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Wine for Smile - Un’Asta per un Sorriso L’8 giugno serata di beneficenza al Circolo Canottieri Aniene

Si svolgerà mercoledì 8 giugno, alle ore 19.30, nella prestigiosa sede del Circolo Canottieri Aniene (Lugnotevere dell’Acqua Acetosa, 119) la VII edizione dell’Asta di beneficenza di vini italiani organizzata dalla Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Il ricavato dell’Asta benefica sarà devoluto al finanziamento dei progetti medici che Operation Smile ha in programma nel 2011, in particolare alle missioni in Marocco, Giordania, Ruanda e Congo. E’ anche grazie al ricavato dell’asta dello scorso anno, ospitata sempre nella splendida cornice del Canottieri Aniene, che l’Organizzazione ha potuto operare nel 2010, 16.113 bambini e cambiare loro la vita. La serata sarà dal simpatico e bravo Max Giusti. Il via all’asta, che verrà condotta come sempre dal noto banditore Luciano Carnaroli, verrà dato dal Presidente della Fondazione, Santo Versace, e dal Presidente del Circolo Canottieri Aniene, Giovanni Malagò. Fra gli invitati insieme ai soci del Circolo, Luca Maroni che introdurrà gli ospiti, con la sua maestria, al mondo del vino, il presidente del Gambero Rosso Paolo Cuccia, Cristiana Lauro, e tanti amici e sostenitori della Fondazione, tra cui Carlo Verdone, Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Stefano Masciarelli, Livia Azzariti, Jimmy Ghione, Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff, Michele Cucuzza, Michele Mirabella, Filippo La Mantia, Giuseppe Zeno e Barbara Palombelli, Nino Benvenuti, Salvatore Romano, Eleonora Brigliadori, hanno aderito all’invito gli Ambasciatori di Grecia, Svizzera ed Austria. (Click to read more)

Wine for Smile - Un’Asta per un Sorriso L’8 giugno serata di beneficenza al Circolo Canottieri Aniene

Anche quest’anno l’evento sarà seguito da DECANTER, trasmissione di Radio 2 RAI, Fede e Tinto si collegheranno in diretta per intervistare alcuni dei personaggi presenti, produttori e per dare i risultati dell’asta.

La lista finale dei lotti si arricchisce di alcune Special Edition create per l’asta e di alcuni lotti particolari: Special Edition per Operation Smile sarà una magnum di Amaranto 2010 di Podere San Cristoforo con etichetta disegnata dal proprietario dell’Azienda Lorenzo Zonin che ha scritto “L’etichetta raffigura acini sorridenti, questo perché l’uva è felice di diventare vino e questo vino è felice di regalare un sorriso”; “Wine for Smile” a cui ha già aderito l’azienda marchigiana del Conte Piervittorio Leopardi che metterà in asta 6 magnum di Pigmento Conero Riserva 2006 Special Edition con etichetta Wine for Smile; un lotto tutto Nobile, formato da 2 Magnum di Schietto Chardonnay 2008 donate dal Principe Francesco Spadafora, 6 Magnum di Barone di Serramarrocco donate dal Barone Marco di Serramarrocco e 3 Magnum di Merlot Vistorta Doc 2002 donate dal Conte Brandino Brandolini d’Adda. Le più note Aziende Vinicole italiane hanno donato i loro vini e saranno ben 424 le bottiglie in asta, tutti vini di gran rango, fra i più importanti e pluripremiati: 1 doppia magnum di Sassicaia 2007 – Tenuta San Guido; 3 bottiglie di Bellavista Riserva Vittorio Moretti 2004; 1 doppia magnum di Fontalloro 2007 di Fattoria Felsina; 1 magnum di Grattamacco Bolgheri superiore del 2007 di Colle Massari; 1 magnum di Amarone della Valpolicella 2004 di Trabucchi; 2 magnum Barolo Bricco Rocche Brunate di Ceretto; 1 magnum Barolo 2007 Falletto di Bruno Giacosa; 1Mathusalem Iskra 2003 di Masciarelli; 1 magnum di Turriga 2005 di Argiolas; interessante anche il lotto Ferrari Lunelli che metterà all’asta 1 magnum di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2001, 1 cassa in legno da 6 bottiglie da 0,75 Ferrari Riserva Lunelli 2003 e 1 Ferrari Jeroboam Gran Cuvée 2006, altro bel lotto di bollicine è offerto dall’azienda Il Mosnel, 1 Jeroboam QdE Franciacorta Riserva 2004, edizione limitata, sono stati prodotti solo 30 bottiglie da 3 L ; l’azienda Amantis di Paolo Vagaggini dona per l’asta 12 bottiglie Montecucco Rosso Birbanera D.O.C. 2007e 6 bottiglie Montecucco Sangiovese Amantis D.O.C. 2006 Riserva.

Riconfermata anche quest’anno la presenza di Bisol, sarà presente il proprietario Gianluca Bisol, che metterà all’asta 1 bottiglia magnum di Talento Metodo Classico Brut Color Rosso Ferrari di Bisol creata nel 1997 in accordo con la casa di Maranello, in edizione limitata esclusivamente per i possessori di Ferrari per festeggiare il titolo di campioni del mondo. Furono prodotte 1997 bottiglie quasi tutte assegnate.
Ma anche Scrimaglio ha voluto donare per l’asta di Operation Smile 2 casse di 5 bottiglie ciascuna di Metodo Classico Alta Langa per Maserati. Diversi i soci del Circolo Aniene produttori di ottimi vini che hanno messo a disposizione alcune Special Edition per l’asta come Soricchio di Valforte, l’azienda Cerulli Spinozzi, Poggio Paoli e Belisario.

Dopo l’Asta, nella splendida terrazza del Circolo allestita con gli arredi luminosi messi a disposizione da Elelight, gli ospiti potranno partecipare a una degustazione di vini gentilmente offerti dalle stesse aziende vinicole e pregiati prosecchi che saranno accompagnati da prodotti eccellenti donati per l’occasione dall’Antico Forno Roscioli di Roma, dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano e da Marcomini.

Operation Smile Italia Onlus è una Fondazione nata nel 2000 costituita da medici, paramedici e volontari che realizzano missioni umanitarie in oltre 50 Paesi del Mondo per correggere, con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva, gravi malformazioni facciali come labbro leporino e palato schisi, esiti di ustioni e traumi. Uno degli obiettivi di Operation Smile è anche creare lo sviluppo sostenibile delle proprie attività, attraverso il progressivo miglioramento delle infrastrutture mediche locali e la formazione di personale medico qualificato nei paesi in cui svolge le proprie missioni.
Dal 1982, anno di costituzione di Operation Smile International negli Stati Uniti, sono stati operati gratuitamente nel mondo più di 160.000 bambini.



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Mas Berenguer: il Metodo classico che arriva da Andorra e da una cantina con 1.100 anni di storia

La tradizione enologica nei Pirenei è antica: gli abitanti originari dell’attuale Catalogna, dagli Iberici, ai Romani ai Goti vennero spinti in montagna dall’invasione araba della penisola. Così, per molti secoli è stata l'unica area dell’attuale Spagna, dove le uve venivano coltivate e il vino prodotto. I Pirenei rappresentano una zona dove produrre e vinificare in qualità è difficile e complicato a causa della precarietà dei suoli e del clima estremo. Così, per molti anni, i vini sono stati prodotti soltanto per il consumo locale, anche perché proprio per le caratteristiche locali era impossibile competere coi vini prodotti nelle aree terre più fertili e dal clima più benevolo . Tanto è vero che con la comparsa della fillossera, molti vigneti non vennero più rimpiantati e vennero perse, con l’abbandono delle vigne, anche molte varietà autoctone. Con l'attuale tendenza del consumo, i fattori di debolezza sono diventati valore aggiunto ed è tornato interessante piantare vigneti in altura: i vigneti andorrani sono infatti ad almeno 900 metri sopra il livello del mare. Un altro fattore che ha fatto cambiare visione alle grandi cantine è stato il cambiamento climatico, perché nelle aree di pianura della Catalogna si cominciare a notare come i vini stiano diventando più alcolici e forti. In Andorra, quattro cantine sono attualmente in produzione, tutte sono ubicate a Sant Julià e un quinto, a Ordino, che è ancora in fase di test. Quest'ultimo sta avendo molti problemi con la maturazione delle uve, dato che i suoi vigneti sono ancora più in altura ed all’interno di una valle molto profonda e stretta che rende difficile riscaldare i grappoli. Le produzioni sono molto contenuti, da 3mila a 5mila bottiglie a cantina, e si concentrano principalmente sullo sviluppo vini fermi. Come vitigni a bacca bianca sono coltivati gewürztraminer, riesling, chardonnay, albariño, viogner, pinot grigio e sauvigon blanc, mentre pinot noir, syrah, cornalin, mencía e merlot rappresentano le basi per i vini rossi.. Soltanto una delle quattro produce spumanti prodotti con il metodo tradizionale, Mas Berenguer: ha piantato 1,2 ettari di vigneto rivolto a sud-ovest - alle pendici dei monti che circondano l’abitato di Sant Julià a 900 metri sopra il livello del mare – nella proprietà conosciuta come "Pui d'Olivesa" che è di proprietà della famiglia dal 902 dC. Una proprietà dove si coltivava vite ben prima dell’arrivo della filossera. L'attuale progetto è iniziato nel 2011 con 1.000 piante di Pinot Nero e 4mila di Chardonnay; la produzione attuale è di 3mila bottiglie: di queste poco più di un migliaio sono del Metodo classico “902 dC” Chardonnay brut, mentre altre 600 sono la produzione attuale di uno SW Rosè “Dovella” da uve Pinot noir. L'intero processo di produzione è assolutamente artigianale,con raccolta manuale in cassette e agricoltura biologica. I nomi dei vini sono un omaggio alla storia della tenuta, alle sue radici ed alle sue leggende, a partire dal nome della cantina, che è quello di famiglia per sette generazioni a partire dal 1714. ”902 DC” è il vino di punta della cantina, che anno dopo anno è stato preparato con il metodo Champagnoise, più simile a uno champagne che ad un Cava, e ricorda con il suo nome l’avvio della proprietà di questa famiglia. (Click to read more)


Masi, ecco come sta andando la vendemmia 2016

Parte sotto i migliori auspici la vendemmia nei vigneti Masi, uno dei brand italiani più conosciuti al mondo, quotato in Borsa a Milano. La stabilità climatica nella parte centrale dell'estate, con basso indice di umidità, ha favorito, infatti, una maturazione ideale delle uve che si presentano perfettamente sane. A dirlo il Gruppo Tecnico Masi (GTM), il pool di esperti che contribuisce alla produzione dei grandi vini pluripremiati della maison vitivinicola veronese. E in attesa dell'inizio della raccolta delle uve a bacca rossa in Valpolicella, la vendemmia già iniziata nei vigneti a bacca bianca in Trentino e in Friuli è di grande soddisfazione, con valori di zucchero e di acidità in linea con quelli delle migliori annate degli ultimi 50 anni. Per Andrea Dal Cin, chief wine-maker del GTM: "Possiamo definire il 2016 come l'annata dell'equilibrio e del ritorno alla stabilità climatica, senza eccessi in termini di temperatura e di umidità. Condizioni queste - conclude Dal Cin - che ci proiettano verso grandi vini dalla straordinaria longevità. Ci favoriscono giornate di sole caldo e notti fresche". Entrando nel merito della mappatura della vendemmia nei vigneti Masi, in Trentino, nelle tenute 'Conti Bossi Fedrigotti' la raccolta del Pinot Nero, seguita da quello dello Chardonnay, per la base del Trento Doc Conte Federico è iniziata il 23 agosto. In Friuli, nelle tenute 'Stra' del Milione', a fine agosto è stata la volta del Pinot Grigio, per Masianco e lo spumante Moxxé. E c'è grande attesa per l'avvio in Valpolicella per la selezione delle uve da appassire per gli Amaroni: il Costasera e i grandi cru Mazzano e Campolongo e il Vaio Amaron Serego Alighieri, considerato tra i dieci vini più importanti al mondo. Qui la vendemmia inizierà dal 12 settembre nelle zone pedemontane per poi proseguire in media e alta collina. In pari data la raccolta delle uve per il Campofiorin e la sua selezione speciale Brolo. (Click to read more)


Champagne 2016: ecco come è andata la stagione e le previsioni di Jacquart

Pioggia, gelo, grandine e temporali: i rischi climatici hanno avuto un impatto significativo sui vigneti della Champagne: riduzione della resa e proliferazione del « Mildiou » ovvero di un fungo, eppure si può ancora essere ottimisti sull’annata 2016 per la più nobile delle “bollicine”. Queste le prime indicazioni sulla vendemmia in corso da parte di Champagne Jacquart, maison che fa parte del gruppo “Alliance Champagne”. In primo luogo, le gelate che hanno colpito la settimana del 25 aprile, compresa la notte fra Martedì 26 e Mercoledì 27 aprile 2016, hanno pesantemente danneggiato le regioni della Champagne meridionale, la «Côte des Bars». Evento tanto più eccezionale pensando che alcuni settori di solito non gelano mai . In alcuni settori dell’ «Aube», il potenziale è così basso che alcuni hanno rinunciato a vedemmiare, un record questo negli ultimi 30 anni. Il gelo ha anche colpito in modo piu moderato nella Valle della Marna e nell’Aisne, dove ci si aspetta un rendimento che si avvicina ai 7 500 - 8 000 kg / ha. Una primavera davvero fredda e triste in Champagne… I coltivatori biologici, di qualunque settore, hanno sofferto di più rispetto alla media, quindi situazione ancora peggiore per loro che sono adesso colpiti dal «Mildiou». In breve, una primavera difficile per lo sviluppo dei vigneti, ma anche per il morale ... Una fioritura tardiva La data media di fioritura per il 2016, di tutte le varietà, si è verificata il 25 giugno, con 10 giorni di ritardo rispetto alla media degli ultimi dieci anni. La data di fioritura permette di stimare la data di vendemmia, cioè : Fiore pieno + 96 giorni circa. Quindi una raccolta completa attorno al 28-29 settembre, con un inizio verso il 15 settembre nelle regioni meridionali. Una forte pressione parassitaria Le scarse condizioni meteo del primo semestre hanno contribuito allo sviluppo di un fungo, il «Mildiou» . La sua padronanza richiede una buona prevenzione della contaminazione futura, mentre la pioggia quasi costante impedisce o ostacola i lavori manuali e i trattamenti. Questi sono stati, di conseguenza, i consigli dei servizi tecnici Alliance Champagne ai vignaioli suoi membri: "In condizioni normali, il rinnovo di protezione si basa sulla persistenza dei prodotti da aggiustare con la crescita della vite e con l’andamento della pioggia. Quest’anno, in vista delle piogge e della conseguente pressione sanitaria registrata, il rinnovo sarà da riattivare il più presto possibile. Questi trattamenti rimangono solo preventivi. Vi ricordiamo che il trattamento deve essere eseguito in buone condizioni: velocità del vento inferiore a 3 della scala Beaufort (19km / h), nessun calore e umidità eccessivi ". Un mese di luglio tempestoso Il mese di luglio è stato relativamente asciutto ma la pressione del «Mildiou» non è diminuita. La rugiada della mattina, l’elevata umidità e i temporali frequenti hanno mantenuto un ambiente favorevole per la proliferazione del fungo. Attualmente: inizio invaiatura Siamo attualmente in un periodo di maturazione: le uve cambiano colore e iniziano la loro maturazione. Le uve di Pinot Noir e Pinot Meunier svoltano dal verde al viola e poi al nero. Lo Chardonnay nel frattempo diventerà giallo e finirà quasi trasparente. Le uve accumulano gli zuccheri e gli aromi, fino a perdere la loro acidità. L’ inizio dell’«invaiatura» determina la probabile data della raccolta, che è di solito entro 40 - 45 giorni (+ o - rischi climatici delle settimane che seguono). (Click to read more)


Trentino Alto Adige e Friuli VG: ecco le previsioni vendemmiali per il 2016

Rispetto al 2015 in provincia di Bolzano è prevista una produzione in calo del 5/10%. Più in dettaglio, la varietà Traminer aromatico potrebbe risultare inferiore del 5% e la Schiava del 10%. Questa riduzione è da ricondurre, in parte, a dei problemi fitosanitari che si sono verificati durante il periodo vegetativo dovuti ad attacchi di peronospora. Sia per quanto riguarda i vitigni della famiglia dei Pinot che quelli dello Chardonnay i quantitativi previsti si aggirano probabilmente attorno ai livelli del 2015. Per quanto riguarda il Sauvignon bianco e Lagrein ci si aspetta una resa di qualche punto percentuale maggiore rispetto al 2015. Provincia Autonoma di Trento: produzione stimata 2016 Sulle varietà a bacca bianca si stima un calo di produzione del 5/10% rispetto al 2015 per via del peso medio inferiore del grappolo dovuto a colatura e acinellatura in fioritura, oltre che per la perdita di produzione in alcune zone a causa di attacchi di peronospora. Sulle varietà a bacca nera il calo dovrebbe raggiungere il 10/15% per attacchi di peronospora in alcune aree. (Click to read more)


Veneto: provincia per provincia ecco i dati sulla vendemmia 2016

Ad un avvio di primavera caratterizzato da temperature miti, che hanno determinato un germogliamento precoce della vite, sono seguiti i mesi di maggio e giugno molto piovosi che in pratica hanno fatto perdere l’anticipo fenologico. Il risultato è una stagione che in alcuni momenti cruciali si è fatta difficile sotto il profilo sanitario (problemi di malattie fungine e peronospora in particolare), comunque sapientemente affrontata dai nostri viticoltori che dimostrano di aver raggiunto ormai un altissimo livello di professionalità. Alla fine di queste alternanze climatiche, in tutte le aree vocate del Veneto la vendemmia 2016 risulta posticipata di circa 8/10 giorni rispetto allo scorso anno. La settimana del 22 agosto ha visto, infatti, l’avvio della raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, mentre nella settimana del 29 agosto prenderà il via la vendemmia vera e propria. A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento. Vediamo le stime di produzione provincia per provincia. Treviso: Rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento della superficie vitata, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale è calcolato intorno al 2-3%. Di conseguenza si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali a bacca nera. Venezia: L’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo. Verona: La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli della campagna precedente. Gli impianti del 2015, nonostante siano consistenti, non rappresenteranno un elemento significativo per l’aumento delle produzioni. Per quanto riguarda il Soave, l’annata al momento della vendemmia si distingue per l’assenza di fenomeni grandinigeni, l’elevata sanità delle uve, l’equilibrio vegetativo delle viti, le produzioni non esuberanti, un quadro compositivo delle uve nella media delle ultime annate per zuccheri e acidità, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Il quadro analitico delle uve in vinificazione annuncia vini più “classici” probabilmente più sapidi e floreali. In questo positivo quadro stagionale si inserisce la decisione del Consorzio di limitare le rese per il Soave ed il Soave Classico. Una vendemmia quindi che andrà a premiare i 5.600 ettari di vigneto di cui 4.400 a Soave DOC e 1.200 a Soave Classico per un totale di 430.000 ettolitri di vino, pari a circa 55 milioni di bottiglie. Vicenza: Nella zona Doc Colli Berici e Gambellara si stima una produzione in calo del 5/8%; nella zona Doc Breganze un aumento del 20/25%; per la Garganega un calo del 5/8% (per problemi di allegagione e acinellature diffuse); per il Pinot Grigio un calo del 10/15% (per minore fertilità); la produzione di Glera, Chardonnay, Merlot e Tocai Rosso è prevista invariata rispetto allo scoro anno; per il Cabernet Sauvignon e Franc si prevede un aumento del 3%. (Click to read more)


Corona del Valle, la boutique winery di Ensenada

Inizia la collaborazione con “Euposia, la Rivista del Vino” José Carlos Palacios, Sommelier e Professore di enologia alla Università Anáhuac Mayab a Merida, Yucatan, Messico, membro della Giuria della nona edizione del Challenge Euposia e colummnist del quotidiano on line Diario de Yucatan. Mi riempie di orgoglio presentare al pubblico italiano la vitivinicoltura in Messico, che continua a crescere anche in virtù di riconoscimenti importanti per la qualità, sia in patria sia a livello internazionale. Un esempio di questo movimento è un piccolo vigneto di 14 ettari, con 8 tipi di uve, sei rosse e due bianche, che pur essendo molto giovane, visto che le barbatelle sono state collocate nel 2011: Corona del Valle, nel municipio di Ensenada, nella Valle de Guadalupe, cuore della viticoltura messicana e soprattutto di quella che punta sull’eccellenza. Questa cantina ha avuto recentemente, per la prima volta per una azienda messicana, premi per l'eccellenza raggiunta e già si parla di ottimi vini in grado di competere con i più prestigiosi marchi presenti sul mercato mondiale. Questi i premi: “Winemakes challenger 2016”, un concorso celebre in una ideale strada d'eccellenza viticola tra California e Messico, per le varietà Merlot, Merlot e Tempranillo- Nebbiolo 2014 con tre vini medaglia d'argento; medaglia d’oro all’ “Ensenada terra del vino” del 2016 per le varietà Chardonnay, Merlot, Malbec, Tempranillo / Nebbiolo e Cabernet Sauvignon (vendemmia 2014). A questi si è aggiunta nei giorni scorsi la “Medalla de Plata” nel concorso “Cofradía del vino 2016”. Quindi ben sei riconoscimenti su otto varietà aziendali prodotte a conferma del grande lavoro che l'azienda ha fatto sinora e dell’impegno dell' enologo, Jac (John August ) Cole, winemaker icona dell'intera area da Napa Valley al Messico, formazione al top a Berkley e Fresno , che cura la qualità. Corona del Valle è stata avviata dall’imprenditore Hector Corona che ha anticipato lo scoppio della bolla immobiliare diversificando in tempo nelle attività di turismo sostenibile e vitivinicole di qualità. Probabilmente uno dei segreti risiede nel tipo particolare di irrigazione installata dal proprietario Hector Corona: a causa della carenza di acqua nella valle, si utilizza un sistema a goccia in cui l'impianto manda alla radice la quantità di acqua necessaria per fornire una maggiore qualità e piante, e quindi di avere una maggiore resa di uva per ettaro. (Click to read more)


The Duel of Wine: un atto d'amore per l'Italia a Venezia

Il 6 settembre al Lido durante la 73ma Mostra del Cinema arriva il film The duel of Wine, la sfida del secolo tra i più affermati Sommelier del mondo. Protagonista Charlie Arturaola, il più grande comunicatore di vino in circolazione. Il celebre Sommelier Charlie Arturaola ha “perduto” il senso dell’olfatto, strumento principe del suo mestiere e si ritrova d’improvviso sul lastrico, senza più alcuna credibilità nel settore eno-gastronomico. Costretto a vivere nei sobborghi di Miami, Arturaola tuttavia non si dà per vinto… Nel frattempo un altro eccellente Sommelier, l’italiano, Luca Gardini, sta marciando a razzo verso le finali della competizione mondiale The Duel of Wine che si tiene a New York. Charlie escogita uno stratagemma per poter partecipare alle fasi eliminatorie del Campionato: camuffarsi dietro l’identità misteriosa, beffarda e buffonesca allo stesso tempo, del “Conte mascherato”… Film eccentrico e irriducibile dentro a un genere, The duel of Wine mette in scena il mondo magico del vino e ciò che ruota attorno ad esso. Una commedia sui generis nella quale personaggi e interpreti coincidono e dove ognuno gioca il proprio ruolo: il massimo comunicatore di vino del pianeta Charlie Arturaola è Charlie Arturaola, il top sommelier Luca Gardini fa Luca Gardini, perfino il super chef Gianfranco Vissani fa Vissani.


USA: il vino italiano cresce del 3,9% in valore al 30 giugno scorso superando i 666 milioni di dollari (150 di spumanti)

Il vino italiano migliora le proprie posizioni, nel primo semestre dell’anno in corso, nonostante la contrazione del mercato USA, secondo quanto reso oggi noto dall’Italian Wine & Food Institute. L’Italia continua infatti a far registrare un lieve aumento in quantità (+0,6%) e un più sostanziale aumento in valore (+3,9%) che, secondo il presidente dell’IWFI Lucio Caputo, è particolarmente significativo specie se paragonato alla riduzione in quantità delle importazioni vinicole americane (-2,6%) e a quelle dell’Australia (-11,2%) e dell’Argentina (-36,9%) che seguono l’Italia fra i principali fornitori del mercato USA. In controtendenza Cile e Francia che, nel primo semestre del 2016 rispetto al primo semestre del 2015, hanno fatto registrare un aumento in quantità rispettivamente dell’8,7% e del 12,5%. Secondo la nota diramata oggi dell’IWFI, l’Italia è passata da 1.275.900 ettolitri del primo semestre del 2015, per un valore di $ 641.048.000, a 1.283.020 ettolitri, per un valore di $ 666.091.000, del primo semestre dell’anno in corso. La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è risultata pari al 28,8% in quantità e al 33,5% in valore con un aumento, in entrambi i casi, di un punto percentuale. In dettaglio, le importazioni statunitensi, nel primo semestre dell’anno in corso, sono ammontate a 4.450.430 ettolitri per un valore di $1.988.864.000 contro i 4.568.830 ettolitri per un valore di $1.945.574.000 del corrispondente semestre dell’anno precedente con una diminuzione del 2,6% in quantità ed un incremento del 2,2% in valore. Le importazioni dal Cile, secondo paese fornitore del mercato USA, sono passate dai 730.660 ettolitri, per un valore di $130.197.000 del primo semestre del 2015, ai 794.500 ettolitri, per un valore di $132.632.000, del primo semestre dell’anno in corso, con un incremento dell’8,7 in quantità e dell’1,9% in valore. Le importazioni dall’Australia, terzo paese fornitore del mercato USA, sono risultate pari a 675.240 ettolitri, per un valore di $175.043.000, contro gli 760.090 ettolitri, per un valore di $193.326.000, del corrispondente periodo dell’anno scorso, con una diminuzione del 11,2% in quantità e del 9,5% in valore. Le importazioni dalla Francia, quarto paese fornitore del mercato USA, sono passate da 484.470 ettolitri, per un valore di $ 428.180.000, del primo semestre del 2015, a 544.790 ettolitri, per un valore di $462.470.000, del primo semestre dell’anno in corso. Le importazioni dall’Argentina, quinto paese fornitore del mercato USA, sono passate dai 558.070 ettolitri, per un valore di $138.555.000, del primo semestre del 2015, a 352.310 ettolitri, per un valore di $123.402.000, del primo semestre dell’anno in corso. (Click to read more)


Conegliano Valdobbiadene: vendemmia 2016: ottime premesse di qualità

Massimo impegno tra le colline del Conegliano Valdobbiadene in vista della prossima raccolta delle uve: si prevede una vendemmia all’insegna dell’eccellenza qualitativa dei vigneti di alta collina, in virtù della migliore esposizione al sole. “I presupposti per un’ottima annata ci sono tutti - afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg - Infatti malgrado le incessanti piogge di maggio e giugno, la vocazione viticola nell’area collinare ha predominato sull’effetto climatico garantendo ad oggi grappoli spargoli con un veloce accrescimento.” Il potenziale produttivo delle colline è in linea con quello del 2015, da cui si è ottenuto un millesimo riconosciuto come uno dei migliori degli ultimi anni. Lo staff tecnico del Consorzio sta avviando il costante monitoraggio del grado di maturazione delle uve attraverso il controllo di 20 stazioni di rilievo posizionate nelle diverse aree della Denominazione, di concerto con i tecnici delle cantine sociali e delle aziende associate. Questo lavoro garantisce il perfetto tempismo nel dare il via al lavoro di raccolta che varia ovviamente in funzione della posizione e dell’esposizione dei vigneti. “La stagione viticola si è contraddistinta per una fase primaverile ed estiva fresca e piovosa; tale condizione per un vitigno come la Glera e per i vigneti di collina, favoriti da giacitura e terreni ben drenanti, ha posto le basi per una maturazione più lunga e favorevole in termini di qualità e ricchezza aromatica” – dichiara Filippo Taglietti, agronomo del Consorzio. “Dalle prime valutazioni tecniche - il presidente Nardi aggiunge - stimiamo che, se non intervengono importanti eventi climatici, la raccolta possa iniziare da metà settembre in poi, leggermente posticipata rispetto all’anno scorso.“ La vendemmia è vissuta intensamente dalla comunità locale, infatti per una regione vocata da secoli alla viticoltura, in cui ogni famiglia ha una storia da raccontare legata al mondo enoico e dove ogni anno si studiano sistemi particolari e nuovi per supportare il lavoro manuale tra i filari, la vendemmia è il vero e proprio Evento dell’Anno. (Click to read more)


GIUSTI WINE INVESTE 1,7 MILIONI NELL’ABBAZIA DI NERVESA

Con un investimento di 1,731 milioni di euro, Giusti Wine metterà in sicurezza e ristrutturerà l’Abbazia di Nervesa, monastero benedettino fondato nell’Anno Mille, andato distrutto nella Battaglia del Solstizio nella Prima Guerra Mondiale, e da allora lasciato andare in totale abbandono. L’Abbazia, dedicata a Sant’Eustachio, si trova all’interno della “Tenuta Abazia” di Giusti Wine; il progetto di restauro vede il consolidamento delle strutture esistenti e la costruzione, in quella che era la parte conventuale, di un fabbricato destinato a museo con sala convegni. Ulteriori lavori comporteranno la realizzazione di percorsi per i visitatori e un’area sotterranea destinata a servizi. I lavori di ristrutturazione dureranno un anno e mezzo. L’Abbazia di Nervesa riveste un ruolo particolare: fra il Cinquecento e il Seicento divenne un importante polo culturale. Qui vennero ospitati, tra gli altri, Pietro Aretino, Giovanni Della Casa (che vi compose il noto Galateo) e la poetessa Gaspara Stampa. Tra il 1744 e il 1819, il complesso diventò un'importante azienda agricola retta da esperti e studiosi evitando così le soppressioni napoleoniche di inizio Ottocento. Giusti Wine gestirà il complesso dell’Abbazia di St. Eustachio - che resterà di proprietà della Municipalità di Nervesa - per i prossimi ottant’anni. «Con questo intervento a favore della Comunità – sottolinea Ermenegildo Giusti, titolare di Giusti Wine – integriamo il nostro piano di sviluppo del territorio che partendo dall’attività vitivinicola vuole rilanciare Nervesa ed il Montello come meta di un turismo attento e consapevole, capace di creare valore e nuova occupazione qualificata per i nostri giovani». (Click to read more)







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