CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE "CIVILTA' DELLO SPUMANTE"

Dopo Francia e Regno Unito, la Terza edizione del Challenge Euposia “Bollicine dal Mondo” – organizzato da Euposia, La Rivista del Vino, con la collaborazione della Banca Popolare di Verona, del Grand Jury Européen, dell’Ais del Veneto, del Vinitaly, della ConfCommercio di Verona e dell’Hotel Corte Valier di Lazise (Vr) – premia la tradizione spumantistica nazionale. Su un lotto di quasi 150 spumanti provenienti da tutti i continenti, si è infatti imposta la Cuvée Privée 1999 “Rinaldo Rinaldi” della pluripremiata Cantina scaligera Villa Rinaldi, precedendo nella classifica generale il Blanc de Blancs 2000 della cantina della Tasmania (Australia) Kreglinger e un Cremant di Bourgogne, il “Leon Bouquet 2007” di Pannier, maison di Epernay (nella Champagne). Il miglior Spumante Metodo Classico Rosè va nel Regno Unito, con Camel Valley Brut (cantina che ha aperto la strada in Inghilterra alla produzione dl vino di alta qualità) , che ha preceduto di un solo punto uno Spumante sudafricano, Boschendal. Al terzo posto si sono classificati a pari merito due Metodi Classici Italiani: un Oltrepo Pavese, Tenuta il Bosco/Gianni Zonin Vineyards, e un TrentoDoc, Cesarini Sforza. Fra i Metodo Classici internazionali, alle spalle di Kreglinger, troviamo la Classic Cuvée 2003 dell’inglese Nyetimber (vincitore assoluto dell’edizione 2009 del Challenge di Euposia e capofila di ben quattro Cantine inglesi presenti al Challenge: Nyetimber, Camel Valley, Denbies e Bolney Estate) e, ancora a pari merito, un Cava spagnolo, l’Hereu Reserva Brut di Raventòs i Blanc, e un’etichetta tedesca: il Riesling Brut 2006, zona del Reno, di Kuenstler. (Click to read more)

CHALLENGE EUPOSIA-BOLLICINE DAL MONDO, RISULTATI UFFICIALI: A VILLA RINALDI IL PREMIO BANCA POPOLARE
(Giulio Bendfeldt)

Battaglia serrata anche nella sezione dedicata agli Champagne che quest’anno è stata integrata anche da alcuni Cremant (questa la definizione legale degli Spumanti metodo classico prodotti in Francia in zone che non sono inserite nella denominazione Champagne): dalla Borgogna, terra di grandissimi Chardonnay, arriva infatti il vincitore dei transalpini che precede tre Champagne a pari merito: il Blanc de Noir di Pehu Simonet, la Cuvée Orpale della maison De Saint Gall (cantina che già nella passata edizione aveva fatto incetta di premi) e la Selection Brut di Pannier.

Gara molto accesa sul versante italiano, dove una settantina di campioni provenienti da Franciacorta, TrentoDoc, Oltrepo Pavese, Piemonte, Prosecco Docg, Veneto, Friuli, Alto Adige, Lombardia, Campania, Sicilia e Marche si sono sfidati, mostrando una qualità media davvero molto alta. Vince un TrentoDoc, la Riserva Brut 2005 di Endrizzi, davanti ad un autoctono campano, la Falanghina di Feudi di San Gregorio; ad uno spumantista di razza come il veronese Zamuner, con Riserva Mattarana 2004, il Prosecco ExtraBrut 2006 di Bisol ed al gardesano Costaripa col Millesimato 2004.

Il Challenge si è svolto a Lazise, l’8 ed il 9 ottobre scorsi all’Hotel Corte Valier. Le degustazioni si sono svolte rigorosamente alla cieca, sotto la supervisione dell’Ais del Veneto e secondo gli standard del Grand Jury Européen. La commissione unica (quindi tutti i giurati hanno assaggiato tutti i campioni in gara) quest’anno è stata composta da ben dodici membri fra sommelier, enologi e giornalisti (Giampiero Nadali ed Elisabetta Tosi, blogger; Dino Marchi e Bruno Zilio, presidente Ais del Veneto e delegato Ais di Verona; Severino Barzan, del Grand Jury Europeen; Delphine Veissiere, brand ambassador Chateau d’Iquem; David Smith,degustatore Usa ; Luciano Rappo, Cavit; Andrea Dal Cin, Masi Agricola; Lucio Bussi e Beppe Giuliano, giornalisti; Bernardo Pasquali, responsabile per il Veneto della Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club). La premiazione avverrà nel corso di una Cena di Gala, all’inizio del prossimo anno, alla Bottega del Vino di Verona.

Questa la classifica ufficiale del Challenge, con le prime venti posizioni assegnate. Da registrare, anche quest’anno, la forbice assai stretta nei punteggi dei Metodo Classici premiati. Il totale complessivo dei campioni in gara è stato di 145 provenienti da undici Nazioni diverse (Argentina, Austria, Australia, Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda, Russia, Slovenia, Spagna e Sud Africa).


1) Villa Rinaldi, Italia, Cuvèe Privée 1999, Rinaldo Rinaldi pt. 87.22 (Premio Civiltà dello Spumante Banca Popolare di Verona)
2) Kreglinger, Tasmania (Aus), Blanc de Blancs 2000, pt. 86.57 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Internazionali)
3) Pannier, Francia, Cremant de Bourgogne, Leon Bouquet millesimato 2007,. Pt. 86.42 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Francia)
4) Endrizzi, Italia, TrentoDoc, Riserva Brut 2005, Pt. 86.33 (Primo Premio Spumanti Metodo Classici, Cat. Italia)
5) Pehu Simonet, Francia, Champagne, Blanc de Noir, Pt. 85.85
6) Pannier, Francia, Brut Selection, Pt. 85.85
7) Nyetimber, Regno Unito, Classic Cuvée 2005, Pt. 85.71
8) Feudi San Gregorio, Italia, Falanghina Brut, Pt. 85.66
9) Zamuner, Italia, Riserva Mattarana 2004, Pt. 85.66 (Premio ConfCommercio Verona, Primo Metodo Classico del Veneto)
10) Marques de Gelida, Spagna, Cava DO, Reserva Brut 2008, Pt. 85.57
11) Bisol, Italia, Prosecco Docg, Extra Brut 2006, Pt. 85.55
12) Costaripa, Italia, Millesimato 2004, Pt. 85.55
13) Raventòs i Blanc, Spagna, Cava DO, L'Hereu Reserva Brut 2007, Pt. 85.42
14) Camel Valley, Regno Unito, Brut Rosè, Pt. 85.28 (Primo Premio, Spumanti Metodo Classico, Cat. Rosè)
15) De Saint Gall, Francia, Champagne Res. Orpale, Pt. 85.28
16) Kuenstler, Germania, Riesling Brut 2006, Pt. 85.00
17) Boschendal, Sud Africa, Le Grand Pavillon Rosé, Pt. 84.85
18) Medot, Slovenia, Gradiska Brda, Brut, Pt. 84.57
19) R de Ruinart, Francia, Champagne, Millesimato 2002, Pt. 84.28
20) Zonin, Italia, Tenuta Il Bosco, Oltrepo Pavese, Cruasée Brut, Pt. 84.00







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Le Cantine Ferrari in prima fila in Winegraft, la collaborazione fra università e aziende italiane per la produzione di portinnesti di nuova generazione

Viti più resistenti, più robuste, meno soggette a “malanni”, in grado di sopportare la siccità, di non soffrire del troppo calcare del terreno e di adattarsi ad altre molteplici difficoltà ambientali. Insomma, una vera e propria rivoluzione nella viticoltura mondiale. Merito dei portinnesti ai quali si è arrivati grazie a un progetto di miglioramento genetico iniziato nei primi anni ’80 che, coordinato dal professor Attilio Scienza, un'autorità internazionale in fatto di viticoltura, ha visto collaborare i due mondi dell'università e della produzione. Le Cantine Ferrari sono in prima fila in quest’iniziativa, di cui Marcello Lunelli, vicepresidente della casa trentina, è il numero uno. Portinnesto è, spiega lo Zingarelli, “pianta, o parte di essa, che riceve l'innesto”. Dal 1886, cioè da quando la viticoltura europea fu costretta a misurarsi con il dramma della fillossera, di portainnesti non se ne sono più creati e, nel frattempo, la viticoltura s'è evoluta, il clima è cambiato e con esso tutto l'orizzonte del settore. Una carenza colmata dall'esito delle ricerche guidate dal professor Scienza e che si è tradotta in portinnesti per viti di nuova generazione oggi pronti a essere commercializzati in tutto il mondo. A guidare questo, che è il primo esempio italiano nel vino, di sistema virtuoso di collaborazione tra università e aziende, una società appena costituita, Winegraft. Al capitale di tale srl partecipano, a fianco di Ferrari, alcune cantine di spicco dell'enologia italiana quali Banfi, Zonin, Armani Albino, Cantina Due Palme, Claudio Quarta Vignaiolo, Bertani Domains, Nettuno Castellare, Cantine Sette Soli, nonché Fondazione di Venezia e Bioverde Trentino, una società di prodotti a supporto della viticoltura. (Click to read more)


A Bolgheri il lavoro in vigna premia la vendemmia 2014

Un’annata decisamente incostante quella del 2014 che porterà risultati altrettanto incerti soprattutto per quei viticoltori che non hanno sviluppato nel corso degli anni una grande capacità di esprimere la corretta interpretazione delle variabili climatiche, di anno in anno sempre più estreme. Nonostante le difficoltà create dal clima alterno, i viticoltori di Bolgheri hanno saputo reagire in vigna con la loro esperienza, riuscendo ad affrontare le diverse fasi di questa annata. L’andamento anomalo si è infatti rivelato soprattutto nella parte centrale dell’estate, il momento deputato ad apportare al vigneto la giusta dose di “calore” così che la pianta possa ricevere il messaggio fondamentale per la vite, ovvero maturare. Le piogge ripetute ed abbondanti che si sono succedute a cavallo di luglio e agosto hanno annullato l’estate e quindi la pianta ha continuato a vegetare imperterrita costringendo il viticoltore ad accompagnarla, accudirla e curarla. (click to read more)


Marchesi de Frescobaldi: vendemmia 2014 non facile, ma di grande qualità

“Ormai siamo a due terzi della vendemmia, possiamo finalmente iniziare a dare i primi giudizi seri e fondati sulla qualità delle uve”. così inizia Nicolò D’Afflitto, enologo di Marchesi de’ Frescobaldi che, dà un primo commento su una vendemmia di cui tanto si è dibattuto a causa di numerose precipitazioni di luglio e agosto che hanno messo a dura prova i vigneti. “Nonostante un’estate difficile dal punto di vista atmosferico” continua l’enologo “stiamo affrontando questa vendemmia con ottimismo, grazie ad una sapiente gestione del suolo e all’alta pressione che si è ben installata ormai da qualche giorno sull’Italia centrale”. Concludendo, l’enologo ribadisce come “sicuramente ricorderemo la vendemmia 2014 come una delle più difficili, ma che ci ha sorpreso per la qualità finale; una vendemmia “nordica” con ricchezza di profumi ed equilibrio come spesso avviene nei vini nordici”. Entrando nello specifico delle singole tenute, Nicolò fa un “viaggio” attraverso le zone più votate della Toscana, dove la vendemmia si differenzia per condizioni climatiche, caratteristiche del terreno e delle tipologie di vigneti. Castello di Pomino. Tenuta storica che si trova a 600 metri sul livello del mare, famosa per la produzione di bianchi da chardonnay e rossi da pinot nero. Il sole di fine estate – sebbene alternato ad alcune piogge - ha dato l’energia alle viti per completare la maturazione delle uve destinate a Pomino Bianco, vendemmiate nelle fresche giornate di Settembre. Nel vigneto Benefizio gli ultimi dorati grappoli di Chardonnay sono ancora da raccogliere: una permanenza prolungata in pianta per raggiungere una complessità di aromi e una gradazione zuccherina degni di un grande cru. Un’annata dove prevalgono al naso la finezza degli aromi floreali e al palato la vivacità e la freschezza: il sole un po’ meno aggressivo delle precedenti annate e le fresche temperature durante le ore di vendemmia, hanno donato ai mosti in fermentazione delicatezza ed eleganza: doti certamente importanti per la qualità dei vini di Pomino! Castello di Nipozzano. Qui siamo nel cuore del Chianti Rufina, le nostre uve di riferimento sono il sangiovese per il Nipozzano e il Montesodi e il cabernet Sauvignon per il Mormoreto. A Nipozzano è già avvenuta la prima raccolta del Sangiovese per il Montesodi, un Sangiovese raccolto nella parte alta del vigneto, dove il suolo è più asciutto e maggiormente esposto agli agenti atmosferici. Si tratta di un Sangiovese con peculiari caratteristiche raggiunte grazie all’andamento stagionale del mese di settembre, contraddistinto dall’alternanza di giornate autunnali soleggiate e notti fresche. Insieme al clima, un ruolo fondamentale lo ha assunto certamente il territorio particolare della tenuta. Alla fine di questo lungo cammino ci aspettiamo un prodotto contraddistinto da una intensa complessità di componenti, che saranno in grado di creare uno splendido equilibrio. Tenuta di CastelGiocondo – Montalcino (SI) Nel cuore del Brunello di Montalcino la Tenuta di CastelGiocondo è esposta tutta a sud, sud-ovest. L’annata non è stata delle più facili: l’inverno mite con la quasi assenza delle basse temperature tipiche del periodo ha favorito un germogliamento precoce, poi, tutti sappiamo, un’estate anomala, con diverse piogge e poche giornate di vero caldo estivo, facevano pensare ad un’annata di scarsa qualità. Invece, questo settembre particolarmente felice, con poche piogge, notti fresche con giornate assolate e ventose, hanno permesso alle uve di procedere nel migliore dei modi nel processo della maturazione, tanto che le uve in vigna hanno delle ottime gradazioni zuccherine, un alto contenuto di materia colorante (antociani, polifenoli, ecc), bucce sane e croccanti. Per quanto già raccolto, la qualità dei vini che si stanno ottenendo confermano quanto sopra, con in più delle belle sensazioni olfattive. Si prevede un incremento della produzione rispetto al 2013 di circa il 10-15% dovuto soprattutto all’entrata in produzione dei nuovi impianti realizzati negli anni scorsi. (Click to read more)


GIOVEDÌ 2, VENERDÌ 3 E SABATO 4 OTTOBRE I BIRRIFICI ARTIGIANALI TRENTINI PROPONGONO IN DEGUSTAZIONE LE PROPRIE CREAZIONI

Favorita dalla sua posizione geografica che ne fa un ponte naturale fra Europa centrale e meridionale, Trento è da sempre una città di incontro fra diverse tradizioni e culture, anche enogastronomiche. Già nel Quattrocento, entro il perimetro delle sue mura urbane, una numerosa comunità tedesca gestiva più di una decina di locande. Furono proprio i frequenti contatti con il mondo tedesco che a poco a poco diffusero in Trentino la tradizione della birra. Pioniere di quella tradizione fu un medico, tale Giacomo Bacca, nato intorno al 1760 a Montevaccino, sulle pendici del Calisio, massone, avventuriero e viaggiatore nonché amico del conte di Cagliostro che fu a Trento nel 1788. Dopo aver gestito una taverna per soldati, Bacca nel 1790 aprì una fabbrica di birra a Piedicastello. Da qui prende origine quella storia della birra trentina che con alterne vicende, momenti di crisi e di rinascita, giunge fino ai giorni nostri. Come omaggio a chi ancora oggi tiene in vita questa tradizione con prodotti di alta qualità, Palazzo Roccabruna propone tre giorni di degustazioni delle birre artigianali trentine. Un’occasione per scoprire un mondo vivace e frizzante con tanti giovani imprenditori che oltre a recuperare una storia antica valorizzano anche prodotti del territorio. Dal 2 al 4 ottobre dalle 17.00 alle 22.00 Palazzo Roccabruna proporrà in degustazione le produzioni dei birrifici che hanno aderito all’iniziativa: Bionoc’ (Mezzano), Birra Lagorai (Castelnuovo), Birra Rethia (Vezzano), Agraria di Riva del Garda (Riva del Garda), Barbaforte (Folgaria), Birra del Bosco (Lavis), Carador (Costa di Folgaria), Teddy Bier (Mori), Birrificio Val Rendena (Pinzolo), Birra di Fiemme (Daiano), Melchiori (Tres). Le birre saranno abbinate a taglieri di salumi e formaggi del Trentino (Click to read more)


Il Campofiorin, l’originale di Masi, celebra i suoi cinquant’anni

Domani martedì 30 settembre, il Campofiorin di Masi, l’originale Supervenetian, compirà 50 anni. La prima vendemmia di questo vino che ha segnato la storia della Valpolicella iniziò il 30 settembre 1964. Il Campofiorin è frutto di un’interpretazione di Masi della tecnica dell’Appassimento, usata per la produzione dell’Amarone, che le è valsa la definizione di “tecnica ingegnosa” da parte di uno dei più autorevoli critici del vino, l’inglese Hugh Johnson. Ricorda Sandro Boscaini, patron della storica azienda nata nel 1772: “E’ stato mio padre Guido ad ideare il Campofiorin, rispondendo all’esigenza di creare un vino che rappresentasse le peculiarità del territorio veronese con le sue tecniche e le uve autoctone, radicato nella storia ma con una tecnologia nuova; questo il motivo del successo di un vino che è diventato un classico di tradizione italiana.” Il Campofiorin è oggi internazionalmente riconosciuto come l’antesignano di una nuova categoria di vini veneti, definito “vino di taglia e complessità stupende, prototipo per un nuovo stile di rosso veronese” da Burton Anderson, giornalista americano che fu il primo a far conoscere i vini italiani al di là dell’Oceano. Il Campofiorin è un vino tra i più imitati; conta milioni di estimatori in tutto il mondo; blasonato dalla critica specialistica - Luigi Veronelli, critico sommo dei vini e della gastronomia italiana, nel 1972 esaltò la “costituita autorevolezza del rosso di Valpolicella Campofiorin”; celebrato dalle più grandi firme giornalistiche - Goffredo Parise, uno dei maggiori scrittori del ‘900, decantò le sue qualità di vino unico in un raffinato elzeviro pubblicato su Il Corriere della Sera il 9 febbraio del 1985 a titolo “Vecchia Italia degli odori buoni” dall’eloquente incipit “C’è un vino chiamato Campofiorin che è una cosa meravigliosa”. (Click to read more)


Challenge Euposia, la settima edizione si terrà il 14 e 15 novembre prossimi

La settima edizione del Challenge internazionale di Euposia, riservato ai soli spumanti metodo classico, si svolgerà a Verona, dal 14 al 15 novembre prossimi, col patrocinio e secondo le regole del Grand Jury Européen e con la partnership del Banco Popolare e del Consorzio Tutela Vini Lessini Durello. Rispetto alle precedenti edizioni, molte le novità: la più significativa é la conferma dell’apertura del Challenge al grande pubblico dei winelovers e dei professionisti del settore: sabato 22 e domenica 23 novembre – come “special guest” della Rassegna “Durello & Friends” , al Teatro cittadino di Vicenza - sarà possibile assaggiare tutti gli spumanti in concorso che - come tradizione vuole - saranno oltre duecento, provenienti da tutti i continenti e da sedici Nazioni. Come in passato, della giuria internazionale (guidata nelle precedenti edizioni da Francois Mauss, Tom Stevenson e Severino Barzan) faranno parte sommelier, enologi, giornalisti e blogger provenienti da Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Germania, Argentina e Svezia. Il Regolamento del Challenge prevede una prima “selezione” alla cieca che determinerà la Top 30, ovvero i dieci migliori Metodo classici internazionali, francesi ed italiani. All'interno della Top 30, sabato 15 novembre, verranno individuati il "campione del mondo" e via via tutti gli altri classificati. Sempre sabato verranno degustati e giudicati i metodo classico rosé. Un “premio speciale” verrà assegnato al Miglior metodo classico da tutto il mondo prodotto con uve autoctone. Un premio speciale verrà dedicato alla memoria di Dino Marchi, per molti anni volto dell'Ais del Veneto, grande amico del Challenge, recentemente scomparso. I vincitori ed i vini partecipanti alla settima edizione del Challenge verranno presentati in diversi appuntamenti. Di seguito quelli già fissati, altri verranno predisposti nel corso dei prossimi mesi e di questi verrete immediatamente informati anche tramite la nostra pagina facebook/winechallenge euposia. - Dicembre 2014: Magna Grecia Metodo Classico, II° edizione, Catanzaro - Marzo 2015: Prowein, Duesseldorf, masterclass per buyer e giornalisti all’interno dello stand DESA-Euposia (Halle 15, Stand 15A41) - Aprile 2015: “Rivini, Riviera international wine festival” di Ventimiglia, una masterclass presenterà i vini vincitori delle sette edizioni del Challenge Euposia, al Forte dell’Annunziata in un evento dedicato a buyer, sommelier, horeca e winelover da Nizza a Genova.


Dal Caseificio di Primiero formaggi tipici e genuini direttamente sulla vostra tavola. Via Internet.

Là dove il tempo sembra essersi fermato e un ritmo lento e sapiente è ancora il segreto di un buon vivere, il gusto corre veloce, in rete. È da poco online la nuova versione del sito web del Caseificio di Primiero che, in linea con la filosofia di Mezzano (Tn), il borgo che lo ospita, ha voluto sposare tradizione e innovazione affidando a un mezzo moderno e veloce come Internet la promozione e la vendita di prodotti confezionati invece senza fretta, secondo ricette e gestualità antiche. Da oggi digitando www.caseificioprimiero.com (sito sviluppato dalla JLBbooks e fruibile anche da piattaforme mobili) si accede non solo a una realtà produttiva di cui Mezzano e il Primiero vanno giustamente fieri, ma anche alla sua nuova bottega virtuale, dove acquistare con un semplice clic tutte le eccellenze casearie della valle – dai formaggi di malga al pregiato Trentingrana, al tipico formaggio Primiero fino alla rinomata Tosèla - ma anche altre specialità gastronomiche del territorio e del Trentino in genere. Sugli “scaffali” dell’e-shop si trovano per esempio le salse e le conserve dell’Agritur Dalaip dei Pape, la premiata birra artigianale Bionoc prodotta a Mezzano da due giovani intraprendenti, rigorosamente senza coloranti né conservanti, le paste fresche e le golosità del Pastificio di Primiero… Non manca una selezione dei migliori prodotti trentini, come i salumi della Federazione Provinciale Allevatori, la farina di granturco della Valsugana, i vini della Cantina Toblino, gli infusi di erbe del Vanoi o le confetture e i frutti sciroppati della cooperativa Sant’Orsola. (Click to read more)


Ein Prosit: da giovedì 16 a domenica 19 ottobre torna a Tarvisio e Malborghetto il grande evento enogastronomico del Nordest

Si scrive Ein Prosit, si legge la principale rassegna enogastronomica del Nordest Italia in grado di richiamare in Friuli Venezia Giulia migliaia di appassionati e gourmand da tutta Italia e da diverse località oltre confine, in primis dalle vicine Austria e Slovenia. La sedicesima edizione Ein Prosit che si terrà sempre a Tarvisio e Malborghetto, con un nuovo ulteriore spazio espositivo a disposizione (l’Hotel AD Forte Hensel), da giovedì 16 a domenica 19 ottobre, un mese d’anticipo rispetto al passato – facendo da vera e propria vetrina soprattutto dell'eccellenza della produzione vinicola da vitigno autoctono nazionale ed internazionale – propone un programma da record, davvero senza precedenti: 90 appuntamenti tra cene stellate, degustazioni guidate, mostra assaggio, laboratori dei sapori (a cura di Enzo Vizzari, Direttore delle Guide dell’Espresso) e incontri con 150 tra i più importanti produttori del panorama enogastronomico italiano e internazionale. 20 saranno le stelle Michelin protagoniste degli “Itinerari del Gusto”, le cene in programma in alcuni dei ristoranti del Tarvisiano con alcuni dei più grandi cuochi italiani, che propongono il meglio della propria cucina abbinato ai vini del Friuli Venezia Giulia: Chicco Cerea del Ristorante Da Vittorio di Brusaporto (3 stelle), il milanese Claudio Sadler dell’omonimo ristorante (2 stelle), il celebre marchigiano Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore (2 stelle), l’italo argentino Matias Perdomo del Pont de Ferr di Milano (2 stelle), il Maestro della pizza Franco Pepe e, a grande richiesta, il ritorno dello statunitense dalla storia strappalacrime Hans Rueffert. Da non tralasciare anche la presenza della Macelleria Damini & Affini, del siciliano Pino Cuttaia de La Madia (2 stelle), del pizza ricercatore Renato Bosco (3 spicchi nella categoria pizza gourmet) e della pizzeria romana Sforno, di Massimo Spigaroli della Antica Corte e Pallavicina della Bassa Parmense (1 stella), della nuova ambasciatrice della cucina slovena nel mondo Ana Ro¨ del Ristorante Hi¨a Franko di Caporetto e infine dei nostri Andrea Canton de La Primula ed Emanuele Scarello degli Amici di Godia, due tra i principali alfieri della cucina del Friuli Venezia Giulia.


Volcanic Wines fa tappa il Sardegna, a Mogoro-Oristano, il 26 e 27 settembre

Continua il viaggio lungo l’Italia delle  terre del fuoco di Volcanic Wines che venerdì 26 e sabato 27 settembre farà tappa in Sardegna, a Mogoro (Or). Grazie alla Cantina Sociale Il Nuraghe di Mogoro, che ha aderito di recente  al progetto, si torna a parlare di vini vulcanici, ma anche ad assaggiarli, con particolare attenzione a quelli della bella Ichnusa. Due giorni intensi di visite e dibattiti per approfondire  la capacità di veicolare un messaggio di distinzione e unicità per i vini provenienti da suoli magmatici. Ma non solo.   La natura del progetto che anima Volcanic Wines offre grandi potenzialità sia come opportunità di lavorare in rete, sia come flessibilità e dinamicità del format che opera in più direzioni a partire dalla ricerca per continuare sulla comunicazione, sulla promozione dei vini, ma anche dei territori, con uno sguardo puntato all’enoturismo soprattutto in previsione dell’Expo 2015. Temi che verranno discussi nella giornata di sabato dedicata al dibattito con  interventi che consentiranno di conoscere le particolarità del territorio della Marmilla e l’influenza del vulcano del Monte Arci, gli aspetti del vulcanismo e il paesaggio. Partners dell’evento, oltre il Consorzio del Soave, i Comuni di Sardara e di Mogoro, Laore, Coldiretti Sardegna e Campagna Amica, la Cantina Su Entu di Sanluri, la Cia, la Cantina del Bovale di Terralba, il GAL Marmilla. (Clicca per leggere il programma completo)


Ca’ del Bosco ospita le delegazioni dei Ministri dell’Agricoltura europei

Ca’ del Bosco ospiterà nella giornata di domenica 28 settembre 2014, come rappresentante dell’eccellenza franciacortina, le delegazioni dei Ministri dell’Agricoltura europei, a Milano per il Consiglio informale Agrifish in occasione del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea. Come d’abitudine per i Consigli informali Agrifish, sono previste visite in luoghi di particolare interesse per il settore agroalimentare e vitivinicolo. Il Consorzio per la tutela del Franciacorta ha individuato – su candidatura spontanea, poi selezionata da un bando del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – un’azienda vitivinicola rappresentativa sul piano produttivo e tecnologico che potesse ospitare le delegazioni per una visita e per la cena di gala con degustazione di vini e prodotti tipici. “Si tratta di un’occasione eccezionale per il nostro territorio, il potersi presentare ad un pubblico competente ed internazionale quale quello dei 28 Ministri dell’Agricoltura europei – ha dichiarato Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta - la scelta del Ministro Martina di portare in Franciacorta i colleghi europei è un segnale di grande intuizione, soprattutto in questo periodo di attesa per l’Esposizione Universale.” (Click to read more)







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