Wine for Smile - Un’Asta per un Sorriso L’8 giugno serata di beneficenza al Circolo Canottieri Aniene

Si svolgerà mercoledì 8 giugno, alle ore 19.30, nella prestigiosa sede del Circolo Canottieri Aniene (Lugnotevere dell’Acqua Acetosa, 119) la VII edizione dell’Asta di beneficenza di vini italiani organizzata dalla Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Il ricavato dell’Asta benefica sarà devoluto al finanziamento dei progetti medici che Operation Smile ha in programma nel 2011, in particolare alle missioni in Marocco, Giordania, Ruanda e Congo. E’ anche grazie al ricavato dell’asta dello scorso anno, ospitata sempre nella splendida cornice del Canottieri Aniene, che l’Organizzazione ha potuto operare nel 2010, 16.113 bambini e cambiare loro la vita. La serata sarà dal simpatico e bravo Max Giusti. Il via all’asta, che verrà condotta come sempre dal noto banditore Luciano Carnaroli, verrà dato dal Presidente della Fondazione, Santo Versace, e dal Presidente del Circolo Canottieri Aniene, Giovanni Malagò. Fra gli invitati insieme ai soci del Circolo, Luca Maroni che introdurrà gli ospiti, con la sua maestria, al mondo del vino, il presidente del Gambero Rosso Paolo Cuccia, Cristiana Lauro, e tanti amici e sostenitori della Fondazione, tra cui Carlo Verdone, Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Stefano Masciarelli, Livia Azzariti, Jimmy Ghione, Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff, Michele Cucuzza, Michele Mirabella, Filippo La Mantia, Giuseppe Zeno e Barbara Palombelli, Nino Benvenuti, Salvatore Romano, Eleonora Brigliadori, hanno aderito all’invito gli Ambasciatori di Grecia, Svizzera ed Austria. (Click to read more)

Wine for Smile - Un’Asta per un Sorriso L’8 giugno serata di beneficenza al Circolo Canottieri Aniene

Anche quest’anno l’evento sarà seguito da DECANTER, trasmissione di Radio 2 RAI, Fede e Tinto si collegheranno in diretta per intervistare alcuni dei personaggi presenti, produttori e per dare i risultati dell’asta.

La lista finale dei lotti si arricchisce di alcune Special Edition create per l’asta e di alcuni lotti particolari: Special Edition per Operation Smile sarà una magnum di Amaranto 2010 di Podere San Cristoforo con etichetta disegnata dal proprietario dell’Azienda Lorenzo Zonin che ha scritto “L’etichetta raffigura acini sorridenti, questo perché l’uva è felice di diventare vino e questo vino è felice di regalare un sorriso”; “Wine for Smile” a cui ha già aderito l’azienda marchigiana del Conte Piervittorio Leopardi che metterà in asta 6 magnum di Pigmento Conero Riserva 2006 Special Edition con etichetta Wine for Smile; un lotto tutto Nobile, formato da 2 Magnum di Schietto Chardonnay 2008 donate dal Principe Francesco Spadafora, 6 Magnum di Barone di Serramarrocco donate dal Barone Marco di Serramarrocco e 3 Magnum di Merlot Vistorta Doc 2002 donate dal Conte Brandino Brandolini d’Adda. Le più note Aziende Vinicole italiane hanno donato i loro vini e saranno ben 424 le bottiglie in asta, tutti vini di gran rango, fra i più importanti e pluripremiati: 1 doppia magnum di Sassicaia 2007 – Tenuta San Guido; 3 bottiglie di Bellavista Riserva Vittorio Moretti 2004; 1 doppia magnum di Fontalloro 2007 di Fattoria Felsina; 1 magnum di Grattamacco Bolgheri superiore del 2007 di Colle Massari; 1 magnum di Amarone della Valpolicella 2004 di Trabucchi; 2 magnum Barolo Bricco Rocche Brunate di Ceretto; 1 magnum Barolo 2007 Falletto di Bruno Giacosa; 1Mathusalem Iskra 2003 di Masciarelli; 1 magnum di Turriga 2005 di Argiolas; interessante anche il lotto Ferrari Lunelli che metterà all’asta 1 magnum di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2001, 1 cassa in legno da 6 bottiglie da 0,75 Ferrari Riserva Lunelli 2003 e 1 Ferrari Jeroboam Gran Cuvée 2006, altro bel lotto di bollicine è offerto dall’azienda Il Mosnel, 1 Jeroboam QdE Franciacorta Riserva 2004, edizione limitata, sono stati prodotti solo 30 bottiglie da 3 L ; l’azienda Amantis di Paolo Vagaggini dona per l’asta 12 bottiglie Montecucco Rosso Birbanera D.O.C. 2007e 6 bottiglie Montecucco Sangiovese Amantis D.O.C. 2006 Riserva.

Riconfermata anche quest’anno la presenza di Bisol, sarà presente il proprietario Gianluca Bisol, che metterà all’asta 1 bottiglia magnum di Talento Metodo Classico Brut Color Rosso Ferrari di Bisol creata nel 1997 in accordo con la casa di Maranello, in edizione limitata esclusivamente per i possessori di Ferrari per festeggiare il titolo di campioni del mondo. Furono prodotte 1997 bottiglie quasi tutte assegnate.
Ma anche Scrimaglio ha voluto donare per l’asta di Operation Smile 2 casse di 5 bottiglie ciascuna di Metodo Classico Alta Langa per Maserati. Diversi i soci del Circolo Aniene produttori di ottimi vini che hanno messo a disposizione alcune Special Edition per l’asta come Soricchio di Valforte, l’azienda Cerulli Spinozzi, Poggio Paoli e Belisario.

Dopo l’Asta, nella splendida terrazza del Circolo allestita con gli arredi luminosi messi a disposizione da Elelight, gli ospiti potranno partecipare a una degustazione di vini gentilmente offerti dalle stesse aziende vinicole e pregiati prosecchi che saranno accompagnati da prodotti eccellenti donati per l’occasione dall’Antico Forno Roscioli di Roma, dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano e da Marcomini.

Operation Smile Italia Onlus è una Fondazione nata nel 2000 costituita da medici, paramedici e volontari che realizzano missioni umanitarie in oltre 50 Paesi del Mondo per correggere, con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva, gravi malformazioni facciali come labbro leporino e palato schisi, esiti di ustioni e traumi. Uno degli obiettivi di Operation Smile è anche creare lo sviluppo sostenibile delle proprie attività, attraverso il progressivo miglioramento delle infrastrutture mediche locali e la formazione di personale medico qualificato nei paesi in cui svolge le proprie missioni.
Dal 1982, anno di costituzione di Operation Smile International negli Stati Uniti, sono stati operati gratuitamente nel mondo più di 160.000 bambini.



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Così sarà ProWein 2015: pubblicata la pianta dei padiglioni da 9 a 17. L'Italia avrà i padiglioni 15 e 16

Come annunciato già dalla Messe Düsseldorf nell'estate del 2013, a partire dal 2015 la ProWein non si terrà come finora nei padiglioni da 1 a 7.1, bensì nei padiglioni da 9 fino a 17. Motivo di questo cambiamento è la crescente domanda, da anni, da parte degli espositori. Non sono solamente gli espositori di lungo tempo a richiedere più spazio - anche produttori di vini ed alcolici, che finora non sono mai stati a Düsseldorf, sono in lista d'attesa. Nei padiglioni da 9 a 17 c'è complessivamente più spazio espositivo a disposizione, per soddisfare meglio ed a lungo termine le esigenze del settore. Allo stesso tempo questo cambiamento porta più sicurezza in termine di data: già da ora i padiglioni da 9 a 17 sono stati riservati per i prossimi anni per la ProWein in modo tale da escludere un appuntamento nella settimana prima di Pasqua. Il nuovo concetto dei padiglioni nei suoi dettagli In futuro, tre ingressi consentiranno l'accesso in Fiera. I padiglioni formeranno un giro concentrico risparmiando cosi ai visitatori passaggi inutili. Partendo dal nord il giro dei padiglioni della ProWein 2015 si presenta come segue: dall' ingresso nord si accede per prima al padiglione 9, dove saranno presenti gli espositori d'Oltremare così pure della Grecia. Il padiglione 10 sarà in futuro luogo di esposizione per gli offerenti della Spagna e del Portogallo mentre la grossa partecipazione francese si troverà nei padiglioni 11 e 12. Il padiglione 12 ospiterà inoltre il settore concentrato degli alcolici della ProWein. I produttori della Germania troveranno una nuova dimora nei padiglioni 13 e 14, gli offerenti italiani e di altri Paesi europei nei padiglioni 15 e 16. Tra i padiglioni 14 e 15 si trova il nuovo ingresso est. Il terzo ingresso sud, (accanto all'edificio amministrativo della fiera) conduce direttamente al padiglione 17, in cui si presenteranno i viticoltori austriaci. Inoltre qui si trova l'Area Centrale di Degustazione. I padiglioni 9 e 17 sono tra l'altro collegati da un tapis roulant che chiude il percorso. Nella prospettiva della suddivisione secondo Nazioni gli offerenti di vini bio saranno presenti in futuro in tutti i padiglioni fieristici. Seguendo il desiderio della maggior parte degli espositori di vini bio non ci sarà più una superficie addetta solo ai vini biologici. (Click to read more)


Il vino del Regno Unito ha oggi la sua "alma mater": il Plumpton College vara un Centro di ricerche e un Master

Sempre più determinati. I vignerons del Regno Unito possono contare da ieri anche su un nuovo Centro di ricerche che è stato inaugurato dalla Duchessa di Cornovaglia (che è anche presidente dell’associazione che raggruppa i produttori del Regno Unito; nella foto con Bob Lindo di Camel valley): il Centro ha sede al Plumpton College di East Sussex , ed è il primo avviato per sviluppare la viticoltura e l’enologia nelle Isole britanniche con lo scopo specifico di aiutare l' industria del vino inglese nel suo sviluppo e raggiungere nuovi successi sui mercati di tutto il mondo. Si tratta di un progetto ambizioso per far crescere l'industria enologica del Regno Unito, per creare nuovi posti di lavoro ed offrire opportunità di lavoro nella comunità rurale. Il Centro di ricerca del Plumpton College (alma mater di larga parte dei professionisti del settore primario inglese) incorpora anche la Cantina sperimentale Rathfinny mentre il Jack Ward Laboratory fornirà le strutture e le competenze per guidare la ricerca e l'innovazione. Data l’ampia domanda da futuri studenti , il Plumpton Collegio offrirà primo corso Master del Regno Unito in Viticoltura ed Enologia già a partire dal settembre di quest'anno . Des Lambert , direttore della Plumpton College, ha commentato : «L'Inghilterra è ormai saldamente posizionata come regione vinicola credibile , innovativa ed emozionante che sta cominciando a creare alcuni dei migliori vini spumanti del mondo . Siamo entusiasti di accogliere Sua Altezza Reale la Duchessa di Cornovaglia per aprire il nuovo Centro di Ricerca , e siamo entusiasti di poter offrire il primo Master della nazione nella produzione del vino , nonché di supportare l'industria del vino inglese con strutture di ricerca di prima classe». La Cantina sperimentale è sponsorizzato da Mark e Sarah Driver che gestiscono i 600 acri della Rathfinny Estate nell’East Sussex e mirano a produrre circa 1 milione di bottiglie di spumante l'anno nella vicina Alfriston . (Click to read more)


Il presidente del Consorzio Valpolicella Christian Marchesini martedì 22 aprile alla trasmissione “Mi Manda Rai Tre”

Martedì 22 aprile, su Rai Tre a partire dalle ore 10, nel corso della trasmissione Mi manda Rai Tre, che ha dedicato la puntata al tema della contraffazione dei prodotti agroalimentari, andrà in onda un'intervista al presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini. Il presidente ha riassunto le attività portate avanti dal Consorzio a tutela del consumatore, a partire dall'etichettatura e dalla recente introduzione della fascetta di stato per il Valpolicella, che va a completare il percorso di tracciabilità di tutta denominazione. Marchesini ha fatto riferimento anche al nuovo marchio del consorzio che, registrato a livello comunitario, verrà utilizzato nell’ambito della promozione, diffusione, conoscenza e valorizzazione dei vini Valpolicella e della loro tutela, in aggiunta a quelli collettivi, afferenti alle quattro Dop, già da anni salvaguardati in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona. Il Consorzio mette altresì a disposizione un servizio di informazione (riferimento mail amministrazione@consorziovalpolicella.it), che non sostituisce il ruolo degli organi preposti ma serve solo a chiarire i dubbi dei consumatori. Il presidente del Consorzio Valpolicella ha ribadito che la stessa appartenenza di un'azienda al Consorzio di Tutela DOP è una garanzia di qualità dei prodotti , in ragione della costante attività che esso svolge per la formazione e informazione dei propri soci sotto vari fronti; uno su tutti: il progetto Riduci Risparmia Rispetta per una vitivinicoltura sostenibile e la promozione dei sistemi di lotta integrata.


Nel giorno di Pasqua gli ingredienti poveri della cucina salentina incantano il NY Times

Fra cinque giorni avrà inizio nella centralissima piazza Sant’Oronzo di Lecce l’evento “Capitale della Cultura del Buon Cibo – Festival della Dieta Med-Italiana” e ieri, giorno di Pasqua, sul NY Times, a pag. TR9, l’articolo a firma di Seth Sherwood dal titolo “In Lecce, Making Magic with Humble Ingredients” (A Lecce, creando magie con ingredienti poveri). Il pezzo era apparso anche tre giorni prima sul sito web della grande testata americana. Circa 850.000 lettori della versione cartacea e 106.000 lettori della versione web hanno letto, scoperto e sono rimasti affascinati dalle parole e dalle immagini di Seth nel raccontare la sua personalissima esperienza presso alcune scuole di cucina in provincia di Lecce. Le scuole e le cucine visitate e gli artefici delle “magie” ai fornelli sono “Cook in Puglia” (con Ylenia Sambati e Mamma Giulia), “Cooking Experience” (con Gianna Greco e John Duggan), “Stile Mediterraneo” (con Cinzia e Marika Rascazzo), “The Awaiting Table” (con Silvestro Silvestori), “Il Gusto del Tacco” (con Anna Maria Chirone), “Alle Due Corti” (con Rosalba De Carlo). Questo il commento della blogger Simona Giacobbi su PugliaMonAmour.it: “In un panorama culinario come quello statunitense, fatto di street food, hamburger, hot dog e junk food, la cosiddetta “cucina povera”, quella italiana, in questo caso leccese, fatta di pochi ingredienti, quelli sani e genuini, quelli della nostra terra, può sorprendere. Come può stupire il fatto che nel Tacco d’Italia ci siano vere e proprie scuole di cucina, cooking schools, che incoraggiano i turisti ad abbracciare questo tipo di cucina e insegnano loro a preparare orecchiette, focacce e purè di fave con cicorie e creare piatti straordinari. La bontà è fuori discussione. E allora ecco che il New York Times decide di dedicare un lunghissimo articolo al “food of the poor” leccese e alle scuole che rispettano e tramandano le tradizioni del food&wine legate alla terra pugliese. Non senza i sacrifici di chi ha voluto creare questi corsi speciali, lasciando spesso lavori e carriere già avviate in settori molto lontani da quello enogastronomico.” (click to read more)


E' il Santa Julia Reserva Malbec 2012 della Familia Zuccardi il miglior malbec argentino in Italia 2014

Seconda edizione del MMAI, il "Miglior Malbec argentino in Italia", il concorso che fa da corollario al Malbec Day che si è svolto il 16 aprile scorso, a Milano, al Westin Palace di MIlano. Dopo il "Bacan Reserva" del 2013, quest'anno il titolo è andato ad uno dei brand più importanti della Familia Zuccardi, bodega avviata nel 1950 dall'ingegner Alberto, discendente da una famiglia di emigranti di Avellino. Cinquant'anni dopo, e tre generazioni Zuccardi, questa cantina è una delle più prestigiose in Argentina con oltre 800 ettari a vigneti, tutti coltivati in regime di massima sostenibilità. I vigneti sono ubicati nella Valle de Uco (La Consulta e Altamira-San Carlos; Vista Flores-Tunuyan: tutti questi tre vigneti sono posizionati ad altezze comprese fra i 980 ed i 1100 metri sul livello del mare), a Santa Rosa e Maipù-Mendoza. Da Maipù arrivano le bottiglie firmate Santa Julia; è un vigneto di 180 ettari a corpo unico, a 650 metri sul livello del mare. Al secondo posto del MMAI 2014: - Bodega Santa Ana Gran Mascota Malbec 2011 mentre al terzo posto, (a pari merito) si sono classificati - Bodega Mayol Tritono Malbec 2011 e - Teho Malbec 2010 (un risultato eccezionale se si pensa che è stato l'ultimo vino ad uscire nella degustazione) Di seguito tutti i giurati e tutti i vini in degustazione, organizzata e curata in ogni dettaglio - come sempre - da Federico Bruera, già capitano del Rugby Recco ed ora importatore di pregiati vini argentini in Italia, con la sua "La Via dell'Abbondanza).


La Pilsner Urquell benedetta per rendere omaggio al Papa

Il 14 aprile, alle ore 11, la cotta speciale della birra di Pasqua ha varcato gli storici cancelli del birrificio alla volta di Roma. La Pilsner Urquell è stata benedetta dal Vescovo di Pilsen, Monsignor Franti¨ek Radkovský, a metà marzo. La prima volta che Pilsner Urquell entrò in Vaticano fu nel lontano 1903, quando vi fu portata dietro richiesta di Papa Leone XIII, a cui venne consigliata dai propri dottori. Da allora pare che la birra sia piuttosto apprezzata dai Papi. «È stata un’emozione straordinaria vedere la birra benedetta uscire dai cancelli sapendo che si trattava dello stesso prodotto che arrivò in Vaticano 111 anni fa» ci racconta Václav Berka, mastro birraio di Pilsner Urquell «L’autenticità del suo sapore è garantita dalla certificazione, dal 1897, di Las Veritas, rinomato laboratorio svizzero I valori misurati allora sono pressochè identici a quelli misurati oggi. Papa Francesco potrà gustare oggi quello stesso sapore che, allora, fu tanto gradito a Leone XIII». «La Pilsner Urquell a Pasqua rappresenta una forte tradizione del popolo ceco, perchè presente sulle tavole della Festa delle famiglie di ogni estrazione sociale» conclude Václav Berka. La birra benedetta fu portata in Vaticano, nel 2011, per celebrare la beatificazione di Papa Wojtyla e quest’anno, però, la "Pilsner” per eccellenza ha viaggiato alla volta di Roma non solo per celebrare la Santa Pasqua ma anche per aver parte alle celebrazioni mondiali legate alla canonizzazione di queste due grandi e carismatiche figure della cristianità, Papa Giovanni Paolo II e Papa Giovanni XXIII, che avranno luogo il 26 e 27 aprile a Roma . (Click to read more)


VINO SANTO TRENTINO, IDENTIFICATA UNA DIFESA NATURALE DALLA BOTRITE

Il Vino santo trentino potrà diventare un prodotto ancora più sostenibile grazie al risultato di una sperimentazione condotta dalla Fondazione Edmund Mach, pubblicata proprio questi giorni sulla rivista scientifica “European Food Research and Technology”, che ha valutato la potenziale applicazione di microrganismi isolati da uve di Nosiola, poste in appassimento per la produzione di Vino santo trentino, come agenti naturali di biocontrollo per fronteggiare alcune avversità dell’uva, come la Botrite. Secondo gli esperti di San Michele l'applicazione di questi ceppi in fruttaio o in vigna, soprattutto nelle ultime fasi della maturazione, potrebbe contribuire a ridurre l'incidenza dei danni da Botrite quando i comuni trattamenti anticrittogamici non sono più praticabili. La sperimentazione è stata condotta da Raffaele Guzzon e Roberto Larcher del Centro di Trasferimento Tecnologico in collaborazione con Elena Franciosi del Centro di Ricerca e Innovazione. “L'idea che ha guidato la sperimentazione –spiega Guzzon- è che microrganismi che siano cresciuti in un ambiente dove comunemente è presente Botrytis cinerea, sebbene in forma di "muffa nobile" si siano evoluti attivando dei meccanismi di autodifesa e inibizione verso questa muffa, utili per prevenirne lo sviluppo in contesti dove la Botrite rappresenti un rischio per la qualità delle produzioni”. (click to read more)


LA PRODUZIONE DI GORGONZOLA NON SENTE LA CRISI

Il Gorgonzola batte la contrazione dei consumi alimentari. Il presidente del Consorzio di tutela, Renato Invernizzi, ha sottolineato con orgoglio come in un anno difficile come il 2013 in cui i prodotti caseari italiani Dop hanno subito una flessione media del 3,5%, il gorgonzola è stato l'unico formaggio a far registrare un aumento della produzione che, seppur lieve (+0,45%), può essere letto come una conferma del gradimento di questa Dop. E il trend positivo continua visto che nel primo trimestre di quest'anno la produzione di gorgonzola è aumentata del 7% circa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La produzione di gorgonzola nel 2013 è cresciuta dello 0,45% rispetto al 2012 per un totale di 4.175.610 forme prodotte. Crescono le famiglie acquirenti (+2,6%) con un conseguente aumento dei volumi (+1,8%); il gorgonzola viene acquistato prevalentemente in supermercati e ipermercati dove viene preferito il prodotto a peso variabile (47% sul totale) sul take-away (35,2% sul totale) che comunque risulta in ascesa. DOLCE E PICCANTE - Il gorgonzola di tipo dolce rappresenta il 91% della produzione, ma continua a crescere l'interesse dei consumatori per il tipo "piccante" che nel 2013 arriva al 9% con un leggero aumento rispetto all’anno precedente. IL GORGONZOLA E GLI ITALIANI - Come si sa, il gorgonzola che può fregiarsi del marchio "Dop" viene prodotto esclusivamente con latte vaccino proveniente dagli allevamenti del territorio consortile che include solo due regioni italiane: Lombardia e Piemonte. E' qui che sono dislocate le 40 aziende produttrici da cui parte il gorgonzola destinato al mercato interno e a quello mondiale. La produzione nelle province piemontesi (Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e il territorio di Casale Monferrato) rappresenta il 66,5% del totale, ma crescono i volumi della produzione "made in Lombardia" (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese) con oltre 18.000 forme in più rispetto al 2012. Il nord-ovest rimane l'area dove l'erborinato italiano è più apprezzato, ma un aspetto molto interessante è sicuramente l'apprezzamento in continua e costante crescita delle famiglie acquirenti residenti al sud. Nel 2013 sono state esportate oltre 16 mila tonnellate di prodotto (+5,1%). Francia e Germania assorbono oltre il 46% del totale esportato. In crescita anche le esportazioni verso Cina (da 9 tons. nel 2012 a 55 tons. nel 2013), Russia ed ex paesi sovietici. Mentre negli Stati Uniti i valori sono rimasti pressoché identici, in Estremo Oriente si è invece perso qualche punto in percentuale. (click to read more)


C’è il nuovo “BALADIN BOLOGNA” nel Mercato di Mezzo!

Nell’antico e storico mercato coperto di Bologna, il Mercato di Mezzo, ha aperto il piccolo ma bellissimo, Baladin Bologna, la nuova “creatura” di Teo Musso. Dopo anni di chiusura, è tornato a vivere nel cuore di Bologna lo spazio che fin dal Medioevo è stato il fulcro delle attività legate al cibo, della memoria storica e della tradizione gastronomica della città, situato al centro del Quadrilatero, un “centro commerciale naturale”, uno dei posti più belli di Bologna. Il Mercato di Mezzo. Il pub Baladin Bologna farà parte della variegata offerta di prodotti di qualità che si potranno acquistare, gustare e bere in questa bellissima piazza coperta. La struttura è stata recuperata grazie all’impegno di COOP Adriatica che ha saputo e voluto operare un’accurata scelta di fornitori partner che avranno il compito di dare nuova vita a questa struttura. Pane, carne, pesce, dolci, gelati e vino e birra potranno essere gustati sul posto o acquistati per essere consumati a casa. Baladin Bologna si sviluppa su due livelli: il primo, con un bancone, che come stile riprende i banconi delle altre strutture all’interno del Mercato di Mezzo, si affaccia sulla piazza coperta dove sono presenti tutti i negozi e dove ci si può sedere a uno dei tanti tavoli a disposizione dei clienti, bevendo e mangiando anche qualche altra specialità locale o nazionale acquistata dai “vicini”. Il secondo livello è sotterraneo e ospita due sale, per un totale di circa 30 posti a sedere. Doppio il banco di spillatura: 6 spine al piano terra + 6 spine nel piano interrato. (click to read more)


DEBUTTO A PASQUA PER IL NUOVO MOSCATO SPUMANTE DOLCE DOGARINA

L’ultimo nato dell’azienda agricola Dogarina, brand storico nella produzione di Prosecco Doc e di Vini del Piave, è il Moscato Spumante Dolce, un vino aromatico ricavato da uve di moscato bianco e giallo. È uno spumante dolce, prezioso e unico, creato con una particolare attenzione sia nella raccolta e nella selezione delle uve, che nelle fasi successive di lavorazione del mosto attraverso decantazione dinamica, fermentazione e conservazione a temperatura controllata. Le uve provengono dal Parco naturale dei Colli Euganei (Pd), una zona composta da un terroir speciale, dove il Moscato ha trovato un habitat particolare che dona caratteristiche aromatiche uniche, buona armonia e profumi intensi in grado di regalare dolci emozioni e sensazioni. (click to read more)







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