Sam Lindo, enologo dell'anno del Regno Unito, al Tasting Ex..press di Vinitaly 2011

Camel Valley, Nyetimber, Bolney Estate, Denbies...e tanti altri: sono gli spumanti inglesi metodo classico che i lettori di Euposia hanno imparato a conoscere attarverso i nostri reportage in Inghilterra e le nostre degustazioni. Protagonisti assoluti delle tre edizioni del nostro Challenge internazionale, gli spumanti inglesi saranno al centro del "Tasting Ex...press" del 2011. Vinitaly anche quest'anno ha infatti voluto confermare la fiducia alla nostra testata e dopo tre appuntamenti "sold out" dedicati all'Amarone - alle sue brand new, alle donne protagoniste dell'Amarone, ed ai "classici" - nella prossima edizione della principale rassegna mondiale del vino (fra l'altro dedicata alle "bollicine" italiane), parleremo delle bollicine di Sua Maestà. L'appuntamento è per sabato 9 aprile, con inizio alle ore 15,30, al Primo Piano del PalaExpo. Ad illustrare i vini, ci saranno produttori ed enologi, fra cui Sam Lindo, premiato come miglior enologo inglese nel 2010.

Sam Lindo, enologo dell'anno del Regno Unito, al Tasting Ex..press di Vinitaly 2011



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Una Costituente per lo Sviluppo Sostenibile dell’Italia del vino: la proposta del Forum per la Sostenibilità del Vino

E’ stato presentato il Primo Rapporto sulla Sostenibilità del Vino promosso dal Forum per la Sostenibilità del Vino, fulcro di una proposta costitutiva della comunità tecnicoscientifica per lo sviluppo sostenibile del comparto. Sono oltre 500 le aziende vitivinicole italiane che hanno aderito ad uno dei 15 programmi improntati allo sviluppo sostenibile della filiera, un percorso che ha visto coinvolte 31 università e centri di ricerca, 10 associazioni ed istituzioni governative nell’intento di qualificare processi e prodotti sostenibili italiani sui mercati anche internazionali, una rete di imprese del peso di almeno ¤.3,1 mld. di fatturato. Ma sono addirittura l’80% delle oltre 1000 imprese del vino che hanno aderito alle indagini conoscitive promosse dal Forum a considerare la sostenibilità quale primodriver strategico del loro sviluppo, le stesse imprese che dimostrano chiari ed omogenei orientamenti alla sostenibilità impregnati di azioni di miglioramento del territorio, del processo e del prodotto, e della redditività aziendale. Convergenze che trovano applicazioni concrete nei modelli di gestione proposti dai 15 programmi nazionali dalla cui disamina emergono chiaramente Tre Macro Indicatori della Sostenibilità Ambientale con il sostegno di del Vino: le Emissioni di GHG (anche correlate al consumo di Energia), il consumo e l’inquinamento dell’Acqua, il mantenimento e la tutela della Biodiversità. Un nuovo paradigma positivo di impresa che anche attraverso l’innovazione tutela i territori e salvaguarda il reddito dell’agricoltore, superando il conflitto storico tra istanze sociali, ambientali ed economiche (nella foto il primo vino italiano certificato carbon neutral, il Pinot Grigio Santa Margherita destinato al mercato canadese) ed esaltandone anzi l’integrazione a livelli di benessere superiore. Un percorso di accrescimento culturale, per il miglioramento della qualità dei prodotti e per una nuova coesione sociale. Questi sono solo alcuni dei tratti del movimento esploso in italia per la sostenibilità del vino, non solo legati all’ambiente ma anche alla società e all’economia, e ai quali il Forum per la Sostenibilità del Vino contribuirà a dare un volto ed una prospettiva di affermazione sulle tavole degli appassionati consumatori di tutto il mondo, anche grazie alla sua capacità d i aggregazione degli attori della filiera. (Click to read more)


OPENWINE PARTESA: IL 27 OTTOBRE ALLA CITTÀ DEL GUSTO APPRODA A ROMA L’EVENTO ESCLUSIVO PER GLI OPERATORI DELL’ HO.RE.CA.

L’OpenWine di Partesa – network distributivo specializzato nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca. – arriva finalmente a Roma il prossimo 27 ottobre. Per i suoi ospiti, Partesa ha pensato a una location davvero ad hoc: la sala del primo piano della Città del Gusto, il ‘tempio’ della cultura enogastronomica per professionisti e amatori, con sede in via Enrico Fermi 161. Dalle ore 14:00 alle 20:30 l’OpenWine sarà l’occasione per l’incontro diretto tra i professionisti di Partesa, i produttori vinicoli di importanti etichette e gli operatori dei principali ristoranti, enoteche e winebar del territorio. (Click to read more)


GUALA CLOSURES GROUP APRE NEGLI STATI UNITI D’AMERICA

Guala Closures Group, multinazionale italiana leader mondiale nella fabbricazione di chiusure in alluminio per superalcolici, vino e bevande, ha aperto il suo primo impianto di produzione di chiusure per il vino negli Stati Uniti a Fairfield, nel cuore della regione vinicola della California, per servire il mercato locale, costituito da migliaia di piccoli produttori. La particolarità del nuovo sito statunitense è rappresentato dal “Design studio”, il centro di innovazione e design più avanzato al mondo del settore, per la creazione di chiusure altamente innovative nel design ed attraenti esteticamente, volto a rispondere alle esigenze di immagine e di marketing anche dei piccoli produttori. L’impianto, infatti, è l’unico al mondo in grado di gestire ordini fino a 1.000 pezzi grazie all’utilizzo di una tecnologia all’avanguardia. Finora, infatti, il mercato americano del vino viene servito dall’impianto produttivo di Guala Closures in Messico che, tuttavia, realizza ordini minimi di 100.000 unità; si tratta un numero eccessivo per le innumerevoli case vinicole della Napa Valley che hanno produzioni meno elevate. (Click to read more)


Campari svela la copertina del Calendario Campari 2015 e annuncia la data del lancio ufficiale per l’edizione 2015

Campari® svela oggi l’immagine di copertina del Calendario 2015, dal titolo “Mythology Mixology”, annunciando che sarà presentato ufficialmente il 5 novembre prossimo. L’iconica immagine di copertina del Calendario ritrae la splendida protagonista femminile di quest’anno, Eva Green, in un meraviglioso abito da sera rosso in posa accanto a una macchina del tempo Campari, che rappresenta le date principali della ricca e variopinta storia del marchio e celebra dodici dei cocktail classici più amati di sempre. Un viaggio costellato di storie affascinanti che ripercorre il glorioso passato del marchio Campari, dalle sue origini più di 150 anni fa fino ad oggi. Una reinterpretazione in chiave contemporanea che invita gli amanti del brand a guardare al futuro e a immaginare le infinite prospettive di questo marchio senza tempo. La posa accattivante della musa Eva invita gli appassionati a seguirla in un viaggio: l’affascinante eroina ci guida attraverso una reinterpretazione in chiave contemporanea della storia del brand, celebrando le ricette dei classici cocktail conosciuti e apprezzati in tutto il mondo ancora oggi. Gli scatti dell’edizione 2015 del Calendario sono firmati Julia Fullerton-Batten, celebre fotografa d’arte acclamata in tutto il mondo e prima donna a capo del progetto Calendario Campari. Il Calendario Campari, stampato in sole 9.999 copie, non sarà in vendita, ma verrà distribuito agli amici di Campari in tutto il mondo. (Click to read more)


HOFSTÄTTER: LA MENZIONE “VIGNA” DIVENTA IL CRU DEL TERRITORIO

E’ ufficiale anche in Alto Adige: se l'etichetta di un vino riporta la “Vigna”, deve trattarsi di un vino che proviene da una parcella ben definita, iscritta nei registri provinciali. Un concetto di Cru, inteso come massima espressione del territorio e garanzia della provenienza di un vino, in cui la cantina Hofstätter crede già da tempo e che ora trova la sua regolamentazione. «Nella nostra regione siamo stati i primi ad indicare il nome della “Vigna” - spiega Martin Foradori Hofstätter – perchè da sempre vinifichiamo separatamente le uve e ne teniamo anche la contabilità nei registri. Ora in Alto Adige per classificare un vigneto come “Vigna”, il viticoltore deve iscriverlo nei catasti ufficiali oppure dimostrare che da anni le uve di quella parcella vengono vinificate per un singolo vino con la sua specifica menzione». (Click to read more)


LO CHAMPAGNE JACQUART ENTRA ALLE GALERIES LAFAYETTE

Lo Champagne Jacquart entra alle Galeries Lafayette con un accordo esclusivo di tre anni, a partire dal 1 novembre 2014 e fino al 31 dicembre 2017. Prende il posto di una delle marche leader a livello mondiale, di proprietà del maggiore gruppo globale operante nel settore. L’accordo prevede per Jacquart i punti seguenti: - Servizio à la coupe in tutti i ristoranti e i bar delle Galeries Lafayette; - Presso le Galeries Lafayette di Parigi, vetrina al primo piano e servizio al bar del secondo piano; - Sempre alle Galeries Lafayette di Parigi, presenza al bar della terrazza nella bella stagione; - Vetrina e presenza in carta alle Galeries Lafayette di Berlino; - Esposizione e servizio presso il BHV di Parigi (di proprietà delle Galeries Lafayette); - Oltre 50 punti di servizio in tutta la Francia. Galeries Lafayette è un gruppo francese specializzato nella grande distribuzione di prodotti non alimentari e presente in tre aree di mercato: i grandi magazzini, i supermercati cittadini e la finanza. L’azienda nacque nel 1893 a opera di Théophile Bader e Alphonse Kahn, che aprirono a Parigi una merceria chiamata “Aux Galeries Lafayette”. Qui crearono i loro primi laboratori di confezione di moda, vendendo i loro prodotti. L’inaugurazione del celebre magazzino parigino di Boulevard Haussmann avvenne nel 1912. Da allora, Galeries Lafayette è sinonimo dello shopping transalpino di qualità, in Francia e nel resto del mondo. (click to read more)


Enoteca Regionale del Barbaresco: non sarà come il "glorioso 1971", ma il 2014 sarà un grande millesimo

Adesso che le operazioni di vendemmia si sono concluse,l'Enoteca Regionale del Barbaresco si sblinacia: il Barbaresco 2014 sarà senz’altro un vino grande, longevo e ricco di personalità. In un’Italia settentrionale che nel 2014 ha dovuto convivere con un clima dove le fasi fredde hanno spesso superato quelle calde, anche in piena estate, il Piemonte ha potuto contare su condizioni atmosferiche assai migliori che regaleranno vini di ottima qualità e piacevolezza. In un contesto regionale già positivo, la zona del Barbaresco segnala una situazione ancora più privilegiata, la più lusinghiera probabilmente di tutto il Nord Italia. Dal punto di vista generale, come nel resto del Piemonte, nella zona del Barbaresco l’inverno è stato mite, la primavera si è sviluppata in modo favorevole, in particolare nelle fasi cruciali della fioritura e dell’allegagione. A un’estate alterna, con periodi caldi e altri più freschi, è seguito un mese di settembre “impeccabile”, caldo di giorno e fresco di notte, proprio il clima che più predilige un vitigno tardivo come il Nebbiolo. La pianta ha reagito bene a questo andamento climatico, adattandosi alle susseguenti condizioni atmosferiche. Così, la germogliazione è stata precoce, come la fioritura e l’allegagione; poi, gradatamente, questa precocità si è attenuata, fino a portare la maturazione dei grappoli in un’epoca che potremmo definire canonica. La lentezza dello sviluppo vegetativo e della maturazione ha evitato alla pianta qualsiasi stress e soprattutto ha aiutato la vite a compiere il cammino verso la maturazione dei grappoli con la giusta lentezza, senza brusche accelerazioni o rallentamenti. Molte zone, soprattutto nell’Italia del Nord-Est, lamentano eccessi di pioggia, con forti accumuli di umidità nel terreno e nell’aria. Anche per questo aspetto, l’aera del Barbaresco è stata privilegiata: sulle colline di Barbaresco, Treiso, Neive e di San Rocco Seno d’Elvio sono caduti oltre 100 millimetri in meno di acqua rispetto al resto del Piemonte. Anche la grandine, che ha colpito molte zone italiane e piemontesi, non ha interessato l’area del Barbaresco e questo è un altro assist a favore della qualità del Barbaresco 2014. Il viticoltore ha fatto il resto: con atteggiamento meticoloso, i vignaioli della zona del Barbaresco hanno assecondato lo sviluppo vegetativo e produttivo delle vigne, intervenendo al momento giusto con i trattamenti necessari e, soprattutto, dedicando ai filari le cure agronomiche che aiutano la pianta a compiere al meglio il percorso annuale. (Click to read more)


Dal 23 al 25 ottobre a Palazzo Roccabruna tre giorni di degustazione di pani trentini abbinati a specialità gastronomiche della tradizione

Attività millenaria che accompagna lo sviluppo della civiltà umana fin dalle sue origini, l’arte di fare il pane è una pratica gastronomica che si intreccia alla storia popolare di ogni territorio. Così è anche in Trentino dove ci sono testimonianze che riguardano la produzione del pane, raccolte negli antichi statuti delle città, che risalgono al 1183. La motivazione delle disposizioni è spesso quella di evitare frodi. Nello statuto di Trento del 1714 il legislatore dispone che il pane venga venduto per pezzatura sempre e comunque allo stesso prezzo. A Cles, secondo la Carta di Regola del 1641, i fornai - allora chiamati alla latina “pistori” (pistor in latino è il fornaio) - devono essere in grado di garantire, oltre alla giusta cottura, “tutto l'anno pane da vendere al prezzo et pesa che di tempo in tempo sarà stabilito dalle Superioritade". A Trento, poi, un proclama del 4 dicembre 1815 stabilisce che “i pistori" possano esercitare la propria arte solo su autorizzazione dell’autorità competente che conferisce loro il sigillo pubblico da applicare su ogni pane sfornato e venduto presso i pubblici “fondaci". A partire dagli anni venti del Novecento si fa più frequente la documentazione sui tipi di pane più in voga, molti dei quali si ritrovano ancor oggi nei banchi dei fornai trentini, come i “bechi panzalini”, la “bina” e il “gramolà” per non citarne che alcuni. In omaggio a questa tradizione Palazzo Roccabruna e l’Associazione panificatori della Provincia di Trento, con la collaborazione dell’Istituto professionale alberghiero, propongono dal 23 al 25 ottobre dalle 17.00 alle 22.00 tre giorni di degustazione di alcune fra le più tradizionali forme di pane trentino, abbinato a specialità e vini della nostra enogastronomia. (Click to read more)


WEEKEND DI GUSTO SUL GARDA CON “TUTTOLIO” E LA FESTA DEL MARRONE DOP DI SAN ZENO

Doppio appuntamento all’insegna del gusto questo weekend sul Garda con Tuttolio e la Festa delle castagne e del Marrone DOP di San Zeno di Montagna. Domenica 19 ottobre nella splendida cittadina di Malcesine va in scena Tuttolio: un’escursione tra gli oliveti che si specchiano sul Garda, la visita alla ghiaccia e alle antiche piante da cui nasce l'Olio di Malcesine, la scoperta del frantoio, la molitura e la degustazione dell’olio nuovo, un pranzo all’insegna dei prodotti locali e l’affascinante discesa a valle del bestiame dal pascolo estivo. La kermesse sarà preceduta dalle passeggiate tra gli oliveti e dal convegno “Olivi e Olio di Malcesine” che si terrà sabato 18 ottobre presso il Palazzo dei Capitani di Malcesine e che sarà accompagnato dall’esposizione di prodotti a base d’olio e dal loro assaggio. Al Marrone DOP di San Zeno di Montagna è dedicata invece la Festa che ogni anno anima tre weekend d’autunno. L’appuntamento per il 2014 è per il 18 e 19 ottobre, il 25 e 26 ottobre 2014 e l’1 e 2 novembre 2014. La Festa delle castagne e del Marrone DOP di San Zeno di Montagna sarà l’occasione per conoscere da vicino questo prodotto, figlio di un matrimonio perfettamente riuscito fra la mitezza del Lago di Garda e le peculiarità del Baldo. L’edizione 2014 si arricchisce di 2 importanti novità: i 5 menu degustazione, proposti in altrettanti ristornati locali dall’11 ottobre al 16 novembre (www.ristosanzeno.it) e il Concorso Nazionale dei dolci a base di castagne, promosso in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Castagno che verrà ospitato per la prima volta proprio a San Zeno l’8 e 9 novembre. (Clicca per leggere il programma completo)


VENDEMMIA 2014 IN SICILIA: SI E' PRODOTTO MENO MA CON QUALITA'

Ancora pochi giorni di raccolta sull'Etna e poi, anche in Sicilia, la vendemmia 2014 sarà definitivamente conclusa. Si respira aria di ottimismo tra i produttori siciliani che possono archiviare con orgoglio e soddisfazione, giunti al traguardo , un’ annata davvero particolare tra le più lunghe dell'ultimo decennio, soprattutto se si tiene in conto il contesto nazionale particolarmente complesso e difficile che ha caratterizzato questa vendemmia in Italia e in Europa. In Sicilia si è prodotto di meno, soprattutto ad occidente, ma la qualità delle uve portate in cantina è rilevante, un fattore che in molti ritengono possa trasformarsi in un vantaggio competitivo da spendere sul mercato. "Una buona vendemmia anche se meno produttiva – spiega Antonio Rallo, presidente Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia - chi ha ben gestito il vigneto ha portato a casa uve sane e mature. Per i vini della DOC Sicilia si profila un'opportunità importante: dobbiamo saper sfruttare questo vantaggio competitivo con una corretta informazione e più impegno sull'export”. Lunga quasi cento giorni - è iniziata a fine luglio con la raccolte delle uve precoci per le basi spumante e si concluderà nei primi giorni di novembre con le uve di Nerello Mascalese, a quota 1000 metri sull’’Etna. Le piogge che si sono protratte sino a inizio estate con temperature mediamente più fresche (in alcuni casi di 5 gradi in meno rispetto le medie stagionali registrate negli anni precedenti) hanno comportano maturazioni più prolungate in forza dell'andamento climatico più fresco rispetto al 2013 e anche al 2012. Il primo vitigno a essere vendemmiato è stato lo chardonnay nella prima decade di agosto. Successivamente sono state raccolte le altre uve a bacca bianca autoctone ( Inzolia, Catarratto, Grillo). Le quantità rispetto al 2013 fanno registrare una diminuzione di circa 20/25% per le uve a bacca bianca che daranno vita a vini più fruttati e freschi con maggiore acidità e meno alcolici. Per quello che concerne invece le uve a bacca rossa, il calo produttivo è stato più evidente, maggiormente nella Sicilia Occidentale, con punte che hanno superato il 30% in diminuzione. Questo dato non ha però influito sulla qualità delle uve, anzi le maturazioni sono state più lente determinando un ritardo di circa 10 giorni sull’epoca di raccolta. In definitiva, la vendemmia 2014 In Sicilia , anche per le uve rosse, potrà essere classificata per l'eleganza e la complessità polifenolica dei mosti e dei futuri vini di questa fascia solare. Le temperature più miti senza picchi di caldo hanno consentito di portare in cantina uve perfettamente sane, equilibrate nella gradazione alcolica e ricche di quelle sostanze organolettiche che caratterizzano le principali varietà autoctone: Nero d'Avola, Frappato, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio. A riprova di quanto sostenuto, i pareri delle più grandi cantine sociale del trapanese. Secondo Gaspare Baiata, presidente delle Cantine Paolini questa vendemmia è stata la migliore degli ultimi venti anni. “La maturazione delle uve – commenta - è stata perfetta. In natura nulla è scontato. Gli episodi di peronospora non hanno compromesso la sanità delle piante, comportando un naturale diradamento dei grappoli. Questo ha maggiormente innalzato la qualità nel vigneto”. A fargli eco Filippo Paladino, agronomo e vicepresidente della Cantina Colomba Bianca: “Nei nostri contesti produttivi abbiamo registrato un clima molto favorevole ideale per il raggiungimento di un profilo fenolico e aromatico di prim’ordine soprattutto per le varietà autoctone a bacca rossa che si presentavano con un corredo tannico eccellente in grado di far presagire vini di grande struttura e longevità con colori intensi”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Damiano Fici, direttore delle Cantine Europa: “Analizzando nello specifico le caratteristiche di questa vendemmia, a risaltare è sicuramente l’aumento del grado babo sia nelle varietà a bacca bianca che in quelle a bacca rossa. L’incremento di quasi un grado e mezzo – spiega Fici – darà vita a vini bianchi sapidi e freschi e rossi di grande struttura”. La raccolta in Sicilia sta per terminare e il caldo inatteso degli ultimi giorni sta accelerando la conclusione. “Ho la sensazione – dice Alberto Tasca d’Almerita, ad dell’azienda di famiglia - che la Sicilia abbia il vento in poppa baciata dalla generosità di madre natura. Il bilancio nelle nostre aree è eccezionale, rispetto alla scorsa annata abbiamo registrato un calo generale che ha portato le rese ai livelli di normalità, ma in definitiva sono entusiasta della qualità di questa vendemmia.”. (Click to read more)







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