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Con Amaro Lucano vinci “Casa Azzurri” in Brasile

Da Dicembre 2013 fino ad Aprile 2014 acquistando al supermercato una bottiglia di Amaro Lucano da 50 cl o da 70 cl sarà possibile partecipare a "Vinci Casa Azzurri Brasile", il concorso promosso da Lucano, partner di Casa Azzurri Brasile, in occasione dei Mondiali di Calcio 2014. In palio migliaia di premi a vincita immediata e la possibilità di partecipare all'estrazione finale di un viaggio per due persone in Brasile, per sette notti, con accesso alle attività e agli eventi organizzati da Casa Azzurri. Per partecipare basterà acquistare nei supermercati una bottiglia di Amaro Lucano contrassegnata dal collarino illustrativo del concorso, collegarsi sul sito www.amarolucano.it, entrare nell’apposita sezione "Vinci Casa Azzurri Brasile", scoprire il codice presente all’interno della bottiglia ed inserirlo online per scoprire subito se si è tra i vincitori di uno dei 3.000 premi in palio firmati Lucano e Casa Azzurri Brasile: 1.500 palloni da calcio, 1.000 porte da calcio pieghevoli e 500 sport pack composte da un pallone da calcio, un telo da mare e un borsone. Tutti coloro che registreranno il codice di partecipazione e i propri dati sul sito parteciperanno in ogni caso all'estrazione del grande premio finale: il viaggio a Casa Azzurri in Brasile. (click to read more)

Con Amaro Lucano vinci “Casa Azzurri” in Brasile

Il concorso "Vinci Casa Azzurri Brasile" sarà promosso attraverso numerose attività a supporto
delle vendite: una campagna stampa sulle più importanti testate sportive italiane e una campagna
televisiva specificatamente studiata per comunicare il concorso a premi. Inoltre sono previste
numerose iniziative sulle pagine Twitter e Facebook di Lucano.

Amaro Lucano è lo storico amaro prodotto a Pisticci fin dal 1894. Ancora oggi Amaro Lucano viene realizzato a partire da oltre 30 erbe officinali sapientemente dosate, tra cui ricordiamo l’assenzio, l’angelica, il sambuco e la genziana. Una storia fatta di passione e autenticità racchiusa nella ricetta segreta del Cavalier Pasquale Vena, che si tramanda di generazione in generazione e che tutt’ora la famiglia Vena custodisce gelosamente. Lucano non è solo Amaro: vi è una vasta gamma di prodotti che comprende altri tre prodotti a marchio Lucano, ovvero un liquore al Caffè Lucano, un Limoncello, una Sambuca e oltre che altri distillati apprezzati in tutto il mondo.



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Corona del Valle, la boutique winery di Ensenada

Inizia la collaborazione con “Euposia, la Rivista del Vino” José Carlos Palacios, Sommelier e Professore di enologia alla Università Anáhuac Mayab a Merida, Yucatan, Messico, membro della Giuria della nona edizione del Challenge Euposia e colummnist del quotidiano on line Diario de Yucatan. Mi riempie di orgoglio presentare al pubblico italiano la vitivinicoltura in Messico, che continua a crescere anche in virtù di riconoscimenti importanti per la qualità, sia in patria sia a livello internazionale. Un esempio di questo movimento è un piccolo vigneto di 14 ettari, con 8 tipi di uve, sei rosse e due bianche, che pur essendo molto giovane, visto che le barbatelle sono state collocate nel 2011: Corona del Valle, nel municipio di Ensenada, nella Valle de Guadalupe, cuore della viticoltura messicana e soprattutto di quella che punta sull’eccellenza. Questa cantina ha avuto recentemente, per la prima volta per una azienda messicana, premi per l'eccellenza raggiunta e già si parla di ottimi vini in grado di competere con i più prestigiosi marchi presenti sul mercato mondiale. Questi i premi: “Winemakes challenger 2016”, un concorso celebre in una ideale strada d'eccellenza viticola tra California e Messico, per le varietà Merlot, Merlot e Tempranillo- Nebbiolo 2014 con tre vini medaglia d'argento; medaglia d’oro all’ “Ensenada terra del vino” del 2016 per le varietà Chardonnay, Merlot, Malbec, Tempranillo / Nebbiolo e Cabernet Sauvignon (vendemmia 2014). A questi si è aggiunta nei giorni scorsi la “Medalla de Plata” nel concorso “Cofradía del vino 2016”. Quindi ben sei riconoscimenti su otto varietà aziendali prodotte a conferma del grande lavoro che l'azienda ha fatto sinora e dell’impegno dell' enologo, Jac (John August ) Cole, winemaker icona dell'intera area da Napa Valley al Messico, formazione al top a Berkley e Fresno , che cura la qualità. Corona del Valle è stata avviata dall’imprenditore Hector Corona che ha anticipato lo scoppio della bolla immobiliare diversificando in tempo nelle attività di turismo sostenibile e vitivinicole di qualità. Probabilmente uno dei segreti risiede nel tipo particolare di irrigazione installata dal proprietario Hector Corona: a causa della carenza di acqua nella valle, si utilizza un sistema a goccia in cui l'impianto manda alla radice la quantità di acqua necessaria per fornire una maggiore qualità e piante, e quindi di avere una maggiore resa di uva per ettaro. (Click to read more)


The Duel of Wine: un atto d'amore per l'Italia a Venezia

Il 6 settembre al Lido durante la 73ma Mostra del Cinema arriva il film The duel of Wine, la sfida del secolo tra i più affermati Sommelier del mondo. Protagonista Charlie Arturaola, il più grande comunicatore di vino in circolazione. Il celebre Sommelier Charlie Arturaola ha “perduto” il senso dell’olfatto, strumento principe del suo mestiere e si ritrova d’improvviso sul lastrico, senza più alcuna credibilità nel settore eno-gastronomico. Costretto a vivere nei sobborghi di Miami, Arturaola tuttavia non si dà per vinto… Nel frattempo un altro eccellente Sommelier, l’italiano, Luca Gardini, sta marciando a razzo verso le finali della competizione mondiale The Duel of Wine che si tiene a New York. Charlie escogita uno stratagemma per poter partecipare alle fasi eliminatorie del Campionato: camuffarsi dietro l’identità misteriosa, beffarda e buffonesca allo stesso tempo, del “Conte mascherato”… Film eccentrico e irriducibile dentro a un genere, The duel of Wine mette in scena il mondo magico del vino e ciò che ruota attorno ad esso. Una commedia sui generis nella quale personaggi e interpreti coincidono e dove ognuno gioca il proprio ruolo: il massimo comunicatore di vino del pianeta Charlie Arturaola è Charlie Arturaola, il top sommelier Luca Gardini fa Luca Gardini, perfino il super chef Gianfranco Vissani fa Vissani.


USA: il vino italiano cresce del 3,9% in valore al 30 giugno scorso superando i 666 milioni di dollari (150 di spumanti)

Il vino italiano migliora le proprie posizioni, nel primo semestre dell’anno in corso, nonostante la contrazione del mercato USA, secondo quanto reso oggi noto dall’Italian Wine & Food Institute. L’Italia continua infatti a far registrare un lieve aumento in quantità (+0,6%) e un più sostanziale aumento in valore (+3,9%) che, secondo il presidente dell’IWFI Lucio Caputo, è particolarmente significativo specie se paragonato alla riduzione in quantità delle importazioni vinicole americane (-2,6%) e a quelle dell’Australia (-11,2%) e dell’Argentina (-36,9%) che seguono l’Italia fra i principali fornitori del mercato USA. In controtendenza Cile e Francia che, nel primo semestre del 2016 rispetto al primo semestre del 2015, hanno fatto registrare un aumento in quantità rispettivamente dell’8,7% e del 12,5%. Secondo la nota diramata oggi dell’IWFI, l’Italia è passata da 1.275.900 ettolitri del primo semestre del 2015, per un valore di $ 641.048.000, a 1.283.020 ettolitri, per un valore di $ 666.091.000, del primo semestre dell’anno in corso. La quota di mercato dei vini importati dall’Italia è risultata pari al 28,8% in quantità e al 33,5% in valore con un aumento, in entrambi i casi, di un punto percentuale. In dettaglio, le importazioni statunitensi, nel primo semestre dell’anno in corso, sono ammontate a 4.450.430 ettolitri per un valore di $1.988.864.000 contro i 4.568.830 ettolitri per un valore di $1.945.574.000 del corrispondente semestre dell’anno precedente con una diminuzione del 2,6% in quantità ed un incremento del 2,2% in valore. Le importazioni dal Cile, secondo paese fornitore del mercato USA, sono passate dai 730.660 ettolitri, per un valore di $130.197.000 del primo semestre del 2015, ai 794.500 ettolitri, per un valore di $132.632.000, del primo semestre dell’anno in corso, con un incremento dell’8,7 in quantità e dell’1,9% in valore. Le importazioni dall’Australia, terzo paese fornitore del mercato USA, sono risultate pari a 675.240 ettolitri, per un valore di $175.043.000, contro gli 760.090 ettolitri, per un valore di $193.326.000, del corrispondente periodo dell’anno scorso, con una diminuzione del 11,2% in quantità e del 9,5% in valore. Le importazioni dalla Francia, quarto paese fornitore del mercato USA, sono passate da 484.470 ettolitri, per un valore di $ 428.180.000, del primo semestre del 2015, a 544.790 ettolitri, per un valore di $462.470.000, del primo semestre dell’anno in corso. Le importazioni dall’Argentina, quinto paese fornitore del mercato USA, sono passate dai 558.070 ettolitri, per un valore di $138.555.000, del primo semestre del 2015, a 352.310 ettolitri, per un valore di $123.402.000, del primo semestre dell’anno in corso. (Click to read more)


Conegliano Valdobbiadene: vendemmia 2016: ottime premesse di qualità

Massimo impegno tra le colline del Conegliano Valdobbiadene in vista della prossima raccolta delle uve: si prevede una vendemmia all’insegna dell’eccellenza qualitativa dei vigneti di alta collina, in virtù della migliore esposizione al sole. “I presupposti per un’ottima annata ci sono tutti - afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg - Infatti malgrado le incessanti piogge di maggio e giugno, la vocazione viticola nell’area collinare ha predominato sull’effetto climatico garantendo ad oggi grappoli spargoli con un veloce accrescimento.” Il potenziale produttivo delle colline è in linea con quello del 2015, da cui si è ottenuto un millesimo riconosciuto come uno dei migliori degli ultimi anni. Lo staff tecnico del Consorzio sta avviando il costante monitoraggio del grado di maturazione delle uve attraverso il controllo di 20 stazioni di rilievo posizionate nelle diverse aree della Denominazione, di concerto con i tecnici delle cantine sociali e delle aziende associate. Questo lavoro garantisce il perfetto tempismo nel dare il via al lavoro di raccolta che varia ovviamente in funzione della posizione e dell’esposizione dei vigneti. “La stagione viticola si è contraddistinta per una fase primaverile ed estiva fresca e piovosa; tale condizione per un vitigno come la Glera e per i vigneti di collina, favoriti da giacitura e terreni ben drenanti, ha posto le basi per una maturazione più lunga e favorevole in termini di qualità e ricchezza aromatica” – dichiara Filippo Taglietti, agronomo del Consorzio. “Dalle prime valutazioni tecniche - il presidente Nardi aggiunge - stimiamo che, se non intervengono importanti eventi climatici, la raccolta possa iniziare da metà settembre in poi, leggermente posticipata rispetto all’anno scorso.“ La vendemmia è vissuta intensamente dalla comunità locale, infatti per una regione vocata da secoli alla viticoltura, in cui ogni famiglia ha una storia da raccontare legata al mondo enoico e dove ogni anno si studiano sistemi particolari e nuovi per supportare il lavoro manuale tra i filari, la vendemmia è il vero e proprio Evento dell’Anno. (Click to read more)


GIUSTI WINE INVESTE 1,7 MILIONI NELL’ABBAZIA DI NERVESA

Con un investimento di 1,731 milioni di euro, Giusti Wine metterà in sicurezza e ristrutturerà l’Abbazia di Nervesa, monastero benedettino fondato nell’Anno Mille, andato distrutto nella Battaglia del Solstizio nella Prima Guerra Mondiale, e da allora lasciato andare in totale abbandono. L’Abbazia, dedicata a Sant’Eustachio, si trova all’interno della “Tenuta Abazia” di Giusti Wine; il progetto di restauro vede il consolidamento delle strutture esistenti e la costruzione, in quella che era la parte conventuale, di un fabbricato destinato a museo con sala convegni. Ulteriori lavori comporteranno la realizzazione di percorsi per i visitatori e un’area sotterranea destinata a servizi. I lavori di ristrutturazione dureranno un anno e mezzo. L’Abbazia di Nervesa riveste un ruolo particolare: fra il Cinquecento e il Seicento divenne un importante polo culturale. Qui vennero ospitati, tra gli altri, Pietro Aretino, Giovanni Della Casa (che vi compose il noto Galateo) e la poetessa Gaspara Stampa. Tra il 1744 e il 1819, il complesso diventò un'importante azienda agricola retta da esperti e studiosi evitando così le soppressioni napoleoniche di inizio Ottocento. Giusti Wine gestirà il complesso dell’Abbazia di St. Eustachio - che resterà di proprietà della Municipalità di Nervesa - per i prossimi ottant’anni. «Con questo intervento a favore della Comunità – sottolinea Ermenegildo Giusti, titolare di Giusti Wine – integriamo il nostro piano di sviluppo del territorio che partendo dall’attività vitivinicola vuole rilanciare Nervesa ed il Montello come meta di un turismo attento e consapevole, capace di creare valore e nuova occupazione qualificata per i nostri giovani». (Click to read more)


Sicilia DOC ha iniziato la Vendemmia 2016

La stagione estiva 2016 in Sicilia è stata finora caratterizzata da un clima mite, intervallato da poche perturbazioni e senza picchi eccessivi di calore. Dopo un inverno caratterizzato da scarse precipitazioni, la stagione primaverile è iniziata con temperature mediamente fresche, anche durante la fioritura, e si è chiusa con alcune precipitazioni nei mesi di maggio e giugno. Questo quadro meteo-climatico ha favorito un discreto andamento delle fasi fenologiche dei vigneti dell’isola. Un percorso sostanzialmente regolare con le uve che sono arrivate all'inizio dell'invaiatura in salute, grazie all’attenzione e alla cura costante dei vigneti. “Più o meno siamo in linea con l’anno scorso, le produzioni sembrano promettere bene in tutte le aree di produzione” – afferma Alberto Tasca, consigliere del Consorzio che opera al centro geografico del triangolo siciliano. “Nella zona di Palermo, siamo in linea con l’anno precedente – dice – bene per il Grillo nella zona di Monreale, dalla Malvasia ci aspettiamo qualcosa in meno in termini di produzione, ancorché tutte le uve siano molto sane e con trattamenti ridotti al minimo”. L’annata 2016 si preannuncia buona anche per l’area di Menfi, Salvatore Li Petri, vicepresidente del Consorzio riferisce che l’evoluzione climatica invernale e primaverile non ha fatto registrare problemi con la fase vegetativa, al contrario “le piogge tardive – precisa - hanno aiutato senza arrecare danni, consentendo al vigneto di approvvigionarsi di un’ulteriore riserva idrica che ha mantenuto l’equilibrio vegetativo delle piante e il vigneto in stato ottimale. Attualmente fa caldo di giorno e la sera termina con una escursione di almeno 10 gradi: per il vigneto è la condizione più favorevole. L’anno scorso abbiamo iniziato la vendemmia il 27 luglio con il Pinot Grigio, quest’anno un giorno dopo, il 28 luglio.” Nel ragusano, la stagione è stata molto più secca rispetto agli anni scorsi, le vigne sono in ottimo stato ma ci potrebbe essere un anticipo. “molto probabilmente l’annata si presenta favorevole, ma meglio aspettare a pronunciarsi” – annuncia Francesco Ferreri consigliere. La provincia di Trapani, la più vitata dell'isola, rispetto al 2015 ha registrato il 40% in meno di pioggia nel periodo invernale, mentre nel mese di maggio si sono registrate precipitazioni che hanno apportato all’incirca 80-90 mm d’acqua. “Ciò ha sicuramente agevolato la fase vegetativa – spiega Filippo Paladino vicepresidente del Consorzio – la situazione fitosanitaria è sotto controllo, grazie al costante impegno dei viticoltori nel controllo dei vigneti, probabilmente la produzione sarà meno importante dell’anno scorso in termini quantitativi, ma di sicuro avremo vini di buona qualità”. “L'annata 2016 sarà probabilmente caratterizzata da un sensibile incremento della qualità e da una produzione inferiore di circa il 10% rispetto all’ultima vendemmia. (Click to read more)


TOP 10 MERCATI MONDIALI DI VINO: A META’ 2016 IMPORT TOTALE A +3,8%, DALL’ITALIA +4%

Cresce del 3,8% il valore dell’import di vino nei primi dieci mercati mondiali (gennaio-maggio 2016 rispetto stesso periodo 2015). Le importazioni di vini italiani aumentano di pari livello (+4%) mentre corrono più velocemente quelli spagnoli (+9%) e francesi (+8%). La Cina fa incetta di vini australiani (+43%), favoriti dall’accordo di libero scambio entrato in vigore lo scorso dicembre con il gigante asiatico. All’avvicinarsi del giro di boa per il commercio mondiale di vino 2016, l’Italia resta in scia ai diretti competitor, surclassando quelli dell’Emisfero Sud ma arrancando nei confronti degli europei. Nel periodo gennaio-maggio di quest’anno, le importazioni nei primi dieci mercati - che congiuntamente pesano per il 70% dell’import mondiale di vino in valore - sono cresciute del 3,8% riguardo allo stesso periodo dell’anno precedente, superando così i 7,3 miliardi di euro. Stati Uniti e Giappone crescono di oltre il 4%, mentre arretrano Germania e Regno Unito (entrambi con cali vicini al 6%). Ma la vera sorpresa è data in primis dalla Russia che dopo due anni di cali continui nelle importazioni sembra aver riavviato gli acquisti di vino dall’estero (+9%) e soprattutto dalla Cina che, a metà anno, ha già importato lo stesso valore di quanto acquistato dalla Svizzera in tutto il 2015 (1 miliardo di euro). Rispetto a questa dinamica, gli acquisti di vini italiani restano nella media (4%), mentre aumentano sensibilmente quelli spagnoli e francesi, con percentuali superiori all’8% in entrambi i casi. “Le importazioni di vini italiani nei principali mercati mondiali continuano ad essere trainate dagli spumanti. La crescita per questa tipologia nei primi cinque mesi del 2016 è infatti superiore al 20%, mentre nel caso dei vini fermi imbottigliati la variazione è appena dell’1%”, afferma Denis Pantini, responsabile Wine Monitor di Nomisma. Regno Unito e Stati Uniti si confermano i principali mercati di sbocco degli sparkling italiani, dove continua a farla da padrone il Prosecco che nel frattempo inizia a farsi strada anche nel mercato francese, patria del più blasonato Champagne. “Nei primi 5 mesi del 2016, le importazioni in Francia di spumanti Dop italiani – escluso l’Asti – sono praticamente raddoppiate rispetto all’anno scorso, passando da meno di 9 mila a quasi 19 mila ettolitri, per un valore corrispondente di 6,5 milioni di euro” aggiunge Pantini. In questo momento, i vini fermi imbottigliati del Belpaese non stanno invece marciando a grandi passi nel mercato nordamericano (meno del 2% di aumento), ma sembrano recuperare terreno in Cina e in Russia: le importazioni dei nostri vini in questi mercati sono cresciute in valore rispettivamente del 42% e 16%. (Click to read more)


Air Dolomiti sceglie l’Asolo Prosecco Superiore DOCG Giusti per la propria flotta

Dal 1° agosto prossimo, l’Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut di Giusti Wine sarà protagonista nelle Cantine di bordo della flotta Air Dolomiti (www.airdolomiti.it), la compagnia aerea italiana del Gruppo Lufthansa con sede a Verona-Villafranca. Sino al prossimo novembre, il Prosecco DOCG della Cantina di Nervesa della Battaglia (Tv) sarà servito in abbinamento ai pranzi di bordo, uno dei tradizionali punti di forza della Compagnia scaligera. «Siamo molto orgogliosi della scelta di Air Dolomiti – sottolinea il presidente di Giusti Wine, Ermenegildo Giusti – : è oltremodo significativo essere selezionati da una Compagnia molto attenta alla qualità che valuta periodicamente i vini che offre ai propri viaggiatori e che porta, su rotte strategiche per il made in Italy, il meglio dell’eccellenza agroalimentare del nostro Paese, grazie ad un servizio unico che mette il Viaggiatore al centro di vere e proprie esperienze gastronomiche, spesso curate da grandi chef, ad alta quota». Air Dolomiti, con la sua moderna flotta di Embraer 195 e con 370 voli settimanali dall’Italia verso la Germania, è la prima Compagnia italiana a ricevere il Prosecco DOCG di Giusti Wine che è già presente a bordo di WestJet, la più performante compagnia aerea canadese.


"Zuma Zacapa Live Solera" in nove ristoranti della catena giapponese a partire da Settembre 2016

Ron Zacapa e la catena di ristoranti Zuma, hanno annunciato una collaborazione esclusiva che vedrà l'introduzione del primo “sistema di cocktail in evoluzione” del mondo, lo “Zuma Zacapa Live Solera” in nove ristoranti Zuma – Londra, Hong Kong, Dubai, Istanbul, Miami, Bangkok, Penisola di Datca, Abu Dhabi, New York e Roma - a partire dal prossimo settembre. Lo “Zuma Zacapa Live Solera” prevede un’installazione personalizzata che riproduce il “Sistema Solera” della Zacapa, celebre processo di invecchiamento lento in cui il rum Zacapa viene fatto riposare in una serie di barili di quercia americana già usati e accuratamente selezionati. In queste strutture fatte su misura, il rum Zacapa viene filtrato lentamente da barile a barile, maturando e assorbendo i sapori scelti con cura meticolosa per aromatizzare le botti. Presentata inizialmente in nove dei ristoranti Zuma nel mondo, ognuna di queste installazioni proporrà un cocktail fatto su misura, pensato per deliziare i palati locali e per esaltare al meglio la cucina giapponese contemporanea di Zuma. Per aromatizzare i barili sono state scelte fragranze caratteristiche che traggono ispiraz ione dalle singole location dei ristoranti, come il rabarbaro per Londra e l'olio di sesamo per Hong Kong. Il rum viene fatto invecchiare per almeno sei settimane all'interno del sistema di botti aromatizzate con queste fragranze locali per dare vita ad un cocktail unico. Matteo Fantacchiotti, Vicepresidente commerciale della Diageo Reserve nel mondo, spiega: «Siamo davvero entusiasti di collaborare con i ristoranti Zuma nel portare l'autentica arte guatemalteca del “Sistema Solera” in queste nove città. È un'occasione unica per far conoscere il gusto e le caratteristiche distintive del rum Zacapa ad intenditori di cocktail ed amanti della buona cucina». James Shearer, Bar Manager del gruppo Zuma, ha commentato: «Da Zuma siamo alla continua ricerca di nuove idee su come coinvolgere i nostri clienti, e “Zuma Zacapa Live Solera” permetterà loro non solo di interagire con il barman dal punto di vista visivo o emozionale, ma di prendere parte al procedimento stesso». (Click to read more)


Il nuovo “Vecio Fritolin” prende forma: Irina Freguia svela il nuovo progetto della storica insegna veneziana

In sala e in regia la personalità e la professionalità di Irina Freguia, che interpreta al meglio il ruolo di anfitrione di un ristorante in grado negli anni di meritare lodi e citazioni sulle guide di tutto il mondo, da New York al Giappone, dall'Inghilterra alla Russia. “La cucina – racconta Irina – riprenderà con vigore un pensiero strettamente veneziano e territoriale, con eccellenti materie prime locali, della Laguna e del vicino Mercato di Rialto, interpretate nel rispetto della tradizione ma con una moderna e auspicata leggerezza”. Per garantire coerenza e qualità al nuovo approccio, Irina Freguia ha scelto la figura di Pierluigi Lovisa, al quale è affidata oggi la consulenza del menu del ristorante. Lovisa vanta una lunga esperienza in cucina e una conoscenza capillare del territorio e delle sue ricchezze. Al Vecio Fritolin avrà in compito di studiare il menu e guidare uno staff di cucina che rappresenta una garanzia di continuità con il corso precedente. “Ho letto spesso della signora Freguia e del Vecio Fritolin – afferma Pierluigi Lovisa – un locale che mi ha sempre affascinato e che ha una storia importante alle spalle. Perciò con grande piacere ho risposto positivamente all'invito e a questo nuovo progetto, al quale darò il mio massimo impegno nelle vesti di consulente, cercando di rispettare l'anima di un locale che è punto di riferimento per molti” Il nuovo menu sarà disponibile dai prossimi giorni e includerà i grandi classici della tradizione veneziana come il Baccalà mantecato, le sarde in saor, i “cicchetti”, e il fritto di pesce. Tutti piatti riconoscibili nel gusto e realizzati con gli ingredienti migliori a disposizione, ma rivisti nella presentazione e in parte negli abbinamenti. Ad esempio il baccalà si completa con un tuille al nero di seppia, o le sarde trovano un perfetto bilanciamento grazie al saor di fragole e prosecco. (Click to read more)







l'Adige



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