davanti ad un autoctono campano, la Falanghina di Feudi di San Gregorio; ad uno spumantista di razza come il veronese Zamuner, con Riserva Mattarana 2004, il Prosecco ExtraBrut 2006 di Bisol ed al gardesano Costaripa col Millesimato 2004.

Il Challenge si è svolto a Lazise, l’8 ed il 9 ottobre scorsi all’Hotel Corte Valier. Le degustazioni si sono svolte rigorosamente alla cieca, sotto la supervisione dell’Ais del Veneto e secondo gli standard del Grand Jury Européen. La commissione unica (quindi tutti i giurati hanno assaggiato tutti i campioni in gara) quest’anno è stata composta da ben dodici membri fra sommelier, enologi e giornalisti (Giampiero Nadali ed Elisabetta Tosi, blogger; Dino Marchi e Bruno Zilio, presidente Ais del Veneto e delegato Ais di Verona; Severino Barzan, del Grand Jury Europeen; Delphine Veissiere, brand ambassador Chateau d’Iquem; David Smith,degustatore Usa ; Luciano Rappo, Cavit; Andrea Dal Cin, Masi Agricola; Lucio Bussi e Beppe Giuliano, giornalisti; Bernardo Pasquali, responsabile per il Veneto della Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club). La premiazione avverrà nel corso di una Cena di Gala, all’inizio del prossimo anno, alla Bottega del Vino di Verona.

Questa la classifica ufficiale del Challenge, con le prime venti posizioni assegnate. Da registrare, anche quest’anno, la forbice assai stretta nei punteggi dei Metodo Classici premiati. Il totale complessivo dei campioni in gara è stato di 145 provenienti da undici Nazioni diverse (Argentina, Austria, Australia, Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda, Russia, Slovenia, Spagna e Sud Africa).


1) Villa Rinaldi, Italia, Cuvèe Privée 1999, Rinaldo Rinaldi pt. 87.22 (Premio Civiltà dello Spumante Banca Popolare di Verona)
2) Kreglinger, Tasmania (Aus), Blanc de Blancs 2000, pt. 86.57 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Internazionali)
3) Pannier, Francia, Cremant de Bourgogne, Leon Bouquet millesimato 2007,. Pt. 86.42 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Francia)
4) Endrizzi, Italia, TrentoDoc, Riserva Brut 2005, Pt. 86.33 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Italia)
5) Pehu Simonet, Francia, Champagne, Blanc de Noir, Pt. 85.85
6) Pannier, Francia, Brut Selection, Pt. 85.85
7) Nyetimber, Regno Unito, Classic Cuvée 2005, Pt. 85.71
8) Feudi San Gregorio, Italia, Falanghina Brut, Pt. 85.66
9) Zamuner, Italia, Riserva Mattarana 2004, Pt. 85.66 (Premio ConfCommercio Verona, Primo Metodo Classico del Veneto)
10) Marques de Gelida, Spagna, Cava DO, Reserva Brut 2008, Pt. 85.57
11) Bisol, Italia, Prosecco Docg, Extra Brut 2006, Pt. 85.55
12) Costaripa, Italia, Millesimato 2004, Pt. 85.55
13) Raventòs i Blanc, Spagna, Cava DO, L'Hereu Reserva Brut 2007, Pt. 85.42
14) Camel Valley, Regno Unito, Brut Rosè, Pt. 85.28 (Primo Premio, Spumanti Metodo Classico, Cat. Rosè)
15) De Saint Gall, Francia, Champagne Res. Orpale, Pt. 85.28
16) Kuenstler, Germania, Riesling Brut 2006, Pt. 85.00
17) Boschendal, Sud Africa, Le Grand Pavillon Rosé, Pt. 84.85
18) Medot, Slovenia, Gradiska Brda, Brut, Pt. 84.57
19) R de Ruinart, Francia, Champagne, Millesimato 2002, Pt. 84.28
20) Zonin, Italia, Tenuta Il Bosco, Oltrepo Pavese, Cruasée Brut, Pt. 84.00







Condividi Lascia il tuo commento 0 commenti

 
Sfoglia l'archivio

In Italia crescita del consumo dei Rosati superiore al 13%

Negli ultimi anni il consumo di vino Rosato in Italia ha registrato una crescita superiore al 13%. L’incremento emerge dall'analisi dei dati sul consumo mondiale di vino Rosato nel 2012, resi noti dall’Observatoire de l’Economie du Rosé a cura del Conseil Interprofessionnel des Vins de Provence. Nel 2011 il consumo in Italia di Rosato ammontava a circa 1,18 milioni di ettolitri, aumentato nel 2012 fino a 1,34 milioni, evidenziando una crescita complessiva del 13,38% con una tendenza al rialzo che sembra confermarsi anche nel 2013. Il report francese sottolinea che oltre il 9% del vino consumato al mondo è Rosato (22,3 milioni di ettolitri su un totale di 244) e che l’Italia, con il 6% del consumo mondiale, è al quarto posto, dopo Francia (36%), USA (13%) e Germania (7%). Secondo l’osservatorio della Provenza, i maggiori produttori di Rosato a livello mondiale sono Francia (28% del totale), Italia (20%) e USA (15%) mentre resta incontrastata la leadership dell’Italia nell’export, con il 43% del totale mondiale, seguita da Spagna (21%) e Francia (13%). Il nostro Paese, che nel 2002 esportava solo il 27% del totale mondiale, appare invece restio alla importazione dei Rosati, tanto che nel 2011 il saldo tra esportazioni e importazioni era pari a circa 3,5 milioni di ettolitri. Se in Francia la culla del Rosato è la Provenza, con il 35% della produzione nazionale, in Italia è la Puglia a fare la parte del leone, con una quota prossima al 40% della produzione nazionale. L’assessorato alle Risorse agro-alimentari della Regione Puglia prosegue pertanto nella costante attività di promozione di questa bevanda, sempre più apprezzata dal pubblico giovanile, anche attraverso il Concorso enologico nazionale di vini Rosati, autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, e organizzato in partenariato con Assoenologi, Accademia Italiana della Vite e del Vino e Unioncamere Puglia. Giunto alla sua terza edizione anche quest’anno il concorso sta riscuotendo massimo interesse nel settore con campioni di vino che stanno pervenendo da tutta Italia. (click to read more)


Così sarà ProWein 2015: pubblicata la pianta dei padiglioni da 9 a 17. L'Italia avrà i padiglioni 15 e 16

Come annunciato già dalla Messe Düsseldorf nell'estate del 2013, a partire dal 2015 la ProWein non si terrà come finora nei padiglioni da 1 a 7.1, bensì nei padiglioni da 9 fino a 17. Motivo di questo cambiamento è la crescente domanda, da anni, da parte degli espositori. Non sono solamente gli espositori di lungo tempo a richiedere più spazio - anche produttori di vini ed alcolici, che finora non sono mai stati a Düsseldorf, sono in lista d'attesa. Nei padiglioni da 9 a 17 c'è complessivamente più spazio espositivo a disposizione, per soddisfare meglio ed a lungo termine le esigenze del settore. Allo stesso tempo questo cambiamento porta più sicurezza in termine di data: già da ora i padiglioni da 9 a 17 sono stati riservati per i prossimi anni per la ProWein in modo tale da escludere un appuntamento nella settimana prima di Pasqua. Il nuovo concetto dei padiglioni nei suoi dettagli In futuro, tre ingressi consentiranno l'accesso in Fiera. I padiglioni formeranno un giro concentrico risparmiando cosi ai visitatori passaggi inutili. Partendo dal nord il giro dei padiglioni della ProWein 2015 si presenta come segue: dall' ingresso nord si accede per prima al padiglione 9, dove saranno presenti gli espositori d'Oltremare così pure della Grecia. Il padiglione 10 sarà in futuro luogo di esposizione per gli offerenti della Spagna e del Portogallo mentre la grossa partecipazione francese si troverà nei padiglioni 11 e 12. Il padiglione 12 ospiterà inoltre il settore concentrato degli alcolici della ProWein. I produttori della Germania troveranno una nuova dimora nei padiglioni 13 e 14, gli offerenti italiani e di altri Paesi europei nei padiglioni 15 e 16. Tra i padiglioni 14 e 15 si trova il nuovo ingresso est. Il terzo ingresso sud, (accanto all'edificio amministrativo della fiera) conduce direttamente al padiglione 17, in cui si presenteranno i viticoltori austriaci. Inoltre qui si trova l'Area Centrale di Degustazione. I padiglioni 9 e 17 sono tra l'altro collegati da un tapis roulant che chiude il percorso. Nella prospettiva della suddivisione secondo Nazioni gli offerenti di vini bio saranno presenti in futuro in tutti i padiglioni fieristici. Seguendo il desiderio della maggior parte degli espositori di vini bio non ci sarà più una superficie addetta solo ai vini biologici. (Click to read more)


Il vino del Regno Unito ha oggi la sua "alma mater": il Plumpton College vara un Centro di ricerche e un Master

Sempre più determinati. I vignerons del Regno Unito possono contare da ieri anche su un nuovo Centro di ricerche che è stato inaugurato dalla Duchessa di Cornovaglia (che è anche presidente dell’associazione che raggruppa i produttori del Regno Unito; nella foto con Bob Lindo di Camel valley): il Centro ha sede al Plumpton College di East Sussex , ed è il primo avviato per sviluppare la viticoltura e l’enologia nelle Isole britanniche con lo scopo specifico di aiutare l' industria del vino inglese nel suo sviluppo e raggiungere nuovi successi sui mercati di tutto il mondo. Si tratta di un progetto ambizioso per far crescere l'industria enologica del Regno Unito, per creare nuovi posti di lavoro ed offrire opportunità di lavoro nella comunità rurale. Il Centro di ricerca del Plumpton College (alma mater di larga parte dei professionisti del settore primario inglese) incorpora anche la Cantina sperimentale Rathfinny mentre il Jack Ward Laboratory fornirà le strutture e le competenze per guidare la ricerca e l'innovazione. Data l’ampia domanda da futuri studenti , il Plumpton Collegio offrirà primo corso Master del Regno Unito in Viticoltura ed Enologia già a partire dal settembre di quest'anno . Des Lambert , direttore della Plumpton College, ha commentato : «L'Inghilterra è ormai saldamente posizionata come regione vinicola credibile , innovativa ed emozionante che sta cominciando a creare alcuni dei migliori vini spumanti del mondo . Siamo entusiasti di accogliere Sua Altezza Reale la Duchessa di Cornovaglia per aprire il nuovo Centro di Ricerca , e siamo entusiasti di poter offrire il primo Master della nazione nella produzione del vino , nonché di supportare l'industria del vino inglese con strutture di ricerca di prima classe». La Cantina sperimentale è sponsorizzato da Mark e Sarah Driver che gestiscono i 600 acri della Rathfinny Estate nell’East Sussex e mirano a produrre circa 1 milione di bottiglie di spumante l'anno nella vicina Alfriston . (Click to read more)


Il presidente del Consorzio Valpolicella Christian Marchesini martedì 22 aprile alla trasmissione “Mi Manda Rai Tre”

Martedì 22 aprile, su Rai Tre a partire dalle ore 10, nel corso della trasmissione Mi manda Rai Tre, che ha dedicato la puntata al tema della contraffazione dei prodotti agroalimentari, andrà in onda un'intervista al presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini. Il presidente ha riassunto le attività portate avanti dal Consorzio a tutela del consumatore, a partire dall'etichettatura e dalla recente introduzione della fascetta di stato per il Valpolicella, che va a completare il percorso di tracciabilità di tutta denominazione. Marchesini ha fatto riferimento anche al nuovo marchio del consorzio che, registrato a livello comunitario, verrà utilizzato nell’ambito della promozione, diffusione, conoscenza e valorizzazione dei vini Valpolicella e della loro tutela, in aggiunta a quelli collettivi, afferenti alle quattro Dop, già da anni salvaguardati in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona. Il Consorzio mette altresì a disposizione un servizio di informazione (riferimento mail amministrazione@consorziovalpolicella.it), che non sostituisce il ruolo degli organi preposti ma serve solo a chiarire i dubbi dei consumatori. Il presidente del Consorzio Valpolicella ha ribadito che la stessa appartenenza di un'azienda al Consorzio di Tutela DOP è una garanzia di qualità dei prodotti , in ragione della costante attività che esso svolge per la formazione e informazione dei propri soci sotto vari fronti; uno su tutti: il progetto Riduci Risparmia Rispetta per una vitivinicoltura sostenibile e la promozione dei sistemi di lotta integrata.


Nel giorno di Pasqua gli ingredienti poveri della cucina salentina incantano il NY Times

Fra cinque giorni avrà inizio nella centralissima piazza Sant’Oronzo di Lecce l’evento “Capitale della Cultura del Buon Cibo – Festival della Dieta Med-Italiana” e ieri, giorno di Pasqua, sul NY Times, a pag. TR9, l’articolo a firma di Seth Sherwood dal titolo “In Lecce, Making Magic with Humble Ingredients” (A Lecce, creando magie con ingredienti poveri). Il pezzo era apparso anche tre giorni prima sul sito web della grande testata americana. Circa 850.000 lettori della versione cartacea e 106.000 lettori della versione web hanno letto, scoperto e sono rimasti affascinati dalle parole e dalle immagini di Seth nel raccontare la sua personalissima esperienza presso alcune scuole di cucina in provincia di Lecce. Le scuole e le cucine visitate e gli artefici delle “magie” ai fornelli sono “Cook in Puglia” (con Ylenia Sambati e Mamma Giulia), “Cooking Experience” (con Gianna Greco e John Duggan), “Stile Mediterraneo” (con Cinzia e Marika Rascazzo), “The Awaiting Table” (con Silvestro Silvestori), “Il Gusto del Tacco” (con Anna Maria Chirone), “Alle Due Corti” (con Rosalba De Carlo). Questo il commento della blogger Simona Giacobbi su PugliaMonAmour.it: “In un panorama culinario come quello statunitense, fatto di street food, hamburger, hot dog e junk food, la cosiddetta “cucina povera”, quella italiana, in questo caso leccese, fatta di pochi ingredienti, quelli sani e genuini, quelli della nostra terra, può sorprendere. Come può stupire il fatto che nel Tacco d’Italia ci siano vere e proprie scuole di cucina, cooking schools, che incoraggiano i turisti ad abbracciare questo tipo di cucina e insegnano loro a preparare orecchiette, focacce e purè di fave con cicorie e creare piatti straordinari. La bontà è fuori discussione. E allora ecco che il New York Times decide di dedicare un lunghissimo articolo al “food of the poor” leccese e alle scuole che rispettano e tramandano le tradizioni del food&wine legate alla terra pugliese. Non senza i sacrifici di chi ha voluto creare questi corsi speciali, lasciando spesso lavori e carriere già avviate in settori molto lontani da quello enogastronomico.” (click to read more)


E' il Santa Julia Reserva Malbec 2012 della Familia Zuccardi il miglior malbec argentino in Italia 2014

Seconda edizione del MMAI, il "Miglior Malbec argentino in Italia", il concorso che fa da corollario al Malbec Day che si è svolto il 16 aprile scorso, a Milano, al Westin Palace di MIlano. Dopo il "Bacan Reserva" del 2013, quest'anno il titolo è andato ad uno dei brand più importanti della Familia Zuccardi, bodega avviata nel 1950 dall'ingegner Alberto, discendente da una famiglia di emigranti di Avellino. Cinquant'anni dopo, e tre generazioni Zuccardi, questa cantina è una delle più prestigiose in Argentina con oltre 800 ettari a vigneti, tutti coltivati in regime di massima sostenibilità. I vigneti sono ubicati nella Valle de Uco (La Consulta e Altamira-San Carlos; Vista Flores-Tunuyan: tutti questi tre vigneti sono posizionati ad altezze comprese fra i 980 ed i 1100 metri sul livello del mare), a Santa Rosa e Maipù-Mendoza. Da Maipù arrivano le bottiglie firmate Santa Julia; è un vigneto di 180 ettari a corpo unico, a 650 metri sul livello del mare. Al secondo posto del MMAI 2014: - Bodega Santa Ana Gran Mascota Malbec 2011 mentre al terzo posto, (a pari merito) si sono classificati - Bodega Mayol Tritono Malbec 2011 e - Teho Malbec 2010 (un risultato eccezionale se si pensa che è stato l'ultimo vino ad uscire nella degustazione) Di seguito tutti i giurati e tutti i vini in degustazione, organizzata e curata in ogni dettaglio - come sempre - da Federico Bruera, già capitano del Rugby Recco ed ora importatore di pregiati vini argentini in Italia, con la sua "La Via dell'Abbondanza).


La Pilsner Urquell benedetta per rendere omaggio al Papa

Il 14 aprile, alle ore 11, la cotta speciale della birra di Pasqua ha varcato gli storici cancelli del birrificio alla volta di Roma. La Pilsner Urquell è stata benedetta dal Vescovo di Pilsen, Monsignor Franti¨ek Radkovský, a metà marzo. La prima volta che Pilsner Urquell entrò in Vaticano fu nel lontano 1903, quando vi fu portata dietro richiesta di Papa Leone XIII, a cui venne consigliata dai propri dottori. Da allora pare che la birra sia piuttosto apprezzata dai Papi. «È stata un’emozione straordinaria vedere la birra benedetta uscire dai cancelli sapendo che si trattava dello stesso prodotto che arrivò in Vaticano 111 anni fa» ci racconta Václav Berka, mastro birraio di Pilsner Urquell «L’autenticità del suo sapore è garantita dalla certificazione, dal 1897, di Las Veritas, rinomato laboratorio svizzero I valori misurati allora sono pressochè identici a quelli misurati oggi. Papa Francesco potrà gustare oggi quello stesso sapore che, allora, fu tanto gradito a Leone XIII». «La Pilsner Urquell a Pasqua rappresenta una forte tradizione del popolo ceco, perchè presente sulle tavole della Festa delle famiglie di ogni estrazione sociale» conclude Václav Berka. La birra benedetta fu portata in Vaticano, nel 2011, per celebrare la beatificazione di Papa Wojtyla e quest’anno, però, la "Pilsner” per eccellenza ha viaggiato alla volta di Roma non solo per celebrare la Santa Pasqua ma anche per aver parte alle celebrazioni mondiali legate alla canonizzazione di queste due grandi e carismatiche figure della cristianità, Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII, che avranno luogo il 26 e 27 aprile a Roma . (Click to read more)


VINO SANTO TRENTINO, IDENTIFICATA UNA DIFESA NATURALE DALLA BOTRITE

Il Vino santo trentino potrà diventare un prodotto ancora più sostenibile grazie al risultato di una sperimentazione condotta dalla Fondazione Edmund Mach, pubblicata proprio questi giorni sulla rivista scientifica “European Food Research and Technology”, che ha valutato la potenziale applicazione di microrganismi isolati da uve di Nosiola, poste in appassimento per la produzione di Vino santo trentino, come agenti naturali di biocontrollo per fronteggiare alcune avversità dell’uva, come la Botrite. Secondo gli esperti di San Michele l'applicazione di questi ceppi in fruttaio o in vigna, soprattutto nelle ultime fasi della maturazione, potrebbe contribuire a ridurre l'incidenza dei danni da Botrite quando i comuni trattamenti anticrittogamici non sono più praticabili. La sperimentazione è stata condotta da Raffaele Guzzon e Roberto Larcher del Centro di Trasferimento Tecnologico in collaborazione con Elena Franciosi del Centro di Ricerca e Innovazione. “L'idea che ha guidato la sperimentazione –spiega Guzzon- è che microrganismi che siano cresciuti in un ambiente dove comunemente è presente Botrytis cinerea, sebbene in forma di "muffa nobile" si siano evoluti attivando dei meccanismi di autodifesa e inibizione verso questa muffa, utili per prevenirne lo sviluppo in contesti dove la Botrite rappresenti un rischio per la qualità delle produzioni”. (click to read more)


LA PRODUZIONE DI GORGONZOLA NON SENTE LA CRISI

Il Gorgonzola batte la contrazione dei consumi alimentari. Il presidente del Consorzio di tutela, Renato Invernizzi, ha sottolineato con orgoglio come in un anno difficile come il 2013 in cui i prodotti caseari italiani Dop hanno subito una flessione media del 3,5%, il gorgonzola è stato l'unico formaggio a far registrare un aumento della produzione che, seppur lieve (+0,45%), può essere letto come una conferma del gradimento di questa Dop. E il trend positivo continua visto che nel primo trimestre di quest'anno la produzione di gorgonzola è aumentata del 7% circa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La produzione di gorgonzola nel 2013 è cresciuta dello 0,45% rispetto al 2012 per un totale di 4.175.610 forme prodotte. Crescono le famiglie acquirenti (+2,6%) con un conseguente aumento dei volumi (+1,8%); il gorgonzola viene acquistato prevalentemente in supermercati e ipermercati dove viene preferito il prodotto a peso variabile (47% sul totale) sul take-away (35,2% sul totale) che comunque risulta in ascesa. DOLCE E PICCANTE - Il gorgonzola di tipo dolce rappresenta il 91% della produzione, ma continua a crescere l'interesse dei consumatori per il tipo "piccante" che nel 2013 arriva al 9% con un leggero aumento rispetto all’anno precedente. IL GORGONZOLA E GLI ITALIANI - Come si sa, il gorgonzola che può fregiarsi del marchio "Dop" viene prodotto esclusivamente con latte vaccino proveniente dagli allevamenti del territorio consortile che include solo due regioni italiane: Lombardia e Piemonte. E' qui che sono dislocate le 40 aziende produttrici da cui parte il gorgonzola destinato al mercato interno e a quello mondiale. La produzione nelle province piemontesi (Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e il territorio di Casale Monferrato) rappresenta il 66,5% del totale, ma crescono i volumi della produzione "made in Lombardia" (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese) con oltre 18.000 forme in più rispetto al 2012. Il nord-ovest rimane l'area dove l'erborinato italiano è più apprezzato, ma un aspetto molto interessante è sicuramente l'apprezzamento in continua e costante crescita delle famiglie acquirenti residenti al sud. Nel 2013 sono state esportate oltre 16 mila tonnellate di prodotto (+5,1%). Francia e Germania assorbono oltre il 46% del totale esportato. In crescita anche le esportazioni verso Cina (da 9 tons. nel 2012 a 55 tons. nel 2013), Russia ed ex paesi sovietici. Mentre negli Stati Uniti i valori sono rimasti pressoché identici, in Estremo Oriente si è invece perso qualche punto in percentuale. (click to read more)


C’è il nuovo “BALADIN BOLOGNA” nel Mercato di Mezzo!

Nell’antico e storico mercato coperto di Bologna, il Mercato di Mezzo, ha aperto il piccolo ma bellissimo, Baladin Bologna, la nuova “creatura” di Teo Musso. Dopo anni di chiusura, è tornato a vivere nel cuore di Bologna lo spazio che fin dal Medioevo è stato il fulcro delle attività legate al cibo, della memoria storica e della tradizione gastronomica della città, situato al centro del Quadrilatero, un “centro commerciale naturale”, uno dei posti più belli di Bologna. Il Mercato di Mezzo. Il pub Baladin Bologna farà parte della variegata offerta di prodotti di qualità che si potranno acquistare, gustare e bere in questa bellissima piazza coperta. La struttura è stata recuperata grazie all’impegno di COOP Adriatica che ha saputo e voluto operare un’accurata scelta di fornitori partner che avranno il compito di dare nuova vita a questa struttura. Pane, carne, pesce, dolci, gelati e vino e birra potranno essere gustati sul posto o acquistati per essere consumati a casa. Baladin Bologna si sviluppa su due livelli: il primo, con un bancone, che come stile riprende i banconi delle altre strutture all’interno del Mercato di Mezzo, si affaccia sulla piazza coperta dove sono presenti tutti i negozi e dove ci si può sedere a uno dei tanti tavoli a disposizione dei clienti, bevendo e mangiando anche qualche altra specialità locale o nazionale acquistata dai “vicini”. Il secondo livello è sotterraneo e ospita due sale, per un totale di circa 30 posti a sedere. Doppio il banco di spillatura: 6 spine al piano terra + 6 spine nel piano interrato. (click to read more)







l'Adige

SOAVE#Bolla#

#


Valdobbiadene Santa Margherita# simonit & sirch#Vitigno Italia#