Sam Lindo, enologo dell'anno del Regno Unito, al Tasting Ex..press di Vinitaly 2011

Camel Valley, Nyetimber, Bolney Estate, Denbies...e tanti altri: sono gli spumanti inglesi metodo classico che i lettori di Euposia hanno imparato a conoscere attarverso i nostri reportage in Inghilterra e le nostre degustazioni. Protagonisti assoluti delle tre edizioni del nostro Challenge internazionale, gli spumanti inglesi saranno al centro del "Tasting Ex...press" del 2011. Vinitaly anche quest'anno ha infatti voluto confermare la fiducia alla nostra testata e dopo tre appuntamenti "sold out" dedicati all'Amarone - alle sue brand new, alle donne protagoniste dell'Amarone, ed ai "classici" - nella prossima edizione della principale rassegna mondiale del vino (fra l'altro dedicata alle "bollicine" italiane), parleremo delle bollicine di Sua Maestà. L'appuntamento è per sabato 9 aprile, con inizio alle ore 15,30, al Primo Piano del PalaExpo. Ad illustrare i vini, ci saranno produttori ed enologi, fra cui Sam Lindo, premiato come miglior enologo inglese nel 2010.

Sam Lindo, enologo dell'anno del Regno Unito, al Tasting Ex..press di Vinitaly 2011



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PASSI AVANTI nella TUTELA DEL PROSECCO IN AUSTRALIA

Premessa. Nel 2011 l’allora neonato Consorzio di tutela Prosecco Doc conseguì un grande successo: l’inserimento della DO Prosecco nell’ambito dell’accordo bilaterale UE – USA sul commercio dei vini. Con l’implementazione degli allegati dell’accordo concluso nel 2006, gli americani riconobbero l’esclusività nell’utilizzo del termine Prosecco alle produzioni ottenute nel rispetto del disciplinare della denominazione italiana. Tale risultato lasciò di stucco gli osservatori internazionali e gli stessi francesi tuttora impegnati nell’annosa lotta contro l’impiego del termine american champagne utilizzato negli Stati Uniti per gli spumanti prodotti oltreoceano. “L’accordo siglato con gli Usa fu un grande evento – spiega il presidente del Consorzio di tutela della doc Prosecco Stefano Zanette – Ma dal 2011 ad oggi abbiamo lavorato senza sosta e il risultato sono le numerose azioni di respiro internazionale avviate sul fronte della tutela, sia all’interno della UE dove pur vige una normativa riconosciuta, sia in Paesi extra UE, in particolare e Cina e Australia, finora restii a riconoscere le nostre denominazioni”. In tale contesto, la recente missione in Australia a cui ha attivamente preso parte il Direttore del Consorzio Luca Giavi, assume un significato particolarmente rilevante. Nell’incontro avvenuto domenica 20 luglio a Sidney presso la sede dell’Italian Trade Agency, insieme al Direttore Giavi del Consorzio Prosecco Doc sedevano per la parte italiana anche il Direttore Generale del Ministero Sviluppo Economico Amedeo Teti, l’Ambasciatore Pier Francesco Zazo e Andrea Nicolaj first counsellor della UE in Australia. Per la controparte, presenziavano Tony Battaglene del WFA (Winemakers Federation of Australia) e un Matthew Koval del Dipartimento dell’Agricoltura del Governo Australiano. Un incontro ufficiale fortemente sollecitato dal Consorzio, volto a porre le basi di un accordo che sancisca il riconoscimento delle denominazioni di origine protetta Prosecco nell’ambito dell’accordo bilaterale tra Unione Europea e Australia. E mentre giovedì 24 luglio il Consorzio faceva ritorno a Treviso, si svolgeva a Roma nella sede del Ministero Sviluppo Economico, il “Tavolo Agroalimentare” durante il quale è stata toccata anche la questione “Prosecco australiano”. “L’ipotesi al vaglio – ha affermato il vice Ministro Carlo Calenda dichiarandosi fiducioso - è che l’Australia accolga la richiesta avanzata dalla Comunità Europea relativamente all’accettazione da parte della aziende australiane che attualmente immettono nel mercato prodotti con il nome della DO italiana, di un periodo phasing-out, al termine del quale le stesse non potranno più utilizzare la denominazione in questione”. (Click to read more)


Grace Koshu 2012, provocazione giapponese: la degustazione

Federico Bruera, importatore di origini argentine ex rugbista, mi offre questa “chicca” dal lontano oriente. Un vino bianco giapponese, fermo, prodotto dalla Cantina Grace con l’uva Koshu. Interessante e particolare l’assaggio. Le uve provengono dai vigneti di Katsunuma, sull’isola di Honshu, ad ovest di Tokyo. Vendemmiato ad ottobre 2012, fermentazione in acciaio, enologo Ayana Misawa. La Cantina Grace Wine, Chuo Budoshu in giapponese, venne fondata nel 1923. l’Uva Koshu venne coltivata per la prima volta piu’ di 1.000 anni fa nella regione caucasica. Arrivò in Giappone insieme al buddismo, attraverso la via della seta, passando per la Cina. Si adattò e mise profonde radici in Giappone. Quando iniziò la vitivinicoltura nel paese del Sol Levante, nel 1874, divenne velocemente non solo la principale, ma anche la piu’ importante varietà coltivata. Il Koshu offre grandi sentori di frutta esotica, come di pompelmo rosa. Qesta azienda familiare venne fondata da Chotaro Misawa, ed oggi alla quarta generazione con Shigekazu Misawa, la cui figlia Ayana è il winemaking. Il corpo principale è ancora a Katsunuma, città di circa 9.000 abitanti nel distretto di Higashiyamanashi e produce prevalentemente Koshu. Katsunuma è il cuore della viticoltura nipponica, regione favorita dal clima e dalle particolarità del suolo, dalla sua posizione collinare. Sin dal 1990 la famiglia si è concentrate sulla produzione di uva per vino ed imbottigliamento. E’ sempre stata all’avanguardia nella ricerca dell’eccellenza nella produzione di vini made in Japan, compatibili anche con le piu’ recenti modalità di salvaguardia ambientale, e , probabilmente, la piu’ prestigiosa cantina del Sol Levante. Bianco chiarissimo, leggero (circa 10 gradi) poco acido, fresco, dal sapore fruttato con sentori di agrumi e pesca, sembra adattarsi perfettamente alla cucina giapponese e ad una cucina salutare fatta di pesce, frutti di mare e verdure fresche. E così lo servono gli chef stellati di Tokyo. (Click to read more)


Dino Marchi ci ha lasciato

Dino Marchi, per moltissimi anni deus ex machina dell'Ais del Veneto, ci ha lasciato. In tutti quelli che lo hanno conosciuto, che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, di degustare con lui, di averlo come giudice, ma - soprattutto - di averlo come amico resta il ricordo di una persona perbene, innamorata del suo lavoro e della sua famiglia, attenta e disponibile, sempre positiva e propositiva. Ha difeso, sostenuto, promosso il vino veneto ed italiano in tutte le occasioni, apportando il suo patrimonio di profonda conoscenza. Lo ha fatto sempre, per tanti anni, iniziando quando il vino non era di moda e vincente. Un amico di Euposia. Una grande perdita per il nostro mondo. Oggi ci uniamo al dolore dei suoi familiari. You'll never walk alone, Dino.


L’azienda vitivinicola Mustilli di Sant’Agata dei Goti per Bill De Blasio

L’Aglianico e la Falanghina di Sant’Agata dei Goti per Bill De Blasio, sindaco di New York originario dell’antico borgo sannita. Una tiratura limitata di sole 100 bottiglie per celebrare l’elezione di De Blasio a sindaco della più importante città statunitense. L’omaggio viene dalla famiglia Mustilli viticoltori in Sant’Agata dei Goti dal 1700 che ha voluto dedicare al Primo cittadino di New York un’etichetta speciale disegnata dal celebre illustratore inglese David Atkinson. I vini rappresentano la più alta espressione del territorio di Sant’Agata dei Goti e la storia della famiglia Mustilli: l’Aglianico e la Falanghina, la cui riscoperta e valorizzazione si deve proprio alle ricerche appassionate di Leonardo Mustilli. L’etichetta di David Atkinson, illustratore della Regina Elisabetta e firma nota nel mondo del vino, rappresenta il centro storico di Sant’Agata che evolve dentro Mulberry Street, Little Italy, negli anni Venti. , spiega Paola Mustilli che insieme alla sorella Anna Chiara guida la storica azienda familiare. Le prime due magnum furono inviate a New York all’indomani dell’insediamento di De Blasio che ora, nel suo viaggio in Campania, ha voluto recarsi in Sant’Agata dei Goti per riallacciare i fili della memoria e ringraziare la famiglia Mustilli di persona.


PREMIO MASI: ANDREA BOCELLI, SVETLANA ALEXIEVICH, UMBERTO CONTARELLO, MARIO ISNENGHI E ASSOCIAZIONE VILLE VENETE (NELLA PERSONA DEL PRESIDENTE ALBERTO PASSI) SONO I PROTAGONISTI DELLA 33^ EDIZIONE

Andrea Bocelli, Svetlana Alexievich, Umberto Contarello, Mario Isnenghi e l’Associazione Ville Venete, nella persona del presidente Alberto Passi, sono i vincitori del Premio Masi che il prossimo 27 settembre taglierà il traguardo della sua 33^ edizione. Il ‘pokerissimo’ delle tre sezioni del Premio (Civiltà del Vino, Grosso d’Oro Veneziano e Civiltà Veneta) è stato diffuso oggi dalla Fondazione Masi, organizzatrice del riconoscimento assegnato ogni anno a personalità che si sono distinte nelle diverse discipline per il loro impegno nella promozione di valori universali. Ad aprire la cinquina dei vincitori è Andrea Bocelli designato per il Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino. Definito dal New York Times come il “più popolare cantante d’opera di tutti i tempi”, Bocelli annovera il vino nella triade delle sue grandi passioni, assieme a musica e cavalli. Interprete di terza generazione, con suo fratello Alberto, della cultura ‘della terra’ assorbita tra i 120 ettari di famiglia, di cui 8 destinati a vigneto, a Lajatico, nel cuore della Val d’Era in provincia di Pisa, viene premiato perché “con la sua autorevolezza di artista, assieme alla passione di produttore e alla gioia di estimatore, contribuisce a dare lustro al vino, diffondendo il messaggio che una bottiglia di vino è di fatto una bottiglia di felicità”. Viene dall’Est la protagonista del Grosso d’Oro Veneziano del 33° Premio Masi, assegnato in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera. Svetlana Alexievich, giornalista e scrittrice bielorussa, è stata la cronista degli eventi più importanti dell’Unione Sovietica della seconda metà del XX secolo, che sono stati ispirazione anche dei suoi libri più famosi (La guerra non ha un volto di donna; Ragazzi di Zinco; Preghiera per Chernobyl) tradotti in diverse lingue e oggetto di premi internazionali. A sostenere le motivazioni dell’assegnazione del Premio Masi 2014 “lo straordinario lavoro di indagine compiuto dalla giornalista nel periodo sovietico e post comunista con cui ha dato voce in Occidente ai sentimenti della gente comune e ai drammi irrisolti della società est europea”. Il Premio Masi Civiltà Veneta 2014 porta le firme di Umberto Contarello, Mario Isnenghi e l’Associazione Ville Venete nella persona di Alberto Passi. Padovano, recensito dalla critica come lo sceneggiatore del ‘migliore cinema italiano degli ultimi anni’, Umberto Contarello ha collaborato con i principali registi italiani (tra cui: Carlo Mazzacurati, Gabriele Salvatores, Michele Placido, Fabrizio Bentivoglio) contribuendo a creare uno stile di sceneggiatura originale per ricchezza di dettagli e approdando all’Oscar con “La grande bellezza” (2014) che ha sceneggiato con Paolo Sorrentino. (Click to read more)


VINÒFORUM L’UNDICESIMA EDIZIONE IN PILLOLE

Numeri importanti e in crescita rispetto all’anno scorso per l’edizione 2014 de Lo Spazio del Gusto di Vinòforum, la manifestazione capace di riunire a Roma le migliori aziende vitivinicole e gastronomiche italiane e internazionali in un evento che promuove la cultura enogastronomica tra business, formazione ed entertainment. 44.000 i visitatori che hanno partecipato alla kermesse 10.000 i metri quadrati di “spazio del gusto” 500 le aziende espositrici 2.500 le etichette in degustazione 19.500 le bottiglie stappate 5.270 operatori del settore accreditati 280 i giornalisti ospiti della manifestazione 176 gli eventi accolti 61 Food Show 56 gli Chef di primissimo livello protagonisti della kermesse 20 i Temporary Restaurant 110 gli appuntamenti in città per il fuori salone “Vinòforum Around” 66.000 le visite al sito internet 23.657 i social followers Entusiasti i protagonisti della manifestazione, che commentano così l’11° edizione: “I partecipanti a Vinòforum crescono costantemente sia in termini di esperienza che come esigenze/aspettative. Ciò rende il nostro lavoro sempre più impegnativo e stimolante, con un pubblico sempre meno "bevitore" e sempre più "interattivo". Una sfida che ci piace cogliere e che ci arricchisce giorno dopo giorno. L'esperienza Banfi in un aggettivo? Rassicurante (come a dire, passano le stagioni e le mode, ma Vinòforum c'è sempre)” ha commentato così Rodolfo Maralli, Sales and Marketing Director di Banfi. (Click to read more)


20-21 settembre 2014 Festival Franciacorta in Cantina

Il Festival Franciacorta in Cantina torna, per il quinto anno, sabato 20 e domenica 21 settembre, per salutare l’estate e festeggiare l’arrivo dell’autunno. I visitatori avranno la possibilità di conoscere il Franciacorta percorrendo la Strada del Vino, attraverso i numerosi eventi organizzati in un ricco programma di appuntamenti di cantina in cantina. Anche questa edizione del Festival Franciacorta promette un fine settimana all’insegna del relax durante il quale alternare momenti di intrattenimento ad altri di approfondimento, non solo in ambito enogastronomico. La Strada del Vino infatti è ricca di luoghi d’interesse storico e artistico e offre la possibilità di visitare castelli, monasteri e musei. (Click to read more)


I FORMAGGI DELLA MONTAGNA ITALIANA SI DANNO APPUNTAMENTO SUL MONTE GRAPPA

La Rassegna dei Formaggi del Grappa compie 18 anni. Nata con lo scopo di salvaguardare l’attività zootecnica e casearia delle malghe locali, garantire una corretta remunerazione dell’attività di alpeggio e valorizzare le produzioni agroalimentari tipiche, come Morlacco e Bastardo del Grappa che - anche grazie a questa rassegna - hanno potuto vivere una vera riscoperta. Oggi, la Rassegna organizzata da A.Pro.La.V. l’Associazione Produttori Latte del Veneto, con il sostegno della Provincia e della Camera di Commercio di Treviso e del Comune di Borso del Grappa e il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, vuole porsi come motore di un movimento culturale che, attraverso la riscoperta della produzione casearia montana, promuova valori come la produzione di formaggi tradizionali di qualità superiore, la tutela della biodiversità (quella microbica che rende ciascun formaggio di malga unico e inimitabile), una zootecnia lontana dai ritmi industriali più giusta e sana, oltre che la conservazione dell’ambiente montano attraverso il mantenimento degli alpeggi. Tutti coloro che amano la montagna e i suoi prodotti tipici non possono quindi perdere l’appuntamento di Domenica 3 agosto 2014 a Campocroce di Borso del Grappa, presso i locali della Malga omonima, dove si terranno la mostra e i concorsi dedicati non solo alle produzioni del Monte Grappa, Morlacco e Bastardo in primis ma anche Monte Cesen, ricotte fresche e affumicate e formaggi affinati tra fieni ed erbe dai profumi inebrianti. Ma – da questa edizione – la rassegna si apre anche al panorama nazionale ospitando anche una finestra sul panorama del Formaggi di Malga Italiani. (Click to read more)


CHAMPAGNE MARGUERITE GUYOT SCEGLIE ALSER COME NUOVO DISTRIBUTORE PER L’ITALIA

Champagne Marguerite Guyot ha un nuovo distributore per l’Italia. Si tratta di ALSER, società con sede a Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, specializzata nella selezione e distribuzione di vini, distillati e prodotti alimentari italiani e internazionali di alta gamma. “Abbiamo scelto Alser, spiega Florence Guyot, titolare della prestigiosa Maison champenoise, perché abbiamo riscontrato una perfetta sintonia tra le nostra filosofia e le strategie commerciali del nostro nuovo partner, caratterizzate da un forte orientamento alla qualità, al prestigio, all’armonia tra i prodotti, la comunicazione e il marketing. Gli Champagne Marguerite Guyot sono nati per regalare emozioni e raccontare la storia del loro terroir: Alser ha colto perfettamente questo messaggio e lo ha subito fatto proprio”. (Click to read more)


Un lievito a chilometri zero per il Lison Docg

Un lievito autoctono, a chilometri zero, che esalta le naturali sfumature aromatiche del Lison Docg e ne rafforza l’identità territoriale. Da molti anni vengono utilizzati in cantina lieviti selezionati con il grande vantaggio, controllando la fermentazione alcolica, di ottenere un prodotto di elevata qualità e costante tra le diverse annate. Ciascuno di questi lieviti, isolato in una specifica area geografica ma presente sul mercato internazionale, può potenzialmente essere impiegato da vinificatori in tutto il mondo. A questa diffusione globale è associato perciò il pericolo di una standardizzazione del gusto e un appiattimento nelle tipologie degli aromi particolarmente grave nel caso dei vini regionali. Con lo scopo di rafforzare l’identità del Lison classico, il Consorzio Vini Venezia, con il supporto scientifico dell’Università di Padova ed in collaborazione con Veneto Agricoltura, ha svolto una ricerca che ha permesso di selezionare il lievito autoctono dell’area della DOCG Lison. (click to read more)







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