Vendita azienda di pertinenza fallimentare Fallimento N. 59/11, con sede in Fara Novarese.

Fallimento N. 59/11, con sede in Fara Novarese. Giudice Delegato Dott. Bartolomeo Quatraro. Sentenza di fallimento n. 59/11 del 19/09/2011. Si rende noto che il giorno 9 marzo 2012 alle ore 12,00, in Novara, presso lo studio del Notaio incaricato Dott. Fabio Auteri, Corso Garibaldi n. 6, si procederà all’esperimento di vendita dell’Azienda di pertinenza fallimentare, ubicata in Fara Novarese (No), avente per oggetto la produzione e commercializzazione di vino. La vendita comprende: il marchio aziendale; attrezzature e macchinari specifici per produzione ed imbottigliamento vino; macchine elettroniche e mobili d’ufficio; automezzi (autocarro Iveco, autocarro Scania, furgone vetrinato Land Rover, Land Rover Turbo furgonato vetrinato); vino sfuso in botti lt.: 93.300,00; vino sfuso in barrique: lt. 41.050,00; vino sfuso in tonneaux: lt. 14.000,00; vino sfuso in vasche: lt. 151.600,00; giacenza vino imbottigliato: circa 44.500 bottiglie; whisky e grappe in bottiglia: (Grappa Arneis, Grappa Caramino). Il tutto come meglio specificato nella perizia di stima a disposizione degli interessati. Il prezzo di vendita è fissato in Euro 159.972,00 (centocinquantanovemila- novecentosettantadue,00). Le offerte non potranno essere inferiori a detto importo. All’offerta d’acquisto dovrà essere allegato un assegno circolare non trasferibile intestato al Fallimento, per un importo, a titolo di cauzione, pari al 15% del prezzo offerto, che sarà trattenuto in caso di rifiuto all’acquisto. In caso di più offerte valide si procederà immediatamente alla gara tra gli offerenti sulla base dell’offerta più alta con aumento minimo di Euro 5.000,00. (cinquemila/00). Nel caso in cui l’esperimento di vendita di cui sopra non abbia esito positivo, il giorno 20 marzo 2012 alle ore 12,00, si procederà ad un secondo esperimento di vendita alle seguenti condizioni: prezzo di vendita pari ad Euro 125.000,00 (centoventicinquemila/00). Le offerte non potranno essere inferiori a detto importo. All’offerta d’acquisto dovrà essere allegato un assegno circolare non trasferibile intestato al Fallimento, per un importo, a titolo di cauzione, pari al 15% del prezzo offerto, che sarà trattenuto in caso di rifiuto all’acquisto. In caso di più offerte valide si procederà immediatamente alla gara tra gli offerenti sulla base dell’offerta più alta con aumento minimo di Euro 5.000,00 (cinquemila/00). (Click to read more)

Vendita azienda di pertinenza fallimentare Fallimento N. 59/11, con sede in Fara Novarese.

Ogni onere fiscale derivante dalla vendita sarà a carico dell’aggiudicatario.
Le clausole integrali e vincolanti per la partecipazione alla gara, sono indicate nel disciplinare di vendita al quale si rinvia, disponibile per la consultazione in orario d’ufficio presso lo Studio del Curatore , in Novara, Via Biglieri n. 3 ( tel 0321 393428 – fax 0321 393553 – mail massimo.m@studioviabiglieri.191.it ), nonché pubblicato, unitamente alla perizia di stima e foto dei beni, sul sito internet www.astegiudiziarie.it – sezione vendite mobiliari – Tribunale di Novara e sul sito web del Tribunale di Novara www.tribunale.novara.it - sezione vendite giudiziarie. Per eventuali informazioni e per poter prendere visione dei beni, gli interessati potranno contattare in orario d’ufficio il Curatore fallimentare ai recapiti sopra indicati.
Novara, 13 gennaio 2012

Il Curatore
f.to (rag. Massimo Melone)




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31 ottobre, Cantina Valpolicella Negrar svela il proprio futuro di Wine Culture Centre

A guardare i risultati ottenuti dal concorso internazionale di idee di progettazione "Wine Culture Centre", indetto da YAC (Young Architects Conpetitions) con il sostegno di Cantina Valpolicella Negrar e la collaborazione dell'Ordine degli Architetti PPC di Verona, vino e cantine sono due argomenti che, nel mondo, ispirano l'immaginario al di là del ricercato piacere voluttuario. In tre mesi dalla diffusione on line del bando di concorso per il restyling architettonico della cantina Cooperativa di Negrar si sono registrati, infatti, l'arrivo di centinaia di progetti da più di 80 Nazioni, la presenza in Cantina di 350 visitatori italiani e stranieri ed il coinvolgimento di circa 3.000 addetti ai lavori, tra studenti, laureandi, progettisti e architetti professionisti. Un grande successo di partecipazione che culminerà venerdì 31 ottobre con la cerimonia di premiazione dei progetti pervenuti, che costituiranno nel loro insieme materia utile per la futura riprogettazione della Cantina, e che si svolgerà nell'ambito del convegno "WCC, Wine Culture Centre, il concorso un'opportunità", che si terrà a partire dalle ore 14 nella sede della Cantina a Negrar in via Ca' Salgari 7. Un edificio-manifesto della cultura del vino. Il progetto ha presso le mosse dall'esigenza di Cantina Valpolicella Negrar di dare risposta a nuove necessità funzionali e, nel contempo, di rispecchiare la qualità dei propri vini attraverso un nuovo concetto di cantina che, oltre ad essere un centro di produzione e ricerca, potesse proporsi alla collettività come luogo d'incontro e relazione con il suo ambiente-territorio, catalizzatore di cultura e turismo. Fu così che Carlo Alberto Recchia, il compianto presidente scomparso a luglio scorso, affidò il compito di riprogettare gli attuali luoghi di vinificazione, risalenti al 1957, a YAC, network internazionale di professionisti che promuove la ricerca e valorizza il talento dei giovani con la proposta e la realizzazione di concorsi di progettazione e di architettura. In particolare, nel rispetto dei vincoli normativi che tutelano la preziosità della Valpolicella e di una politica di sostenibilità energetica, YAC è stata chiamata a riprogettare tetto, magazzino e fruttaio, nonché l’attuale percorso di visita di Cantina Valpolicella Negrar, immaginando gli spazi inutilizzati in un certo periodo dell’anno, come i fruttai, per l’organizzazione di momenti associativi ed eventi culturali. (Click to read more)


IL PROSECCO SUPERIORE CRESCE IN VALORE, IN ITALIA E ALL’ESTERO

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore batte la crisi anche nel mercato nazionale e nell’Ho.Re.Ca. ovvero nel canale della ristorazione e delle enoteche. Da un’anteprima del nuovo Rapporto del Centro Studi del Distretto, che sarà presentato integralmente il prossimo 13 dicembre, emerge, infatti, una denominazione in controtendenza: la tipologia spumante, che oggi rappresenta più del 90%, è aumentata in valore del 6,6% nel 2013, con un giro d’affari pari a 327,2 milioni di euro. A sorprendere sono, in particolare, i numeri registrati in Italia dove il Conegliano Valdobbiadene è cresciuto dell’11,4% in valore e del 10,5% in volume nell’ultimo anno. Questo trend ribadisce ancora una volta che è il Prosecco Superiore lo spumante Docg preferito dagli italiani e conferma i risultati del lungo periodo. Dal 2003 al 2013, infatti, si è registrato un aumento a volume pari a un +72.9%. A dimostrare come il Conegliano Valdobbiadene sappia soddisfare le richieste degli operatori del settore, ristoratori ed enotecari in primis, interessati ad offrire un vino “Superiore” di grande versatilità, sono i dati Ho.Re.Ca. a livello nazionale: +8,9 % in valore e + 7,3% in volume in un panorama generale che vede questo importante canale in calo. Un andamento controcorrente dovuto – secondo il Consorzio di Tutela – a una costante ricerca di qualità e all’impegno nella valorizzazione della denominazione intrapreso nel 2009, con il riconoscimento della Docg e la decisione di assegnare a questo vino un nome che lo legasse all’area in cui nasce (oggi candidata a Patrimonio Unesco) e alla sua lunga tradizione spumantistica. (Click to read more)


Expo 2015: Enrico Rota nuovo Delegato Expo 2015 per il Consorzio Tutela Valcalepio

Il presidente Emanuele Medolago Albani e il consiglio direttivo del Consorzio Tutela Valcalepio hanno deciso di creare una struttura in grado di agire in maniera snella ed efficace per l'Expo 2015. A questo scopo si è scelto di incaricare un delegato Expo2015, che agirà per delega del Presidente e si occuperà della gestione dei rapporti istituzionali e della strutturazione dei progetti che il Consorzio Tutela Valcalepio intende portare avanti nel corso del 2015. “Ci siamo confrontati e abbiamo valutato le opzioni a nostra disposizione” ha affermato il Presidente Medolago Albani “e abbiamo identificato in Enrico Rota la persona più adatta a ricoprire questo ruolo.” Enrico Rota, che ha ricoperto la carica di presidente del Consorzio nel passato triennio, si è detto entusiasta di questo nuovo incarico. “Sono lieto che il Presidente abbia pensato a me e sono pronto a farmi carico di tutte le responsabilità che questo ruolo comporta. Le idee sono tante, ora la cosa più importante è trasformarle in progetti realizzabili e promozionalmente interessanti.”


Nasce la Grappa Riserva Marina Cvetic

Dalle vinacce di Montepulciano d’Abruzzo di Casa Masciarelli – annata 2012 – nasce la prima Grappa Riserva Marina Cvetic, che va ad affiancare la grappa giovane presentata l’anno scorso. Distillata anch’essa da Nannoni Grappe, la Grappa Riserva Marina Cvetic è stata prodotta in numero limitato di 600 bottiglie dalle migliori vinacce di proprietà dell’azienda, distillate con metodo artigianale: quindi con taglio manuale di testa, cuore e coda, entro 24 ore dalla svinatura. Di grande complessità aromatica, morbida ed avvolgente, esprime le caratteristiche del vitigno d'origine, portando con sé i profumi dell'Abruzzo, resi più complessi dall'elevazione per 18 mesi in una barrique francese, usata per un solo passaggio del vino. Colore giallo dorato dai riflessi ambrati, gusto avvolgente e morbido, di grande armonia, profumo intenso. Bella persistenza e aromaticità al palato. “Abbiamo iniziato questa avventura con la prima grappa giovane e abbiamo deciso di continuare a lavorare in questa direzione, dati gli ottimi risultati ottenuti”, sottolinea Marina Cvetic Masciarelli, amministratore delegato di Masciarelli Tenute Agricole – “si tratta di un prodotto cui sono particolarmente legata, perché la grappa è radicata nella mia cultura d'origine, quella dei Balcani, ne rappresenta un po’ l’essenza. Questa, ottenuta dal Montepulciano, porta con sé la naturalezza e la contaminazione culturale della mia terra d’adozione, un prodotto che spero possa aprire l'Abruzzo all'universo delle grappe”. (Click to read more)


I BORDOLESI TRENTINI: TRE GIORNI DI DEGUSTAZIONI CON ENDRIZZI, CAVIT E MARIO POJER

Erano gli anni Sessanta. Il mondo era in fermento, in bilico tra il vecchio e il nuovo. In Trentino la viticoltura cominciava ad affrancarsi dalle antiche pratiche colturali, e i vignaioli cominciavano a guardarsi intorno, a fare confronti, ad assaggiare i vini d’Oltralpe, a viaggiare. Fu allora che due pionieri della moderna enologia, Ferdinando Tonon, dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige e Leonello Letrari, all’epoca enologo della cantina Bossi Fedrigotti, intuirono la possibilità di schiudere nuove prospettive agli orizzonti ancora angusti del vino locale. Nacquero così - a distanza di poco l’uno dall’altro - i primi bordolesi del Trentino, il Castel San Michele dell’Istituto agrario e il Fojaneghe di Bossi Fedrigotti, due rossi di grande carattere, prodotti con un taglio di Merlot e Cabernet secondo l’uso di Bordeaux. Fu l’inizio di una nuova epoca per la vitivinicoltura trentina. Il Fojaneghe fu un successo nazionale ed internazionale, una moda che conquistò anche i vip del tempo, in particolare Raimondo Vianello e mago Zurlì che ogni anno puntualmente ne ordinavano molte bottiglie. Oggi quei vini sono ancora in commercio e continuano una tradizione di successo che può vantare molti altri rappresentanti, alcuni di grande fama. Col tempo i bordolesi trentini hanno saputo rinnovarsi, evolvendo insieme al gusto dei consumatori: non più solo Cabernet e Merlot, ma anche Teroldego e Lagrein in quantità adeguate a dare al vino un carattere più trentino, una nota di terroir che ne fa a pieno titolo uno degli interpreti della vocazione vitivinicola provinciale. A questi vini Palazzo Roccabruna rende omaggio dal 30 ottobre all’1 novembre con un evento dal titolo ”I bordolesi del Trentino: dai ruggenti anni Sessanta ad oggi” che prevede la possibilità di degustare nelle sale dell’Enoteca un’ampia rappresentanza della tipologia e di partecipare ad alcuni incontri di approfondimento. (Click to read more)


RABOSO 15-18 : IL “CENTENARIUS” DI BONOTTO DELLE TEZZE SI AVVICINA

È arrivato il momento della verifica per il Raboso 15-18 Centenarius che andrà a colmare 600 magnum nel novembre 2015, a maturazione completata, destinate agli appassionati e agli ambasciatori dei Paesi coinvolti nella Grande Guerra, come tra gli altri Gran Bretagna, Francia, USA, Austria, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Slovenia, Croazia, Bosnia, i generici “Slavi del sud” o ancora i Ruteni, ovvero i “cattolici di Kiev”. Con il suggestivo titolo “Il momento che entra nella storia”, l’incontro di venerdì 24 ottobre ha sancito il legame della Cantina Bonotto delle Tezze con il suo territorio e la storia che lì vi ha trovato scenario. Afferma a tal proposito il titolare Antonio Bonotto: «A quasi due anni dalla prima idea di un nostro personale tributo alle vicine celebrazioni del centenario, le sensazioni sono molto positive. Sembra che il tempo, di cui necessita il nostro Raboso del Piave per affinarsi e dare il meglio di sé, sia anche foriero di nuovi spunti e collaborazioni. Il nostro obiettivo fin da subito è stato che il legame storico del vino, della famiglia e del Piave con le vicende belliche diventasse un contributo al nostro territorio per far emergere quel patrimonio di sensibilità, passioni e competenze che sa esprimere. La collaborazione con il dottor Pittalis per ricavare da questo lavoro un oggetto di divulgazione e con la Fondazione Jonathan Collection per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico legato alla Grande Guerra, vanno in questa direzione». Aggiunge poi Antonio Bonotto in merito al vino: «Il vino in oggetto è un Raboso del Piave DOC, vendemmia 2012. Le uve provengono da una vecchia Bellussera e volutamente porta con sé quei caratteri di forza e rusticità che nei secoli avevano determinato il grande successo commerciale e lo stretto legame con i mercati della Serenissima. Un Raboso con il gusto di un tempo perfettamente idoneo a rappresentare le epiche battaglie sul Piave». (Click to read more))


Al Bibenda Executive Wine Master della Fondazione Italiana Sommelier e al Master in Cultura del vino italiano dell'Università di Pollenzo

Il Metodo Simonit&Sirch di potatura delle vigne all’attenzione dei principali Master italiani dedicati al vino. Marco Simonit, fondatore con il socio Pierpaolo Sirch dei Preparatori d’uva, è stato infatti chiamato a testimoniare la sua esperienza e il suo lavoro al Bibenda Executive Wine Master della Fondazione Italiana Sommelier e al Master in Cultura del vino italiano, ideato dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo con l'attiva collaborazione di Slow Food e della Banca del Vino. Il Master in Cultura del vino italiano dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo si pone l’obiettivo di formare i wine teller ossia i nuovi ambasciatori del settore vitivinicolo del nostro Paese. Didattica in aula, uscite in vigna e cantina, incontri con i grandi nomi dell'enologia italiana e internazionale, della cultura, dell'agronomia, per pensare il vino nella sua complessità storica, culturale e ambientale. Il wine teller è una nuova figura professionale che l'UNISG ha individuato grazie al confronto con numerosi produttori vitivinicoli, i quali hanno evidenziato, ad oggi, la necessità di profili di questo genere nell'ambito della promozione del vino italiano. È un esperto che sa trasmettere e comunicare anni di tradizione enologica e vitivinicola, nonché di arte, storia, antropologia ed estetica dell’Italia tramite e grazie al vino. L’anno di corso inizierà a gennaio 2015, tempo della potatura invernale, e si concluderà a dicembre, a vinificazione conclusa, con un periodo di tirocinio formativo finale ( ww.unisg.it ). (Click to read more)


Una Costituente per lo Sviluppo Sostenibile dell’Italia del vino: la proposta del Forum per la Sostenibilità del Vino

E’ stato presentato il Primo Rapporto sulla Sostenibilità del Vino promosso dal Forum per la Sostenibilità del Vino, fulcro di una proposta costitutiva della comunità tecnicoscientifica per lo sviluppo sostenibile del comparto. Sono oltre 500 le aziende vitivinicole italiane che hanno aderito ad uno dei 15 programmi improntati allo sviluppo sostenibile della filiera, un percorso che ha visto coinvolte 31 università e centri di ricerca, 10 associazioni ed istituzioni governative nell’intento di qualificare processi e prodotti sostenibili italiani sui mercati anche internazionali, una rete di imprese del peso di almeno ¤.3,1 mld. di fatturato. Ma sono addirittura l’80% delle oltre 1000 imprese del vino che hanno aderito alle indagini conoscitive promosse dal Forum a considerare la sostenibilità quale primodriver strategico del loro sviluppo, le stesse imprese che dimostrano chiari ed omogenei orientamenti alla sostenibilità impregnati di azioni di miglioramento del territorio, del processo e del prodotto, e della redditività aziendale. Convergenze che trovano applicazioni concrete nei modelli di gestione proposti dai 15 programmi nazionali dalla cui disamina emergono chiaramente Tre Macro Indicatori della Sostenibilità Ambientale con il sostegno di del Vino: le Emissioni di GHG (anche correlate al consumo di Energia), il consumo e l’inquinamento dell’Acqua, il mantenimento e la tutela della Biodiversità. Un nuovo paradigma positivo di impresa che anche attraverso l’innovazione tutela i territori e salvaguarda il reddito dell’agricoltore, superando il conflitto storico tra istanze sociali, ambientali ed economiche (nella foto il primo vino italiano certificato carbon neutral, il Pinot Grigio Santa Margherita destinato al mercato canadese) ed esaltandone anzi l’integrazione a livelli di benessere superiore. Un percorso di accrescimento culturale, per il miglioramento della qualità dei prodotti e per una nuova coesione sociale. Questi sono solo alcuni dei tratti del movimento esploso in italia per la sostenibilità del vino, non solo legati all’ambiente ma anche alla società e all’economia, e ai quali il Forum per la Sostenibilità del Vino contribuirà a dare un volto ed una prospettiva di affermazione sulle tavole degli appassionati consumatori di tutto il mondo, anche grazie alla sua capacità d i aggregazione degli attori della filiera. (Click to read more)


OPENWINE PARTESA: IL 27 OTTOBRE ALLA CITTÀ DEL GUSTO APPRODA A ROMA L’EVENTO ESCLUSIVO PER GLI OPERATORI DELL’ HO.RE.CA.

L’OpenWine di Partesa – network distributivo specializzato nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca. – arriva finalmente a Roma il prossimo 27 ottobre. Per i suoi ospiti, Partesa ha pensato a una location davvero ad hoc: la sala del primo piano della Città del Gusto, il ‘tempio’ della cultura enogastronomica per professionisti e amatori, con sede in via Enrico Fermi 161. Dalle ore 14:00 alle 20:30 l’OpenWine sarà l’occasione per l’incontro diretto tra i professionisti di Partesa, i produttori vinicoli di importanti etichette e gli operatori dei principali ristoranti, enoteche e winebar del territorio. (Click to read more)


Challenge Euposia: dalla Russia alla Patagonia, passando per Palazzo Bellevue a Berlino

La Settima edizione del Challenge Euposia si arricchisce di arrivi importanti: Abrau Durso, la più antica e nota maison di "champagne" russi, fondata dallo Zar Alessandro II° nel 1870 sulle rive del Mar Nero, rimasta attiva amche durante il periodo sovietico, sarà "ospite d'onore" del Concorso, presentando per la prima volta in Italia tutta la sua produzione. Conferme anche dalle Americhe dove Brasile ed Argentina manderanno i loro "campioni" più rinomati: Miolo, Bodega Cruzat e Bodega Fin del Mundo, in Patagonia. Grande sorpresa dalla Germania: in gara anche il Sekt ufficiale del Bundespraesident: dalla Mosella, infatti, sarà in gara Weingut St. Laurentius che dal 1999 è fornitore ufficiale di Palazzo Bellevue, il "Quirinale" di Berlino. Il Challenge Euposia si svolge col Patrocinio del Grand Jury Europeen, del Consorzio Tutela Lessini Durello Doc, della Deutschland Sommelier Association, di Vinisud Montpellier, di Rivini, dell'American Chamber of Commerce, di Magna Grecia Metodo Classico e di Giusti Wines.







l'Adige

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